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compiti per le vacanze

Compiti per le vacanze si o no? I consigli della psicologa

Con il mese di giugno finiscono le scuole in tutta Italia e in molte famiglie diventa urgente capire come intrattenere i bambini nei mesi estivi prima del rientro a scuola. Molti genitori si affidano allora ai centri estivi, altri possono contare sull’aiuto dei nonni, altri ancora trovano ulteriori soluzioni alternative, ma per tutti, o quasi, resta un punto irrisolto, che talvolta può diventare addirittura un cruccio: i compiti per le vacanze. Ciascuna scuola infatti decide in autonomia se e in quale quantità assegnare ai bambini gli esercizi da svolgere in estate, una decisione che spesso incontra le opinioni discordanti dei genitori. Mamme e papà, infatti, talvolta approvano le decisioni degli insegnanti, in alcuni casi invece vedono in questa attività un’inutile fonte di stress per le famiglie e per i bambini, che aspettano l’estate per abbandonarsi al gioco.

Abbiamo quindi pensato di coinvolgere la psicologa Elena Simonetta, per chiederle se e quanto sono importanti i compiti per le vacanze, e come affrontare al meglio l’estate, senza rinunciare ad apprendere in maniera sana. Compiti per le vacanze sì o no, dunque? La virtù, come spesso accade, sta nel mezzo: vediamo in che modo.

Compiti sì o no, il parere della psicologa

compiti scuola

Il tema dei compiti delle vacanze è, ogni anno, dibattuto in maniera accesa e sono molti gli insegnanti, i pedagogisti e gli psicologi che vi prendono parte schierandosi pro o contro. La dottoressa Simonetta evidenzia che esercizi, temi e letture aiutano i bambini a rientrare a scuola, a settembre, dopo aver già ripreso un qualche contatto con l’attività scolastica. “Per questo, mi sento di consigliare i compiti delle vacanze nei 15 giorni immediatamente precedenti alla ripresa delle lezioni, mentre nel periodo precedente la cosa più importante è far riposare i bambini, consentire loro di avere dei ritmi di vita meno impegnativi e farli giocare.”

Vanno bene, dunque, i compiti delle vacanze, ma è fondamentale dar loro il giusto spazio e il corretto ruolo pedagogico. Meglio evitare, per esempio, di farli subito per “togliersi il pensiero” sia perché i bambini sono stanchi, sia perché così viene meno la loro funzione principale. “L’estate è una stagione di esplorazione – continua la psicologa – non rinunciamo a far sì che i nostri figli entrino in contatto con esperienze nuove.”

Estate e bambini: l’importanza di imparare esplorando

imparare esplorando

Ecco allora che, secondo la dottoressa Simonetta, le vacanze estive diventano una preziosa occasione per permettere ai bambini ad imparare cose nuove e con strategie diverse. “Il miglior compito per le vacanze che si può sviluppare in vacanza è giocare, esplorare e scoprire”, da soli o stimolati dai genitori che, in questo senso, possono fare molto affinché questi mesi siano tempo di apprendimento complementare a quello scolastico.

Incoraggiare i figli a giocare all’aria aperta è una prima attività che non può proprio mancare, soprattutto d’estate e che, oltre a far bene dal punto di vista psicologico, è anche un impegno molto salutare.

Che siano al mare, in montagna o in collina, anche le vacanze estive sono un’occasione perfetta per consentire ai più piccoli di arricchire il loro bagaglio. La spiaggia, per esempio, consente di correre e muoversi liberamente, nonché di socializzare con gli altri bambini migliorando capacità molto preziose. Più rilassante la montagna, dove lunghe camminate all’aria aperta consentono di beneficiare delle temperature fresche che agevolano il sonno, e dell’altitudine.

Perché poi non approfittare di qualche giorno di ferie per sperimentare insieme in cucina: anche questa attività, se condivisa, ha effetti positivi sulla salute dei bambini confermati da alcuni studi scientifici. Partire da ricette semplici e fresche, meglio se con la frutta ed impiattate in maniera giocosa può essere una efficace strategia anche per convincere i bambini più reticenti ad introdurre frutta e verdura nella dieta.

I consigli della psicologa

Dal punto di vista pratico, la dottoressa Simonetta incoraggia i genitori ad essere creativi e aperti, a stimolare i bambini e ad approfittare dei mesi estivi per lasciare la scuola parzialmente in disparte e provare strade nuove, e ci lascia alcuni preziosi consigli:

  1. concentrare i compiti negli ultimi 15 giorni prima dell’inizio della scuola per permettere ai bambini di riprendere il ritmo prima del rientro sui banchi;
  2. creare occasioni per fare delle esperienze nuove, visitando posti e luoghi sia in ambito naturalistico che culturale;
  3. far parlare i propri figli di quanto accade loro intorno, valorizzando emozioni e impressioni;
  4. stimolare collegamenti tra ciò che hanno visto e qualcosa di simile già noto.

In sintesi, la priorità, secondo l’intervistata, dev’essere lasciare i figli liberi di esplorare e stimolarli a raccontare quanto vissuto: “Se un genitore vuole veramente stimolare i bambini, allora li incoraggi a parlare.”

bambini e compiti per le vacanze

Raccontare e contare per ripassare italiano e matematica

In particolar modo, quando i bimbi si allontanano dai genitori per svolgere qualche attività, è importante che mamma e papà li stimolino a raccontare quanto fatto: “la narrazione e il dialogo a proposito di ciò che si è vissuto è già un perfetto ripasso del programma di italiano! Così come si può chiedere ai figli, per esempio, di contare, raggruppare, fare somme, sottrazioni, calcoli su ciò che si vede, rafforzando e realizzando così una forma di apprendimento alternativa, certo, ma anche efficace.”

Si tratta, inoltre, di una strategia efficace anche per sostenere l’autostima dei bambini, tema che abbiamo affrontato in passato sempre confrontandoci con la dottoressa Simonetta. Senza dimenticare che alcuni elementi di disagio psicologico possono, in alcuni casi, avere un impatto negativo sullo stile di vita, trasformando il cibo in una valvola di sfogo con tutto ciò che questa abitudine comporta in termini di rischio sovrappeso. Tutelare la salute dei propri figli è anche questo, non perdere di vista la loro salute a 360°.

Perché, vista l’importanza del tema, non farsi supportare anche da un’equipe di esperti? UniSalute ha recentemente lanciato una nuova polizza sanitaria, Protezione Famiglia Ragazzi, pensata proprio per bambini e ragazzi dai 4 ai 17 anni che ha l’obiettivo di garantire loro una crescita in salute, spensierata e senza intoppi. Include un programma di miglioramento dello stile di vita, dall’alimentazione all’attività motoria, e uno sconto sui prodotti Wellness della Garmin. Che sia l’occasione di acquistare qualche accessorio per l’attività all’aria aperta? In fondo anche imparare ad utilizzare un nuovo orologio ad alto tasso tecnologico è una modo di fare i compiti delle vacanze.

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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