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La gravidanza per chi soffre di malattie cardiache: quali sono i rischi?

Secondo quanto riportato dalla Società Europea di Cardiologia, le malattie cardiache sono la prima causa di morte in gravidanza. Una parte di donne in età fertile ha malattie cardiache congenite, mentre una nuova importante fascia è rappresentata dalle cosiddette “primipare attempate”, cioè donne che hanno il primo figlio intorno ai 40 anni. Infatti, all’aumentare dell’età della donna, cresce anche la possibilità di sviluppare malattie come le diverse forme di cardiopatia ischemica (angina pectoris e infarto del miocardio).

Vediamo allora quali sono i principali rischi delle malattie cardiache in gravidanza.

Malattie cardiache in gravidanza: cosa c’è da sapere

Innanzitutto, è importante dire che la gravidanza comporta di per sé alcuni mutamenti a carico del sistema cardiovascolare. Si tratta in particolare di:

  • aumento della richiesta di ossigeno

  • aumento della gittata e della frequenza cardiache

  • aumento del volume del sangue

  • riduzione della pressione arteriosa.

Pertanto, le cardiopatiche devono essere seguite con particolare attenzione e devono essere consapevoli che il loro stato interessante tenderà a rendere più delicata la situazione.

Cardiopatia e gravidanza: un approccio multidisciplinare

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Ecco perché, similmente a quanto avviene nella prevenzione vascolare, le donne con malattie cardiache note dovrebbero sottoporsi ad una consulenza pre-gravidanza, per valutare il rischio materno e fetale. In particolare, questa analisi è richiesta in caso di:

  • protesi valvolari

  • coartazione aortica

  • sindrome di Marfan (tessuto connettivo)

  • miocardiopatia dilatativa asintomatica

  • lesioni ostruttive.

Esistono poi dei casi più gravi in cui si ritiene che la cardiopatia sia incompatibile con la gravidanza, per cui i medici ritengono sia da evitare o da interrompere:

  • ipertensione polmonare

  • cardiomiopatia dilatativa scompensata

  • sindrome di Marfan con dilatazione aortica

  • cardiopatie congenite cianogene.

Nei casi di donne cardiopatiche in gravidanza è importante intervenire con un approccio multidisciplinare: cardiologo, ginecologo e anestesista devono lavorare in team e assistere la paziente in tutte le fasi. Ma quali sono le malattie cardiache con maggiori rischi in gravidanza?

Malattie cardiache in gravidanza: quali rischi?

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Non tutte le patologie a carico del sistema cardio-circolatorio sono della stessa gravità. In particolare, tra le cardiopatie ad alto rischio in gravidanza troviamo:

  • Tetralogia di Fallot , per cui i rischi sono alta mortalità materna, perdita fetale, parto prematuro, ridotto peso alla nascita, 5-10% di probabilità di cardiopatia congenita nel figlio

  • Coartazione aortica, responsabile di circa il 3-8% di casi di mortalità materna

  • Malattia autosomica dominante – che comporta circa l’1-3% di rischio di morte improvvisa

  • Miocardiopatia dilatativa peripartum, una malattia rara che si presenta durante la gravidanza (o subito dopo) e può comportare il rischio di insufficienza cardiaca.

Trapianto cardiaco e gravidanza

Anche le donne che hanno subito un trapianto cardiaco devono considerare i rischi. Per quanto le ricerche fatte sull’argomento evidenzino che nella maggior parte dei casi la gravidanza riesce ad essere portata a termine, esistono comunque dei rischi, rappresentati da insufficienza cardiaca materna e infezioni materne. Per questo motivo si ritiene che soltanto le donne che si sono sottoposte a trapianto in età giovane e senza fenomeni di rigetto possano portare avanti una gravidanza in sicurezza.

Malattie cardiache in gravidanza: quali farmaci sono ammessi?

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In caso di malattie cardiache in gravidanza, il cardiologo deve prendere in considerazione tutti i farmaci solitamente prescritti alla paziente e valutare la loro compatibilità con lo stato gravidico. Infatti, vasodilatatori, antiaritmici e antitrombotici possono essere efficaci in alcuni casi, ad esempio l’adenosina usata nelle aritmie atriali sincronizzate, ma comportano rischi seri per la donna e il feto in altre situazioni. È il caso, ad esempio, dell’antitrombotico Warfarin che attraversa la placenta e può causare malformazioni del feto nel 15-25% dei casi.

Come sappiamo, le malattie cardiovascolari ischemiche colpiscono soprattutto la popolazione femminile, con una forte incidenza dell’infarto, ma questo non implica che le donne cardiopatiche debbano rinunciare ad avere figli. In presenza di malattie cardiache in gravidanza occorre conoscere i rischi, affidarsi a degli specialisti e non improvvisare, anche valutando col proprio cardiologo se intervenire con correzione chirurgica, per abbassare sensibilmente i rischi. Infine, può essere utile stipulare una polizza come Protezione Famiglia che copra le spese di molti esami, tra cui l’ecocardiografia, indispensabile per la diagnosi di molte delle patologie di cui abbiamo parlato.

Elena Rizzo Nervo
Bolognese, lavora nel mondo della comunicazione occupandosi di alimentazione, agricoltura biologica e ambiente. É redattrice per "Il Giornale del Cibo" per il quale scrive su tematiche inerenti la nutrizione e i corretti stili di vita

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