PUNTI CHIAVE
- La spirometria è un esame comunemente prescritto nei bambini che soffrono di disturbi respiratori. Valuta la funzionalità respiratoria, misurando volumi (quanta aria i polmoni riescono a contenere e a espellere) e flussi (la velocità con cui l’aria percorre le vie aeree).
- È indicata per confermare la diagnosi di asma, monitorare malattie respiratorie croniche, valutare l’efficacia di una terapia o come requisito obbligatorio per l’idoneità sportiva agonistica.
- Si esegue di norma a partire dai 5-6 anni, ma grazie a tecniche dedicate ai più piccoli è possibile ottenere risultati attendibili anche dai 3-4 anni, se il bambino è adeguatamente preparato.
- Per ottenere risultati affidabili è importante presentarsi all’esame con abiti comodi, senza aver assunto farmaci broncodilatatori nei tempi indicati dallo specialista e spiegare al bambino cosa dovrà fare.
Tosse persistente, respiro sibilante dopo una corsa, episodi di affanno che tornano senza una causa apparente. Quando si osservano sintomi respiratori simili in un bambino, il pediatra può sospettare un’asma bronchiale o un’altra patologia delle vie aeree e prescrivere una spirometria per fare chiarezza. Quali informazioni fornisce l’esame e come si svolge nei bambini? Come prepararsi ad affrontarlo? Scopriamone di più.
Spirometria nei bambini: che cos’è e quando serve?
La spirometria è il test di funzionalità respiratoria più utilizzato. Misura due parametri fondamentali: i volumi, ovvero quanta aria i polmoni riescono a contenere e a espellere, e i flussi, cioè la velocità con cui l’aria percorre e fuoriesce dalle vie aeree. L’insieme di questi dati, rappresentati graficamente in una curva flusso-volume, permette di avere un quadro della salute respiratoria del bambino.
L’esame è indicato in diversi contesti clinici:
- confermare la diagnosi di asma bronchiale e verificare se l’eventuale ostruzione bronchiale è reversibile con farmaci broncodilatatori
- distinguere le malattie respiratorie ostruttive, come l’asma, che riduce la velocità di espirazione, da quelle restrittive, come le fibrosi polmonari, che limitano la quantità di aria inspirabile
- monitorare nel tempo la funzionalità respiratoria in presenza di malattie croniche o valutare l’efficacia di una terapia in corso
- validare l’idoneità sportiva agonistica
- monitorare malattie sistemiche che possono coinvolgere i polmoni, come alcune connettiviti, immunodeficienze o malattie oncoematologiche.
Da che età può essere eseguita?
Di norma la spirometria si esegue a partire dai 5-6 anni, quando il bambino è in grado di partecipare in modo adeguato. In alcuni casi, è possibile ottenere risultati attendibili anche tra i 3 e i 4 anni. Questo a condizione che il bambino sia adeguatamente preparato e il personale utilizzi strumenti pensati per i più piccoli, come gli incentivatori, applicazioni con animazioni che rendono visibile il flusso d’aria emesso e stimolano l’attenzione e collaborazione del bambino.
Come si svolge la spirometria nei bambini?
L’esame si svolge in un ambiente dedicato, con personale medico che accompagna il bambino in ogni fase.
Prima di tutto al bambino viene fatto indossare un boccaglio monouso collegato allo spirometro e una pinza stringinaso. Gli si chiede successivamente di:
- eseguire alcuni respiri normali per abituarsi all’apparecchio
- inspirare il più profondamente possibile, fino alla capacità polmonare totale
- espirare con la massima forza e velocità, fino allo svuotamento completo dei polmoni
- ripetere la sequenza per almeno tre volte, finché si ottengono almeno due risultati confrontabili tra loro.
Sotto i 12 anni l’espirazione deve durare almeno 3 secondi; sopra i 12 anni il tempo minimo sale a 6 secondi.
I principali valori che compaiono nel referto comprendono:
- FVC, ossia la capacità vitale forzata
- FEV1, il volume espirato nel primo secondo, indice della pervietà delle vie aeree
- rapporto FEV1/FVC %, che aiuta a distinguere malattie ostruttive da malattie restrittive.
In caso di sospetto di asma, può essere eseguito un test di broncodilatazione: si somministra un farmaco broncodilatatore e dopo 15 minuti si ripete la spirometria. Un aumento del FEV1 di almeno il 12% è considerato un criterio diagnostico fondamentale per l’asma bronchiale.
Spirometria nei bambini: come prepararsi?
Per ottenere risultati affidabili, è importante preparare il bambino all’esame:
- sospendere farmaci indicati dallo specialista: in linea generale, i broncodilatatori a breve durata d’azione vanno sospesi nelle 4-6 ore precedenti; quelli a lunga durata d’azione richiedono una finestra più ampia
- indossare abiti comodi, non stretti in vita o al petto, che non limitino i movimenti del torace durante le manovre di espirazione
- evitare sforzi fisici intensi nelle ore precedenti l’esame
- evitare pasti abbondanti nelle due ore precedenti all’esame
- portare con sé eventuali referti di spirometrie precedenti, la lista dei farmaci in uso e la prescrizione del pediatra
- spiegare al bambino con parole semplici cosa succederà e rassicurarlo in merito. La collaborazione del bambino è determinante per la qualità del risultato, e un atteggiamento sereno da parte dei genitori contribuisce in modo significativo.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
A che età può fare la spirometria un bambino?
Di norma la spirometria si esegue a partire dai 5-6 anni, quando il bambino è in grado di collaborare in modo adeguato alle manovre respiratorie richieste. Grazie all’uso di incentivatori – strumenti con animazioni che rendono visibile il flusso d’aria e stimolano il bambino – è possibile ottenere risultati attendibili anche tra i 3 e i 4 anni.
La spirometria è un esame doloroso o invasivo?
No. La spirometria è un esame non invasivo e non provoca dolore. Richiede solo la collaborazione del bambino nel soffiare nel boccaglio con la massima forza possibile. L’unico disagio può essere legato allo sforzo respiratorio richiesto, che può provocare una leggera sensazione di affaticamento, del tutto temporanea.
Quanto dura la spirometria in un bambino?
L’esame richiede in genere tra i 20 e i 40 minuti, compresi i tempi di preparazione e le eventuali ripetizioni necessarie per ottenere prove riproducibili. Se viene eseguito anche il test di broncodilatazione, i tempi si allungano di circa 15-20 minuti aggiuntivi, necessari per attendere l’effetto del farmaco prima di ripetere la misurazione.
Il bambino deve sospendere i farmaci prima della spirometria?
Dipende dal tipo di farmaco. Lo specialista che prescrive l’esame indicherà in dettaglio quali farmaci sospendere e per quanto tempo prima dell’esame. In linea generale, i broncodilatatori a breve durata d’azione vanno sospesi nelle 4-6 ore precedenti; quelli a lunga durata d’azione richiedono una finestra più ampia. È essenziale attenersi alle indicazioni del personale medico.
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