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Celiachia e infertilità

Infertilità e celiachia possono essere collegate? I risultati di alcune ricerche scientifiche

In Italia il numero di celiaci è progressivamente aumentato negli ultimi dieci anni, e le stime che arrivano da un recente studio, pubblicato sul Clinical Gastroenterology and Hepatology, parlano di un milione di possibili casi in Italia. Un numero molto più alto della stima di 600.000 casi (rispetto ai 200.000 effettivamente diagnosticati) riportata dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC) qualche anno fa.

Questo disturbo, se non affrontato in modo adeguato, può essere causa di infertilità sia nelle donne che per gli uomini. Proviamo a fare chiarezza insieme sulla tematica.

Celiachia e apparato riproduttivo: quali conseguenze?

La malattia celiaca provoca una distruzione progressiva della mucosa dell’intestino tenue, causando la scomparsa dei villi intestinali, elementi fondamentali per l’assorbimento dei nutrienti. La celiachia è dunque una patologia autoimmune, in cui l’infiammazione cronica dell’intestino, data dalla sensibilità al glutine, altera la mucosa causando un malassorbimento di alcuni nutrienti, con conseguenti carenze a livello di vitamine e minerali. Per evitare questi danni, il paziente che ne soffre deve adottare una dieta priva di glutine, frazione proteica presente in alcuni cereali, come grano, orzo, segale. Ma spesso, anche in chi manifesta numerosi disturbi riconducibili alla patologia, occorre molto tempo per arrivare a una diagnosi.

Secondo i dati diffusi dall’Associazione Italiana Celiachia, in Italia sono state effettuate poco più del 30% delle reali diagnosi di celiachia: ci sono infatti circa 400.000 casi non ancora accertati. Comprendiamo quindi come molte persone soffrano delle conseguenze di questa malattia senza sapere di esserne colpite.

Celiachia e infertilità

AndreyPopov/gettyimages.it

Ciò può essere causa di danni, anche seri, alla salute del soggetto interessato: se una persona affetta da questo disturbo continua a introdurre glutine infatti, la reazione autoimmune che si scatena può colpire duramente l’organismo. Ad essere compromesso infatti è l’equilibrio di tutto il corpo, con conseguenze a volte anche serie, tra cui – appunto – anche problemi di fertilità.

Qual è il legame tra infertilità e celiachia?

Secondo la definizione dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’infertilità è una malattia del sistema riproduttivo che si diagnostica quando “dopo dodici mesi di rapporti regolari e non protetti non è possibile una gravidanza”. Le cause possono essere diverse e tra esse, c’è purtroppo anche la celiachia. Ma qual è il meccanismo che lega queste due problematiche?

L’alterazione della funzione riproduttiva nel paziente celiaco è da molti anni oggetto di diversi studi, che hanno individuato dei fattori importanti sia nelle carenze croniche dovute al malassorbimento di ferro, acido folico, vitamine B12, B6 e K – tutti nutrienti fondamentali per il normale sviluppo del feto – sia all’accumulo di radicali liberi, che alterano i normali equilibri ossidativi e possono dar luogo a menopausa precoce, lesioni dell’endometrio, ovaio policistico e aborti spontanei. C’è poi un’altra importante componente da considerare: la celiachia è una malattia autoimmune, come abbiamo già ricordato, ciò vuol dire che il sistema immunitario produce anticorpi contro la mucosa dell’intestino, che possono però indirizzarsi anche verso altri tessuti e organi, come ovaio e tiroide, causando altri problemi all’organismo.

Vediamo dunque cosa dicono alcune recenti ricerche riguardo alla correlazione tra infertilità e celiachia.

Alcuni studi su celiachia e infertilità

Studi celiachia e infertilità

M_a_y_a/gettyimages.it

Lo studio della Gastroenterological Association

Una ricerca pubblicata su Gastroenterology, rivista ufficiale dell’American Gastroenterological Association, ha studiato un campione di 2,4 milioni di donne fertili nel Regno Unito, celiache (6.506) e non. Secondo i risultati, ad avere un tasso di infertilità e problemi correlati molto più elevato rispetto alle coetanee erano soltanto quelle a cui la celiachia era stata diagnosticata tra i 25 e i 29 anni (41% più delle non celiache). Per tutte le altre, invece, le percentuali erano molto vicine: 4,4% per le celiache contro il 4,1%.

Lo studio Celiac disease and endometriosis, 2014

Un’altra ricerca interessante si è concentrata invece sull’associazione tra celiachia ed endometriosi, che è tra le cause primarie di infertilità nella donna. Nello studio Celiac disease and endometriosis: an insidious and worrisome association hard to diagnose: a case report (D. Caserta, E. Matteucci, E. Ralli, G. Bordi e M. Moscarini), pubblicato sulla rivista Clinical and Experimental Obstetrics and Gynecology nel 2014, un campione di 207 pazienti con diagnosi conclamata di endometriosi ha mostrato un sensibile miglioramento dei sintomi dolorosi dovuti alla malattia, in seguito a un anno di dieta senza glutine.

