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coronarografia al cuore

Coronarografia al cuore: che cos’è, come si svolge e quali rischi comporta

La coronarografia è un esame che permette di verificare la salute delle coronarie, le arterie che portano il sangue al cuore. Consente infatti di capire se ci sono dei restringimenti, condizione che può determinare un attacco cardiaco se l’occlusione è totale. Si tratta di un esame invasivo, dato che viene effettuato inserendo un catetere – in genere nell’arteria femorale – che inietta un liquido di contrasto utile a visionare i vasi; dunque non è esente da rischi, ma risulta fondamentale in determinate situazioni. Scopriamo di più sulla coronarografia al cuore, su come viene svolta, quando è necessaria e quali sono le possibili complicazioni.

Coronarografia al cuore: che cos’è e a cosa serve

La coronarografia è un esame radiologico che consente di visualizzare le coronarie. Queste ultime, infatti, possono essere oggetto di restringimenti dovuti a depositi di grasso e calcio: questi accumuli diminuiscono il flusso sanguigno all’interno dei vasi, condizione che provoca dolore al petto e, in caso di occlusione totale, infarto del miocardio. Ricordiamo che i restringimenti delle arterie sono dovuti all’ispessimento della parete interna dei vasi a causa della formazione di una placca aterosclerotica, e che l’infiammazione cronica delle arterie, provocata da questo ispessimento, prende il nome di aterosclerosi. La coronarografia al cuore, quindi, è un esame importante perché permette di capire se le coronarie sono libere oppure se sono ostruite.

Quando è necessario effettuare una coronarografia?

La coronarografia è un esame indicato quando si sospetta un’occlusione delle coronarie o problematiche come malformazioni cardiache o difetti alle valvole del cuore. Trattandosi di un esame invasivo, generalmente viene richiesto quando i risultati di altri esami (ad esempio elettrocardiogramma, ecocardiogramma, elettrocardiogramma da sforzo) hanno evidenziato il sospetto di una cardiopatia ischemica, dunque un ridotto afflusso di sangue al muscolo cardiaco. In altri casi, invece, va svolta d’urgenza, come quando è in corso un attacco di cuore.

dolore al petto coronarografia

dragana991/gettyimages.it

Fatta questa premessa, la coronarografia al cuore è consigliata, ad esempio, quando la persona:

  • lamenta dolore al torace (angina pectoris), dolore che può diffondersi anche al braccio sinistro, al collo, alla mandibola e alla schiena;
  • soffre di una cardiopatia congenita, un difetto cardiaco presente dalla nascita;
  • presenta dei difetti alla valvola cardiaca;
  • ha un’insufficienza cardiaca.

Questo esame può precedere o essere abbinato a un’angioplastica, ossia l’intervento con cui si inserisce uno stent – una piccola protesi metallica – a livello dell’arteria coronarica per riattivare il normale flusso sanguigno. Inoltre, può servire anche per monitorare i risultati derivanti da un’operazione, ad esempio in seguito a un bypass, e per verificare le possibili complicanze di un intervento cardiaco.

Come si fa una coronarografia?

Dopo aver visto di cosa si tratta, cerchiamo di capire meglio come si fa una coronarografia. Questo esame viene effettuato introducendo nel flusso sanguigno un liquido di contrasto che consente di visualizzare le arterie. Scopriamo tutti i passaggi previsti dalla procedura:

  1. Innanzitutto, il paziente viene fatto stendere in posizione supina (a pancia in su) e gli vengono collegati degli strumenti utili al monitoraggio delle funzioni vitali.
  2. Successivamente, dopo aver iniettato dell’anestetico locale, viene fatta una piccola incisione all’altezza dell’inguine per inserire il catetere nell’arteria femorale; più raramente, il catetere viene introdotto nel polso (arteria radiale) o in corrispondenza del gomito (arteria brachiale).
  3. Il catetere viene spinto lungo l’arteria, fino a raggiungere l’imbocco delle coronarie.
  4. A questo punto, si inietta il mezzo di contrasto che consentirà di visualizzare le arterie.
  5. Grazie ai raggi X verranno acquisite delle immagini della coronaria destra e sinistra (questo esame permette anche di visualizzare il ventricolo sinistro e di verificarne la capacità di contrazione).
coronarografia esame

Pitchayanan Kongkaew/gettyimages.it

Durante la procedura, è bene sapere che il paziente dovrà collaborare, ad esempio trattenendo il fiato per qualche secondo oppure eseguendo dei profondi respiri su richiesta del medico. Tutte le fasi dell’esame, che complessivamente dura circa 20-30 minuti, vengono seguite attraverso uno schermo.

