Animale domestico: cane Benessere Mamma e bambino Osservatorio Unisalute Ragazza si allaccia le scarpe da corsa Coppia Terza Età Welfare Aziendale Unisalute
bambini che corrono in palestra

Certificato medico sportivo per bambini: in quali casi è obbligatorio?

All’inizio del 2018 è stato emanato un decreto che dichiara che il certificato medico sportivo non è più obbligatorio per i bambini da 0 a 6 anni, un provvedimento vuole incentivare le famiglie a far praticare sport ai propri figli fin dai primissimi anni di vita.In quali casi, però, il certificato medico sportivo per questa fascia d’età resta obbligatorio?

Oggi approfondiamo questo argomento, per comprendere al meglio qual è la documentazione necessaria per iscrivere i nostri figli a un’attività motoria nei primi anni di vita.

Importanza dell’attività sportiva tra 0 e 6 anni

bambini in palestra

istock.com

Fin dai primi anni di vita del bambino il movimento fisico è importantissimo: praticare uno sport tra 0 e 6 anni aiuta a contrastare l’obesità infantile, favorisce la relazione interpersonale e trasmette sani principi educativi.

Inoltre, come sottolineano le ultime direttive Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’etàemanate dall’Istituto Superiore di Sanità, i primi anni della crescita sono fondamentali per l’impostazione dello stato fisico. Le linee guida affermano infatti che  “L’attività motoria dai 3 ai 5 anni ha una specifica funzione nello sviluppo del bambino. La maturazione del sistema nervoso che si è realizzata nei primi anni di vita e lo sviluppo degli apparati cardiocircolatorio e respiratorio concorrono a migliorare la prestazione motoria del bambino che, a tre anni, ha già acquisito in modo abbastanza coordinato lo schema motorio del camminare e tende a consolidare la strutturazione ponderale iniziata al termine della prima infanzia. Successivamente, verso i cinque anni, acquista una prevalente spinta staturale che proseguirà negli anni seguenti.”

Il decreto ministeriale per l’abolizione del certificato medico: ecco i vantaggi

A marzo 2018, quando il decreto – emanato dai Ministeri della Salute e dello Sport – è entrato in vigore, secondo i dati Fimp – Federazione Italiana Medici Pediatri, il 53% dei bambini tra i tre e cinque anni e il 22% di quelli tra i sei e i dieci non praticava attività fisica.

Questo preoccupante indicatore è stato uno dei motivi per cui è stato emanato il provvedimento (il testo completo è consultabile qui) con l’obiettivo di avvicinare allo sport un numero sempre maggiori di bambini in età prescolare.

Senza l’obbligo del certificato, si semplificano infatti alcune procedure:

  • viene abbreviato l’iter burocratico in cui sono coinvolti la famiglia, il pediatra e il Servizio Sanitario Nazionale per l’emissione di certificazione
  • diminuiscono le spese in carico alla famiglia per la richiesta del certificato e per l’effettuazione degli eventuali esami necessari per ottenerlo
  • si sgravano i cittadini e il Sistema Sanitario Nazionale da necessità di ulteriori accertamenti e certificazioni.
bambine in piscina

FS-Stock/istock.com

Certificato medico sportivo per bambini: i casi in cui è obbligatorio

Il decreto sopracitato definisce che “non sono sottoposti ad obbligo di certificazione medica, per l’esercizio dell’attività sportiva in età prescolare, i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, ad eccezione dei casi specifici indicati dal pediatra.”: approfondiamo ora questa possibilità.

Obbligo segnalato dal pediatra

Il pediatra può richiedere che vengano effettuati esami aggiuntivi per poi emettere un certificato medico che conferma la buona salute del bambino e il nulla osta per l’attività fisica. Per esempio, potrebbero essere necessari esami del sangue, elettrocardiogramma, ecocardiogramma, ed eventualmente altri accertamenti.

Il medico può richiedere questi approfondimenti per esempio se:

  • il bambino soffre di malattie croniche o disfunzioni fin dalla nascita
  • si sono verificati problemi di salute significativi nei primi anni di vita
  • in famiglia sono presenti patologie trasmissibili geneticamente che possono causare problemi durante l’attività fisica
  • in ogni altro caso in cui il pediatra lo ritenga necessario.

Sarà quindi il pediatra a comunicare che il certificato medico è obbligatorio: questa misura, ovviamente, vuole tutelare al 100% il bambino e permettergli di svolgere attività fisica con serenità e regolarità.

ragazzi che giocano a calcio

Lorado/istock.com

Richiesta da parte della struttura sportiva

È utile segnalare che alcune strutture e società sportive possono richiedere il certificato medico anche prima dei 6 anni di età: questo può accadere perché la struttura sportiva necessita di una garanzia di buona salute, o perché preferisce non assumersi la responsabilità sulle condizioni fisiche di bambini così piccoli.

L’importanza del controllo pediatrico prima di effettuare attività sportiva

I bambini nei primi anni di vita svolgono i controlli del bilancio di salute, ma questo in  può non essere sufficiente per monitorare alcune patologie: ecco perché in alcuni casi può essere  importante, in accordo con il medico, effettuare anche esami e screening aggiuntivi.

In generale, si consiglia sempre di confrontarsi con il proprio pediatra prima di far intraprendere uno sport a un bambino, per valutare insieme se siano presenti disturbi da approfondire e scegliere l’attività fisica.

 

Effettuare controlli accurati è quindi fondamentale: proprio per questo, per monitorare al meglio la salute dei nostri figli fin dai primi anni di vita, oltre alle cure del pediatra di riferimento, vengono in supporto dei genitori anche assicurazioni sanitarie, come Protezione Famiglia Ragazzi di UniSalute. Questa polizza prevede, ad esempio, un rimborso spese per la visita medico-sportiva necessaria per ottenere il certificato di idoneità, e anche un programma per la prevenzione dell’obesità infantile, con un percorso mirato proprio ai sani stili di vita del bambino.Avete mai valutato questa possibilità?

 

Fonti

salute.gov.it
fimp.pro
fondazioneveronesi.it

Silvia Bernardi
Bolognese, si occupa di comunicazione e scrittura, curando temi inerenti alla salute, al welfare e all'innovazione sociale.

COMMENTA