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Telemedicina in Italia

Come sono cambiati gli atteggiamenti degli Italiani verso la sanità digitale

La tecnologia può essere un utile supporto alla tutela del benessere e della salute, e gli italiani mostrano di apprezzare sempre di più i suoi vantaggi. L’approccio favorevole dei cittadini verso soluzioni come l’assistenza a distanza, infatti, mostrato dai dati raccolti l’anno scorso dalla ricerca realizzata da Nomisma per UniSalute durante il lockdown, è oggi confermato anche dai risultati dell’Osservatorio Sanità di Unisalute realizzato con Nextplora. La telemedicina in Italia, inoltre, acquisisce uno spazio sempre più importante all’interno della sanità, tanto che dal dicembre 2020 è entrata ufficialmente a far parte del Sistema Sanitario Nazionale.

L’assistenza a distanza e la sanità digitale rappresentano innovazioni necessarie e fondamentali: basti pensare a quanto sia stato vantaggioso introdurre la ricetta dematerializzata, ma anche alla praticità del fascicolo sanitario elettronico, attivo già da alcuni anni. Ma il bisogno di una maggiore definizione e sviluppo della telemedicina si è reso soprattutto evidente con la pandemia di Covid-19 che ha portato all’attenzione l’importanza di mantenere un contatto tra medico e paziente, anche quando non è possibile spostarsi fisicamente.

Vediamo che cos’è l’assistenza sanitaria a distanza, quali sono le novità in merito e l’approccio degli italiani a questo tipo di soluzione.

Il digitale al servizio della salute: che cos’è la telemedicina

Con le linee guida “Indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni in telemedicina” approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il dicembre scorso, i servizi di telemedicina sono diventati delle vere e proprie prestazioni sanitarie al pari di quelle tradizionali. Ma cosa si intende esattamente con il termine “telemedicina” e a cosa serve di preciso?

Come si legge nelle linee guida sopra citate, che vanno a integrare le Linee di indirizzo nazionali del 2014, “attraverso la telemedicina è possibile garantire la fruizione di servizi sanitari senza che il paziente o l’assistito debba recarsi presso le strutture sanitarie, rendendo accessibili le cure attraverso uno scambio sicuro di dati, immagini, documenti e videochiamate, tra i professionisti sanitari e i pazienti, garantendo in alcune situazioni clinico-assistenziali lo svolgimento delle prestazioni professionali equivalenti agli accessi tradizionali”.

telemedicina

dragana991/gettyimages.it

Alcuni vantaggi della telemedicina sono:

  • degenza ospedaliera di più breve durata;
  • riduzione del costo delle cure;
  • monitoraggio continuo e intervento in fase precoce della malattia;
  • consulto a distanza con medici specialisti.

Per quanto riguarda i costi, come dimostra uno studio del 2012 dell’Ente di Assistenza e Previdenza dei medici (E.N.P.A.M.), la strumentazione digitale permetterebbe un risparmio di tre miliardi di euro l’anno grazie alla deospedalizzazione di pazienti cronici, ad esempio.

Precisiamo che non tutte le prestazioni di telemedicina sono uguali. In alcuni casi, infatti, possono sostituire totalmente le prestazioni tradizionali, mentre in altri le supportano o le integrano. Tutto questo, inoltre, presuppone una preparazione del paziente, che dovrà conoscere gli strumenti a sua disposizione e comprendere che l’introduzione di queste tecnologie non comporta un abbandono da parte del sistema sanitario; allo stesso modo, anche gli eventuali caregiver dovranno essere preparati a gestire una situazione di questo tipo.

Telemedicina in Italia: la normativa

Prima di scoprire gli ambiti in cui può essere usata, facciamo un piccolo approfondimento sulla normativa della telemedicina. Sebbene solo adesso si stia definendo meglio questo settore con le nuove linee guida, è bene sapere che l’Italia è stata uno dei primi Paesi a introdurla, in ambito militare. L’assistenza sanitaria a distanza e l’impiego delle tecnologie a supporto della sanità sono oggetto di numerose normative: nel 2014, a disciplinarle sono state le già citate Linee di indirizzo nazionali approvate dal Ministero della Salute; è stata poi la volta del Piano per la cronicità (2014-2016) e del Patto per la sanità digitale (2018), mentre nel 2017 è stato istituito il Centro nazionale per la telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità.

Gli ambiti di applicazione della telemedicina

Come spiegano le nuove linee guida, che forniscono indicazioni da adottare a livello nazionale, la telemedicina può essere usata nell’ambito della diagnosi, della prevenzione, dello svolgimento delle terapie, del monitoraggio dei parametri clinici del paziente, ma anche per lo scambio di pareri tra professionisti.

Telemedicina anziani

Courtney Hale/gettyimages.it

Vediamo insieme i settori in cui può essere utile:

  • nelle emergenze sanitarie, come valido strumento per la condivisione di informazioni tra i soccorritori.
  • Nel controllo di patologie di rilievo per il Servizio Sanitario Nazionale come quelle cardiologiche, respiratorie, endocrinologiche e del metabolismo, ma anche le disabilità, le malattie rare, quelle psichiatriche e autoimmuni, per fare degli esempi.
  • Nell’ambito dei servizi diagnostici e nella continuità assistenziale: oltre alle visite e agli esami diagnostici, la telemedicina può essere usata per i pazienti con patologie croniche o che necessitano di assistenza per lunghi periodi (ad esempio disabilità, riabilitazione, supporto durante la gravidanza).
  • Nel controllo e nel monitoraggio, pratica utile sia per le persone ad alto rischio di contrarre determinate malattie sia per chi è già affetto da una patologia e deve essere controllato per ridurre il rischio di complicazioni. In questo ultimo caso si usa il telemonitoraggio che, attraverso dei sensori, permette di rilevare e trasmettere i parametri vitali e clinici del paziente.
  • In alcune situazioni, la telemedicina può essere utilizzata anche per le certificazioni mediche.

