Animale domestico: cane Benessere Mamma e bambino Osservatorio Unisalute Ragazza si allaccia le scarpe da corsa Coppia Terza Età Welfare Aziendale Unisalute
aneurisma cerebrale

Aneurisma cerebrale: da cosa dipende e come prevenirlo? 

In Italia la popolazione che presenta un aneurisma cerebrale è compresa tra l’1,5% e il 5%. Molti restano latenti per anni o per tutta la vita, ma la loro rottura può causare ictus e gravi danni cerebrali, o addirittura la morte. Che cos’è un aneurisma cerebrale, quali sono le cause e come viene diagnosticato? Ne parliamo in questo articolo, provando anche a capire se e come si può prevenirlo e quali sono le tecniche di intervento a seguito di una rottura.

Che cos’è un aneurisma?

L’aneurisma è una dilatazione dell’arteria, dovuta a danneggiamento o indebolimento, spesso causato da fattori genetici: l’area interessata si “gonfia”, assumendo la forma di un palloncino. In corrispondenza dell’aneurisma la parete dell’arteria è più sottile e debole, per questo motivo continua a dilatarsi a causa della pressione sanguigna. La rottura non si verifica in tutte le persone (il sanguinamento interessa lo 0,5-3% dei casi), ma se avviene le conseguenze sono molto gravi.

Gli aneurismi possono avere forma variabile e interessare diversi vasi sanguigni (arterie cerebrali, aorta a livello addominale o toracico); l’aneurisma cerebrale si sviluppa generalmente nel punto in cui un’arteria intracranica si biforca. In base alla dimensione, possiamo distinguerli in:

  • Piccoli, meno di 5 mm
  • Medi, 6-15 mm
  • Larghi, 16-25 mm
  • Giganti, più di 25 mm

Quando è di piccole dimensioni, un aneurisma cerebrale non rotto in genere non dà alcun sintomo. Quando si ingrandisce, invece, può causare forte cefalea e addirittura disturbi della visione e della parola, formicolio agli arti e debolezza, qualora dovesse comprimere nervi o tessuto cerebrale. La rottura e la sua pericolosità sono infine notevolmente influenzate dalla forma dell’aneurisma e dalla sua localizzazione: aneurismi molto grossi e irregolari vanno incontro più di frequente a sanguinamento.

Come viene diagnosticato un aneurisma cerebrale

La maggior parte delle diagnosi di aneurisma cerebrale avviene a seguito di esami eseguiti per altri motivi; a volte vengono individuati in pazienti che manifestano deficit neurologici, causati dalla compressione dei tessuti cerebrali, ma sfortunatamente si tratta di percentuali molto basse. Circa il 90% degli aneurismi cerebrali, infatti, non si manifesta fino al momento della rottura.

L’aneurisma cerebrale: cause e conseguenze della rottura

rottura anuerisma cerebrale

Semnic/shutterstock.com

Come abbiamo già sottolineato, un aneurisma cerebrale può comparire a causa di fattori genetici (circa il 10% dei casi). Recentemente, una ricerca pubblicata sull’American Journal of Human Genetics ha individuato un gene che, in caso di mutazione, sarebbe responsabile della formazione di aneurismi, perché produce una proteina che consolida le pareti di vasi venosi e arteriosi. Questa scoperta aprirebbe nuove e importanti prospettive nella prevenzione e nella cura. Le esatte cause della rottura di un aneurisma, però, restano ancora sconosciute, sebbene alcune infezioni che danneggiano i vasi sanguigni, il fumo oppure l’uso di droghe come la cocaina, e l’aumento improvviso della pressione sanguigna, siano degli importanti fattori di rischio per il sanguinamento di un aneurisma cerebrale.

Aneurisma cerebrale e ictus

Quando un aneurisma cerebrale si rompe, causa un’emorragia, detta subaracnoidea, nello spazio che si trova tra il cervello e le ossa del cranio. I sintomi sono immediati e violenti:

  • forte e improvvisa cefalea
  • nausea e vomito
  • convulsioni

Nell’85% dei casi, l’emorragia subaracnoidea causa un ictus emorragico, che si manifesta con cefalea, vomito, rigidità del collo e perdita di coscienza. In seguito al sanguinamento di un aneurisma cerebrale, la possibilità di gravi danni va dal 20% al 35%, mentre nel 30-40% dei casi la persona colpita non sopravvive. È fondamentale, quindi, intervenire al più presto, e comunque entro 72 ore dall’evento, per ridurre il rischio di un nuovo sanguinamento, che spesso si verifica in questo lasso temporale. L’emorragia subaracnoidea può provocare un ematoma nella stessa sede, che causa paralisi di un arto e difficoltà nella visione e nel parlare.

Il trattamento dell’aneurisma cerebrale

operazione aneurisma cerebrale

Yulai Studio/shutterstock.com

Il trattamento di un aneurisma cerebrale rotto è generalmente chirurgico, ma gli specialisti (neurochirurgo vascolare e neuroradiologo) valuteranno di volta in volta la tipologia di intervento migliore in relazione alle condizioni del paziente, dopo aver eseguito un’angiografia cerebrale con mezzo di contrasto, un esame che permette di individuare tutti i vasi sanguigni del cervello e le eventuali malformazioni. L’intervento può essere:

  • neurochirurgico, eseguito in anestesia generale, tramite una piccola apertura nel cranio attraverso cui il neurochirurgo può esporre l’aneurisma e applicare un “clip” metallico alla base, impedendo al sangue di depositarsi in quella zona. Se non subentrano complicazioni, entro 6 settimane si ha una ripresa completa delle normali attività;
  • endovascolare, mediante l’introduzione di un micro catetere che, attraverso le arterie, raggiunge il sito in cui si trova l’aneurisma e posiziona delle “micro-coils”, piccole spirali di platino che escludono l’aneurisma dal circolo ematico. I tempi di ripresa, in questo caso – sempre in assenza di complicazioni – sono notevolmente ridotti.

Gli specialisti possono valutare una soluzione chirurgica anche nel caso di un aneurisma cerebrale che non si è ancora rotto, qualora forma, dimensione e localizzazione dovessero risultare preoccupanti, in presenza di sintomi clinici.

Ad ogni modo, anche quando l’intervento non è necessario, bisogna tenere sotto controllo l’aneurisma, sottoponendosi a esami periodici e prevenendo l’insorgenza di disturbi come l’ipertensione arteriosa, che rappresentano un fattore di rischio per la rottura. Adottare uno stile di vita sano, facendo attività fisica, variando la dieta e rinunciando ad abitudini dannose come fumo e consumo di alcolici, è il miglior mezzo di prevenzione, ma è fondamentale anche effettuare controllo regolarmente. In questi casi può essere utile scegliere una polizza assicurativa come Protezione Famiglia di UniSalute, che offre un programma completo e su misura di monitoraggio della salute.

 

Conoscevate i rischi connessi all’aneurisma cerebrale?

 

Fonti

 

fondazioneveronesi.it

aliceitalia.org (Federazione delle Associazioni per la Lotta all’Ictus Cerebrale in Italia)

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

COMMENTA