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Rischio infarto donne

Come calcolare il rischio di infarto nelle donne?

In controtendenza con quanto si pensa, le malattie cardiovascolari ischemiche (MCI) interessano moltissime donne, anche sotto i 55 anni, le quali spesso non presentano sintomi conclamati neanche in presenza di infarto. Uno studio del McGill University Health Centre, pubblicato su JAMA, ha infatti analizzato le cartelle cliniche di 1.015 pazienti, tra i 18 e i 55 anni, ricoverati per sindrome coronarica acuta, riscontrando che l’infarto silenzioso colpisce soprattutto le donne: una su 5.

I sintomi nella donna, infatti, sono differenti da quelli che compaiono nell’uomo, inoltre spesso non si manifestano, rendendo difficile riconoscere in maniera tempestiva un imminente attacco di cuore. Com’è possibile, dunque, calcolare il rischio di infarto nella donne e intervenire attraverso la prevenzione? Impariamo, innanzitutto, a riconoscere i sintomi dell’infarto femminile.

Rischio infarto nelle donne: sintomi specifici

Sintomi infarto

La ricerca americana ha portato alla luce anche un altro fatto nuovo, ovvero che molte donne ricoverate per sindrome coronarica acuta sono donne giovani, per le quali spesso è più facile sbagliare la diagnosi. Se il dolore toracico rimane il sintomo più evidente, tuttavia, l’infarto nella donna ha dei sintomi specifici, differenti da quelli che compaiono nell’uomo. In particolare, a segnalare un imminente rischio sono:

  • mancanza d’aria

  • ansia

  • vomito

  • dolore alla mandibola

  • dolore al dorso

  • sudorazione

In presenza di queste manifestazioni si può sospettare l’ostruzione di una coronaria, per cui la chiamata al 118 deve essere tempestiva.

Ma come intervenire in fase preventiva?

Per lungo tempo anche la comunità scientifica ha sottovalutato il rischio di infarto nelle donne perché si pensava fossero coperte dall’azione degli estrogeni. Il contributo degli estrogeni invece non è sempre sufficiente, tuttavia è importante nell’età fertile, poiché questi ormoni proteggono la donna occupandosi di:

  • controllo della proliferazione cellulare, ovvero della divisione delle cellule e della disfunzione dell’endotelio, il tessuto che riveste internamente i vasi sanguigni

  • attività antiossidante e di controllo sul profilo lipidico che comprende i valori di colesterolo totale, HDL; LDL e trigliceridi, per verificare che non ci siano alterazioni della quantità di grassi o lipidi normalmente presenti nel sangue

  • modulazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, che si occupa della regolazione della pressione arteriosa, ovvero la forza che il sangue esercita sulle arterie per arrivare a tutto il corpo.

Tuttavia il miglior intervento, sia per le donne giovani, sia per chi ha già raggiunto la menopausa, si può attuare con una corretta prevenzione, per diminuire i fattori di rischio.

Approfondiamo meglio questo aspetto importante.

Malattie coronariche ischemiche e rischio infarto femminile

Prevenzione infarto donne

Come abbiamo visto recentemente parlando di sintomi e prevenzione dell’infarto nella donna, esistono alcuni fattori di rischio che incidono sulle malattie coronariche ischemiche. Una parte riguarda la presenza di patologie come ipertensione, diabete mellito, ipercolesterolemia e depressione, mentre un altro gruppo di fattori dipende strettamente dagli stili di vita: fumo di sigaretta, in particolare associato all’assunzione di contraccettivi orali, obesità addominale, ma anche scarsa attività fisica.
Rispetto a questi ultimi fattori è possibile intervenire in modo efficace seguendo corretti stile di vita, da seguire in maniera continuativa se si vogliono ottenere risultati per la salute. Questo è particolarmente vero nella prevenzione del rischio di infarto nelle donne.

Come calcolare il rischio di infarto?

