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I consigli per affrontare la chemioterapia in estate

La chemioterapia può salvare la vita, perché impiega dei farmaci che possono attivamente distruggere le cellule tumorali. Questi agenti, tuttavia, possono colpire anche alcune cellule sane, da cui derivano alcuni effetti collaterali che, spesso, preoccupano tanto quanto la diagnosi. Con la bella stagione, poi, crescono le domande e i dubbi: è possibile prendere il sole o viaggiare? Ciascun caso è a sé stante ed è bene sottolineare subito che non si può prescindere da un consulto con un oncologo, tuttavia esistono alcune linee guida e consigli generali per affrontare la chemioterapia in estate.

Chemioterapia in estate: quali difficoltà

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L’arrivo del caldo e dell’estate genera non poche preoccupazioni in chi sta facendo la chemioterapia. Infatti, alcuni degli effetti collaterali più comuni tendono ad aggravarsi con l’innalzamentodelle temperature, e chi sta seguendo una terapia oncologica rischia di essere più esposto alle conseguenze negative della stagione. Tra i sintomi collaterali quelli che maggiormente risultano pesanti durante l’estate ci sono nausea, diarrea, anemia, senso di debolezza.

Inoltre, alcuni farmaci impiegati durante la cura hanno effetto fotosensibilizzante. Per cui, l’esposizione al sole non protetta può causare scottature, e lasciare in eredità macchie cutanee, ma anche danni permanenti al livello della pelle.

Altri problemi, forse meno seri ma comunque fastidiosi, sono perdita dei capelli, di peli, ciglia e sopracciglia: spesso, infatti, viene suggerito di coprire la testa con foulard, cappelli o parrucche che tuttavia, con il caldo, possono provocare irritazioni e prurito. Il consiglio dell’AIRC, a tal proposito, è di chiedere consiglio al personale infermieristico che è preparato per supportare il paziente anche in queste situazioni, suggerendo prodotti leggeri e più confortevoli.

Gli oncologi, tuttavia, assicurano che si possono seguire alcune accortezze senza dover rinunciare a qualche giornata al mare o ad un viaggetto.

Chemioterapia e sole: i consigli per un’esposizione sicura

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È possibile, infatti, godersi qualche giornata di vacanza e normalità anche per chi sta seguendo una terapia oncologica, sempre in accordo con il proprio medico curante. L’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno a proposito dell’esposizione al sole rassicura: seguendo alcune accortezze con cura e attenzione, è possibile trascorrere qualche giornata al sole, meglio se almeno 10/12 giorni dopo l’ultima seduta per permettere all’organismo di smaltire una parte degli effetti collaterali, a patto che si seguano alcuni importanti accorgimenti,

In primo luogo va ricordato che la testa e gli occhi vanno sempre protetti dal sole. Assolutamente da evitare, poi, le ore più calde delle giornate, dalle 11 alle 17, mentre la crema solare a protezione molto elevata non va mai dimenticata, al contrario è importante mettersela almeno ogni ora, ora e mezza al massimo.

Meglio non crogiolarsi a prendere la tintarella distesi sul lettino troppo a lungo: è consigliabile infatti fare movimento per mantenere la circolazione in moto, e coprire le parti del corpo irradiate dalle terapie con indumenti bianchi di cotone.

L’idratazione, poi, è fondamentale: i farmaci, infatti, tendono a far perdere al paziente molto liquidi e sali minerali, che vanno reintegrati sia attraverso l’alimentazione (acqua, frutta, verdura), che utilizzando creme idratanti e lenitive.

Anche le zanzare possono rappresentare un fastidio concreto, perché alcunirepellenti possono provocare irritazioni o stimolare irritazioni cutanee. Come fare allora? In primo luogo, il consiglio è di evitare di far entrare in contatto le lozioni antizanzare con le porzioni di pelle coinvolte nella terapia. Meglio non utilizzaresalviette o repellenti da spruzzare sui vestiti, preferendo invece prodotti con concentrazioni di principio attivo basse e privi di alcol e, peralleviare il fastidio delle punture,cortisonici in crema di bassa potenza, ma solo su prescrizione medica.

Viaggiare durante e dopo la chemioterapia?

Come dicevamo, una vacanza non è necessariamente “vietata” per chi sta affrontando o ha appena concluso un ciclo di chemioterapia, a patto che, naturalmente, i trattamenti consentano la pausa desiderata e che l’equipe medica che sta seguendo il paziente sia d’accordo.

Meglio scegliere una meta in Italia o laddove sia possibile prendere, preventivamente, contatti con un centro oncologico o con uno specialista a cui far riferimento in caso di bisogno. Non va dimenticata, inoltre, tutta la documentazione che attesta le condizioni del paziente, la terapia seguita, anche tradotta in inglese se si pianifica un viaggio all’estero. In valigia, però, non possono mancare i farmaci di uso abituale e, eventualmente, quelli consigliati appositamente dall’oncologo.

Chemioterapia in estate: i consigli per non buttarsi giù, cosa mangiare e come

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Una volta in ferie, il consiglio è di proteggersi sempre dal sole, anche in città, campagna o montagna, nonché prestare attenzione alla dieta, prediligendo cibi leggeri e sani, attingendo anche ad alcuni di quelli consigliati nella “dieta anticancro”, di cui abbiamo parlato in ottica preventiva.

Tra i benefici, impossibile non porre l’attenzione anche sull’aspetto psicologico: l’estate, soprattutto per le donne, può rappresentare un periodo particolarmente difficile perché è più complicato far combaciare gli effetti della terapia con i propri gusti e le abitudini in termini estetici. Gli esperti sconsigliato di coprirsi con abiti troppo larghi, meglio lasciar spazio a camicie, bluse, magliette, preferibilmnetee a stile impero, di tessuti naturali, morbidi, a trama fitta e, meglio, di colori chiari. Suggeriti anche a cappelli a falda larga e occhiali da sole, per degli outfit giornalieri che facciano sentire anche chi sta seguendo una terapia oncologica il più normale possibile.

Via libera, poi, a camminate, nuotate o gite in bicicletta, sempre concordate con il proprio medico. Sono molti gli studi scientifici che dimostrano come fare attività motoria durante la chemioterapia abbia degli effetti positivi sull’organismo perché consente di velocizzare i processi metabolici, accelerando di conseguenza anche lo smaltimento dei residui tossici della terapia.

Un esempio, da questo punto di vista, è sicuramente quello di Leonardo Cenci, intervistato alla vigilia della Run Tune Up 2016. La sua storia è un modello da cui trarre forza, energie: come sottolinea nella chiacchierata con Elena Rizzo Nervo, infatti, “muoversi fa bene alla mente perché fa sentire il malato di cancro meno invalido, rispetto a quando si fa prendere dalla stanchezza e dalla pigrizia”. Stesso discorso vale anche per una vacanza, quindi tenendo sotto controllo i possibili rischi connessi alla chemioterapia d’estate, e senza perdere mai il contatto con l’oncologo, è possibile trascorrere un’estate, per quanto possibile, più serena di quanto si possa immaginare.

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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