donna con vertigini si appoggia a scrivania

Vertigini: cause, come si manifestano e cosa fare

Le vertigini sono la sensazione che l’ambiente o il proprio corpo stiano ruotando, in assenza di movimento reale. Nella maggioranza dei casi dipendono dall’orecchio interno: la causa più comune è la vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB), causata dallo spostamento di piccoli cristalli nell’orecchio. Altre cause frequenti sono la neuronite vestibolare e la labirintite. Le vertigini di origine centrale – come emicrania, sclerosi multipla o patologie vascolari – sono meno comuni ma più serie. In acuto è utile sedersi o sdraiarsi e muoversi lentamente; la manovra di Epley, eseguita da un professionista, è il trattamento di elezione per la VPPB. Alcuni segnali richiedono valutazione urgente.

Una sensazione improvvisa di rotazione, il soffitto che gira, la necessità di aggrapparsi a qualcosa per non cadere: le vertigini sono un disturbo che può disorientare. A cosa possono essere dovute? Quando meritano un approfondimento medico? Cosa fare per gestirle? Scopriamone di più.

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Che cosa sono le vertigini?

Le vertigini si manifestano come la sensazione soggettiva che il proprio corpo o l’ambiente circostante ruoti su sé stesso.

Capogiri e vertigini: qual è la differenza?

I capogiri sono una sensazione di stordimento, testa leggera o instabilità senza rotazione. Sono spesso legati a ipotensione ortostatica (abbassamento della pressione quando ci si alza), anemia, disidratazione o aritmie cardiache.

Quale può essere la causa delle vertigini?

Sulla base della causa che le provoca, le vertigini possono essere distinte in:

  • vertigini periferiche: l’origine del problma risiede nell’orecchio interno, l’organo che – insieme agli occhi e ai propriocettori muscolari – regola il senso dell’equilibrio. Quando il segnale proveniente dall’orecchio interno non è coerente con quello degli occhi o dei muscoli, il cervello percepisce un movimento che non c’è: la vertigine
  • vertigini centrali: sono dovute a disturbi che colpiscono una parte del cervello.

Cause periferiche 

Tra le cause periferiche più diffuse rientrano:

  • vertigine parossistica posizionale benigna: è la causa più frequente di vertigini. Si verifica quando piccoli cristalli di carbonato di calcio (otoliti), normalmente posizionati in una parte dell’orecchio interno, si spostano nei canali semicircolari. Il risultato è una vertigine di breve durata (15-60 secondi), scatenata da cambiamenti di posizione della testa come girarsi nel letto, alzarsi, chinarsi
  • neuronite vestibolare: infiammazione del nervo vestibolare, spesso a seguito di un’infezione virale. Si manifesta con vertigine intensa e persistente (ore o giorni), nausea e instabilità
  • traumi cranici
  • labirintite: infiammazione del labirinto, la struttura dell’orecchio interno che contiene sia i recettori dell’equilibrio sia quelli dell’udito. Si distingue dalla neuronite perché si accompagna a riduzione dell’udito e spesso ad acufeni
  • sindrome di Ménière: causa episodi ricorrenti di vertigine intensa (che durano da 20 minuti a diverse ore), acufeni, sensazione di pressione auricolare e ipoacusia progressiva
  • effetti collaterali di alcuni farmaci.

Cause centrali

Le vertigini centrali possono essere indotte da:

  • emicrania: alcune forme di emicrania si presentano con vertigini anche in assenza di cefalea intensa
  • TIA (attacco ischemico transitorio) e ictus del circolo posteriore: una vertigine improvvisa, associata a visione doppia (diplopia), (disturbo del linguaggio (disartria), difficoltà a deglutire o deficit motori, è un segnale d’allarme che richiede valutazione urgente
  • sclerosi multipla: le placche nel tronco encefalico o nel cervelletto possono causare episodi vertiginosi
  • neurinoma acustico: tumore benigno del nervo acustico-vestibolare che causa vertigini progressive e perdita dell’udito monolaterale
  • tumori cerebrali
  • effetti avversi di farmaci.

Come si manifestano le vertigini?

Alla sensazione di rotazione si associano in genere altri sintomi che variano per intensità e durata a seconda della causa sottostante:

  • nausea e vomito: conseguenza del conflitto di segnali tra l’orecchio interno, gli occhi e il cervello
  • nistagmo: movimenti involontari e ritmici degli occhi (scosse orizzontali, verticali o rotatori) visibili durante la crisi 
  • instabilità e difficoltà a camminare: la sensazione di essere sbilanciati o di non riuscire a mantenere la posizione eretta
  • tinnito e riduzione dell’udito, presenti nella labirintite e nella malattia di Ménière
  • pallore, sudorazione e aumento della frequenza cardiaca
  • fotofobia e fonofobia: in chi soffre di emicrania vestibolare, la crisi può associarsi a sensibilità aumentata a luce e rumori.

