PUNTI CHIAVE
- La visita ortottica nei bambini è un esame specialistico che valuta la funzionalità visiva binoculare, la motilità oculare e l’allineamento degli occhi, con l’obiettivo di individuare disturbi come strabismo e ambliopia (occhio pigro).
- Il primo controllo ortottico è generalmente consigliato entro i 3-4 anni di età, prima dell’ingresso a scuola, anche in assenza di segnali evidenti.
- Individuare tempestivamente un difetto visivo aumenta significativamente le possibilità di correzione efficace: nella finestra di sviluppo visivo, il cervello è più plastico e risponde meglio al trattamento.
- Alcuni segnali – come un occhio che tende a deviare, il capo inclinato di lato o l’abitudine di strizzare un occhio – vanno portati all’attenzione del pediatra o dell’ortottista.
- La visita specialistica è condotta dall’ortottista, che si avvale di test adattati all’età del bambino, incluse prove non verbali utilizzabili anche con i bambini molto piccoli.
La vista è una delle funzioni sensoriali che si sviluppano maggiormente nei primi anni di vita: non di rado, in questo processo possono manifestarsi alterazioni della funzionalità visiva. I genitori possono accorgersi allora di un disallineamento degli occhi o di anomalie nei loro movimenti. In queste circostanze, la visita ortottica riveste un ruolo cruciale: permette di valutare la funzionalità della vista e di intercettare eventuali anomalie nel momento in cui sono ancora correggibili.
In che cosa consiste la visita ortottica?
La visita ortottica è un esame specialistico che valuta la funzionalità dell’apparato neuromuscolare dell’occhio: la capacità degli occhi di muoversi in modo coordinato, di allinearsi e di costruire insieme un’immagine unica e nitida.
La visita viene condotta dall’ortottista, un professionista sanitario specializzato nella valutazione e nel trattamento dei disturbi della motilità oculare e della visione binoculare. L’ortottista opera spesso in collaborazione con l’oculista, che può prescrivere la visita o intervenire sulla base dei risultati ottenuti.
Cosa può rilevare la visita ortottica?
La visita ortottica permette di individuare una serie di condizioni che, se non trattate, possono influire sulla qualità visiva nel lungo periodo. Tra le principali ricordiamo:
- strabismo: deviazione di uno o entrambi gli occhi rispetto all’asse visivo. Può essere costante o intermittente, convergente (verso l’interno) o divergente (verso l’esterno)
- ambliopia (occhio pigro): riduzione della capacità visiva di un occhio causata da uno sviluppo visivo alterato. Può essere conseguenza di uno strabismo non corretto, di un importante vizio refrattivo o di una condizione che ha ostacolato la visione in uno dei due occhi durante il periodo di sviluppo
- anisometropia: differenza significativa di refrazione tra i due occhi, che può portare il cervello a privilegiare uno dei due con il rischio di sviluppare ambliopia
- insufficienza di convergenza: difficoltà a orientare entrambi gli occhi verso un punto vicino, con possibili sintomi come mal di testa o affaticamento durante la lettura
- disturbi della motilità oculare: limitazioni o anomalie nei movimenti oculari, come paralisi di uno dei muscoli extraoculari.
Come si svolge una visita ortottica ai bambini?
La visita ortottica è non invasiva e indolore. L’ortottista utilizza strumenti e prove adatte all’età del bambino: per i più piccoli sono disponibili test non verbali che permettono di valutare l’acuità visiva senza richiedere al bambino di leggere né di rispondere verbalmente in modo preciso.
I principali test che compongono la visita includono:
- misurazione dell’acuità visiva: valuta quanto il bambino vede con ciascun occhio. Nei bambini più grandi si usano tavole ottometriche con lettere; nei più piccoli si ricorre a simboli, figure o a tecniche che non richiedono risposta verbale
- cover test (test di copertura): uno degli occhi viene coperto mentre l’altro fissa un bersaglio. La reazione dell’occhio scoperto rivela la presenza e l’entità di un eventuale strabismo
- valutazione della motilità oculare: l’ortottista muove un bersaglio in diverse direzioni e osserva come gli occhi lo seguono, rilevando eventuali limitazioni o asimmetrie nei movimenti
- test della visione binoculare e della stereopsi: verifica la capacità degli occhi di lavorare insieme e di percepire la profondità (visione tridimensionale)
- test di convergenza: valuta la capacità di orientare entrambi gli occhi verso un oggetto vicino, fondamentale per la lettura e le attività a breve distanza.
Al termine della visita, l’ortottista illustra i risultati alla famiglia e, se necessario, indica i passaggi successivi, che possono includere un approfondimento con l’oculista, la prescrizione di occhiali o l’avvio di un percorso di terapia visiva.
Quando prenotare il primo controllo?
La prima visita ortottica si può svolgere intorno ai 6 mesi. Un controllo ortottico di routine è consigliato dai 3 anni, anche in assenza di segnali visibili.
È utile segnalare al pediatra e valutare con lui un controllo anticipato in presenza di:
- un familiare di primo grado con strabismo o con un significativo vizio refrattivo
- storia di prematurità o basso peso alla nascita
- un occhio che tende a deviare verso l’interno o verso l’esterno
- inclinazione del capo di lato o chiusura di un occhio in condizioni di luce intensa
- difficoltà nel valutare le distanze o nella coordinazione occhio-mano
- strofinio frequente degli occhi o sensibilità alla luce.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
A che età si consiglia la prima visita ortottica?
La prima visita ortottica è indicata a partire dai 6 mesi. Il primo controllo è generalmente consigliato verso i 3 anni.
Che differenza c’è tra visita ortottica e visita oculistica?
La visita oculistica valuta la salute complessiva dell’occhio e il vizio refrattivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo). Quella ortottica si concentra sulla funzionalità visiva binoculare, la motilità oculare e il corretto allineamento degli occhi.
Come si tratta l’occhio pigro nei bambini?
Dipende dalla causa sottostante. Il trattamento prevede di solito la correzione del difetto refrattivo con occhiali e, in molti casi, la copertura dell’occhio dominante con una benda o con gocce atropinizzate, per stimolare l’occhio pigro.
Lo strabismo è sempre visibile a occhio nudo?
Non sempre. Alcune forme – come lo strabismo intermittente o latente – possono non essere evidenti nella vita quotidiana. Per questo motivo, una valutazione ortottica può rilevare disallineamenti che non sarebbero altrimenti identificabili.
L’impegno di InSalute per un’informazione chiara e affidabile
InSalute è il blog di UniSalute, compagnia del Gruppo Unipol, leader nella sanità integrativa. Racconta salute, prevenzione e benessere con un approccio chiaro, accessibile e fondato su fonti autorevoli e risponde ai bisogni reali. UniSalute si avvale inoltre di un Comitato Medico Scientifico multidisciplinare, organo consultivo dedicato alla ricerca e all’informazione scientifica.

Nessun commento