PUNTI CHIAVE
- Camminare fa bene alla salute: già 30-45 minuti al giorno a passo sostenuto permettono di ottenere effetti positivi su cuore, metabolismo e umore nelle prime settimane. La camminata regolare contribuisce a ridurre il rischio cardiovascolare, stabilizzare la pressione arteriosa e migliorare i livelli di colesterolo e glicemia nel sangue. Camminare con costanza migliora anche il tono dell’umore, la qualità del sonno e le capacità cognitive.
- Esistono diversi stili di camminata – urban walking, fit-walking, nordic walking, trekking – adatti a livelli di allenamento e obiettivi differenti.
- Prima di iniziare, soprattutto in presenza di fattori di rischio, è utile confrontarsi con il medico e dotarsi di calzature comode e abbigliamento traspirante.
Semplice, a costo zero e accessibile a tutti: non solo camminare fa bene, ma i suoi vantaggi sono spesso sottostimati rispetto all’impegno che richiede. A lungo considerata un’attività blanda, la camminata a passo sostenuto può invece apportare benefici psicofisici notevoli e prolungati nel tempo, costituendo un valido strumento di prevenzione contro molte patologie, anche gravi. Scopriamone di più.
Rimettersi in movimento: perché iniziare dalla camminata?
Camminare è una delle attività più semplici e accessibili per tornare in forma in modo graduale, soprattutto dopo un periodo di sedentarietà.
Spesso ci si ripromette di iscriversi in palestra o di iniziare a correre per dimagrire dopo un periodo di eccessi alimentari, migliorare il tono muscolare, correggere la postura o ridurre il colesterolo. Ma riprendere a muoversi dopo una lunga fase di inattività può essere impegnativo. L’idea di affrontare un nuovo sport o seguire un programma strutturato scoraggia, e tra mancanza di tempo e stanchezza anche i piccoli obiettivi rischiano di sembrare fuori portata.
È proprio in queste situazioni che la camminata si rivela la soluzione ideale: un’attività sostenibile e alla portata di tutti, che permette di rimettersi in moto senza eccessivi sforzi e con risultati tangibili fin dalle prime settimane.
Quali sono i benefici del camminare?
Camminare è uno dei modi più semplici ed efficaci per mantenersi in salute. Aiuta infatti a contrastare i rischi connessi a una vita sedentaria, come ipertensione arteriosa, aumento dei livelli ematici di trigliceridi, colesterolo e glicemia nel sangue, a loro volta correlati all’insorgenza di disturbi cardiovascolari e diabete di tipo 2.
I benefici della camminata sono numerosi e visibili non solo sul piano fisico, ma anche su quello psicologico e sociale:
- riduce drasticamente il rischio cardiovascolare
- migliora da digestione
- stimola e normalizza la funzionalità tiroidea
- stabilizza i livelli di cortisolo nel sangue e riduce lo stress psicofisico
- potenzia le capacità cognitive e il tono dell’umore, grazie al maggior rilascio di endorfine
- migliora la qualità e la regolarità del sonno
- ottimizza la performance sportiva variando il ritmo dell’andatura o la pendenza
- modella la silhouette e permette di ottenere una figura più armonica
- offre un’occasione di intrattenimento, se, per esempio, durante il percorso si ascolta musica o un podcast
- favorisce la vita sociale, se si cammina in compagnia.
Inoltre, camminare rappresenta un’attività versatile: si può praticare ovunque. È possibile raggiungere l’ufficio a piedi (o la stazione, se si è pendolari), oppure sfruttare un parco cittadino, abbinando la camminata a esercizi di stretching o potenziamento muscolare.

Quanto bisogna camminare al giorno per stare bene?
Già nel 2000 erano stati diffusi i risultati di un gruppo di ricerca del Wakayama Medical College’s Department of Medicine in Giappone. Alcuni impiegati dell’industria manifatturiera sono stati invitati a portare a termine 40 minuti (corrispondenti circa a 10.000 passi) di camminata quotidiana. Il risultato fu che chi aveva camminato ogni giorno per 12 settimane consecutive aveva notato una significativa riduzione della pressione sanguigna e un aumento della resistenza fisica, migliorando inoltre il tono dell’umore.
In seguito, la comunità scientifica internazionale ha attribuito un valore via via maggiore all’opportunità, per i soggetti di entrambi i sessi e d’età compresa tra i 25 e i 65 anni, di camminare ogni giorno per 40/45 minuti, possibilmente consecutivi.
Per monitorare il proprio andamento durante il giorno e lungo la settimana, sarà sufficiente procurarsi un contapassi oppure attivare quello integrato nel proprio smartphone (esistono decine di app scaricabili gratuitamente). Per una persona alta tra 1,50 e 1,70 m, 10.000 passi corrispondono a circa 6 km: se condotti con un ritmo costante, consentono di bruciare complessivamente circa 350 kcal.

