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Sterilizzazione del cane: di cosa si tratta e quali sono i pro e i contro?

La sterilizzazione del cane è uno degli interventi chirurgici più eseguiti: a richiederlo sono soprattutto i proprietari delle femmine, quasi sempre con l’intenzione di evitare gravidanze indesiderate dell’animale.

Nonostante si tratti di un’operazione abbastanza semplice, la cui tecnica di esecuzione è ormai ampiamente collaudata, sono in molti a interrogarsi sulle questioni etiche che lascia aperte: a che età è meglio sottoporre l’animale a questo intervento? A quali rischi si va incontro? E soprattutto, è giusto farlo?

Per approfondire l’argomento abbiamo consultato la dottoressa Chiara Caruso, che si occupa di Medicina Interna presso il Centro Veterinario Torinese.

Sterilizzazione del cane: di cosa si tratta e quali sono i pro e i contro?

Nel linguaggio comune, il termine sterilizzazione viene utilizzato per entrambi i sessi: lo scopo è quello di evitare l’accoppiamento sessuale, e quindi nuove nascite. Tuttavia, è più corretto parlare di sterilizzazione per la femmina e castrazione per il maschio, poiché si tratta di due operazioni differenti, con due diverse denominazioni scientifiche, come approfondiremo nei paragrafi successivi.

alexsokolov/gettyimages.it

Come abbiamo detto, lo scopo principale di questo tipo di operazione è il controllo delle nascite. Molti però sostengono che si tratti di un intervento contro natura, e che i cani subiscano delle modificazioni importanti, sia dal punto di vista fisico che del carattere.

Da un punto di vista fisico, in effetti, esistono delle conseguenze tangibili: la cagna, infatti, può andare incontro a sovrappeso (pertanto è opportuno controllarne attentamente la dieta) e a incontinenza urinaria.

Ultimo argomento controverso e in via di approfondimento da parte della comunità scientifica è l’ipotesi che nei soggetti di grossa taglia sterilizzati aumenti il rischio di incidenza di alcuni tipi di tumori, come è stato evidenziato da uno studio apparso sul Journal of the American Veterinary Medical Association.

Tutte queste valutazione dovranno quindi essere fatte sia dai proprietari che dai veterinari, prima di decidere se sterilizzare il cane o meno.

Sterilizzazione del cane femmina: caratteristiche dell’operazione

La sterilizzazione del cane femmina non è un’operazione complicata, seppur più invasiva rispetto alla castrazione del maschio, poiché interessa la cavità addominale dell’animale.

Nel caso delle cagne, l’intervento si svolge in anestesia totale, e può consistere:

  • nell’asportazione delle ovaie, e in tal caso si chiama ovariectomia;
  • nella rimozione contemporanea delle ovaie e dell’utero, detta ovarioisterectomia.

In cagne molto giovani è sufficiente l’asportazione delle ovaie, che è l’intervento più diffuso. Al contrario, quando l’animale ha avuto diversi cicli estrali, si preferisce rimuovere anche l’utero.

olovedog/gettyimages.it

In cosa consiste la sterilizzazione del cane maschio?

La sterilizzazione del cane maschio – che, come accennato, è più corretto definire “castrazione” – è un intervento più semplice: avviene anch’esso in anestesia totale, e prevede che gli vengano asportati i testicoli (orchiectomia).

Oltre all’orchiectomia, ci sono altre due modalità meno utilizzate per castrare il cane maschio:

  • la vasectomia (o deferentectomia), intervento con il quale si chiudono i dotti deferenti che trasportano gli spermatozoi dai testicoli verso l’esterno. Questa procedura rende il cane sterile, ma non inibisce la produzione dello sperma, che può quindi fuoriuscire: è importante sapere che, per circa un mese, il cane può rimanere fertile, e bisognerà quindi prestare attenzione.
  • la castrazione chimica, che prevede la somministrazione di un farmaco (la deslorelina) che inibisce la produzione di testosterone. In caso di castrazione chimica, il cane è non-fertile da sei settimane fino a sei mesi dopo l’intervento. Dopodiché, sarà necessario ripetere l’iniezione. La castrazione chimica permanente del cane esiste, ma in Italia è ancora poco diffusa: si tratta di iniettare una miscela di arginina e zinco gluconato direttamente nei testicoli che renderà il cane sterile a partire da due mesi dopo l’intervento.

Quanto costa sterilizzare (o castrare) il cane

Ora che abbiamo compreso meglio cos’è la castrazione del cane, quali sono le possibili declinazioni (orchiectomia e castrazione chimica) e in cosa differisce dalla sterilizzazione della femmina, facciamo una rapida panoramica sul costo che può avere questa operazione.

