piedi gonfi anziani
Chiara Iaquinta799 Lettori

Piedi gonfi negli anziani: quali possono essere le cause e quali i rimedi?

Terza età

 Come molti di noi sanno, il gonfiore è un sintomo comune a molte patologie. Spesso un gonfiore localizzato rappresenta una conseguenza post-traumatica; in altri casi, invece, può trattarsi di un segnale di scompensi meno evidenti ma altrettanto seri e, per questo motivo, si configura come un sintomo da approfondire in sede clinica. Rispetto ai piedi gonfi,  vogliamo oggi esaminare le principali caratteristiche di questo fenomeno, riscontrabile soprattutto nei soggetti anziani: insieme a Francesco Vittorio Costa, cardiologo e professore associato di medicina interna all’Università di Bologna, vedremo quali sono le cause più comuni e passeremo in rassegna le indicazioni generali utili a individuare il fenomeno patologico e a intervenire per tempo.

Il gonfiore a carico degli arti inferiori

gonfiore ai piedi

Abitudini alimentari irregolari, una postura scorretta e prolungata, calzature scomode  oppure una condizione di obesità: sono molti i fattori all’origine di un disturbo come quello del gonfiore localizzato sugli arti inferiori, in particolare a carico di piedi e caviglie. Quando il problema è temporaneo e si manifesta solo sporadicamente, per esempio alla sera, il nostro medico ci consiglierà di adottare una serie di accorgimenti terapeutici che, in assenza di patologie più gravi, contribuiranno a ripristinare una condizione di normalità, alleviando il disturbo.

Tuttavia, come dicevamo all’inizio, nei casi in cui il gonfiore agli arti inferiori è un sintomo persistente è necessario approfondire eventuali altri sintomi  e considerare la storia clinica del soggetto. In particolare, in sede ambulatoriale il paziente e i suoi familiari saranno chiamati a esaminare con attenzione aspetti quali:

  • il numero di ore della giornata trascorse seduti o in piedi;
  • l’eventuale presenza di patologie cardiocircolatorie.

Si tratta di considerazioni preliminari di grande utilità per il medico, che dovrà escludere l’eventuale accumulo di liquidi dovuto a ritenzione idrica e analizzare la qualità del flusso cardiocircolatorio. Abbiamo dunque chiesto al professor Francesco Vittorio Costa quale ventaglio di cause può dare luogo a un gonfiore persistente a carico degli arti inferiori, partendo dai soggetti più colpiti: i pazienti anziani.

Edema periferico: perché colpisce soprattutto gli anziani

calze piedi gonfi

Tra le cause più frequenti del gonfiore a carico degli arti inferiori – ci spiega il professor Costa – troviamo l’insufficienza venosa e lo scompenso cardiaco, disturbi molto frequenti tra gli over 65, ed è questo il motivo per cui sentiamo spesso parlare di piedi gonfi negli anziani.

i Due delle cause più frequenti del gonfiore a carico degli arti inferiori per cui il gonfiore a carico degli arti inferiori colpisce soprattutto gli anziani, ci spiega il professor Costa, dell’, due delle cause più frequenti di questo disturbo.

Esistono, infatti, almeno due tipologie di gonfiore: la prima è causata da una condizione di insufficienza venosa, dovuta per lo più al deterioramento fisiologico dei vasi e dei tessuti, ad alcune patologie renali oppure a eventuali complicazioni di una gravidanza. In tali casi, il gonfiore è accentuato alla sera e migliora notevolmente al mattino, perché gli arti inferiori sono rimasti a riposo durante la notte: il medico consiglierà dunque una terapia meccanica, basata sull’utilizzo di calze contenitive e di dispositivi che consentano di tenere gambe e piedi sollevati anche di notte.

Quando, al contrario, la causa del gonfiore è causata da uno scompenso cardiaco, il gonfiore non scompare durante la notte; è quindi necessario indagare su una possibile ritenzione di liquidi dovuta alla mancata irrorazione del sangue ai distretti più distanti, tra i quali appunto i piedi e le caviglie. Se la pompa cardiaca distribuisce cioè meno sangue del dovuto, gli arti inferiori – a causa della gravità – saranno maggiormente soggetti a sviluppare un edema da scompenso cardiaco.

