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In che modo l’assunzione di alcol facilita l’insorgere dei tumori?

Uno stile di vita sano è fondamentale per mantenersi in salute, in particolare seguire con costanza buone abitudini, come muoversi con costanza, adottare un’alimentazione sana e bilanciata, evitare alcuni vizi, è fondamentale per prevenire disturbi e malattie croniche.

Un numero sempre più consistente di ricerche scientifiche, ad esempio, evidenzia come esista un nesso tra alcol e tumori, e uno studio pubblicato sulla rivista Addiction sottolinea come ciò possa favorire la comparsa di ben sette tipi di cancro.

Alcol e tumori: cosa dicono gli studi scientifici

marker tumorali

La ricercatrice Jennie Connor dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, autrice dello studio “Alcohol consumption as a cause of cancer” ha passato in rassegna tutte le principali scoperte degli ultimi anni per giungere alla conclusione che il consumo di bevande alcoliche rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di questi tumori: orofaringeo, laringe, esofago, fegato, colon, retto, mammella, prostata, pancreas e pelle.

In Europa nello specifico è stato realizzata e pubblicata nel 2011 sul British Medical Journal un’indagine che mirava ad indagare il rapporto tra cancro e nutrizione in una prospettiva continentale. I risultati sono molto significativi: il 10% dei tumori che colpiscono gli uomini e il 3% di quelli delle donne sono attribuibili all’alcol. La quota di responsabilità cresce fino al 25-44% per quelli di bocca, faringe, laringe e cavità nasali, al 18-33% per il fegato, al 4-17% per il colon e al 5% per il seno.

Il fatto che il consumo di alcol possa causare il cancro non è, però, una scoperta recente. Lo IARC, infatti, lo ha classificato come agente cancerogeno già nel 1988 e l’ha inserito nel gruppo 1, ovvero quello che contiene tutte le sostanze, compresi alcuni cibi cancerogeni, rispetto ai quali esistono prove scientifiche a sufficienza per sostenere che possano influenzare i tumori.

Evitare il consumo di alcolici è anche uno dei punti chiave del Codice Europeo contro il cancro, che specifica che sarebbe meglio proprio asternersi dal consumo e non semplicemente ridurne le quantità.

Una questione di quantità?

Sebbene esistano, dunque, molte prove del rapporto tra alcol e tumori, in alcuni casi la quantità e la frequenza del consumo possono fare la differenza. L’AIRC indica come soglia oltre alla quale gli effetti degli alcolici si fanno sentire i 20 g di alcol al giorno per gli uomini e 10 g per le donne. Ciò si traduce, in pratica, in due bicchieri di vino per gli uomini e uno per le donne da 125 ml.

Non esistono, invece, differenze legate alla tipologia di bevanda poiché è proprio l’alcol ad essere pericoloso per l’organismo, ciò non toglie che il consumo di drink ad alta gradazione alcolica richieda un ricalcolo della dose massima consentita al giorno. Se, infatti, il tasso alcolico cresce è più probabile che si superino prima le soglie, nella consapevolezza – come ribadito anche dalla Fondazione Veronesi – che non esiste una dose di alcol che metta sicuramente al riparo dalla malattia.

In che modo l’alcol influisce sui tumori?

tumore al fegato

Sebbene sia stato individuato il nesso tra alcol e tumori, non è ancora completamente chiaro in che modo questa sostanza faciliti l’insorgenza. In generale, come riassume l’AIRC, si è scoperto che l’alcol irrita le mucose rallentando e complicando la guarigione di cellule danneggiate. Da ciò potrebbe derivare una maggiore probabilità di sviluppare i tipi di neoplasie del cavo orale.

Per quanto riguarda il fegato, invece, il nesso può essere individuato analizzando le funzioni di questo prezioso organo: è compito suo, infatti, rendere meno tossiche le sostanze tra cui l’alcol che può causare infiammazioni o alterazioni delle cellule epatiche da cui potrebbero nascere dei carcinomi.

Sono stati individuati due meccanismi che potrebbero favorire il cancro al colon: da un lato, vi è l’acetaldeide, sostanza cancerogena che deriva dall’alcol, mentre dall’altro il problema risiede nel fatto che l’alcol rallenta l’assorbimento dei folati, composti che sembra che svolgano una funzione protettiva rispetto a questo tipo di tumore e a quello alla mammella.

In generale, conclude l’Airc, l’alcol stimola la produzione di estrogeni e androgeni, ormoni che stimolano la crescita del tessuto del seno e che, se in eccesso, possono accrescere il rischio di cancro alla mammella. Motivo per cui la Fondazione Veronesi, supportata da un articolo pubblicato sulla rivista Nature, punta l’attenzione sulle adolescenti che iniziano a bere molto giovani, mettendosi, spesso inconsapevolmente, a rischio.

I pericoli della combinazione tra alcol e fumo

alcol e fumo

I rischi connessi al consumo di alcolici aumentano, in maniera esponenziale, se abbinati ad altri comportamenti considerati altrettanto pericolosi. Un caso particolare è quello del fumo: come abbiamo visto occupandoci in maniera specifica del tumore alla gola, questo è uno dei casi in cui la combinazione dei due vizi può aggravare notevolmente le condizioni di salute delle persone. Inoltre, fumare è di per sé un fattore di rischio anche per il cancro all’esofago e quello al fegato, organi danneggiati anche dall’alcol.

Il punto, sottolineano alcuni esperti, è che i fattori di rischio non si sommano semplicemente, ma moltiplicano gli effetti negativi. Per esempio, uno studio pubblicato sulla rivista Alcohol and Alcoholism ha evidenziato come chi fuma e beve ha una probabilità 10 volte più alta di sviluppare un cancro alla bocca e alla gola di chi beve alcol e basta (la cui percentuale di rischio raggiunge comunque il 32%).

La preoccupazione, a proposito del rapporto tra alcol e tumori, è che la maggior parte della popolazione non sia veramente consapevole dei rischi che corre. Per questa ragione è importante non soltanto tenersi informati attraverso canali di comunicazione che evidenziano i fondamenti scientifici di quanto affermato, ma anche – soprattutto per chi già è consapevole di avere comportamenti a rischio o avere familiarità con determinate patologie – affidarsi agli esperti. Un’opportunità è quella di ricorrere anche alla sanità integrativa, valutando per esempio uno dei piani individuali proposti da UniSalute: la qualità dell’equipe medica e la disponibilità per qualsiasi chiarimento possono fare la differenza per poter compiere scelte consapevoli e assicurarsi uno stile di vita che tuteli la salute. Conoscevate gli effettivi rischi del consumo di alcolici?

 

 

Fonti: World Health Organization

IARC

Istituto Superiore della Sanità

AIRC

Fondazione Veronesi

Nature

Addiction

British Medical Journal

Codice Europeo contro il Cancro

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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