PUNTI CHIAVE
- L’emicrania con aura è una forma di emicrania preceduta da sintomi neurologici transitori, che durano in genere dai 5 ai 60 minuti e possono interessare la vista, la sensibilità tattile o il linguaggio.
- L’aura visiva è la più comune: si manifesta con luci lampeggianti, macchie scure o linee a zigzag nel campo visivo che compaiono gradualmente e scompaiono prima dell’inizio del mal di testa.
- Quando le crisi diventano frequenti, quando l’aura cambia caratteristiche o quando compaiono nuovi sintomi neurologici, è indicata una visita neurologica per definire la diagnosi e impostare il trattamento più adeguato.
- Per le crisi acute esistono diversi trattamenti efficaci – dai comuni antidolorifici ai triptani – mentre nei casi più frequenti il neurologo può proporre una terapia preventiva per ridurre la frequenza e l’intensità degli episodi.
- Tenere un diario delle crisi e identificare i fattori scatenanti personali – come lo stress, le alterazioni del sonno o certi alimenti – è fondamentale per gestire l’emicrania con aura nel lungo periodo.
L’emicrania con aura è una delle forme di cefalea più riconoscibili: si distingue per la comparsa di sintomi neurologici – visivi, sensitivi o del linguaggio – che precedono o accompagnano il mal di testa. Scopriamo come si manifesta e quali rimedi esistono per gestire e prevenire gli episodi.
Che cos’è l’emicrania con aura?
L’emicrania con aura è una forma di emicrania caratterizzata dalla comparsa di sintomi neurologici transitori – l’aura – che precedono o accompagnano la fase dolorosa.
Interessa circa il 15-18% dei pazienti con emicrania, in prevalenza donne. Rispetto alla forma senza aura, si manifesta con cadenza meno regolare e con una frequenza minore, talvolta con lunghi periodi di remissione (anche superiore a un anno).
Quali sono le cause dell’aura?
L’aura ha origine da un’alterazione temporanea dell’attività elettrica cerebrale: un’onda di eccitazione e inibizione – chiamata spreading depression – si propaga lentamente dalla zona visiva occipitale verso le aree anteriori del cervello. A seconda delle regioni coinvolte, questa alterazione si traduce in disturbi visivi, sensitivi o del linguaggio.
Un ruolo rilevante in questo processo è svolto dalla proteina CGRP, che durante gli episodi di emicrania aumenta in concentrazione e contribuisce alla vasodilatazione e alla trasmissione del dolore.
I fattori scatenanti degli attacchi di aura possono essere diversi:
- stress
- alterazioni del ritmo sonno-veglia
- alterazioni ormonali
- alimenti e sostanze eccitanti
- stimoli visivi intensi
- forame ovale pervio, un’anomalia congenita cardiaca che comporta la presenza di un canale aperto tra l’atrio destro e sinistro
- predisposizione genetica.
Emicrania con aura: come si manifesta?
L’aura più comune è quella visiva: si manifesta con punti e flash luminosi, scotomi scintillanti (macchie scure circondate da luci lampeggianti o linee a zigzag), visione offuscata, immagini deformate, oscuramento di una porzione del campo visivo.
Accanto a quella visiva, possono comparire anche altri tipi di aura:
- sensitiva: formicolii o intorpidimento che interessano di solito un lato del corpo, partendo dalla mano e risalendo verso il viso
- del linguaggio: difficoltà nel trovare le parole o nell’esprimersi chiaramente, che regredisce nell’arco dell’ora.
Gli episodi durano in genere dai 5 ai 60 minuti, per poi regredire spontaneamente prima dell’inizio del mal di testa.
La cefalea che segue è in genere pulsante, perlopiù unilaterale, di intensità moderata o severa, e si accompagna a nausea, fastidio nei confronti della luce (fotofobia) e del rumore (fonofobia) o degli odori (osmofobia). In alcuni casi l’aura può comparire senza che si sviluppi il dolore: si parla allora di emicrania silente, o aura senza cefalea.
Poiché alcuni sintomi dell’aura – in particolare i disturbi visivi improvvisi e i formicolii a un lato del corpo – possono sovrapporsi a quelli di un attacco ischemico transitorio (TIA) o di un ictus, alla comparsa di questi particolari sintomi è opportuno contattare il pronto soccorso, per escludere cause vascolari.
