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Tumore al fegato: cause, sintomi e cura


Il tumore al fegato è una neoplasia spesso silenziosa nelle fasi iniziali, che insorge più frequentemente in persone con cirrosi, epatiti croniche o altre malattie epatiche. Riconoscere i fattori di rischio e sottoporsi a controlli regolari è fondamentale per individuare la malattia precocemente. La diagnosi si basa su ecografia, TAC o risonanza, e quando possibile la cura prevede interventi chirurgici o trapianto. Nelle fasi intermedie e avanzate si ricorre a terapie locali, trattamenti mirati e immunoterapia. La prevenzione passa dalla tutela della salute del fegato e dalla gestione delle malattie croniche associate.

Il tumore al fegato è una malattia complessa e spesso silenziosa nelle sue fasi iniziali, che per questo tende ad essere scoperta solo quando compaiono disturbi più evidenti. Conoscere i fattori di rischio e saper individuare i primi segnali di anomalia è dunque cruciale per intervenire tempestivamente.

Approfondiamo allora quali sono le sue cause, come si manifesta e quali sono le principali opzioni di trattamento.

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Che cos’è il tumore al fegato

Il tumore al fegato è una neoplasia che origina dalle cellule epatiche o dalle strutture presenti all’interno dell’organo. La forma più comune è l’epatocarcinoma, che si sviluppa direttamente dagli epatociti, le cellule che compongono la maggior parte del fegato. Meno frequente è il colangiocarcinoma, che nasce dai dotti biliari interni al fegato (colangiocarcinoma intraepatico) o esterni (colangiocarcinoma extraepatico).

Una forma più rara è l’epatoblastoma, che colpisce nei primi anni di vita.

Si parla di tumore epatico primario nel caso di un tumore che nasce nel fegato, e di tumore secondario in presenza di metastasi epatiche, che derivano dalla diffusione di tumori localizzati in altre sedi (come colon, polmone o mammella). 

Quali sono le cause?

Il tumore al fegato riconosce diversi fattori di rischio, spesso legati a condizioni che danneggiano l’organo in modo cronico:

  • epatiti virali croniche da HBV e HCV
  • cirrosi epatica, malattia cronica degenerativa determinata da steatosi epatica alcolica, provocata da abuso di alcol, steatosi epatica non alcolica, causata della sindrome metabolica, del diabete di tipo 2 e dell’obesità o fumo di sigaretta
  • esposizione a sostanze tossiche, come le aflatossine, una micotossina presente in alimenti mal conservati, in paesi a più basso reddito.

A questi si aggiungono fattori non modificabili come età avanzata, sesso maschile e predisposizione genetica.

Quali sono i sintomi di un tumore al fegato?

Nelle fasi iniziali il tumore al fegato può essere asintomatico. È per questo che spesso viene individuato durante controlli periodici in persone con malattie epatiche croniche, già sottoposte a monitoraggio. Quando la malattia progredisce, però, possono comparire diversi segnali da non trascurare. I sintomi più comuni includono:

  • dolore o fastidio nella parte destra dell’addome, talvolta irradiato alla schiena o alla spalla
  • perdita di peso e riduzione dell’appetito
  • gonfiore addominale, spesso legato alla presenza di liquido (ascite)
  • stanchezza marcata e debolezza generalizzata
  • nausea
  • difficoltà nella digestione
  • ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi)
  • urine scure
  • febbre.

Si tratta di sintomi generici, che possono avere molte altre cause, ma quando compaiono in persone con fattori di rischio epatici devono essere valutati con attenzione.

Diagnosi

La diagnosi, dopo un’adeguata anamnesi, si basa su una combinazione di analisi del sangue e delle urine ed esami strumentali:

  • ecografia addominale per individuare eventuali noduli epatici
  • TAC e risonanza magnetica (RM), utili a raccogliere immagini della lesione, valutarne la natura e le dimensioni
  • biopsia epatica: eseguita quando gli esami di imaging non permettono una diagnosi certa.
occhio con sclera di colore giallo causata da ittero

Tra i sintomi del tumore al fegato c’è l’ittero, con ingiallimento della pelle e delle sclere oculari.