Lo scompenso cardiaco come causa dei piedi gonfi negli anziani

ipertensione gonfiore piedi

Definito dall’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci come “la condizione patologica nella quale il cuore non riesce a pompare in modo soddisfacente sangue nel resto dell’organismo”, lo scompenso cardiaco colpisce prevalentemente i soggetti al di sopra dei 65 anni e si caratterizza, purtroppo, per essere scarsamente sintomatico. Il paziente che ne è affetto riscontra solitamente:

  • un progressivo affaticamento nel compiere azioni anche semplici, come camminare e sollevare piccoli pesi;
  • fiato corto e senso di stanchezza;
  • necessità di urinare più spesso nelle ore notturne;
  • un gonfiore localizzato, spesso a carico degli arti inferiori.

Con l’aiuto del Professor Costa, cerchiamo ora di spiegare l’origine di tale disfunzione cardiaca; di seguito, daremo uno sguardo ai fattori di rischio e alle opzioni terapeutiche.

Lo scompenso cardiaco: cause e fattori di rischio

Abbiamo dunque indicato lo scompenso cardiaco come una delle possibili origini del gonfiore ai piedi negli anziani. Ma come arriva a manifestarsi una condizione di scompenso e chi è più esposto a questa patologia? Trattandosi di una disfunzione del sistema cardiocircolatorio, lo scompenso cardiaco può avere molteplici cause. Solitamente, nel percorso diagnostico, all base dello scompenso  si individuano:

  • patologie coronariche;
  • malformazioni congenite del cuore;
  • miocarditi di origine virale;
  • disfunzioni valvolari e delle piccole arterie;
  • disturbi circolatori cerebrali (dei vasi nervosi e/o carotidei);
  • cardiopatie ischemiche.

È bene poi evidenziare come molte di queste condizioni abbiano come fattore di rischio comune uno stato di ipertensione arteriosa; ne consegue che gli individui più soggetti a sviluppare uno stato di scompenso cardiaco cronico siano i fumatori e i soggetti affetti da diabete o tendenti all’ ipercolesterolemia.

fumo e scompenso cardiaco

Dopo la diagnosi di scompenso cardiaco: rimedi e percorsi terapeutici

Seguire pedissequamente la terapia farmacologica ad hoc indicata dal medico è cruciale per ridurre il livello di gravità del disturbo; inoltre, per riequilibrare il quadro sintomatologico è necessario anche modificare radicalmente lo stile di vita del paziente.

Fondamentale, da questo punto di vista, è il ruolo dei familiari, al fine di monitorare lo stato di salute dei pazienti più anziani. A tal proposito, è opportuno valutare con uno specialista l’eventualità di prevedere per il paziente un percorso di riabilitazione basato su una giusta combinazione tra riposo e moderata attività fisica, così da ricalibrare la tolleranza del sistema cardiocircolatorio agli sforzi.

In seguito alle dimissioni del paziente, infine, è possibile optare per un iter di ospedalizzazione domiciliare, così da garantirgli un’assistenza medica e farmacologica in linea con le  prescrizioni dei sanitari che hanno effettuato la diagnosi. Tra le soluzioni a disposizione nell’ambito della sanità integrativa, Assistenza domiciliare over 65 di UniSalute si caratterizza per un servizio di consulenza rapido e completo, fornito da personale sanitario altamente qualificato e sottoscrivibile a tariffe agevolate.

Se vi è accaduto di valutare le opzioni più adatte a prendervi cura di un familiare, raccontateci la vostra esperienza.

 

Fonti:

1. salute.gov.it

2.unisalute.it

 

Chiara Iaquinta
Chiara Iaquinta vive e lavora a Bologna. Da diversi anni collabora con diverse testate online occupandosi, per alcune di esse, di salute e benessere della persona. Per il blog InSalute, scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute

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