PUNTI CHIAVE
- La filariosi cardiopolmonare è una malattia parassitaria trasmessa al cane e al gatto tramite le punture di zanzara, che può avere esito fatale se non trattata.
- Il parassita responsabile è la Dirofilaria immitis, che raggiunge cuore e vasi polmonari attraverso il circolo sanguigno.
- In fase iniziale la malattia è spesso asintomatica; i sintomi compaiono quasi sempre in stadio avanzato: nel cane possono comparire stanchezza, tosse, difficoltà respiratoria, inappetenza fino a insufficienza cardiaca ed edema polmonare; nel gatto disturbi respiratori e vomito.
- Nei gatti la filariosi è più rara ma più pericolosa, a causa delle dimensioni ridotte del cuore.
- La diagnosi si effettua tramite esami del sangue, e confermata eventualmente da radiografie del torace ed ecocardiografia.
- Esistono farmaci preventivi specifici, somministrati da maggio a novembre o più a lungo in caso di rischio esteso ad altri periodi dell’anno.
Con l’arrivo del caldo e la schiusa delle uova di insetti ematofagi, gli animali domestici possono essere esposti a rischi. È il caso della filariosi cardiopolmonare, una malattia parassitaria trasmissibile al cane e al gatto tramite le punture di zanzara.
Scopriamo cause, sintomi e possibilità di cura di questa patologia che, se non trattata in tempo, può essere fatale.
Quali sono i sintomi della filariosi?
Capire se un animale sia affetto da filariosi non è facile, perché questa patologia è spesso totalmente asintomatica nella fase iniziale.
I sintomi compaiono quasi sempre in uno stadio avanzato: i primi campanelli d’allarme sono tosse e affaticamento, spesso accompagnati da altri disturbi, differenti per cani e gatti:
- nel cane la malattia può manifestarsi con stanchezza, tosse, problemi respiratori, inappetenza, insufficienza cardiaca ed edema polmonare
- nel gatto i primi segnali della sua presenza sono in genere vomito e difficoltà respiratorie.
Nei felini, la filariosi è più rara ma anche più pericolosa, perché il loro cuore è molto più piccolo e dunque più fragile.
Saper riconoscere le possibili manifestazioni della filariosi e intervenire tempestivamente è fondamentale. Nei casi più severi, infatti, può persino accadere che il cane o il gatto muoiano improvvisamente, senza che il padrone sia a conoscenza della malattia.
Diagnosi
Per verificare la presenza della malattia il veterinario dispone di due tipologie di esami del sangue:
- ricerca delle microfilarie in circolo: questo test può avere una sensibilità limitata poiché in una percentuale consistente di casi non sono presenti microfilarie rilevabili. Un esito negativo non esclude dunque l’infestazione
- ricerca degli antigeni delle femmine adulte: il test antigenico è più affidabile, ma diventa positivo solo 6-8 mesi dopo il contagio.
Nei casi più complessi, il veterinario può prescrivere ulteriori accertamenti come radiografie del torace, ecocardiografia ed esami ematologici, utili a stadiare la malattia e definire il percorso terapeutico.
La diagnosi della filariosi nel gatto risulta più complessa rispetto a quella nel cane, dal momento che gli esami del sangue risultano spesso negativi anche in animali infestati. Per confermare il sospetto diagnostico sono pertanto utili l’ecocardiografia e la radiografia del torace.
Come si cura e si previene la filariosi?
Una volta certi della diagnosi, il veterinario individuerà la cura più appropriata. La terapia più diffusa prevede la somministrazione di farmaci che causano la morte del parassita, un metodo efficace che però implica effetti collaterali anche seri. Per questo motivo, negli ultimi anni, alcuni centri specializzati hanno messo a punto delle tecniche mini-invasive: i parassiti adulti presenti nell’animale vengono rimossi mediante sonde e pinze, inserite per via angioscopica.
Per prevenire l’insorgenza della malattia esistono dei farmaci specifici, che agiscono sui parassiti allo stato larvale, privi di effetti avversi. Il trattamento viene solitamente effettuato da maggio a novembre, mesi in cui gli animali sono maggiormente a rischio, ed è possibile scegliere tra due modalità: l’assunzione di compresse, da ripetere una volta al mese, o iniezione, che agisce per circa sei mesi.
Se si decide di andare in viaggio o in villeggiatura in zone particolarmente a rischio, o se si verificano particolari condizioni climatiche che favoriscono la presenza di zanzare in periodi dell’anno non sospetti, il veterinario potrebbe consigliare una copertura più completa, che comprenda anche i mesi meno caldi.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
Quanto è pericolosa la filariosi se non viene curata?
Nei casi più severi la filariosi può essere fatale: può accadere che il cane o il gatto muoia improvvisamente, senza che il padrone sia consapevole della malattia. Agire per tempo con una terapia adeguata e, ancor di più, investire sulla prevenzione.
La filariosi si può trasmettere all’uomo?
Esistono due specie di Dirofilaria: la Dirofilaria immitis, responsabile della forma cardiopolmonare, è specifica degli animali e non rappresenta un rischio concreto per l’uomo. La Dirofilaria repens – che causa una forma sottocutanea meno diffusa – può in rari casi interessare anche l’essere umano, ma esclusivamente tramite la puntura di una zanzara infetta, non per contatto diretto con l’animale. Quest’ultimo funge da serbatoio del parassita, non da vettore verso la persona.
La profilassi è necessaria anche per gli animali che vivono in casa?
Sì, le zanzare entrano facilmente negli ambienti domestici. Un cane o un gatto che vive in appartamento può comunque essere punto durante le uscite o all’interno dell’abitazione. Il veterinario è il riferimento corretto per valutare la copertura più adatta.
Come si diagnostica la filariosi?
La diagnosi avviene con un prelievo del sangue tramite ricerca delle microfilarie in circolo o degli antigeni delle femmine adulte.

2 commenti
Mi piacerebbe avere informazioni a riguardo a questa
Ciao Barbara, ti riferisci alla polizza? 🙂