Diritti degli animali
Chiara Iaquinta2695 Lettori

Diritti degli animali: in Italia vengono rispettati?

Animali Domestici

Come sa chiunque abbia preso l’impegno di tenere in casa un animale domestico, avere a cuore la salute del proprio cane o gatto implica organizzazione, attenzione e la scelta di un buon veterinario. Non solo: abbiamo anche l’obbligo di far valere i diritti universali dei nostri amici a 4 zampe. Esiste infatti una dichiarazione condivisa dei doveri di individui, enti e istituzioni pensata per assicurare il rispetto dei diritti degli animali e per offrire loro una qualità di vita ottimale. A che punto è l’Italia? Scopriamolo insieme.

Diritti degli animali: la Dichiarazione Universale

Legislazione diritti animali

 

Deposta nel 1978 a Parigi presso la sede dell’UNESCO, questa dichiarazione prende le mosse dai crimini contro la natura e le altre forme di vita senzienti di cui l’uomo si è spesso reso colpevole. L’obiettivo dichiarato era sostanzialmente quello di sancire che:

  • tutti gli animali godono del medesimo diritto di esistere;
  • l’uomo è tenuto a riconoscere tale diritto e a impegnarsi a convivere civilmente con gli animali;
  • la considerazione e le cure da parte dell’uomo rappresentano un diritto inalienabile di ogni animale.

La diretta conseguenza di tali enunciati è che ogni atto crudele perpetrato nei confronti di un animale rappresenta una violazione, perseguibile a norma della legge di ciascuno Stato. In particolare, la dichiarazione universale afferma che:

  • nessun animale può subire maltrattamenti;
  • «se la soppressione di un animale è necessaria, essa deve essere istantanea, senza dolore, né angoscia» (Art.3, comma b).

Cosa implica contravvenire a queste regole?

Animali maltrattati

Un documento universale e sovranazionale come tale dichiarazione, gode senz’altro di un’ufficialità largamente condivisa, ma ha una serie di limiti intrinseci.
Nello specifico, vediamo che
le penalità riservate a coloro che violano i diritti degli animali non sono chiaramente specificate, infatti si afferma unicamente che:

  • eventuali sperimentazioni che implichino sofferenze fisiche o psichiche di un animale sono incompatibili con i suoi diritti;
  • la dignità degli animali è violata dalle esibizioni e dagli spettacoli che li utilizzano a mero scopo ludico;
  • ogni uccisione di un animale senza necessità rappresenta un vero e proprio biocidio, ovvero un delitto contro la vita.

L’esistenza di un documento di tutela simile, rappresenta certamente un passo fondamentale; tuttavia, nell’eventualità che si violino i diritti degli animali, è necessario consultare il legislatore nazionale per verificare il tenore delle tutele e delle responsabilità (civili e penali). Analizziamo, dunque, l’orientamento della legge nel nostro Paese.

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Associazione difesa diritti degli animali
Riconoscimento editoriale: Eugenio Marongiu / Shutterstock.com

Da un punto di vista normativo, l’Italia risulta in linea con l’articolo 14 della Dichiarazione Universale di Parigi, che obbliga gli Stati del mondo a concedere una rappresentanza governativa alle associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali. Pensiamo, per esempio, all’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) o alla Lav (Lega anti-vivisezione), entrambe attive a livello istituzionale.

Anche rispetto ai maltrattamenti la normativa italiana è alquanto chiara: attualmente l’articolo 544 ter. del codice penale punisce e persegue i soprusi sugli animali attraverso un iter processuale analogo a quello riservato alle vittime umane. Quanto al benessere degli animali, invece, il codice civile si esprime per lo più in materia di abusi e di vivisezione incontrollata, mentre è necessario fare riferimento agli Accordi presenti in alcune normative regionali per trovare un dettato sul miglioramento delle condizioni degli animali da compagnia.

Tali Accordi, generalmente stipulati tra il Ministro della salute e gli enti regionali, attribuiscono in prima battuta un valore prezioso all’animale da compagnia, in quanto essere senziente con accesso a una serie di diritti inalienabili; contemporaneamente, però, stabiliscono anche una serie di doveri per i detentori, i quali hanno l’obbligo civile di nutrire, pulire, proteggere e assicurare agli animali un’esistenza dignitosa.