Telemedicina: i vari tipi di prestazioni

Si possono inoltre distinguere varie tipologie di prestazioni:

  • la televisita è la situazione dove il medico interagisce con il paziente a distanza, in tempo reale. Sono erogabili in questa modalità le prestazioni ambulatoriali che non necessitano della completezza dell’esame obiettivo, inoltre la televisita non può essere considerata automaticamente sostitutiva della prima visita in presenza.
  • La teleassistenza ha lo scopo di favorire lo svolgimento di attività di tipo assistenziale eseguibili prevalentemente a domicilio, sempre attraverso un’interazione a distanza tra professionista e paziente o caregiver.
  • La telerefertazione consiste nel rilascio, da parte del medico che ha sottoposto il paziente a esame clinico o strumentale, di una relazione (il cui contenuto è identico a quello dei referti in presenza) trasmessa con sistemi digitali o di telecomunicazione.

A queste si aggiungono il teleconsulto medico, quando i medici interagiscono a distanza per discutere della situazione clinica di un paziente, e la teleconsulenza medico-sanitaria, dove un professionista fornisce agli altri indicazioni per prendere decisioni o svolgere correttamente le azioni assistenziali.

Dalla territorialità all’usabilità: gli aspetti su cui puntare

Telemedicina e digitalizzazione sono due degli strumenti su cui il Governo intende puntare con il Recovery Plan per potenziare l’assistenza sanitaria territoriale e rendere la casa il principale luogo di cura. Anche secondo Agenda Digitale il potenziamento della rete territoriale è uno degli aspetti più urgenti su cui lavorare, in particolare per i pazienti fragili e cronici. La telemedicina può aiutare in questo, perché attraverso l’attivazione di servizi a distanza, gli ospedali sarebbero supportati da una rete territoriale forte e i pazienti sarebbero maggiormente tutelati, senza però doversi necessariamente spostare.

Fra gli altri punti da implementare, secondo Agenda Digitale, anche l’evoluzione del fascicolo sanitario elettronico, la completa digitalizzazione degli ospedali, nonché una maggiore usabilità dei servizi digitali della sanità.

L’approccio degli italiani alla telemedicina

Come anticipato, gli italiani apprezzano la tecnologia in ambito sanitario e l’hanno trovata particolarmente utile in un momento come quello della pandemia, dove tante persone in isolamento domiciliare non potevano uscire di casa per effettuare cure e controlli. Come spiegato nel nostro approfondimento sulle visite mediche rimandate durante la pandemia, 1 italiano su 10 ha rinunciato a delle prestazioni sanitarie nell’ultimo anno.

telemedicina

monkeybusinessimages/gettyimages.it

A evidenziare questo apprezzamento nei confronti della sanità digitale sono i dati dell’Osservatorio Sanità di UniSalute realizzato con Nextplora, secondo cui, nel 22% dei casi, gli italiani costretti a casa sono riusciti a risolvere le proprie esigenze grazie a telemedicina, video consulti e consegna domiciliare dei farmaci. Ben il 68% ha dichiarato che queste soluzioni hanno semplificato molto la gestione dell’isolamento e il 25% le ha definite indispensabili.

Il 44% degli italiani che è stato in isolamento ha trovato in telemedicina e video consulti un supporto psicologico e il 38% di coloro che li hanno usati ha apprezzato soprattutto il fatto di poter tenere costantemente monitorato il proprio stato di salute. La telemedicina convince, dunque, tanto che il 24% dei cittadini la considera la frontiera tecnologica su cui investire.

Un interesse, quello verso la tecnologia nel settore della salute, che si evince anche nell’ambito del wellness. Il 38% degli italiani, infatti, ritiene le app e i dispositivi “wearable” (ad esempio gli smartwatch) strumenti utili per il monitoraggio della salute fisica. D’altra parte, rientrano anche tra le tendenze 2021 degli attrezzi da palestra da casa.

Il digitale quindi costituisce un supporto utile per la salute di tutti, e sottoporsi a controlli periodici e agli esami raccomandati dal proprio medico dovrebbe sempre essere tra le priorità, perché sono fondamentali per prevenire molte patologie. Sia la prevenzione che la cura, infatti, diventano presupposti per la serenità. In questo senso, può essere utile valutare una soluzione come i Piani Individuali di UniSalute, pensati per andare incontro proprio a queste esigenze, poiché permettono di monitorare una serie di importanti parametri e di confrontarsi con degli specialisti.

Avevate mai valutato questa possibilità?

Articolo scritto con il contributo di Erica Di Cillo.

Fonti:
salute.gov.it

Mara D'Angeli
Riminese, lavora nel campo della comunicazione e della scrittura. Per il blog InSalute, si occupa di approfondimenti legati a benessere, prevenzione e salute dei bambini.

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