Emicrania con aura: diagnosi
La diagnosi è di competenza del neurologo e parte da un’anamnesi accurata: la raccolta dettagliata di storia clinica, caratteristiche degli episodi, eventuale familiarità e fattori scatenanti. Queste informazioni sono essenziali per escludere un’origine secondaria dei disturbi.
In genere sono necessari almeno due attacchi con le stesse caratteristiche per formulare una diagnosi di emicrania con aura.
Lo specialista può richiedere esami strumentali a supporto della diagnosi:
- risonanza magnetica dell’encefalo
- ecocolordoppler dei tronchi sovraortici
- elettroencefalogramma
- visita oculistica, per escludere patologie dell’occhio con manifestazioni simili
Cosa fare in caso di aura visiva?
Riconoscere i primi segnali dell’aura permette di prepararsi alla crisi. Quando compaiono i disturbi caratteristici, è opportuno interrompere le attività che richiedono concentrazione visiva, in particolare la guida o l’uso di macchinari, e spostarsi in un ambiente tranquillo.
Alcune indicazioni pratiche per gestire un episodio di aura visiva:
- riposare: una stanza semibuia, lontana da luci intense e rumori, aiuta a ridurre il disagio durante la fase di aura
- preparare la terapia prescritta: alcuni farmaci vanno assunti alla comparsa dell’aura, altri all’inizio del mal di testa
- evitare lo sforzo visivo come guardare schermi.
È invece necessario rivolgersi al pronto soccorso se:
- l’aura dura più di 60 minuti
- compaiono debolezza a un lato del corpo o difficoltà nel parlare e nel muoversi
- il mal di testa che segue è improvviso e di intensità insolita rispetto ai soliti episodi.
Quali sono i rimedi per l’emicrania con aura?
La gestione dell’emicrania con aura si sviluppa su due livelli: il trattamento delle crisi acute e la prevenzione degli episodi futuri.
Per le crisi acute, i farmaci più utilizzati comprendono antinfiammatori non steroidei (FANS). Nei casi più intensi o invalidanti, il medico può prescrivere i triptani, farmaci specifici per l’emicrania che agiscono sui meccanismi che scatenano il dolore. In caso di nausea associata, possono essere utili anche farmaci antiemetici.
Quando gli episodi si verificano con frequenza o sono particolarmente invalidanti, il neurologo può valutare l’introduzione di una terapia preventiva.
Accanto ai farmaci, la gestione dei fattori scatenanti gioca un ruolo centrale. Alcuni accorgimenti possono contribuire a ridurre la frequenza degli episodi:
- sonno regolare
- alimentazione equilibrata
- idratazione adeguata
- tecniche di gestione dello stress
- diario delle crisi: uno strumento utile per individuare i propri trigger personali e costruire, con il supporto dello specialista, un piano di cura efficace e personalizzato.
Quando i rimedi abituali sembrano meno efficaci o le crisi si fanno più frequenti, la valutazione neurologica è il passo fondamentale per aggiornare il piano terapeutico e individuare la soluzione più adatta.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
L’aura può comparire senza mal di testa?
Sì, si parla in questo caso di emicrania silente, o aura senza cefalea.
Quando bisogna rivolgersi al neurologo per l’emicrania con aura?
È consigliabile farlo quando le crisi si verificano di frequente, quando l’aura cambia caratteristiche o dura più di un’ora, quando compaiono nuovi sintomi neurologici mai avvertiti in precedenza, oppure quando i farmaci per le crisi acute risultano meno efficaci del solito.
L’emicrania con aura si può prevenire?
La prevenzione farmacologica non elimina del tutto le crisi, ma può ridurne in modo significativo la frequenza e l’intensità. Le opzioni terapeutiche disponibili si affiancano alla gestione dei fattori scatenanti e a uno stile di vita regolare.
Quali sono i cibi da evitare per l’emicrania con aura?
I trigger alimentari variano da persona a persona. Tra quelli più frequentemente segnalati figurano alcol, cibi fermentati o stagionati, cioccolato, caffeina in eccesso e alimenti ricchi di glutammato.
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