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dieta appendicite

Dieta alimentare e appendicite: esiste una relazione?

L’appendicite rappresenta una frequente causa di accesso al pronto soccorso; colpisce circa lo 0,2% della popolazione, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 10 e i 25-30 anni. Spesso il trattamento è di tipo chirurgico, ma a volte, nei casi meno gravi, si può ricorrere alla terapia antibiotica, che blocca l’infezione e permette, momentaneamente, di evitare l’operazione. 

Il termine appendicite indica uno stato infiammatorio dell’appendice vermiforme, ovvero un organo cavo a fondo cieco che si trova nella parte inferiore destra dell’intestino, nel tratto iniziale del colon. L’appendice sembra avere un ruolo, anche se secondario, soltanto nella primissima infanzia, durante la quale potrebbe coadiuvare il sistema immunitario: nell’adolescenza e nell’età adulta, sebbene perda la sua funzione, rimane soggetta a infiammazioni dovute a tutto ciò che ostruisce la sua cavità interna. Ma il benessere intestinale e una dieta sana possono prevenire questo disturbo? In questo articolo cercheremo di capire quali cibi coadiuvano le funzioni dell’intestino e quali invece andrebbero evitati, le eventuali correlazioni tra alimentazione e appendicite e alcuni consigli nel periodo post operatorio successivo a un’appendicectomia. 

verdure bollite

deepblue4you/istock.com

Quali sono i sintomi tipici dell’appendicite e come si interviene 

Un episodio acuto di appendicite provoca un dolore molto forte, che man mano si concentra nel quadrante inferiore destro dell’addome ed è accompagnato da disturbi gastrointestinali come nausea, diarrea e febbre alta. Qualora ci sia un sospetto di appendicite, è fondamentale recarsi al più presto in Pronto Soccorso, per evitare complicazioni che possono anche mettere in pericolo la vita del paziente. L’appendice infiammata, infatti, può perforarsi e i batteri in essa presenti possono diffondersi nella cavità addominale, coinvolgendo anche il peritoneo, ovvero la membrana che lo avvolge. La peritonite deve essere trattata immediatamente, altrimenti può risultare anche mortale.     

Per questo motivo, in genere un paziente che soffre di appendicite è sottoposto a chirurgia: l’appendicectomia è un intervento molto diffuso, in Italia se ne effettuano quasi sessantamila all’anno. Oggi si preferisce ricorrere alla chirurgia laparoscopica, che riduce i tempi del decorso postoperatorio, così come il rischio di complicazioni e il dolore associato all’intervento: la degenza, in questi casi, è di solito di due giorni appena.   

Ad ogni modo, come abbiamo già accennato, un episodio di appendicite acuta può essere trattato anche con un’adeguata terapia farmacologica: gli antibiotici possono infatti bloccare l’infezione in corso, che può però recidivare. 

verdure di stagione nel piatto

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Quali cibi aiutano il benessere dell’intestino?

Il rapporto tra alimentazione e appendicite non è ancora stato del tutto chiarito e confermato da evidenze scientifiche. Quello che è certo, però, è che lo stile di vita e la dieta influenzano lo sviluppo delle infiammazioni intestinali, compresa, quindi, quella dell’appendice. Alcuni cibi e bevande, infatti, facilitano la buona funzionalità di quest’organo, risultando in alcuni casi protettivi anche contro patologie tumorali, come accade per i cereali integrali. In particolare, per quanto riguarda le proteine è consigliato il consumo di: 

  • carne bianca, come pollo e tacchino;
  • pesce fresco. 

Tra le verdure, risultano particolarmente benefici i finocchi, le carote, le zucchine e l’insalata verde. Altri alimenti da inserire nella dieta sono lo yogurt, e riso o pasta integrali, come abbiamo già ricordato. Il benessere dell’intestino è inoltre favorito da una adeguata idratazione, perché l’acqua aiuta a eliminare le scorie dal nostro organismo, evitando inoltre che nell’intestino si accumulino le feci e che si induriscano, andando a occludere l’appendice. 

Mangiare sano è importante ma lo è anche l’attività fisica, che deve essere costante e regolare: restare seduti per molte ore, come accade a chi lavora in ufficio, e in generale avere una vita piuttosto sedentaria, non fa bene all’apparato intestinale, perché rallenta l’eliminazione delle scorie in esso presenti. 

giovane donna sul tapis roulant

damircudic/istock.com

Appendice infiammata: gli alimenti da evitare

In seguito a un episodio di appendicite acuta trattato con terapia antibiotica, il paziente dovrà riservare attenzioni particolari alla dieta, eliminando dalla propria alimentazione tutti i cibi e le bevande che possono sollecitare troppo l’intestino e infiammarlo. Questi includono, per esempio:

  • insaccati e carni rosse grasse;
  • formaggi molto grassi;
  • alimenti industriali precotti;
  • cioccolato;
  • alcolici;
  • bibite zuccherate e gassate. 

Vanno inoltre evitati tutti i cibi fritti, soffritti, stufati o cotti con burro o strutto, le spezie molto irritanti, le creme a base di uovo. È bene preferire le cotture al vapore, sia per carne e pesce che per le verdure, da condire a crudo con olio d’oliva. È inoltre consigliabile consumare i legumi senza la buccia e bere poco caffè. 

cosa mangiare dopo appendicectomia

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Cosa mangiare dopo l’appendicectomia

Dopo la rimozione chirurgica dell’appendice, la ripresa delle attività deve avvenire in modo graduale. Anche per quanto riguarda l’alimentazione, è necessario consumare dei cibi che, un po’ alla volta, aiutino l’intestino e tutto l’apparato digerente a ripristinare le proprie funzioni. Inizialmente, è da preferire una dieta liquida, con brodo di verdura, succhi di frutta e tisane, a cui si aggiungeranno gradualmente cibi solidi ma leggeri. 

Lo stile di vita sano, l’attività fisica e l’alimentazione sono delle importanti armi di prevenzione per tanti disturbi e malattie, come le infiammazioni che riguardano l’intestino, compresa l’appendicite. Monitorare il proprio stato di salute attraverso controlli periodici è un’altra buona pratica: per effettuare check up a cadenza regolare, alcune polizze assicurative, come i Piani Individuali di UniSalute, garantiscono prezzi vantaggiosi e sconti su molte prestazioni. Avete, mai preso in considerazione questa idea? 

Fonti

fondazioneveronesi.it
salute.gov
ospedalebambinogesu.it
humanitas.it

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

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