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Gatti per bambini

Bambini e Gatti: le regole per una serena convivenza

Divertente, stimolante, preziosa per la crescita. Questo e tanto altro può essere la convivenza di un bambino con un gatto: ancor più, e questo è il primo consiglio, se il bimbo non è troppo piccolo, così da poter rendersi conto subito dei ruoli e rispettare il suo nuovo amico, e il gatto non troppo grande, in modo che si abitui facilmente alla nuova vita familiare e a comportarsi gentilmente nei confronti del piccino di casa. Può diventare dunque un’esperienza importante per la bimba o il bimbo, a patto però che i genitori siano sempre presenti, soprattutto nei primi tempi della convivenza.

I gatti, come altri animali, possono anche fornire un aiuto importante in caso di necessità di particolari terapie, la cosiddetta pet therapy che anche il Ministero della Salute indica come via d’uscita. E in generale forniscono un supporto notevole all’umore, anche dei piccoli. Proviamo dunque ad elencare le precauzioni da tenere a mente se si vuole prendere in considerazione l’idea di prendere un gatto per i bambini.

Gatti e bambini: qualche accorgimento da seguire

Il primo approccio

Gatto e bambino

Quando un gatto si avvicina a un bimbo bisogna sempre tenere in considerazione la reazione che il felino potrebbe avere, soprattutto se si tratta del primo bambino che incontra e se questo è molto piccolo. Per evitare spiacevoli incidenti, il genitore dovrebbe provare a prevedere il tipo di reazione che avrà il gatto nei confronti delle curiosità, spesso insistenti e improvvise, del suo nuovo interlocutore. Meglio, dunque, tenere presenti alcuni fattori che potrebbero risultare decisivi per cominciare bene la convivenza:

La tolleranza ai rumori improvvisi: il gattino potrebbe non esserci abituato, e bisogna dunque educarlo alla normalità di un oggetto sbattuto ripetutamente sul tavolo o per terra, al tonfo, al pianto, alle urla, anche di approvazione.

La gelosia, che l’animale spesso manifesta con azioni di rappresaglia o sparendo per ore: occorre abituarlo, se è preesistente al bambino, alla normalità della nuova presenza.

La territorialità: questo è un aspetto su cui difficilmente un gatto transige. Quando elegge un territorio, quello sarà per sempre. Starà dunque ai genitori far capire questo aspetto al figlio.

– Occhio in ogni caso a graffi e morsi, con cui tenterà di far capire il suo desiderio di solitudine. Se il neonato arriva per secondo, a “turbare” la regale, tranquilla solitudine del micio, niente paura: basteranno un po’ di buon senso, rispettare le regole basilari dell’igiene e preservare la camera del bimbo. Il gatto dovrà capire subito che non può dominarla. Così come andranno riorganizzati gli spazi: anche il neonato avrà bisogno dei suoi luoghi.

Gatti per Bambini: alcune regole per scegliere i più adatti

Bimba e gatto

Non tutti i gatti sono adatti a vivere con un bimbo, aldilà dell’età dell’uno e dell’altro e della razza. Meglio dunque osservarne subito il comportamento, prima di portarlo a casa, soprattutto se si vive in appartamento. Se si tratta di un gattino molto timido, spaventato, o agitato, il compito si fa già difficile. Meglio scegliere un gatto socializzato con i bimbi, in grado di sopportare il contatto fisico, affettuoso, coccolone ed equilibrato.

Secondo alcuni i gatti adulti potrebbero essere più facilmente gestibili, perché l’età li rende in genere più tranquilli. Se però il felino ha dei tratti del carattere un po’ difficili, negli adulti sarà più difficile risolverli. E poi, da non sottovalutare nella fase della scelta, il pelo. Gestire un gatto significa anche la cura dell’igiene sua e della casa, ancor più se ci sono bambini. E il pelo corto è garanzia di una maggiore sicurezza rispetto al rischio di allergie da. Ci sono alcune razze più inclini al pulito, ma in realtà il gatto ideale è quello educato alla compagnia e all’amicizia con le persone. Cui, in fase di crescita, non sia stato inculcato il terrore.

Le Razze

Gatto europeo

Dal mobido Ragdoll al docile Persiano, dal fascinoso Tiffany al tranquillo Scottish Fold, dal Siberiano, l’unico ipoallergenico, al dolce Thay, dall’affettuoso Certosino al giocherellone Sacro di Birmania.Ognuna di queste razze ha una particolarità che lo fa consigliare a chi vuole regalare un micio a un bimbo, ma anche un semplice gatto Europeo, il meticcio più diffuso nelle nostre case, sa essere un ottimo compagno, e non solo per i bimbi.

Un Europeo, categoria ormai assurta a razza, anche se non arriva da situazione protette e non ha alcun pedigree è consigliabile e consigliato, a patto che gli siano state fatte le dovute visite di controllo, abbia ricevuto le vaccinazioni consuete, sia stato trattato con utili antiparassitari per zecche e pulci e gli sia stato insegnato ad usare la lettiera. E, ovviamente, che lo si ricolmi di affetto.

Una sicurezza che vale per tutta la famiglia

Vi abbiamo parlato di gatti per bambini, e di quanto la loro compagnia possa essere terapeutica per tutta la famiglia. Ora però dobbiamo ricordarvi che se decidiamo di convivere con un micio, per proteggere il nostro bambino e noi stessi é importante affidarlo alle cure periodiche di un veterinario, che programmerà vaccini e visite di controllo. Una buona soluzione per preservare il nostro amico a quattro zampe prima di tutto, è quella di stipulare un’assicurazione sanitaria per animali domestici che, in genere, ci dà la possibilità di ricevere diagnosi celermente e scegliere tra strutture affidabili, abbattendo dove possibile i costi e garantendo al nostro gatto il massimo della protezione e dell’amore.

Silvia Trigilio
Originaria del siracusano vive a Bologna, dove lavora come Capo Redattore del magazine online “Il Giornale del Cibo”, per il quale si occupa della redazione di articoli su tematiche inerenti all'Alimentazione, Benessere e Stile di vita sano.

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