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Displasia anca cane

Displasia dell’anca del cane: come si manifesta e come si cura questa patologia?

La displasia dell’anca del cane è una malattia che si sviluppa durante la crescita dell’animale e che interessa l’articolazione dell’anca. Può diventare molto invalidante nel corso del tempo, in quanto porta a una degenerazione progressiva, per cui è importante diagnosticarla precocemente così da mettere in atto i trattamenti idonei a contrastarla. Scopriamo quali sono i sintomi tipici di questa patologia, le cause scatenanti e le terapie previste.

Displasia dell’anca del cane: cos’è e quali sono le razze a rischio?

La displasia dell’anca del cane è una malformazione che colpisce l’articolazione coxo-femorale, ovvero l’anca. Questa malattia porta a un’usura dei margini articolari e a una conseguente degenerazione della cartilagine, e si evolve, con il passare del tempo, in artrosi cronica. Si tratta di una patologia dello sviluppo, che si manifesta quindi durante la crescita del cane. Sebbene qualsiasi razza possa svilupparla, quelle maggiormente a rischio sono le razze di taglia grande o gigante, mentre è più raro riscontrarla in cani di piccola taglia. Tra quelle più soggette ci sono, ad esempio:

  • il pastore tedesco
  • i rottweiler
  • i retriever
  • il Dogue Bordeaux
  • il cane corso
  • il boxer.
Cane razza a rischio displasia anca

SashaFoxWalters/gettyimages.it

Com’è fatta l’anca del cane e cosa accade in caso di displasia?

Per comprendere meglio che cosa accade nella displasia, dobbiamo prima capire com’è fatta l’anca. Questa articolazione è costituita dalla testa del femore e dall’acetabolo, la cavità in cui la testa del femore si articola: in altre parole, è come se avessimo una sfera (la testa del femore) che si muove all’interno di una cavità (l’acetabolo). In una conformazione corretta, l’acetabolo e la testa del femore corrispondono perfettamente e si “incastrano” in modo ottimale. In presenza di displasia, invece, queste due parti non si adattano come dovrebbero: ciò causa una condizione di instabilità che, con il continuo movimento del cane, provoca le conseguenze degenerative di cui abbiamo parlato.

Quali sono i sintomi?

La malattia può manifestarsi con vari livelli di gravità e, a seconda del soggetto, i sintomi possono apparire in fasi differenti. È inoltre possibile che alcuni animali non mostrino segni evidenti della patologia. Vediamo alcuni dei segnali più comuni:

  • riluttanza al movimento;
  • andatura “a coniglio”: il cane muove contemporaneamente le zampe posteriori quando salta o corre;
  • andatura vacillante;
  • zoppia;
  • difficoltà ad alzarsi;
  • tendenza a spostare il peso sugli arti anteriori;
  • perdita di massa muscolare negli arti posteriori;
  • dolore all’anca;
  • rigidità degli arti pelvici.
Sintomi displasia anca cane

thiagoamoreton/gettyimages.it

Le cause della displasia dell’anca del cane

La displasia dell’anca del cane è una patologia multifattoriale. Diversi elementi influiscono sul suo sviluppo e sulla sua gravità, ma il fattore genetico riveste primaria importanza. La trasmissione ereditaria è di tipo poligenico, poiché dovuta a numerosi geni, e la displasia può essere trasmessa anche se il genitore non presenta la malattia, in quanto portatore sano dei geni che la provocano.

Lo sviluppo della displasia, però, può essere influenzato anche da alcuni fattori ambientali come l’alimentazione e la quantità e tipologia di esercizio fisico. Ad esempio, un rapido aumento del peso dell’animale, in seguito a un eccessivo apporto nutrizionale, può incidere sulla malattia.