Per calcolare il rischio di infarto nelle donne, ma anche per contribuire a prevenirlo con sane abitudini, bisogna considerare alcuni elementi:

  • peso

  • sesso

  • età

  • diabete

  • abitudine al fumo

  • pressione arteriosa sistolica

  • colesterolemia totale

  • HDL-colesterolemia

  • trattamento anti-ipertensivo in corso


Si tratta dei principali fattori di rischio tradizionale, alcuni dei quali sono correlati ad abitudini considerate modificabili dall’
Istituto Superiore della Sanità. Approfondiamole insieme.

Alimentazione consapevole

Alimentazione consapevole

Infarto e malattie a carico del cuore passano anche attraverso il nostro regime alimentare. Alimentarsi in maniera consapevole, come abbiamo visto anche nella dieta post-infarto, significa privilegiare alimenti ricchi di Omega-3, come pesce, ma anche legumi, verdure e cereali integrali, evitando i grassi saturi. Questo è particolarmente importante anche per mantenere il colesterolo all’interno dei parametri di sicurezza, evitando l’ipercolesterolemia e le sue conseguenze a carico del cuore.

Peso-forma

Strettamente legato ad alimentazione e colesterolo è anche il peso corporeo, il cui aumento determina uno dei fattori di rischio infarto nelle donne e negli uomini. In particolare, il Framingham Heart Study, il Manitoba Study e l’Harvard School of Public Health Nurses Study, hanno rilevato come le donne obese (e sedentarie) siano maggiormente a rischio di infarto. È bene evitare, infatti, continui sbalzi di peso, cadendo nell’obesità o nell’eccessiva magrezza, per mantenere il proprio peso-forma, individuabile grazie all’Indice di Massa Corporea (MCI) che è dato dal rapporto tra il nostro peso in Kg diviso la nostra altezza in metri. Potete calcolare il vostro MCI anche dal sito del Ministero della Salute.

Attività fisica regolare

Il massimo per la salute sarebbe muoversi, almeno 30 minuti consecutivi al giorno. Tuttavia, possono bastare anche 20 minuti di movimento un paio di giorni alla settimana per evitare la sedentarietà, considerata un fattore di rischio grave per l’infarto nelle donne.

Stop al fumo

Fumare non fa bene, mai. E smettere, in qualsiasi momento, anche dopo tanti anni, porta dei risultati visibili in poco tempo in termini di benessere e salute. Tra le tante conseguenze negative, il fumo rappresenta anche uno dei fattori di rischio per l’infarto e la sua incidenza cresce ulteriormente per chi fuma più di 20 sigarette al giorno.

Per aiutare le persone a calcolare il proprio rischio di infarto sono disponibili dei test, anche online, come quello diffuso da Lega Italiana Ipertensione Arteriosa o da Fondazione Cuore Alto Adige, basati proprio sui fattori di rischio che abbiamo analizzato.

Tuttavia, rimane un altro aspetto importante da considerare nella prevenzione del rischio infarto nella donna, ovvero sottoporsi ad esami periodici.

Esami per la prevenzione cardiovascolare

Prevenzione cardiovascolare

Chi soffre di diabete o chi ha casi di familiarità legati alle malattie cardiovascolari ischemiche deve stare particolarmente attento alla propria salute, scegliendo uno stile di vita sano e monitorando i propri valori tramite esami, come quelli del colesterolo e della glicemia. Ma non solo. Lo screening per le malattie cardiovascolari è importante per tutti perché permette di effettuare diagnosi precoci e di abbassare il rischio di infarto nelle donne e negli uomini. Chi lo desidera può valutare anche una polizza assicurativa come Protezione Famiglia che permette di ottenere un programma su misura con consigli di alimentazione e allenamento per mantenere il cuore in salute.
Considerata l’incidenza dei fattori di
rischio infarto nelle donne che sono modificabili, siete pronte a cambiare le vostre abitudini alimentari e di allenamento?

Elena Rizzo Nervo
Bolognese, lavora nel mondo della comunicazione occupandosi di alimentazione, agricoltura biologica e ambiente. É redattrice per "Il Giornale del Cibo" per il quale scrive su tematiche inerenti la nutrizione e i corretti stili di vita

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