Gli apparecchi acustici sono dispositivi elettronici che permettono di compensare una perdita dell’udito amplificando e rielaborando i suoni. Sono indicati nei casi di ipoacusia neurosensoriale causata da presbiacusia, traumi acustici, infezioni o patologie dell’orecchio interno. Possono essere retroauricolari (posti dietro l’orecchio) o endoauricolari (interni all’orecchio), scelti in base alla gravità del deficit, alla conformazione dell’orecchio e allo stile di vita del paziente. Un corretto adattamento della protesi e controlli audiometrici periodici permettono di migliorare ascolto, comunicazione e qualità della vita.
Gli apparecchi acustici sono dispositivi elettronici progettati per sopperire a una riduzione dell’udito e facilitare la percezione dei suoni. Consentono di amplificare suoni che altrimenti sarebbero poco chiari, come le voci umane e i suoni provenienti dalla televisione, attutendo al contempo rumori di sottofondo che sarebbero di disturbo.
Migliorando la capacità di ascolto, permettono di influire positivamente anche sulla comunicazione, sulle relazioni e sulla qualità di vita della persona che vi ricorre.
Vediamo più in dettaglio come sono fatti gli apparecchi acustici, quando servono e come funzionano.
Cosa sono gli apparecchi acustici e quando sono necessari?
Gli apparecchi acustici sono strumenti elettronici che si applicano all’interno o dietro l’orecchio per migliorare la percezione dei suoni nelle persone con problemi di perdita dell’udito. Aiutano a compensare il deficit uditivo amplificando e rielaborando i segnali sonori, adattandoli alle capacità uditive residue.
Il loro utilizzo è indicato in presenza di calo uditivo o sordità percettiva/neuro-sensoriale dovuti a problemi a carico della coclea, l’organo simile a una chiocciola che converte i suoni in impulsi nervosi e li invia al cervello tramite il nervo cocleare. All’origine di questi disturbi dell’udito possono esserci cause diverse:
- invecchiamento fisiologico dell’orecchio (presbiacusia)
- traumi acustici
- infezioni come la labirintite
- alcune patologie come la sindrome di Ménière.
Gli apparecchi acustici si distinguono dall’impianto cocleare, una protesi elettronica inserita chirurgicamente nell’orecchio interno, indicata in caso di funzione uditiva gravemente compromessa o assente. Mentre l’apparecchio acustico amplifica e rielabora i suoni sfruttando la capacità uditiva residua della coclea, l’impianto cocleare è una sorta di coclea artificiale che trasmette segnali sonori al cervello stimolando elettricamente il nervo acustico.
Tipi di apparecchi acustici
Esistono due tipologie di apparecchi acustici, che si differenziano per la posizione e la struttura del dispositivo.
Gli apparecchi acustici retroauricolari (BTE) si posizionano dietro l’orecchio e sono collegati al condotto uditivo tramite un sottile cavo:
- sono indicati per deficit uditivi lievi, moderati e gravi perché offrono una buona potenza di amplificazione
- sono facili da maneggiare e regolare
- risultano più visibili rispetto ad altre soluzioni, con un maggiore impatto estetico
- possono risultare meno stabili durante movimenti intensi.
Gli apparecchi acustici endoauricolari o intrauricolari (ITE) si inseriscono direttamente all’interno del condotto uditivo esterno e sono realizzati su misura:
- sono indicati soprattutto per deficit uditivi lievi o moderati, mentre possono essere meno efficaci nei casi di perdita uditiva grave
- sono poco visibili e più discreti dal punto di vista estetico
- offrono una maggiore stabilità e sono adatti a uno stile di vita attivo.
La scelta dell’apparecchio acustico più adatto spetta al tecnico audioprotesista in base alla gravità del deficit uditivo, allo stile di vita e alle abitudini quotidiane del paziente.
A seconda che la perdita dell’udito sia monolaterale o bilaterale, la protesi acustica può essere applicata a un solo orecchio o a entrambe le orecchie.

Gli apparecchi acustici possono essere retroauricolari (posizionati dietro l’orecchio) o endoauricolari (interni all’orecchio).
Come funzionano gli apparecchi acustici
Ogni apparecchio è composto da tre componenti principali:
- microfono, che capta i suoni dall’ambiente circostante e li trasforma in segnale digitale
- amplificatore, che aumenta il volume delle vibrazioni sonore più difficili da udire
- ricevitore, che trasmette i segnali sonori rielaborati all’orecchio.
Gli apparecchi acustici disponibili oggi sono in grado di adattarsi ai diversi contesti sonori e di distinguere tra i segnali sonori da amplificare, come le voci umane, il campanello di casa o la suoneria del telefono, e quelli da attenuare, come i rumori ambientali. Spesso presentano inoltre funzioni avanzate come la connettività wireless con smartphone e altri dispositivi.
La regolazione dell’apparecchio avviene sempre dopo una valutazione audiologica approfondita. Attraverso software dedicati, il tecnico audioprotesista elabora i dati emersi dagli esami, tenendo conto anche dello stile di vita e delle abitudini di ascolto, per impostare una configurazione personalizzata. Questa fase rappresenta l’inizio di un percorso più ampio: in genere, l’introduzione di un supporto protesico richiede infatti tempo, controlli periodici e piccoli aggiustamenti successivi. Questo processo di adattamento è essenziale per massimizzare i benefici e favorire una progressiva abitudine all’uso.
Grazie all’evoluzione tecnologica e alla personalizzazione progressiva, gli apparecchi acustici attuali rappresentano un supporto efficace per mantenere attive comunicazione, autonomia e partecipazione sociale. Prendersi cura dell’udito significa infatti tutelare non solo una funzione sensoriale, ma anche l’equilibrio relazionale e cognitivo della persona.
In presenza di una perdita uditiva significativa e permanente, è importante considerare anche strumenti di tutela più ampi. Oltre alle tutele per invalidità previste dalla legge, è possibile affidarsi a soluzioni dedicate come Invalidità Permanente di UniSalute, un piano che offre un sostegno economico nei casi in cui una condizione invalidante incida in modo duraturo sulla qualità della vita.
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Gli apparecchi acustici permettono di migliorare la comunicazione e la qualità delle relazioni delle persone con deficit uditivo.
Le domande più frequenti dei pazienti
Quando è necessario mettere un apparecchio acustico?
L’apparecchio acustico è indicato in presenza di un calo uditivo e sordità percettiva o neurosensoriale legata a problemi della coclea. Segnali come difficoltà a comprendere le conversazioni o necessità di alzare spesso il volume possono suggerire la necessità di una valutazione specialistica.
Gli apparecchi acustici fanno tornare l’udito normale?
Gli apparecchi acustici non ripristinano l’udito, ma compensano il deficit amplificando e rielaborando i suoni in modo personalizzato.
Qual è la differenza tra apparecchi retroauricolari ed endoauricolari?
Gli apparecchi retroauricolari si posizionano dietro l’orecchio e sono adatti anche a perdite uditive gravi, mentre quelli endoauricolari si inseriscono all’interno dell’orecchio, risultano più discreti e sono indicati soprattutto per deficit lievi o moderati. La scelta dipende dalla gravità dell’ipoacusia e dalle esigenze individuali.
È necessario indossare l’apparecchio acustico su entrambe le orecchie?
Dipende dal tipo di perdita uditiva. In caso di deficit bilaterale, l’apparecchio viene applicato a entrambe le orecchie. Nei casi monolaterali, viene adoperato un solo dispositivo.


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