Come si diagnostica la displasia

L’ideale sarebbe diagnosticare la patologia il prima possibile, quando il cane è ancora un cucciolo. Per questo motivo, soprattutto i piccoli appartenenti a delle razze a rischio dovrebbero essere sottoposti a un controllo mirato, in modo da poter agire per tempo sullo sviluppo della displasia con trattamenti capaci di bloccarne o rallentarne il progresso. La presenza della malattia, infatti, può essere rilevata già durante i primi mesi di vita del cane, e il periodo ottimale è tra i 3 e i 5 mesi. Spesso, tuttavia, i cuccioli non vengono controllati precocemente perché difficilmente, a questa età, mostrano i segni della displasia.

La diagnosi precoce può avvenire tramite un’accurata visita ortopedica, che consiste nella palpazione dell’anca, e l’esame radiografico.

Diagnosi displasia anca cane

gilaxia/gettyimages.it

Displasia dell’anca del cane: come si cura?

La displasia può manifestarsi in diverse forme e livelli di degenerazione articolare. Per curarla esistono varie tipologie di trattamento e ogni caso va valutato singolarmente. In particolare, è possibile distinguere tra trattamento conservativo e trattamento chirurgico.

Trattamento conservativo

Comprende:

  • gestione del peso del cane: tenere sotto controllo il peso corporeo dell’animale è fondamentale, perché ciò permette di non sforzare troppo le articolazioni;
  • svolgimento di un adeguato esercizio fisico: per non sollecitare le articolazioni, in generale, è bene evitare attività come salti e corse e prediligere passeggiate al guinzaglio di una durata tollerabile per il cane. In ogni caso, sarà il veterinario a fornire le indicazioni più adeguate alla salute del soggetto;
  • fisioterapia: questa tipologia di trattamento può contribuire a rafforzare i muscoli e a ridurre il dolore e l’infiammazione;
  • antinfiammatori: questi farmaci aiutano ad alleviare il dolore, permettendo all’animale di muoversi meglio;
  • integratori: vengono spesso raccomandati anche degli integratori protettivi per la cartilagine.
Fisioterapia cane

fpphotobank/gettyimages.it

Trattamento chirurgico

Include le seguenti opzioni:

  • sinfisiodesi pubica giovanile (JPS), una tecnica correttiva poco invasiva, indicata sui cani tra i 3 e i 5 mesi di età, finalizzata a evitare che l’articolazione vada incontro al processo degenerativo;
  • osteotomia pelvica duplice o triplice (DPO/TPO), operazioni adatte nei cani giovani, sempre nel caso in cui la displasia venga diagnosticata precocemente, prima che si verifichino i processi degenerativi;
  • ostectomia della testa e del collo del femore (FHO), intervento che prevede l’escissione della testa del femore e che mira ad alleviare il dolore;
  • protesi totale dell’anca (THR), soluzione che permette di riprodurre un’articolazione normale tramite una protesi.

Come abbiamo visto, sottoporre il cane a dei controlli sin da cucciolo è importante per prevenire una patologia degenerativa come la displasia. Se volete proteggere la salute del vostro animale, usufruire di visite gratuite e di prestazioni a tariffe agevolate, è possibile sottoscrivere l’Assicurazione Doctor Pet, la polizza sanitaria di UniSalute pensata per gli amici a quattro zampe. Grazie a queDoctor Petsta assicurazione è possibile beneficiare anche del servizio “Il veterinario risponde”, che consente di chiedere una consulenza ai veterinari di UniSalute in caso di dubbi o domande sulla salute del cane.

 

Fonti:

fondazionesaluteanimale.it
acvs.org
AIVPA JOURNAL – Italian journal of companion animal practice – 1/2014
pdsa.org.uk

Mariangela Ciavarella
Pugliese di origine, vive e lavora a Bologna come giornalista televisiva. Ha collaborato con diverse testate curando format e rubriche dedicate a salute e politiche sanitarie. Per il blog di UniSalute scrive articoli di approfondimento dedicati a benessere e prevenzione.

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