uomo anziano seduto sul divano misura la pressione

Pressione alta negli anziani: come monitorarla e quali controlli in primavera


Gli anziani con pressione alta possono registrare oscillazioni durante la primavera correlate al cambio di temperature e all’instabilità barometrica, e anche alla ripresa dell’attività fisica. In caso di ipertensione persistente, il medico valuta la situazione con esami mirati – dall’ECG all’ecocardiogramma – e può indicare un Holter pressorio delle 24 ore. Il monitoraggio domiciliare è fondamentale per tenere sotto controllo i valori.

Con l’arrivo della primavera, il corpo si adatta ai cambiamenti di temperatura, luce e ritmo quotidiano. Un passaggio fisiologico, ma che per chi soffre di pressione alta in età avanzata può portare oscillazioni pressorie.

L’ipertensione arteriosa nella terza età riguarda più di una persona su due ed è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare. Come gestirla al meglio con il cambio di stagione? Quali controlli non vanno rimandati? In questo articolo approfondiamo tutto quello che è utile sapere.

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Pressione sanguigna e primavera: cosa cambia con il cambio di stagione

La pressione arteriosa è un valore che oscilla nell’arco della giornata e anche nel corso dell’anno. Tende a essere più elevata in inverno, quando il freddo stimola la vasocostrizione e attiva il sistema nervoso simpatico, e più bassa d’estate. In primavera e in autunno si registrano valori intermedi. Questo andamento stagionale è più marcato negli anziani rispetto ai soggetti più giovani, ed è rilevabile sia in chi ha già una diagnosi di ipertensione sia in chi ha valori nella norma.

Il motivo è legato ai cambiamenti che le arterie subiscono con l’età: diventano progressivamente più rigide e meno elastiche, rendendo la pressione sistolica – la cosiddetta “massima” – più sensibile alle variazioni ambientali. Non a caso, l’ipertensione sistolica isolata, in cui solo il valore massimo risulta stabilmente elevato, è la forma più comune tra gli anziani.

A complicare il quadro primaverile è anche l’instabilità barometrica tipica di questa stagione: il frequente alternarsi di aree di bassa e alta pressione atmosferica può amplificare le fluttuazioni pressorie. Chi segue una terapia antipertensiva calibrata nei mesi freddi dovrebbe quindi valutare con il proprio medico se i dosaggi siano ancora appropriati.

Un ulteriore elemento da considerare è la ripresa dell’attività fisica dopo l’inverno. Tornare a fare maggiore movimento può influenzare la pressione arteriosa nel medio periodo. Ma il passaggio dall’inattività invernale a uno sforzo fisico più intenso e prolungato può destabilizzare i valori pressori. La regola d’oro è quindi sempre la gradualità: piccoli incrementi, con costanza.

uomo anziano misura pressione arteriosa

È consigliabile misurare la pressione due volte al giorno, mattina e sera.

Cosa fare se un anziano ha la pressione alta?

Quando i valori pressori di una persona anziana risultano persistentemente sopra la soglia – sistolica oltre 140 mmHg e/o diastolica oltre 90 mmHg – è importante non indugiare. L’ipertensione nella terza età è spesso silenziosa per anni, eppure nel tempo danneggia cuore, cervello, reni e vasi sanguigni.

Il primo passo è sempre la conferma della diagnosi attraverso misurazioni ripetute. Il medico di base raccoglie l’anamnesi del paziente, valuta i fattori di rischio presenti e prescrive una serie di accertamenti. Tra i più comuni:

In presenza di sintomi come dispnea da sforzo, dolore toracico o episodi di vertigine, può essere indicata una visita cardiologica. Il cardiologo potrà prescrivere anche un monitoraggio pressorio delle 24 ore (Holter pressorio), strumento prezioso per rilevare le variazioni nell’intera giornata, comprese quelle notturne.

Importante anche tenere sotto traccia il legame tra frequenza cardiaca e pressione arteriosa. Nei pazienti anziani, la presenza di battiti bassi insieme a pressione alta – un’associazione non rara in chi assume certi farmaci antipertensivi come i beta-bloccanti – deve essere sempre segnalata al medico, perché può influenzare la scelta o il dosaggio della terapia. Monitorare anche la frequenza cardiaca durante la misurazione della pressione è quindi una buona abitudine.

Quando è consigliato misurare la pressione?

Il monitoraggio domiciliare della pressione è uno strumento fondamentale nella gestione dell’ipertensione, soprattutto in età avanzata. Le linee guida più diffuse consigliano di procedere alla misurazione al mattino, prima di assumere farmaci, e alla sera. Questo perché, al mattino, nelle prime ore dopo il risveglio, l’organismo aumenta la produzione di adrenalina e cortisolo e la pressione tende a salire. Monitorare anche i valori serali consente allora di raccogliere dati più completi. Tra le indicazioni più recenti c’è anche quella di misurare la pressione nella tarda mattinata, quando i valori tendono a stabilizzarsi e ad essere dunque più attendibili.

Oltre alla misurazione domestica, è essenziale sottoporsi a controlli medici periodici. Per farlo, può essere utile considerare servizi di sanità integrativa come le soluzioni UniSalute Per Te , che offrono l’accesso a visite ed esami a tariffe scontate e brevi tempi di attesa.

 

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anziano si sottopone a elettrocardiogramma

Nel caso in cui la pressione risulti persistentemente alta il medico può suggerire esami di approfondimento come l’elettrocardiogramma.

Le domande più frequenti dei pazienti

Qual è la pressione considerata normale per un anziano di 90 anni?

Per gli ultraottantenni in buona salute, le linee guida indicano come valori ideali una pressione sistolica tra 130 e 139 mmHg e una diastolica tra 70 e 84 mmHg, evitando di scendere sotto i 120/70 mmHg per non compromettere la perfusione cerebrale e aumentare il rischio di cadute. La valutazione del medico è, ad ogni modo, sempre determinante. 

La pressione alta al mattino è più pericolosa?

Nelle prime ore dopo il risveglio la pressione arteriosa tende a salire per effetto dell’attivazione ormonale dell’organismo, e in questa fascia oraria il rischio di eventi cardiovascolari come infarto e ictus risulta statisticamente più elevato. 

Quando preoccuparsi per battiti bassi e pressione alta negli anziani?

L’associazione tra frequenza cardiaca ridotta e valori pressori elevati può essere un effetto di alcuni antipertensivi, come i beta-bloccanti, oppure il segnale di un’alterazione del ritmo cardiaco. In entrambi i casi va segnalata al medico, che valuterà se approfondire con un Holter ECG o un ecocardiogramma.

Con quale frequenza un anziano iperteso deve misurare la pressione a domicilio?

Con terapia stabile e valori controllati, due o tre misurazioni a settimana sono in genere sufficienti. Il punto di riferimento restano comunque le indicazioni del medico di base o del cardiologo.

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