Tiroide: disfunzioni, sintomi da non sottovalutare e controlli consigliati


La tiroide è una ghiandola endocrina che regola funzioni fondamentali dell’organismo, come metabolismo, temperatura corporea ed equilibrio ormonale. Quando il suo funzionamento si altera, possono comparire ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroiditi, noduli tiroidei e gozzo. Sintomi come stanchezza persistente o iperattività, variazioni di peso, sonnolenza o insonnia, alterazioni dell’umore, cambiamenti della frequenza cardiaca e irregolarità mestruali sono alcuni dei segnali più comuni. Poiché molti disturbi tiroidei si sviluppano gradualmente e con sintomi comuni ad altre condizioni, la diagnosi precoce attraverso esami del sangue e controlli mirati è essenziale per una gestione efficace e per la prevenzione delle complicanze nel lungo periodo.

La tiroide è una piccola ghiandola endrocrina, che svolge un ruolo determinante nell’equilibrio dell’organismo. Piuttosto frequentemente, tuttavia, il suo funzionamento è soggetto ad alterazioni che si ripercuotono su numerosi processi fisiologici.

In questi casi, i segnali possono essere sfumati, facilmente confusi con stress o stanchezza, oppure più evidenti e persistenti. Riconoscere per tempo i sintomi consente di intervenire precocemente e ridurre il rischio di complicanze.

In questo articolo proveremo a fare chiarezza: quali disturbi coinvolgono la tiroide? Come si riconoscono i segnali più comuni? Quali controlli aiutano nella diagnosi?

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Che cos’è la tiroide e perché è importante

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla situata nella parte anteriore del collo, al di sotto della laringe. Produce due ormoni principali, la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4), che hanno un impatto significativo su diverse funzioni corporee, come la regolazione della temperatura, la produzione di energia, il controllo del peso, il funzionamento dell’apparato riproduttivo e la salute del cuore.

La tiroide produce anche la calcitonina, un ormone coinvolto nella regolazione del metabolismo del calcio e del fosfato nel corpo, e che aiuta a mantenere la concentrazione di calcio nel sangue entro un intervallo normale. Tuttavia, questo ormone non è considerato tanto importante quanto il T3 e il T4 per il funzionamento generale dell’organismo.

La ghiandola tiroidea è inoltre coinvolta nella sintesi delle proteine e nel modo in cui le cellule di tessuti e organi rispondono agli ormoni presenti nel corpo. 

La produzione di ormoni tiroidei è a sua volta regolata da un altro ormone, il TSH (ormone tireostimolante), di cui è responsabile l’ipofisi o ghiandola pituitaria, che si trova nel cervello. Questo meccanismo di feedback assicura un equilibrio nella produzione di ormoni tiroidei, essenziali per mantenere l’organismo in buona salute e assicurare il suo corretto funzionamento. 

Quali sono i disturbi della tiroide?

I disturbi della tiroide sono condizioni legate, nella maggior parte dei casi, a un’alterazione della produzione degli ormoni tiroidei.  In questo contesto si distinguono due condizioni fondamentali: ipotiroidismo e ipertiroidismo.

Nel caso dellipotiroidismo, la tiroide produce una quantità insufficiente di ormoni e un conseguente rallentamento del metabolismo. Questa condizione tende a manifestarsi con:

  • stanchezza persistente ed energie ridotte
  • sonnolenza
  • aumento di peso non spiegato da cambiamenti alimentari
  • sensazione di freddo anche in ambienti in cui la temperatura è mite
  • pelle secca e capelli fragili
  • rallentamento delle funzioni cognitive
  • flessione dell’umore.

L’ipertiroidismo, al contrario, è dovuto a una produzione eccessiva di ormoni tiroidei e determina un’accelerazione dei processi metabolici. Tra i sintomi più comuni rientrano:

  • iperattività
  • insonnia
  • perdita di peso involontaria
  • sudorazione eccessiva
  • intolleranza al caldo
  • tachicardia e palpitazioni
  • nervosismo, irritabilità
  • tremori delle mani.

Accanto a queste forme, esistono altre patologie tiroidee.

