donazione organi

Come funziona in Italia la donazione degli organi e cosa puoi fare oggi


La donazione degli organi è un gesto volontario, gratuito e anonimo che può dare una nuova possibilità di vita a persone in lista d’attesa per trapianto. È possibile donare dopo il decesso o, in casi specifici, da vivente, seguendo percorsi rigorosi e controllati. A coordinare la rete di donatori e riceventi è il Centro Nazionale Trapianti (CNT). Ogni cittadino maggiorenne può esprimere il proprio consenso in modo semplice (tramite Comune di residenza, ASL, AIDO o dichiarazione datata e firmata).

Il 19 aprile si celebra la Giornata Nazionale per la Donazione di Organi, promossa ogni anno dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti per tenere viva l’attenzione su un tema che per molti è ancora poco conosciuto.

La donazione degli organi è, infatti, una scelta che riguarda tutti, ma spesso rimane avvolta in dubbi, luoghi comuni e informazioni incomplete.
Cosa prevede la normativa? Come funziona e come prestare il proprio consenso? Scopriamone di più. 

Perché è importante donare gli organi?

La donazione degli organi è un atto di solidarietà capace di restituire alle persone in attesa di un trapianto una seconda possibilità di vita. Il trapianto di organi è oggi una terapia per le gravi insufficienze d’organo – dal rene al fegato, dal cuore al polmone – che negli anni è andata sempre più consolidandosi fino a raggiungere nel 2025 il risultato più alto mai registrato nel Paese: 2.164 donazioni (+3,2% rispetto al 2024) e 4.697 trapianti effettuati, secondo il Report preliminare del Centro Nazionale Trapianti. Numeri che collocano l’Italia ai primi posti tra i grandi Paesi europei per tasso di donazione, con 30,2 donatori per milione di abitanti.

Accanto a questi risultati incoraggianti, resta però una criticità importante. Crescono infatti le opposizioni alla donazione e sono ancora migliaia i pazienti iscritti nelle liste d’attesa per un trapianto, con tempi medi che vanno da circa un anno e mezzo a oltre sei anni.

Ogni dichiarazione di volontà favorevole alla donazione contribuisce dunque a ridurre le attese e ad aumentare le possibilità di cura per chi ne ha bisogno. Chi riceve un organo nella maggior parte dei casi torna a condurre una vita piena, riprendendo lavoro, relazioni e progetti.

mano passa cuore a un'altra mano

La donazione degli organi è un atto di solidarietà che dà una seconda possibilità di vita a un’altra persona.

Come funziona la donazione degli organi in Italia?

Esistono due principali forme di donazione:

  • dopo il decesso: si tratta della tipologia più diffusa, può riguardare tutti gli organi e alcuni tessuti
  • da vivente: presuppone un legame familiare o affettivo tra donatore e ricevente ed è prevista solo per determinati organi (in particolare rene e fegato) e tessuti (cute, ossa, membrana amniotica) e cellule staminali emopoietiche (capaci di produrre globuli rossi, bianchi e piastrine), utilizzate per il trattamento di diverse malattie del sangue. Può avvenire solo dopo un percorso di valutazione rigoroso, che accerti il buono stato di salute fisica e psicologica del donatore e la gratuità della scelta.

La donazione dopo il decesso avviene sempre e soltanto dopo il decesso del donatore, accertato secondo criteri medici e legali rigorosi. Il sistema italiano garantisce la separazione tra la certificazione della morte e il processo di donazione. La commissione medica che si occupa di certificare la morte è diversa sia dall’équipe che riscontra il decesso sia da quella incaricata del prelievo e del trapianto degli organi.

A coordinare l’intera rete è il Centro Nazionale Trapianti (CNT), articolato su tre livelli: nazionale, regionale (con i Centri Regionali per il Trapianto) e locale, relativo a ciascun ospedale. Circa un centinaio di professionisti – coordinatori, chirurghi, immunologi, anestetisti, infettivologi, rianimatori, anatomopatologi, tecnici di laboratorio e altri – lavorano per garantire che ogni organo disponibile raggiunga il paziente compatibile nel minor tempo possibile.

L’assegnazione degli organi avviene attraverso il Sistema Informativo Trapianti, la banca dati del Ministero della Salute, sulla base di criteri oggettivi come urgenza clinica, compatibilità immunologica e caratteristiche del ricevente. Il sistema è trasparente e tracciabile in ogni fase.

Come esprimere il consenso alla donazione di organi?

In Italia vige il principio del consenso esplicito: logni cittadino maggiorenne è quindi chiamato a esprimere liberamente la propria dichiarazione di volontà sulla donazione. 

Esistono diversi modi per registrare la propria volontà:

  • presso gli uffici anagrafe del Comune, al momento del rilascio o rinnovo della carta d’identità elettronica
  • presso la propria ASL, rivolgendosi agli sportelli dedicati e compilando e firmando l’apposito modulo
  • attraverso l’AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule), compilando il modulo di adesione
  • con il tesserino del Ministero della Salute o una donor card delle associazioni, da conservare tra i documenti personali
  • su un foglio firmato e datato, da tenere tra i propri atti.

Le dichiarazioni registrate presso Comuni, ASL e AIDO confluiscono nel Sistema Informativo Trapianti, consultabile dai medici per accertare l’esistenza di una volontà manifestata in vita dal paziente. È possibile cambiare idea in qualunque momento: vale sempre l’ultima volontà espressa.

Se al momento del decesso non risulta alcuna scelta registrata, i medici devono interpellare i familiari più prossimi.

 

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Si può prestare il consenso alla donazione degli organi presso l’anagrafe del comune di residenza o l’ASL di appartenenza, tramite l’AIDO o con una dichiarazione datata e firmata.

Le domande più frequenti

La donazione degli organi comporta dei costi?

No, la donazione è un gesto gratuito e anonimo e non comporta alcun costo.

È possibile donare gli organi da vivi?

Sì, ma solo in casi specifici previsti dalla legge. La donazione da vivente riguardasolo alcuni organi (soprattutto rene e fegato), alcuni tessuti e cellule staminali ematopoietiche. Richiede accurati controlli medici e psicologici che tutelano il donatore e verificano la piena libertà della scelta.

Cosa succede se non ho mai registrato la mia volontà?

In assenza di una dichiarazione espressa, la legge prevede che i medici debbano interpellare i familiari aventi diritto: coniuge non separato o convivente di fatto, figli maggiorenni e genitori. Se la famiglia si oppone, il prelievo non può avvenire.

Come funziona la lista d’attesa per un trapianto?

I pazienti vengono iscritti nelle liste d’attesa dai centri trapianto sulla base di criteri clinici definiti a livello nazionale. L’assegnazione degli organi avviene secondo parametri oggettivi – urgenza, compatibilità e caratteristiche del ricevente – attraverso algoritmi gestiti dal Sistema Informativo Trapianti. 

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