PUNTI CHIAVE
- Le analisi per sapere se si è in menopausa includono il dosaggio di FSH, LH, 17-beta estradiolo, progesterone e AMH.
- Nella maggior parte dei casi la diagnosi è clinica: l’assenza del ciclo per almeno 12 mesi consecutivi, associata a vampate, insonnia e sbalzi d’umore, è sufficiente per riconoscere l’ingresso in menopausa.
- Gli esami ormonali sono consigliati soprattutto in caso di menopausa precoce, sintomi atipici o dubbi diagnostici.
- Esiste anche un test casalingo per la menopausa, disponibile in farmacia, che misura i valori di FSH attraverso un campione di urine.
- Dopo la diagnosi è importante avviare controlli di prevenzione mirati – cardiovascolari, metabolici e ossei – per tutelare la salute nel lungo periodo.
Per stabilire se sia iniziata la menopausa è sufficiente di solito l’osservazione di sintomi come irregolarità mestruali, vampate o disturbi del sonno. Quando, però, i segnali non sono così definiti, sottoporsi a degli esami mirati può aiutare a confermare la diagnosi. Ma quali sono le analisi da fare per sapere se si è in menopausa? Quando è consigliabile farle? Ne parliamo in questo articolo.
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Come e quando fare il test di menopausa?
Normalmente l’inizio della menopausa – la fine del ciclo mestruale e del periodo fertile di una donna – viene decretato quando l’assenza delle mestruazioni dura per almeno 12 mesi consecutivi. In genere si verifica tra i 45 e i 55 anni di età, ma sono comuni anche casi di menopausa tardiva o precoce.
La scomparsa definitiva del ciclo è quasi sempre preceduta da una fase di irregolarità mestruale, detta perimenopausa o premenopausa, che può protrarsi per mesi o anni. Questo periodo si caratterizza per la presenza di mestruazioni più o meno abbondanti e più o meno frequenti.
Oltre alle alterazioni del ciclo, l’arrivo della menopausa può associarsi ad altri disturbi, sia fisici che emotivi, legati alla fluttuazione e, poi, al calo dei livelli di estrogeni, gli ormoni riproduttivi prodotti dalle ovaie. Tra i sintomi più comuni ci sono:
- vampate di calore
- eccessiva sudorazione
- disturbi del sonno
- tachicardia
- sbalzi di pressione
- secchezza vaginale, che può causare a sua volta dolore durante i rapporti sessuali
- frequenti infezioni del tratto urinario, come la cistite
- stanchezza
- irritabilità e umore instabile
- calo della concentrazione e della memoria
- ansia e tristezza.
Esistono, tuttavia, situazioni in cui i sintomi e l’età non permettono di avere un’indicazione chiara. Per definire il quadro clinico è consigliabile allora eseguire dei test. È utile farlo, per esempio, quando si sospetta una menopausa precoce, così da escludere condizioni che causano sintomi simili, come alterazioni tiroidee e ginecologiche.
In linea generale, in presenza di sintomi che fanno ipotizzare l’inizio della menopausa, è bene consultarsi con il medico o con il ginecologo, che valuteranno l’opportunità di effettuare delle analisi per confermarla.

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Esami per capire se si è in menopausa
I principali esami per sapere se si è in menopausa sono il dosaggio degli ormoni sessuali, che permette di valutare la funzionalità ovarica e la fertilità, e quello degli ormoni tiroidei.
Dosaggio degli ormoni sessuali
La misurazione dei valori degli ormoni sessuali include il controllo dei livelli di:
- FSH, l’ormone follicolo-stimolante prodotto dall’ipofisi (la ghiandola che regola la produzione ormonale delle ovaie), che durante il ciclo mestruale controlla la maturazione del follicolo e che aumenta con l’arrivo della menopausa proprio per effetto della diminuzione – e poi della cessazione – della funzionalità ovarica e della riduzione del numero di follicoli
- LH, l’ormone luteinizzante, anch’esso prodotto dall’ipofisi, che insieme all’FSH stimola la produzione di estrogeni e che, come l’FSH, cresce in menopausa
- 17-beta estradiolo, ormone della categoria degli estrogeni che è prodotto dalle ovaie ed è un indicatore della loro funzionalità, il cui valore diminuisce con la fine del periodo fertile
- progesterone, ormone steroideo che durante il ciclo permette di verificare se è avvenuta l’ovulazione e prepara l’utero all’impianto dell’embrione, anch’esso soggetto a un calo durante la menopausa
- ormone antimuelleriano (AMH), importante misura della riserva funzionale ovarica e della fertilità della donna, che in menopausa diminuisce.