  • tiroidite: un’infiammazione della ghiandola tiroidea che, a seconda dei casi, può determinare alterazioni temporanee o persistenti della funzione tiroidea. La tiroidite può avere diverse cause, tra cui infezioni, fattori ambientali e malattie autoimmuni. Quest’ultimo è il caso della tiroidite di Hashimoto, una condizione in cui il sistema immunitario attacca la tiroide, compromettendone la capacità di produrre ormoni, o della malattia di Graves o morbo di Basedow, che causa invece un ipertiroidismo
  • noduli tiroidei: formazioni che si sviluppano all’interno della ghiandola e possono in alcuni casi influenzarne la funzionalità, causando un’eccessiva o ridotta produzione di ormoni
  • gozzo: è una condizione caratterizzata dall’aumento di volume della tiroide, che può essere associata o meno a un’alterazione della funzione ormonale. Può svilupparsi in risposta a carenze nutrizionali, disfunzioni tiroidee o altre condizioni che stimolano in modo anomalo la ghiandola.

Oltre ai disturbi descritti, alcune manifestazioni possono orientare verso un problema tiroideo, come:

  • alterazioni nel ciclo mestruale
  • difficoltà di concentrazione e cali di memoria
  • variazioni dell’appetito
  • gonfiore al collo o sensazione di compressione.
donna si tocca il collo

Tra i sintomi che possono accompagnarsi a disfunzioni della tiroide ci sono tachicardia e palpitazioni o un senso di oppressione al collo.

Come si capisce se si soffre di tiroide?

Capire se si soffre di una patologia tiroidea non è sempre immediato. Molti sintomi che accompagnano le disfunzioni tiroidee, infatti, sono aspecifici o comuni ad altre condizioni e tendono inoltre a svilupparsi gradualmente. Tuttavia, la persistenza dei segnali citati o la loro associazione devono spingere verso una valutazione clinica tramite controlli mirati.

L’attenzione deve essere ancor più elevataa nelle persone esposte a fattori di rischio, come:

  • familiarità per patologie tiroidee
  • sesso femminile
  • presenza di altre malattie autoimmuni.

Il primo passo che guida la diagnosi è rappresentato dagli esami del sangue, che permettono di valutare i livelli degli ormoni tiroidei e dell’ormone TSH. Valori alterati di questi parametri consentono di individuare precocemente ipotiroidismo o ipertiroidismo, anche in fase iniziale o subclinica. Ai dosaggi ormonali può associarsi l’analisi degli autoanticorpi tiroidei, utile per identificare eventuali forme autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto o la malattia di Graves.

Agli esami ematochimici possono essere affiancati accertamenti strumentali, come 

  • ecografia tiroidea
  • scintigrafia tiroidea
  • agobiopsia tiroidea

Una diagnosi precoce consente di aumentare in modo significativo le possibilità di una gestione efficace delle condizioni tiroidee, con benefici importanti sulla qualità di vita nel lungo periodo. In questo percorso, le soluzioni UniSalute Per Te possono offrire un supporto concreto, facilitando l’accesso a visite specialistiche ed esami diagnostici a tariffe agevolate.

 

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donna di mezza età con tazza in mano sul letto

Nelle donne l’incidenza di disturbi alla tiroide è maggiore.

Le domande più frequenti dei pazienti

Quali sono i sintomi più comuni dei disturbi della tiroide?
I sintomi più frequenti includono stanchezza o iperattività, variazioni di peso non intenzionali, intolleranza al freddo o al caldo, alterazioni del ritmo cardiaco, sonnolenza o disturbi del sonno, cambiamenti dell’umore e difficoltà di concentrazione, alterazioni nel ciclo mestruale, senso di oppressione al collo. La tipologia e l’intensità dei segnali variano in base alla specifica disfunzione tiroidea.

Qual è la differenza tra ipotiroidismo e ipertiroidismo?
L’ipotiroidismo è caratterizzato da una produzione insufficiente di ormoni tiroidei e comporta un rallentamento del metabolismo. L’ipertiroidismo, invece, deriva da una produzione eccessiva di ormoni e determina un’accelerazione dei processi metabolici.

Chi è più a rischio di sviluppare disturbi tiroidei?
Il rischio è maggiore nelle persone con familiarità per patologie tiroidee, nel sesso femminile e in presenza di altre malattie autoimmuni. 

Come si diagnosticano le patologie della tiroide?
La diagnosi si basa sugli esami del sangue, che valutano i livelli di TSH e degli ormoni tiroidei T3 e T4 ed eventualmente ricercano la presenza di autoanticorpi tiroidei. A questi esami possono affiancarsi accertamenti strumentali come l’ecografia tiroidea, la scintigrafia o l’agobiopsia.

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