Rappresentano dei segnali d’allarme che richiedono il pronto intervento:

  • vertigine improvvisa e molto intensa, associata a mal di testa improvviso e violento
  • diplopia (visione doppia)
  • difficoltà a parlare o deglutire
  • debolezza a un lato del corpo
  • perdita di coscienza.

Cosa si deve fare quando si hanno le vertigini?

In presenza di una crisi vertiginosa acuta, la prima cosa da fare è mettersi in sicurezza: sedersi o sdraiarsi, chiudere gli occhi se la rotazione è intensa e aspettare che l’episodio si attenui prima di muoversi. Evitare di guidare, salire su scale o svolgere attività che richiedono equilibrio durante e nelle ore successive alla crisi.

Per la vertigine parossistica posizionale benigna, il trattamento di elezione è la manovra di Epley: una sequenza di movimenti guidati della testa che riporta gli otoliti spostati nella loro sede originaria. Va eseguita da un otorinolaringoiatra, audiologo o fisioterapista specializzato: eseguita correttamente risolve la VPPB in una o più sedute nel 90% dei casi. Alcune manovre di auto-trattamento (come la manovra di Brandt-Daroff) possono essere imparate e ripetute a casa, ma solo dopo una corretta diagnosi.

Durante le crisi acute, su indicazione del medico, possono essere utilizzati farmaci come gli antiemetici contro nausea e vomito e i soppressori vestibolari. Tuttavia, non vanno usati a lungo termine perché rallentano il processo naturale di compensazione centrale.

Per le vertigini ricorrenti o persistenti, la riabilitazione vestibolare – un programma di esercizi guidati da un fisioterapista – aiuta il cervello ad adattarsi al segnale alterato proveniente dall’orecchio interno, riducendo progressivamente l’intensità e la frequenza degli episodi.

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donna seduta sul divano con vertigini

Durante un episodio di vertigini, è bene sedersi o distendersi in attesa di recuperare l’equilibrio.

Le domande più frequenti dei pazienti

Le vertigini passano da sole?

Dipende dalla causa. La VPPB tende a risolversi spontaneamente in settimane o mesi, ma la manovra di Epley la risolve in tempi molto più rapidi. La neuronite vestibolare acuta migliora progressivamente nell’arco di giorni-settimane grazie alla compensazione centrale. Le forme ricorrenti come la malattia di Ménière richiedono invece una gestione continuativa. In ogni caso, un episodio vertiginoso che dura più di qualche ora o che si ripete merita una valutazione medica.

Come si distingue una vertigine periferica da una centrale?

Le vertigini periferiche tendono a essere più intense, scatenate dalla posizione e accompagnate da nausea marcata; il nistagmo che producono si inibisce quando il paziente fissa un punto fisso. Quelle centrali sono spesso meno intense ma più costanti, non si modificano con la posizione degli occhi, e si associano ad altri segni neurologici (diplopia, disartria, deficit motori). Il test di Dix-Hallpike e la valutazione neurologica aiutano il medico a distinguerle.

È pericoloso guidare con le vertigini?

Durante un episodio vertiginoso acuto, guidare è pericoloso e deve essere evitato in modo assoluto. Nelle fasi intercritiche — tra un episodio e l’altro — la valutazione va fatta caso per caso con il medico, tenendo conto della frequenza e della prevedibilità degli attacchi. Chi soffre di VPPB scatenata da movimenti specifici della testa può in genere guidare nei periodi liberi da episodi; chi ha vertigini imprevedibili e frequenti deve sospendere la guida fino a stabilizzazione del quadro.

La vertigine può essere causata dall’ansia?

L’ansia e lo stress possono amplificare la percezione delle vertigini e abbassare la soglia di sensibilità agli stimoli vestibolari. Esiste anche la vertigine posturale fobica (o PPD, persistent postural-perceptual dizziness), una forma di instabilità cronica in cui il sistema nervoso centrale rimane in uno stato di iper-vigilanza dopo un episodio vertiginoso reale, mantenendo la sensazione di dondolio o instabilità anche in assenza di danno organico. È una condizione reale, non simulata, e risponde alla riabilitazione vestibolare e alla terapia cognitivo-comportamentale.

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