Coronarografia: quali sono i rischi?

La coronarografia è considerata un esame invasivo e, in quanto tale, prevede dei rischi. Tuttavia, le tecniche sempre più moderne che sono utilizzate rendono la possibilità di complicazioni un’eventualità rara. Inoltre, l’esame viene proposto tenendo conto del bilancio rischi/benefici, quando le alternative meno invasive non porterebbero ai risultati sperati. In ogni caso, il paziente sarà prontamente informato di tutte le possibili complicazioni connesse alla procedura dai professionisti che lo seguiranno.

Per quanto riguarda l’esame in sé, questo generalmente non è doloroso, in quanto viene utilizzato dell’anestetico locale. Nello specifico, dopo l’iniezione del liquido di contrasto, è possibile che si avverta solo una breve sensazione di calore.

Le eventuali complicazioni, invece, possono essere più o meno importanti: si va da manifestazioni più lievi come reazioni allergiche cutanee al liquido di contrasto (è fondamentale segnalare prima dell’esame se si soffre di allergie), formazione di ematomi nel punto in cui è stato inserito il catetere, nausea o vomito, fino a effetti avversi come reazioni allergiche gravi, aritmie cardiache, ictus cerebrale, embolie. Ribadiamo, però, che si tratta di complicanze rare.

Esiste una tecnica di coronarografia non invasiva?

In alcuni casi, l’esame delle coronarie può avvenire tramite una tecnica diagnostica non invasiva, differente quindi dalla coronarografia. Stiamo parlando della TC coronarica (TAC), un sistema diagnostico radiologico molto accurato. Come spiegano gli esperti, questo solitamente è indicato per lo studio delle coronarie in pazienti che presentano dolore toracico atipico e con rischio basso o intermedio di malattia coronarica, oppure in caso di risultati dubbi da test di diagnostica cardiologica. Può essere utilizzato anche per il controllo dei pazienti sottoposti a bypass.

La TC coronarica permette, in diversi casi, di evitare accertamenti più invasivi come la coronarografia, appunto, facendo sì che si sottopongano a questa tecnica solo coloro che avranno bisogno di una rivascolarizzazione attraverso stent o bypass. Si tratta di una metodica che viene svolta in regime ambulatoriale, come altri esami TC, e la sua durata è di circa 30 minuti. Ovviamente, saranno gli specialisti che seguono il paziente a suggerire il sistema diagnostico più adeguato alle sue necessità.

tac coronarie

mr.suphachai praserdumrongchai/gettyimages.it

Coronarografia: degenza e norme di preparazione

La coronarografia al cuore non richiede una specifica preparazione. Viene eseguita a digiuno e in regime di ricovero, ma la degenza è breve: di solito il paziente è dimesso nell’arco di 24 ore. Quando il catetere per la coronarografia viene tolto, il medico effettuerà una compressione in prossimità dell’incisione per fermare il sangue. In particolare, se è stata usata l’arteria femorale, la persona dovrà tenere la gamba stesa per circa 6-8 ore. È consigliabile, inoltre, che beva molta acqua per eliminare facilmente il liquido di contrasto. Per quanto riguarda le terapie che il paziente sta seguendo, sarà il medico a indicare quali medicinali sospendere e quali continuare ad assumere in vista della procedura.

Come abbiamo visto, la coronarografia è un esame molto importante per verificare la salute del muscolo cardiaco. Naturalmente, è sempre bene ricordare che il benessere del cuore passa da una buona attività di prevenzione cardiovascolare, un’alimentazione bilanciata e un’adeguata attività fisica. Proprio per assicurarsi di seguire uno stile di vita idoneo alla salute del cuore, può essere utile sottoscrivere Protezione Famiglia, la polizza sanitaria UniSalute che consente di accedere a una consulenza medica personalizzata e una serie di esami gratuiti, come la visita cardiologica, l’elettrocardiogramma da sforzo e l’ecodoppler dei tronchi sovraortici.

 

Altre fonti:

issalute.it
humanitas.it
fondazioneveronesi.it
mayoclinic.org
clinicacellini.it

Mara D'Angeli
Riminese, lavora nel campo della comunicazione e della scrittura. Per il blog InSalute, si occupa di approfondimenti legati a benessere, prevenzione e salute dei bambini.

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