L’alopecia nelle donne è una condizione che causa la perdita dei capelli. Si manifesta con diradamento progressivo, capelli più sottili e caduta più intensa del normale. Le cause sono varie: fattori genetici e ormonali, stress, carenze nutrizionali, squilibri tiroidei o trattamenti cosmetici aggressivi. Le cure disponibili includono trattamenti topici come il minoxidil, integratori mirati, terapie dermatologiche avanzate (PRP, mesoterapia), farmaci prescritti e, nei casi selezionati, il trapianto di capelli. Con una diagnosi precoce e un percorso personalizzato, è possibile rallentare l’evoluzione dell’alopecia e migliorare la densità e la qualità dei capelli.
Una caduta più copiosa dei capelli nel periodo autunnale o primaverile è normale, quando però si intensifica e sembra non arrestarsi, può essere il segnale di un disturbo più specifico, come l’alopecia. Questa condizione è spesso associata agli uomini, ma può interessare anche le donne, con un impatto non solo estetico: il diradamento può infatti generare insicurezza e disagio nella vita quotidiana.
Ma da cosa è causata l’alopecia nelle donne? Come riconoscerla? E, soprattutto, quali trattamenti possono aiutare a gestirla o rallentarne la progressione? Scopriamone di più.
Che cos’è l’alopecia femminile?
L’alopecia femminile è una condizione caratterizzata da una perdita di capelli più intensa del normale che ne provoca il progressivo diradamento e la scomparsa.
La forma più frequente è l’alopecia androgenetica o calvizie femminile, una condizione cronica legata alla combinazione di fattori genetici e ormonali, che nelle donne interessa in particolare la zona frontale e il vertice della testa. Il ciclo di crescita dei capelli si accorcia gradualmente (la fase di crescita, anagen, si riduce e aumenta quella di caduta, telogen) e i follicoli producono fusti sempre più sottili e fragili.
Si parla invece di alopecia areata quando la caduta dei capelli si manifesta a chiazze.
Quali sono le cause dell’alopecia femminile?
Le cause possono essere molteplici. Tra le più comuni rientrano:
- fattori genetici: nell’alopecia androgenetica femminile hanno un ruolo la predisposizione familiare e la sensibilità dei follicoli agli ormoni androgeni, che nel tempo portano al diradamento progressivo
- fattori ormonali: fasi di cambiamenti ormonali come la gravidanza o la menopausa o sospensione della pillola anticoncezionale
- stress psicofisico: eventi stressanti o periodi prolungati di affaticamento
- carenze nutrizionali: carenza di ferro, di vitamina D, proteine o zinco compromettono la salute del follicolo
- patologie autoimmuni come quelle a carico della tiroide (ipotiroidismo e ipertiroidismo) o a carico degli stessi follicoli piliferi, come nel caso dell’alopecia areata
- cure farmacologiche.

Uno dei segni principali di alopecia nelle donne è il diradamento.
Come capire se si ha l’alopecia nella donna?
Nelle donne si presenta spesso con un assottigliamento diffuso nella zona centrale della testa, mentre il contorno frontale generalmente resta preservato.
. La forma più comune, l’alopecia androgenetica femminile, si riconosce per un diradamento progressivo concentrato sulla parte superiore del capo che comporta:
- maggior visibilità della riga centrale, che appare più ampia del solito
- capelli più fini, fragili e meno voluminosi
- caduta superiore alla norma, soprattutto durante il lavaggio o la spazzolatura
- sensazione di densità ridotta quando si pettinano i capelli.
Un quadro diverso è quello dell’alopecia areata, che si presenta invece con chiazze tondeggianti prive di capelli, spesso a comparsa improvvisa.
Per una diagnosi accurata, è necessario rivolgersi a uno specialista tricologo. Dopo un’analisi clinica completa, volta a indagare familiarità, regolarità del ciclo, eventuali farmaci assunti e la presenza di segni che possano suggerire uno squilibrio ormonale, vengono di solito condotti alcuni esami specifici:
- tricoscopia o tricogramma per analizzare lo stato dei capelli
- stress test, che valuta la resistenza e la caduta del capello sottoposto a tiraggio
- esami del sangue per valutare ormoni androgeni, estrogeni, tiroide e altri parametri utili a confermare la diagnosi.
Come si cura l’alopecia femminile?
Le terapie variano in base alla causa e alla gravità del disturbo, e spesso richiedono un approccio combinato. Le opzioni più utilizzate includono:
- trattamenti topici: il farmaco più utilizzato è il minoxidil, da applicare sul cuoio capelluto: favorisce l’allungamento della fase di crescita del capello e può aumentare la densità nel tempo; possono essere impiegati anche derivati estrogenici, progesterone in soluzione o acido azelaico
- terapie farmacologiche orali: sono indicate soprattutto quando è presente uno squilibrio ormonale, ad esempio in caso di ovaio policistico. Tra i farmaci più utilizzati c’è lo spironolattone, che riduce l’effetto degli androgeni sui follicoli, contribuendo a rallentare la caduta. In altre circostanze possono essere prescritti contraccettivi con azione antiandrogena, combinazioni mirate di estrogeni e progestinici
- plasma ricco di piastrine (PRP): un trattamento di biorivitalizzazione che consiste nel prelevare il sangue della paziente, concentrarne le piastrine e iniettarle nel cuoio capelluto per stimolare i follicoli. Può migliorare la qualità dei capelli e ridurne la caduta. Anche la mesoterapia con aminoacidi, vitamine o peptidi contribuisce a rinvigorire i bulbi e sostenere la ricrescita
- trapianto: è riservato alle forme più severe e stabili poiché nelle donne l’alopecia tende a essere diffusa su tutto il capo, e questo può rendere più complessa l’individuazione di un’area donatrice adeguata da cui prelevare i bulbi da reimpiantare nelle aree in cui i capelli sono diradati.
L’aspetto più importante è la tempestività: intervenire ai primi segnali aumenta le probabilità di ottenere un miglioramento significativo.
Scopri ora come le soluzioni UniSalute Per Te possono aiutarti a prenderti cura della tua salute

In caso di alopecia, il farmaco più utilizzato è il minoxidil, da applicare sul cuoio capelluto.
Le domande più frequenti dei pazienti
L’alopecia femminile è reversibile?
Dipende dalla causa. Le alopecie dovute a stress, carenze alimentari o squilibri ormonali possono essere reversibili con la terapia adeguata. L’alopecia androgenetica, invece, è una condizione cronica: non si può eliminare del tutto, ma si può rallentare e migliorare con trattamenti mirati.
Come capire se la caduta è normale o eccessiva?
Una perdita di circa 50-60 capelli al giorno e fino a 100 nel periodo autunnale o primaverile è fisiologica. Se la caduta aumenta improvvisamente, dura più di qualche settimana o si nota un diradamento evidente, è utile rivolgersi a un dermatologo.
Quali esami servono per diagnosticare l’alopecia?
Possono essere eseguiti tricoscopia, tricogramma e stress test per valutare le condizioni dei capelli, oltre a esami del sangue per valutare carenze di ferro, vitamina D, o disfunzioni a livello ormonale.
Lo stress può far cadere i capelli?
Sì. Eventi stressanti fisici o emotivi possono causare il telogen effluvium, una caduta abbondante ma generalmente temporanea. Ridurre lo stress e supportare il follicolo con trattamenti mirati può favorire il recupero.


Nessun commento