La ricerca danese dello Horsens Regional Hospital, 2018

Per quanto riguarda l’infertilità femminile potenzialmente collegata alla celiachia, osserviamo i dati di una ricerca condotta nel 2018 dalla dottoressa Louise Grode dell’ Horsens Regional Hospital in Danimarca, pubblicata sulla rivista scientifica Human Reproduction.

I ricercatori hanno evidenziato come le donne prese in esame con celiachia non diagnosticata avessero il 12% di probabilità di aborto rispetto a donne con celiachia diagnosticata, e il 62% di probabilità di parto prematuro rispetto a donne non celiache.

Secondo questa analisi, la celiachia non diagnosticata è associata a una probabilità maggiore del 15% di esito negativo di gravidanza: quando la malattia viene invece curata con una corretta alimentazione, le differenze tra esiti delle gravidanze e complicanze si uniforma, senza evidenziare differenze sostanziali.

Test di gravidanza negativo infertilità

Adene Sanchez/gettyimages.it

La ricerca dello University of British Columbia Hospital

Una ricerca pubblicata sul World Journal of Gastroenterology ha poi raccolto numerosi studi sul collegamento tra celiachia non curata e infertilità maschile, sottolineando in particolare che si possono verificare:

  • disfunzioni gonadiche,
  • disturbi alla morfologia degli spermatozoi,
  • spermatozoi poco mobili
  • bassa conta spermatica.

Tutti problemi che possono portare a difficoltà nel concepimento.

infertilità maschile

Pornpak Khunatorn/gettyimages.it

Celiachia e infertilità nella donna

Capiamo come, se la celiachia non viene riconosciuta e trattata precocemente attraverso un regime alimentare privo di glutine, i danni alle ovaie possono essere importanti, perché gli anticorpi attaccano e distruggono follicoli e ovociti fecondabili. In questo modo, le possibilità che una paziente abbia una gravidanza, purtroppo, si riducono drasticamente. Gli studi confermano inoltre che, durante la gestazione, c’è un rischio maggiore di complicanze. Tuttavia, se la celiachia viene individuata in una fase precoce in cui l’ovaio non ha subito danni consistenti, e se durante i nove mesi si osserva una dieta rigorosa, il concepimento è possibile, così come portare a termine una gravidanza.

I test per la donna celiaca

Esiste, quindi, la possibilità di conoscere le condizioni delle ovaie e di sapere se c’è rischio di infertilità e menopausa precoce? La domanda è legittima e la risposta è affermativa. La paziente celiaca può per prima cosa sottoporsi ad un’ecografia transvaginale, per valutare se la dimensione delle ovaie è nella norma. Le ovaie molto piccole, infatti, sono già indicative della ridotta attività a livello di quest’organo. Ci sono poi alcuni esami del sangue che permettono di scoprire se la malattia ha influito negativamente sulla salute dell’apparato riproduttivo: si tratta degli anticorpi anti ovaio, del dosaggio di inibina B e dell’ormone anti-mulleriano. Vanno inoltre controllati anche l’FSH, l’ormone follicolo-stimolante, e l’LH, ormone luteinizzante.

Ad ogni modo, per capire se l’ovaio è a rischio e se la paziente può avere problemi di infertilità o entrare in menopausa precocemente, gli esperti sottolineano che l’aspetto da tenere maggiormente sotto controllo è l’irregolarità del ciclo mestruale.

Riconoscere i sintomi della celiachia

Come fare, quindi, per comprendere se alcuni malesseri e disturbi possono sono collegati a una malattia celiaca non diagnosticata?

Sintomi celiachia

dragana991/gettyimages.it

Come evidenziato anche dall’Istituto Superiore di Sanità i campanelli di allarme che possono far presagire la celiachia possono essere:

  • diarrea, gonfiore addominale, dolori addominali, perdita di peso, malassorbimento intestinale;
  • stanchezza e affaticamento, che possono essere segni di anemia da carenza di ferro o di anemia da carenza di folati, dovuti appunto al mal funzionamento dei villi;
  • perdita dei capelli (alopecia);
  • dimagrimento;
  • ulcere e lesioni ricorrenti nella bocca (aftosi orale ricorrente), perdita dello smalto dentario (ipoplasia);
  • dolori addominali ricorrenti;
  • vomito;
  • aumento del livello plasmatico delle transaminasi;
  • disturbi del ciclo mestruale;
  • infertilità, poli abortività spontanea;
  • disturbi della gravidanza;
  • riduzione della massa ossea (osteopenia, osteoporosi)
  • formicolio e intorpidimento delle mani e dei piedi, mancanza di coordinazione muscolare (atassia)”.

In questi casi, parlare con il proprio medico e sottoporsi ad alcuni esami può indirizzare il paziente verso una diagnosi, e quindi verso una vita più serena, in cui progressivamente i sintomi della celiachia spariranno, grazie alla dieta senza glutine. Lo specialista valuterà inoltre degli accertamenti per individuare gli eventuali danni subiti dall’organismo a causa dell’infiammazione cronica, per guidare il celiaco nella gestione della malattia.

 

Articolo scritto con il contributo di Silvia Bernardi.

 

Fonti:

fondazioneserono.it
celiachia.org
salute.gov.it
epicentro.iss.it
celiachia.it
academic.oup.com/humrep/
ncbi.nlm.nih.gov/pmc/

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

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