Come si cura il tumore al fegato?

Il trattamento del tumore al fegato dipende da diversi fattori: tipo di tumore, dimensioni e numero delle lesioni, funzionalità residua, presenza di cirrosi e condizioni generali della persona.

Quando possibile, specialmente per i tumori in fase iniziale, la chirurgia rappresenta il trattamento con finalità curativa. Le strategie sono due:

  • resezione epatica: consiste nell’asportare la porzione di fegato che contiene il tumore. È indicata nei pazienti con malattia localizzata e buona funzionalità epatica
  • trapianto di fegato, una delle opzioni più efficaci, poiché permette di rimuovere sia la neoplasia sia la malattia epatica sottostante.

In presenza di tumori in stadio intermedio, sono spesso utilizzati trattamenti locali:

  • metodi ablativi: distruggono le cellule tumorali mediante calore, energia o sostanze chimiche
  • embolizzazione e chemioembolizzazione: occludono i vasi che nutrono il tumore, talvolta associando farmaci chemioterapici per aumentarne l’efficacia
  • radioembolizzazione: utilizza microsfere radioattive in grado di irradiare selettivamente la massa tumorale.

Per trattare forme avanzate o non trattabili localmente possono essere considerate:

  • terapie a bersaglio molecolare, basate sull’uso di farmaci che agiscono su specifici meccanismi cellulari del tumore
  • immunoterapia: stimola il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali
  • chemioterapia tradizionale: utilizzata più raramente nelle forme primitive epatiche, ma può essere indicata in particolari situazioni cliniche.

La prognosi del tumore al fegato è complessa e dipende strettamente dallo stadio della malattia al momento della diagnosi e dalla funzionalità epatica residua. Le probabilità di successo aumentano quando il tumore viene individuato precocemente, consentendo il ricorso a trattamenti con finalità curativa come la resezione o, soprattutto, il trapianto di fegato. Per questo la diagnosi tempestiva e il monitoraggio nei soggetti a rischio restano fondamentali per migliorare gli esiti a lungo termine.

Prevenzione del tumore al fegato

La prevenzione del tumore al fegato passa soprattutto dalla tutela della salute epatica tramite:

  • vaccinazione contro l’epatite B
  • trattamento delle epatiti croniche
  • riduzione del consumo di alcol e stop al fumo
  • controllo di obesità e diabete.

Anche uno stile di vita sano e controlli periodici nelle persone a rischio aiutano a individuare precocemente eventuali alterazioni.

 

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uomo fa gesto di stop davanti a bicchiere di alcol

La prevenzione del tumore al fegato passa dalla tutela della salute del fegato, messa a rischio da fattori come abuso di alcol, fumo e obesità.

Le domande più frequenti dei pazienti

Qual è la differenza tra tumore al fegato primitivo e metastatico?

Il tumore primitivo nasce direttamente dalle cellule del fegato (come l’epatocarcinoma), mentre le metastasi epatiche sono tumori originati in altri organi — ad esempio colon, mammella o polmone — che si diffondono poi al fegato. Le terapie, di conseguenza, seguono approcci differenti.

Il tumore al fegato dà sempre sintomi?

Nelle fasi iniziali il tumore al fegato può essere asintomatico, per manifestarsi solo con il progredire della malattia. Per questo le persone con epatiti croniche o cirrosi devono seguire controlli periodici.

Come si scopre il tumore al fegato?

Gli esami più utilizzati sono ecografia addominale, TAC, risonanza magnetica. In casi selezionati è necessaria la biopsia per confermare la diagnosi.

Chi è più a rischio di svilupparlo?

I fattori principali sono epatiti B e C, abuso cronico di alcol, cirrosi, steatoepatite non alcolica, obesità, diabete e malattie metaboliche come l’emocromatosi. Anche fumo ed esposizione ad aflatossine aumentano il rischio.

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