PUNTI CHIAVE
- L’otite è un’infezione comune nei bambini che frequentano la piscina. L’otite del nuotatore si sviluppa quando dell’acqua rimane nell’orecchio dopo il bagno, altera il pH del canale e rimuove il cerume protettivo, creando le condizioni ideali per la proliferazione di batteri come Pseudomonas aeruginosa.
- Il sintomo più caratteristico è il dolore al canale auricolare che si accentua premendo il trago (la protuberanza davanti all’orecchio) o tirando il padiglione.
- I bambini sono più esposti per ragioni anatomiche (il condotto uditivo è più stretto) e per la maggiore frequenza in acqua.
- I sintomi includono dapprima prurito, poi dolore e talvolta fuoriuscita di secrezioni. Nei bambini più piccoli possono comparire irritabilità e tendenza a toccarsi l’orecchio o pianto durante i pasti.
- Il trattamento prevede gocce otiche antibiotiche o antisettiche su prescrizione del pediatra o dell’otorinolaringoiatra.
- La prevenzione si basa su accortezze come asciugare le orecchie dopo ogni bagno inclinando la testa per favorire il deflusso dell’acqua, ed evitare cotton fioc che rimuovono la barriera protettiva del cerume.
L’estate porta con sé giornate in piscina e al mare e spesso, per i bambini, anche il mal d’orecchio. L’otite da piscina è una delle infezioni più comuni nella bella stagione: facile da prevenire con qualche attenzione, ma fastidiosa quando compare. Riconoscerne i sintomi e sapere quando portare il bambino dal medico aiuta ad affrontarla nel modo giusto.
A cosa è dovuta l’otite da piscina?
L’otite da piscina è il nome comune dell’otite esterna diffusa: un’infezione del condotto uditivo esterno causata principalmente da batteri, in particolare Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus. È scatenata dal fatto che l’acqua che rimane intrappolata nel condotto dopo il bagno: modifica il pH dell’ambiente e rimuove il sottile strato di cerume che funge da barriera protettiva naturale, rendendo la mucosa vulnerabile alla colonizzazione batterica.
Otite da piscina nei bambini: come si manifesta?
Il primo sintomo è spesso il prurito all’interno del canale auricolare, che compare ore o giorni dopo il bagno. A seguire si sviluppa l’otalgia, ovvero il dolore, che tende ad accentuarsi premendo il trago (la protuberanza cartilaginea davanti all’ingresso dell’orecchio) o tirando delicatamente il padiglione auricolare: questo è uno dei segnali clinici più utili per orientarsi verso l’otite esterna piuttosto che media.
Con il progredire dell’infezione possono comparire una lieve secrezione dal condotto (inizialmente sierosa, poi più densa), gonfiore del canale e una sensazione di orecchio ovattato. La febbre è rara nell’otite esterna non complicata; la sua comparsa, insieme a una riduzione marcata dell’udito, può invece suggerire un coinvolgimento dell’orecchio medio e richiede una valutazione medica.
Nei bambini più piccoli i segnali possono essere meno espliciti: irritabilità, pianto durante i pasti (dal momento che la masticazione aumenta il dolore auricolare), tendenza a toccarsi o tirarsi l’orecchio. In questi casi è prudente non aspettare che i sintomi diventino evidenti, ma portare il bambino dal pediatra appena si sospetta qualcosa.
Come si cura l’otite da piscina?
Il trattamento dell’otite esterna non complicata prevede in genere gocce antibiotiche o antisettiche da applicare direttamente nel condotto, su prescrizione del pediatra o dell’otorinolaringoiatra. Il miglioramento è spesso visibile entro 24-48 ore dall’inizio della terapia. Il ciclo completo va comunque portato a termine anche in assenza di sintomi, per ridurre il rischio di recidiva.
Se il dolore è intenso, possono essere affiancati analgesici comuni – paracetamolo o ibuprofene – per gestire il fastidio nelle prime ore. Astenersi dal nuoto aiuta la guarigione: l’acqua, infatti, mantenendo umido il condotto può reintrodurre batteri nell’orecchio.
Se i sintomi non migliorano entro 2-3 giorni o si aggravano, è indicata una valutazione otorinolaringoiatrica.
Come evitare l’otite in piscina per bambini?
La prevenzione dell’otite esterna si basa su abitudini semplici:
- asciugare bene le orecchie: inclinare la testa su ciascun lato favorisce il deflusso naturale dell’acqua. Si può completare tamponando delicatamente l’apertura del condotto con un angolo di asciugamano, senza introdurlo mai all’interno
- evitare bastoncini, dita e qualsiasi oggetto nel canale è una regola altrettanto importante: oltre ai microtraumi, la pulizia meccanica rimuove il cerume che protegge naturalmente l’interno del condotto
- peri bambini che nuotano frequentemente o hanno una storia di otiti ricorrenti, valutare l’uso di tappi auricolari specifici per il nuoto. La scelta va fatta con il pediatra o lo specialista, che può indicare il tipo più adatto all’età e alla morfologia dell’orecchio del bambino.
È utile ricordare che il cloro non elimina completamente i patogeni responsabili dell’otite esterna. Anche in piscine ben manutenute, la carica batterica può essere sufficiente a provocare l’infezione, soprattutto se il condotto auricolare è già vulnerabile per microlesioni o per un’esposizione prolungata all’acqua.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
Qual è la differenza tra otite esterna e otite media?
L’otite esterna coinvolge il canale auricolare esterno: il dolore si accentua premendo il trago o tirando il padiglione, e raramente è associata a febbre o riduzione marcata dell’udito. L’otite media colpisce invece l’orecchio medio, dietro il timpano, ed è spesso conseguente a un’infezione delle vie respiratorie superiori: si accompagna più frequentemente a febbre, sensazione di pressione profonda e, nei bambini piccoli, a marcata irritabilità e difficoltà nell’alimentazione.
Quando portare il bambino dal medico per un mal d’orecchio dopo la piscina?
È opportuno contattare il pediatra quando il dolore non migliora entro 12-24 ore dal bagno, si accompagna a febbre, o è abbastanza intenso da interferire con il sonno o i pasti. Nei bambini più piccoli, che non riescono a localizzare il fastidio, i segnali da osservare sono l’irritabilità persistente, la tendenza a toccarsi l’orecchio e il rifiuto del cibo.
I tappi per le orecchie prevengono l’otite da piscina?
I tappi auricolari riducono la quantità di acqua che entra nel condotto e possono essere utili nei bambini con otiti ricorrenti. Non eliminano completamente il rischio di infezione, ma rappresentano una misura preventiva ragionevole per i nuotatori abituali. Il pediatra o l’otorinolaringoiatra possono orientare nella scelta in base all’età e alle caratteristiche anatomiche dell’orecchio del bambino.
Durante la terapia per l’otite si può tornare in piscina?
In genere no, non durante il trattamento. L’acqua mantiene umido il condotto auricolare, rallenta la guarigione e può reintrodurre batteri nell’orecchio in via di guarigione. Il periodo di astensione dall’acqua è indicato dal medico in base alla gravità dell’infezione e alla terapia prescritta.
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