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come addestrare gatto

Addestrare il gatto è possibile?

I gatti sono indipendenti per natura, ma anche giocherelloni e intelligenti, per questo rappresentano, per molti, gli animali da compagnia ideali. Come tutti gli amici a quattro zampe che vivono tra le mura domestiche, però, c’è bisogno che apprendano alcune regole e comportamenti per instaurare una convivenza serena. A questo proposito, sono in tanti, infatti, a chiedersi se sia possibile e come addestrare il gatto: in questo articolo vedremo in che modo si può fare, partendo prima dalla differenza tra educazione e addestramento.

Educare o addestrare un gatto?

Per prima cosa, è utile fare chiarezza su un aspetto fondamentale: educare e addestrare un animale sono due azioni diverse. Con la prima, infatti, ci si riferisce all’insegnamento di una serie di comportamenti che, nel caso del gatto, possono essere fare i bisogni nella sua lettiera, non graffiare e non mordere, o ancora non saltare su alcuni mobili o non salire sulla tavola apparecchiata. In questo modo, il proprietario si assicura che ci siano le migliori condizioni perché l’animale non disturbi i membri della famiglia e gli ospiti, ma sia in grado di interagire con loro e con l’ambiente circostante senza creare tensioni.

educare gatto

Iuliia Burmistrova/gettyimages.it

Addestrare un animale, invece, consiste nel fargli apprendere e compiere determinate azioni, come sollevare o porgere una zampa, rotolarsi sulla schiena, cercare e riportare degli oggetti, mettersi seduto. L’addestramento del cane, per esempio, permette di utilizzarlo per scopi come la ricerca dei dispersi a seguito di un disastro naturale, ma anche di farlo partecipare a gare e concorsi. Per i cani, infatti, esistono delle figure specializzate che tengono corsi a diversi livelli, mentre ciò non avviene per i gatti.

Come addestrare un gatto: i consigli per farlo al meglio

Addestrare un felino è possibile, nel rispetto del suo carattere e a patto che abbia un ruolo attivo in questa attività, ma soprattutto facendo in modo che si diverta. Come per tutti gli animali, infatti, uomo compreso, l’apprendimento avviene in modo più spontaneo, veloce ed efficace quando si compie attraverso il gioco. Bisogna poi tenere conto del fatto che, a differenza del cane, il gatto non è interessato ad agire per compiacere il suo padrone e potrebbe quindi comportarsi in modo totalmente diverso da quanto ci si aspetta.

Non punire mai il felino

Prima di iniziare ad addestrare il gatto è fondamentale tener presente che questa operazione richiede molta pazienza e che potrà essere inizialmente scoraggiante. Ad ogni modo, non bisogna punire il felino, nel caso non faccia ciò che è richiesto. Questo infatti causerebbe molto stress all’animale, che potrebbe anche scatenare gravi problemi di salute e comportamentali.

L’addestramento avrà successo grazie a una relazione sana tra la persona e il gatto, in un’atmosfera di gioco e divertimento, ma anche grazie a delle piccole ricompense – sia fisiche, come un grattino o una coccola, che soprattutto materiali, come croccantini o bocconcini premio – per ogni nuovo traguardo raggiunto.

addestramento gatto

ablokhin/gettyimages.it

Come addestrare il gatto con il clicker

Uno dei metodi utilizzati per addestrare il gatto e insegnargli a rotolarsi sulla schiena, dare la zampa, o mettersi su due zampe è quello del clicker. Per praticarlo occorre soltanto un oggetto di uso quotidiano che produca un click al contatto con una superficie: il rumore deve corrispondere al momento in cui il felino riceve una piccola ricompensa, di modo che possa crearsi nella sua mente l’associazione tra click e premio. Il gatto saprà così che deve trovare il modo di sentire quel suono che, in automatico, porterà anche a ottenere ciò che realmente gli interessa.

Addestrare il gatto a sedersi o dare la zampa

In genere, un gatto impara abbastanza in fretta a eseguire dei comandi vocali. In questo modo, quindi, gli si può insegnare a dare la zampa al padrone, a sedersi oppure ad alzarsi. Le coccole, in questo caso, sono la prima ricompensa da tributargli, così che si renda subito conto di aver fatto la cosa giusta e possa memorizzare l’azione, ma gli esercizi vanno fatti tenendo sempre in mano un bocconcino. Se, per esempio, l’obiettivo è farlo sedere, stando di fronte a lui bisognerà dirgli “Seduto”, e osservare cosa succede. Se cerca di eseguire un’altra azione o di prendere il bocconcino, si dirà di no: soltanto quando l’animale è seduto potrà ricevere il premio. Dopo una serie di tentativi, eseguirà con sempre maggiore facilità il comando, senza che ci sia bisogno di una ricompensa.

gatto dà la zampa

Nathalie Frate/gettyimages.it

Addestrare il gatto a cercare

Per insegnare al gatto a cercare, si può creare un percorso di bocconcini, che possono essere in vista oppure nascosti: ognuno rappresenterà uno stimolo che spingerà il felino ad andare oltre, in modo attivo e divertente, favorendo anche il legame con il proprietario.

Addestrare il gatto al guinzaglio

Infine, si può addestrare il gatto anche a uscire all’aperto con un guinzaglio e una pettorina: occorrerà un po’ di tempo perché si abitui a muoversi, a scendere e a salire le scale con meno libertà di quella che ha tra le mura domestiche, ma anche in questo caso le ricompense faciliteranno il tutto. Un bocconcino dato nel momento giusto, quando il felino sta procedendo con un’andatura adeguata e non prova più fastidio per la pettorina, lo renderà maggiormente ben disposto.

Perché addestrare un gatto?

L’addestramento felino apporta dei benefici all’animale, perché rappresenta una sfida, uno stimolo nuovo che ha particolare valore nell’ambiente casalingo, in cui il gatto non gode della stessa libertà che avrebbe in natura. È inoltre un modo di consolidare il rapporto con la persona che lo effettua e non presenta nessun ostacolo particolare, ma richiede soltanto un po’ di tempo e pazienza.

Come abbiamo visto, insegnare al gatto a porgere una zampa o sedersi non è così difficile e giova anche alla sua salute. Ogni dubbio a riguardo, inoltre, può essere fugato con l’aiuto e il supporto del veterinario, punto di riferimento al quale rivolgersi per gli aspetti ludici del rapporto con gatti, cani e altri animali domestici, così come nel momento in cui ci sono dei problemi di salute, per esempio la tosse o l’alopecia. Per provvedere al meglio al benessere nei nostri amici a quattro zampe, può essere utile sapere che ci sono polizze assicurative, come DoctorPet di UniSalute, dedicate a chi ha animali domestici. DoctorPet comprende una visita veterinaria annuale gratuita in caso di infortunio o malattia, il servizio “Il veterinario risponde”, con il quale è possibile richiedere ai veterinari di UniSalute informazioni o chiarimenti sulla salute del tuo animale e tariffe scontate per le altre prestazioni presso le strutture convenzionate con UniSalute, permettendo un risparmio fino al 30%.

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

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