Tipologie di camminate
Esistono vari stili di camminata, ciascuno adatto a potenziare uno specifico gruppo muscolare, a bruciare più calorie o a diversificare il percorso. Si può scegliere lo stile più adatto a seconda del tipo di terreno, della tecnica utilizzata e del proprio livello di allenamento.
Urban walking
A metà tra l’allenamento e il tour, è molto diffuso nelle metropoli e consiste in una lunga passeggiata per il centro cittadino. Di solito si privilegiano i percorsi accanto a monumenti, parchi e luoghi d’arte. Data la componente di scoperta e i benefici psichici che ne derivano, questo stile richiede curiosità e un ritmo non particolarmente serrato.
Fit-walking (o power walking)
Mantenendo un’andatura potenziata rispetto alla consueta velocità si possono raggiungere molto più in fretta gli obiettivi di salute. È il principio alla base del fit-walking, una camminata a ritmo molto sostenuto priva di interruzioni per almeno 30 minuti di training consecutivi. Spesso è abbinata all’utilizzo di cavigliere o pesi da 1-2 kg per favorire il potenziamento muscolare.
Nordic walking
La caratteristica principale del nordic walking sono i bastoncini: servono per sostenersi e mantenere la postura su svariate tipologie di terreno – urbani e montani, in pendenza e in pianura. Il presupposto di questa disciplina non è la velocità, bensì la coordinazione tramite l’alternanza tra braccia e gambe.
Trekking
Le escursioni su percorsi extraurbani, tracciati ma spesso impervi, richiedono un livello di allenamento medio-alto e un’attrezzatura specifica. Spesso praticati insieme a un gruppo e a una guida, prevedono uscite che possono eccedere le 24 ore con pernottamenti in tenda o in rifugio.
Camminata: consigli per cominciare
I vantaggi per chi cammina regolarmente sono consistenti e prolungati nel tempo. Tuttavia, prima di trasformare la camminata in un’attività sportiva, è importante adottare alcuni accorgimenti per agire in sicurezza.
In assenza di condizioni limitanti – come artrosi, artrite o problematiche podologiche – può essere utile confrontarsi con il proprio medico per verificare di essere nelle condizioni fisiche ideali per iniziare. Un semplice check-up cardiologico, eventualmente inserito in un programma di prevenzione cardiovascolare, permette di valutare la resistenza cardiaca e di individuare il livello di attività più adatto. Nei soggetti con fattori di rischio, il medico può suggerire un numero specifico di camminate settimanali per migliorare gradualmente la forma fisica.
I consigli per chi si appresta a fare della camminata un’abitudine costante sono per lo più i medesimi rivolti a coloro che vogliono iniziare a correre:
- abbigliamento stagionale traspirante, protettivo e dotato di inserti catarifrangenti
- calzature comode, rialzate e ammortizzanti.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
Quanti minuti al giorno bisogna camminare per ottenere benefici?
Per migliorare salute cardiovascolare, metabolismo ed energia è consigliabile camminare almeno 30 minuti al giorno, preferibilmente a passo sostenuto. Se possibile, 40-45 minuti amplificano ulteriormente i benefici.
Camminare aiuta a dimagrire?
Una camminata costante aiuta a bruciare calorie, attivare il metabolismo e ridurre la massa grassa, soprattutto se abbinata a una dieta equilibrata.
Qual è il ritmo ideale per camminare bene?
Si parla di passo sostenuto quando la frequenza respiratoria aumenta leggermente ma si riesce comunque a parlare senza affanno. Indicativamente, 5-6 km/h rappresentano un buon riferimento.
Camminare fa bene anche a chi ha pressione alta o colesterolo elevato?
Sì, una camminata regolare contribuisce ad abbassare la pressione arteriosa, ridurre il colesterolo LDL e migliorare la glicemia. È comunque utile confrontarsi con il medico per stabilire frequenza e intensità più adatte.
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2 commenti
Ho 65 anni e per oltre 15, ho frequentato la palestra. Ora per ovvi motivi, ho abbandonato la palestra e amo fare delle lunghe camminate, per almeno due ore, bruciando dai 650 alle 800 kcal. per 3 – 4 volte la settimana. E’ vero, la mattina, sarebbe bello dormire ma, se pensi ai benefici che apporta una camminata, ne vale la pena, poichè tiene a bada il colesterolo, la glicemia e la pressione arteriosa.
Camminare è una delle attività più salutari e meno invasive per le articolazioni che si possano fare. Ho letto recentemente il libro In palestra con l’artrosi di Lanzetta, dove ho trovato molto consigli utili riguardo al movimento fisico. E la camminata è una delle pratiche consigliate.