È importante tenere presente che ci sono alcuni fattori che influiscono sul costo dell’intervento: il sesso del cane, il peso dell’animale e il tipo di anestesia scelta. Inoltre, bisogna considerare che, a seguito dell’operazione, sarà necessario acquistare farmaci per il recupero post-operatorio e dispositivi sanitari, come ad esempio il collare elisabettiano e le tutine chirurgiche per evitare che il nostro amico a quattro zampe si gratti.

Volendo dare un’indicazione di massima, possiamo segnalare che:

  • la sterilizzazione di un cane femmina di taglia piccola può costare circa 150-200 euro, di taglia grande circa 250-300 euro.
  • il prezzo della castrazione di un animale maschio si aggira intorno ai 120-150 euro se di piccole dimensioni, e sui 200 euro se di grandi.

Come abbiamo detto, la sterilizzazione della femmina è una procedura più elaborata, motivo per cui il costo può essere maggiore.

La fase post operatoria: cosa succede dopo la sterilizzazione del cane

Come abbiamo già detto, in entrambi i casi si tratta di un intervento semplice mediamente ben tollerato dal cane: facilmente gestibile è anche la fase post-operatoria.

michellegibson/gettyimages.it

Vediamo di seguito alcune indicazioni su come gestire al meglio questo momento:

  • qualche ora dopo l’intervento il cane inizia a camminare e, nell’arco delle 24-48 ore successive all’intervento, riprende a nutrirsi e le funzioni fisiologiche tornano alla normalità.
  • Per qualche giorno il nostro animale sarà poi più tranquillo del solito, e si alzerà e si siederà con più cautela per via della ferita chirurgica che può provocare un leggero fastidio.
  • Nei 10 giorni successivi all’intervento è importante che il cane non si lecchi la ferita, pertanto è bene utilizzare un collare elisabettiano o coprire i punti con apposite tutine post chirurgia. Durante questo periodo non deve essere lasciato libero e non deve correre, in modo da garantire una cicatrizzazione ottimale.
  • Nel lungo periodo, si osserverà un cambiamento del comportamento del maschio: ridurrà la sua esuberanza e potrebbe diventare più pigro. Cambiamento che invece, generalmente, non si verifica nella femmina.

Quando fare la sterilizzazione del cane? L’età giusta per effettuare l’intervento

Non è facile dire con esattezza quale sia l’età ideale per effettuare l’intervento di sterilizzazione del cane: in assenza di linee guida internazionali, infatti, la questione resta ancora controversa. È consigliabile quindi prendere una decisione insieme al veterinario, valutando rischi e vantaggi dell’operazione chirurgica.

Per completezza di informazione, tuttavia, è bene dire che secondo alcuni studi, esiste una maggiore predisposizione all’incontinenza urinaria nelle femmine sterilizzate in età prepubere: in altre parole, questi dati ci dicono che sarebbe meglio non operare prima del primo calore, per non rendere la cagnetta incontinente.

Josfor/gettyimages.it

Secondo alcuni pareri, uno degli elementi ideali per capire quando fare la sterilizzazione del cane è attendere la maturità fisica: tuttavia, per le femmine questo comporta il rischio del calore, e dunque la possibilità di un accoppiamento indesiderato prima che l’animale venga sottoposto all’intervento. Per chi invece è proprietario sia di un maschio che di una femmina, se non si possono tenere separati, la scelta migliore può essere quella di sterilizzarli prima del primo calore. Se l’intervento sulla femmina viene eseguito dai 6 mesi ai 2 anni di età si è notata inoltre una possibile diminuzione della incidenzadei tumori mammari.

In conclusione, non esiste una regola univoca: per decidere bisogna tener conto di diversi fattori, tra i quali la taglia e i componenti – compresa quindi la presenza di altri animali – della famiglia in cui l’animale vive.

Per questo è importante affidarsi a un professionista che, valutando con scrupolo ed attenzione la storia di vita e la salute del nostro cane, ci guidi verso la scelta giusta. In molti casi, può essere utile anche affidarsi ad un’assicurazione per cani e gatti come Doctor Pet di UniSalute che, oltre a offrire tariffe speciali per tutte le prestazioni veterinarie, prevede una consulenza telefonica gratuita da parte di un medico, vantaggiosa per ogni evenienza e, in particolare, nel caso di complicazioni post-operatorie.

Articolo scritto con il contributo di Renzo Sanna.

Silvia Bernardi
Bolognese, si occupa di comunicazione e scrittura, curando temi inerenti alla salute, al welfare e all'innovazione sociale.

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