Il supporto clinico ai proprietari di animali domestici: quali opzioni?

cane veterinario costi

Sulle pagine di InSalute abbiamo ricordato diverse volte l’importanza di valorizzare il diritto alla salute degli animali domestici che abbiamo scelto come compagni di vita. Il motivo è semplice: sappiamo che il loro benessere è una delle prerogative del nostro, e che vederli felici non solo ci rassicura, ma è anche una continua fonte di gioia.

Da questo punto di vista, è fondamentale conoscere i diritti degli animali e i doveri di noi proprietari, ma soprattutto è utile affidare a un professionista l’iter clinico dei nostri cani e gatti, per assicurar loro benessere e le giuste cure in ogni momento, per quanto riguarda:

  • lo stato delle vaccinazioni
  • le pratiche relative al chip
  • le note sul regime alimentare
  • il tipo di farmaci somministrati e le reazioni allergiche.

Per chi possiede un amico a 4 zampe ma fatica a trovare un veterinario disponibile e vicino a casa, ma anche per coloro i quali desidererebbero tanto prendere un cane (o un gatto) ma temono di dover investire troppe risorse nelle sue cure, UniSalute ha studiato un’opzione assicurativa ad hoc che protegge i nostri fedeli animali domestici dai rischi di infortunio e garantisce loro una copertura sanitaria completa per tutto il periodo dell’attivazione.

Si tratta di DoctorPet: a fronte di un costo fisso annuale, questa polizza offre un vero e proprio consultorio veterinario attivo al telefono 24 ore su 24, oltre naturalmente a una visita gratuita annuale e a tariffe vantaggiose per i consulti presso numerosi veterinari convenzionati.

Semplificare la nostra vita e assicurare la salute dei nostri amici a 4 zampe diventa così ancora più semplice!

Chiara Iaquinta
Chiara Iaquinta vive e lavora a Bologna. Da diversi anni collabora con diverse testate online occupandosi, per alcune di esse, di salute e benessere della persona. Per il blog InSalute, scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute

5 Commenti

    1. Buonasera Roberto,
      l’articolo parla dei diritti di tutti gli animali. Tuttavia, nell’ultimo paragrafo, si sofferma sulla salute di cani e gatti, non perché riteniamo che gli altri animali abbiamo meno diritti, bensì perché la rubrica in questione affronta le tematiche inerenti alla salute di questi animali domestici.
      Grazie per essere intervenuto e per averci dato modo di chiarire questo aspetto 🙂

  1. Concordo con Roberto, c’è un’incoerenza di fondo tra quanto enunciato sulla carta in linea di principio e quanto consentito dalle normative nella pratica.
    Trovo inaccettabile che venga fatta una discriminazione del tutto arbitraria tra animali di serie A (poiché considerati “da compagnia”) e animali di serie B che, in quanto tali, sono sistematicamente privati degli stessi diritti e tutele che dovrebbero invece essere riconosciuti a tutte le forme di vita senzienti. E sfido chiunque a dimostrare che un maiale, un vitello, piuttosto che un coniglio siano meno senzienti di un cane o un gatto, che invece vengono ritenuti per chissà quale motivo più degni di considerazione e rispetto. Per cui dei primi ci arroghiamo il diritto di poter disporre a piacimento, sottoponendoli a ogni genere di sofferenza e privazione negli allevamenti intensivi, per tutta la breve vita che trascorrono in attesa di incontrare la mano del boia.
    Il primo sacrosanto principio che viene riportato anche all’inizio dell’articolo sancisce che “TUTTI gli animali godono del medesimo diritto di esistere”, non tutti quelli che troviamo abbastanza carini, simpatici, pucciosi, ecc.
    E laddove si afferma che “ogni uccisione di un animale senza necessità rappresenta un vero e proprio biocidio, ovvero un delitto contro la vita”, andrebbe precisato che l’uccisione di un animale non è MAI necessaria, se non in rari casi eccezionali in cui si possa invocare la legittima difesa (se proprio mi trovassi in mezzo a un branco di lupi che mi vogliono sbranare, mi sentirei autorizzato a difendermi…). Abbiamo forse bisogno di uccidere animali per mangiarli? NO, in quanto è ormai appurato che un’alimentazione vegetariana, o persino vegana se ben equilibrata, è assolutamente possibile se non addirittura più salutare di una basata su cibi di origine animale.
    E allora smettiamola una volta per tutte con questa incoerenza e ipocrisia, secondo la quale agli animali vanno riconosciuti o meno diritti a seconda di quanto ci fa comodo, e facciamo in modo che questi diritti inalienabili siano riconosciuti e rispettati per davvero, e non solo sulla carta, per ogni essere senziente!

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