Esiste anche un test casalingo per la menopausa che dà la possibilità di misurare autonomamente i valori dell’FSH: si acquista in farmacia, si effettua su un campione di urine e funziona come un test di gravidanza. Questo kit può essere utile per ottenere velocemente un’indicazione di massima. Anche qualora l’esito dovesse risultare positivo, è comunque opportuno rivolgersi al medico o al ginecologo per avere una diagnosi certa.
Dosaggio ormoni tiroidei
Anche la tiroide influisce sulla regolarità del ciclo mestruale e sulla capacità riproduttiva e alcune sue disfunzioni possono presentarsi con disturbi simili a quelli della menopausa. L’insonnia e la forte sudorazione, ad esempio, potrebbero essere la spia di ipotiroidismo. Per questo può essere utile misurare gli ormoni T3, T4 e TSH.
Diagnosi di menopausa: perché è importante per la salute della donna
Una volta conclusi gli esami ormonali e avuta conferma dell’inizio della menopausa, il medico o il ginecologo possono suggerire una serie di esami di controllo. Questi accertamenti servono a escludere, o a diagnosticare tempestivamente, eventuali problematiche di cui lo scompenso ormonale potrebbe aumentare il rischio.
La menopausa, infatti, rende le donne più vulnerabili alle malattie cardiovascolari (come infarto, ictus cerebrale e ipertensione arteriosa), perché il calo degli estrogeni fa venire meno l’azione protettiva che questi ormoni, riducendo i livelli di colesterolo nel sangue, esercitano nel periodo fertile. La carenza estrogenica, inoltre, determina un rallentamento del metabolismo e un aumento del peso corporeo e del grasso addominale, che rappresentano un fattore di rischio cardiovascolare. La menopausa, infine, rende le donne più suscettibili alle patologie osteoarticolari, in particolare aumenta l’incidenza dell’osteoporosi, e ad alcuni tumori ginecologici.
Per questo motivo, dopo la menopausa è utile sottoporsi regolarmente ad alcuni controlli di prevenzione:
- il quadro lipidico per misurare i valori di colesterolo e trigliceridi
- la misurazione dell’indice di massa corporea
- screening cardiologico
- MOC o densitometria ossea
- misurazione della pressione arteriosa
- pap test
- mammografia e/o ecografia mammaria.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
Quali valori indicano la menopausa?
In menopausa si osserva un aumento significativo dell’FSH (ormone follicolo-stimolante), accompagnato da una diminuzione degli estrogeni, in particolare del 17-beta estradiolo, e del progesterone. Anche l’ormone antimülleriano (AMH), che riflette la riserva ovarica, risulta molto basso o non più dosabile.
È sempre necessario fare gli esami del sangue per confermare la menopausa?
No, nella maggior parte dei casi non sono necessari accertamenti specifici: la diagnosi è clinica. Gli esami sono consigliati soprattutto in caso di menopausa precoce, sintomi atipici o dubbi diagnostici.
Il test casalingo per la menopausa è affidabile?
I test urinari disponibili in farmacia misurano l’FSH e possono fornire un’indicazione preliminare. Non sostituiscono però la valutazione medica, che resta fondamentale per una diagnosi corretta e completa.
Quali esami di controllo sono consigliati dopo la menopausa?
Sono raccomandati controlli periodici come quadro lipidico, misurazione della pressione arteriosa, valutazione dell’indice di massa corporea, MOC (densitometria ossea), pap test, mammografia ed eventuale ecografia mammaria, per monitorare i principali fattori di rischio legati al calo degli estrogeni.
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