L’ematuria è la presenza di sangue nelle urine e si distingue in macroscopica, visibile a occhio nudo con urine dal rosa al marrone, e microscopica, rilevabile solo con l’esame delle urine. Non sempre segnala una patologia grave, ma le cause possono spaziare da condizioni benigne a quadri più seri: infezioni delle vie urinarie, calcoli, ingrossamento della prostata, glomerulonefrite, tumori di rene o vescica, traumi, alcuni farmaci come gli anticoagulanti, esercizio fisico intenso e malattie genetiche come il rene policistico. Oltre al sangue, possono comparire bruciore e dolore alla minzione, urgenza, dolore addominale o al fianco, febbre e nausea. La diagnosi passa da esame fisico, storia clinica ed esami mirati come analisi delle urine, ecografia o cistoscopia, mentre la durata dipende dalla causa. Sul fronte preventivo aiutano una buona idratazione, una dieta equilibrata, l’astensione dal fumo e il controllo di condizioni croniche come ipertensione e diabete.
La presenza di sangue nelle urine, nota in termini medici come ematuria, può essere un sintomo allarmante. Sebbene non sempre indichi una patologia grave, è fondamentale comprenderne le possibili cause e i sintomi per intervenire tempestivamente e ricevere le cure appropriate. In questo articolo ne approfondiamo i diversi tipi, le cause, i sintomi, la diagnosi e la sua durata.
Come si manifesta l’ematuria?
L’ematuria si divide in due categorie principali:
- ematuria macroscopica, caratterizzata dalla presenza di emazie nelle urine visibili a occhio nudo, conferisce alle urine una colorazione rosa, rossa o marrone
- ematuria microscopica, invece, non è rilevabile a occhio nudo e viene diagnosticata tramite un esame delle urine che rileva la presenza di globuli rossi
Entrambe le forme possono essere indicative di diverse condizioni, alcune delle quali richiedono un intervento medico immediato.
Cosa può provocare ematuria?
Le cause dell’ematuria sono molteplici e variano da condizioni relativamente benigne a patologie più serie. Ecco alcune tra le più comuni:
- infezioni del tratto urinario: le infezioni batteriche della vescica o dei reni possono causare irritazione e sanguinamento
- calcoli renali o vescicali: queste formazioni cristalline possono irritare o ostruire le vie urinarie, provocando ematuria
- ingrossamento della prostata: l’ipertrofia prostatica benigna, comune negli uomini di età avanzata, può comprimere l’uretra e causare sangue nelle urine
- glomerulonefrite: un’infiammazione dei glomeruli, le unità filtranti dei reni, può portare alla presenza di emazie nelle urine
- tumori del rene o della vescica: sebbene meno comuni, i tumori del tratto urinario possono manifestarsi con ematuria
- traumi: un trauma renale o vescicale può causare sanguinamento
- farmaci: alcuni farmaci, come gli anticoagulanti, possono aumentare il rischio di ematuria
- esercizio fisico intenso: in alcuni casi, l’esercizio fisico intenso può causare ematuria temporanea
- malattie genetiche: alcune malattie genetiche, come la malattia renale policistica, possono predisporre all’ematuria.
È importante ricordare che solo un medico può diagnosticare la causa specifica di sangue nelle urine e prescrivere il trattamento adeguato.
Sintomi dell’ematuria: cosa cercare?
Il sintomo principale dell’ematuria macroscopica è la presenza visibile di sangue nelle urine. A seconda della quantità di sangue, il colore può variare dal rosa pallido al rosso scuro. L’ematuria microscopica, invece, non presenta sintomi visibili. Oltre alla presenza di sangue nelle urine, altri sintomi possono accompagnare l’ematuria:
- dolore o bruciore durante la minzione
- minzione frequente
- urgenza minzionale
- dolore addominale o al fianco
- febbre e brividi
- nausea e vomito.

Attraverso un’analisi completa, il medico può valutare la presenza di sangue nelle urine e consigliare gli esami successivi più appropriati.
Diagnosi e durata dell’ematuria
Se notate sangue nelle urine, consultate un medico. Il medico effettuerà un esame fisico, valuterà la vostra storia clinica e potrebbe richiedere esami come analisi delle urine, ecografia, cistoscopia o altri test diagnostici.
La durata dell’ematuria varia a seconda della causa. Un’infezione trattata correttamente può risolversi in pochi giorni, mentre condizioni più serie possono richiedere trattamenti più lunghi.
Prevenzione
Alcune forme di ematuria possono essere prevenute con uno stile di vita sano: bere molta acqua, seguire una dieta equilibrata, evitare il fumo e limitare l’alcol. Seguire le indicazioni del medico per la gestione di condizioni croniche come ipertensione o diabete è altrettanto importante.
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La prevenzione dell’ematuria si basa anche su abitudini semplici come bere acqua frequentemente.
Le domande più frequenti dei pazienti
Cosa significa avere sangue nelle urine?
Avere sangue nelle urine significa che nelle urine sono presenti globuli rossi, una condizione che in ambito medico prende il nome di ematuria. Può presentarsi in forma macroscopica, quando il sangue è visibile a occhio nudo e colora le urine di rosa, rosso o marrone, oppure microscopica, quando i globuli rossi vengono individuati solo attraverso un esame di laboratorio. Pur potendo apparire allarmante, non sempre indica una malattia grave: rappresenta però un segnale da non ignorare, perché può accompagnarsi a condizioni diverse, alcune delle quali richiedono un intervento tempestivo.
Quali sono le cause più comuni dell’ematuria?
Le cause dell’ematuria sono numerose e di gravità molto variabile. Tra le più frequenti rientrano le infezioni delle vie urinarie, che provocano irritazione e sanguinamento, e i calcoli renali o vescicali, in grado di ostruire o irritare le vie urinarie. Negli uomini più avanti con l’età incide spesso l’ingrossamento della prostata, mentre altre origini possono essere la glomerulonefrite, i traumi, l’uso di farmaci come gli anticoagulanti e l’esercizio fisico molto intenso. In una quota minore di casi il sangue nelle urine è legato a tumori del rene o della vescica o a malattie genetiche.
Quando il sangue nelle urine deve preoccupare?
La presenza di sangue nelle urine va sempre segnalata al medico, perché solo una valutazione clinica può chiarirne l’origine. Meritano particolare attenzione i casi in cui l’ematuria si accompagna ad altri sintomi, come dolore o bruciore durante la minzione, bisogno frequente e urgente di urinare, dolore addominale o al fianco, febbre con brividi, nausea o vomito. Anche in assenza di disturbi evidenti, però, è opportuno non sottovalutare il fenomeno: un controllo permette di individuare la causa ed escludere condizioni che richiedono cure specifiche e tempestive.
Come si diagnostica l’ematuria?
La diagnosi parte dalla visita medica, durante la quale lo specialista raccoglie la storia clinica della persona ed effettua un esame fisico. A seconda del quadro, può richiedere accertamenti mirati come l’analisi delle urine, utile a confermare la presenza di globuli rossi, l’ecografia dell’apparato urinario o la cistoscopia, che consente di osservare direttamente l’interno della vescica. L’obiettivo è risalire alla causa del sanguinamento per impostare il trattamento adeguato.
Glossario informativo
Ematuria: presenza di sangue nelle urine.
Emazie: globuli rossi.
Glomeruli: unità funzionali del rene responsabili della filtrazione del sangue.
Glomerulonefrite: infiammazione dei glomeruli renali.
Ipertrofia prostatica benigna: ingrossamento non canceroso della prostata.
Cistoscopia: esame diagnostico che permette di visualizzare l’interno della vescica.


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