PUNTI CHIAVE
- Il principale fattore di rischio per la trombosi venosa profonda in aereo è l’immobilità prolungata in posizione seduta, che rallenta la circolazione negli arti inferiori e favorisce la formazione di coaguli nelle vene profonde delle gambe.
- I fattori di rischio individuali si sommano a quelli del viaggio: età, sovrappeso, uso di contraccettivi orali, gravidanza, storia personale o familiare di trombosi e interventi chirurgici recenti.
- Il caldo è un fattore aggravante: favorisce la disidratazione e aumenta la viscosità del sangue, rendendo ancora meno fluido il flusso venoso.
- La prevenzione si basa su semplici comportamenti: muoversi regolarmente durante il viaggio, mantenersi ben idratati, evitare abiti stretti e, se indicato dal medico, indossare calze a compressione graduata.
- I sintomi di una trombosi (gonfiore asimmetrico, dolore, calore e arrossamento alla gamba) possono comparire anche ore o giorni dopo il viaggio e non devono essere sottovalutati, soprattutto in presenza di fattori di rischio.
La trombosi venosa profonda è una delle complicanze cardiovascolari più associate ai viaggi in aereo, in auto o in treno di lunga durata: si parla in questi casi di trombosi del viaggiatore. Dipende da una combinazione di fattori che è spesso possibile riconoscere e in parte controllare.
Approfondiamo allora quali fattori aumentano il rischio tromboembolico, quali accorgimenti aiutano a ridurlo e a quali segnali prestare attenzione durante e dopo il viaggio.
Trombosi del viaggiatore: quali sono i fattori di rischio?
Il principale fattore di rischio correlato alla trombosi in viaggio è la permanenza in posizione seduta. Quando i muscoli del polpaccio non si contraggono, la spinta che normalmente favorisce il ritorno venoso verso il cuore si riduce. Il sangue rallenta nelle vene profonde degli arti inferiori, creando le condizioni favorevoli alla formazione di un coagulo.
A questo si sommano i fattori individuali:
- età superiore ai 40 anni
- sovrappeso
- gravidanza e il periodo post-partum
- uso di contraccettivi orali o della terapia ormonale sostitutiva
- storia personale o familiare di trombosi o embolia polmonare
- interventi chirurgici recenti, in particolare agli arti inferiori o all’addome
- trombofilie congenite note e per le patologie oncologiche attive.
Sul fronte ambientale, l’aria molto secca in cabina accelera la perdita di liquidi e aumenta la viscosità del sangue. Il caldo nei viaggi estivi in auto o pullman produce un effetto simile. Entrambe le condizioni aggravano la stasi venosa. Voli di durata superiore alle quattro ore consecutive sono quelli in cui il rischio diventa clinicamente rilevante, ma qualsiasi viaggio lungo comporta le stesse dinamiche indipendentemente dal mezzo di trasporto.
Come prevenire la trombosi in aereo?
La prevenzione della trombosi venosa profonda durante un viaggio lungo si fonda su accorgimenti semplici.
Il primo intervento è il movimento. Alzarsi dalla poltrona ogni 1-2 ore, camminare per qualche minuto nel corridoio dell’aereo o fare brevi soste durante un viaggio in auto stimola la pompa muscolare del polpaccio e favorisce il ritorno venoso. Anche in posizione seduta si possono contrarre i muscoli del polpaccio flettendo e distendendo i piedi alternativamente per stimolare la circolazione.
L’idratazione è cruciale. Privilegiare l’acqua è utile sia in aereo – dove l’umidità molto bassa in cabina aumenta la perdita di liquidi – sia durante un lungo trasferimento in auto o pullman nelle stagioni calde. Vanno evitate, invece, le bevande alcoliche e il caffè che favoriscono la disidratazione e aumentano la viscosità del sangue.
Altrettanto importante è evitare indumenti e posture che rallentino la circolazione: pantaloni molto aderenti alle cosce, calze con bande elastiche rigide e la posizione prolungata con le gambe incrociate.
Per le persone con fattori di rischio specifici, il medico può raccomandare l’uso di calze a compressione graduata da indossare per tutta la durata del viaggio e un’eventuale profilassi farmacologica. Per chi ha un profilo di rischio elevato, discuterne prima della partenza è sempre la scelta più prudente.
Quali sono i primi segnali di trombosi?
Riconoscere i sintomi di una trombosi venosa profonda nelle prime fasi è importante per intervenire tempestivamente. Il quadro clinico tipico riguarda una delle gambe e si manifesta con:
- gonfiore localizzato, spesso asimmetrico rispetto all’altra gamba
- dolore o senso di pesantezza, talvolta descritto come un crampo persistente al polpaccio
- calore e arrossamento della cute nella zona interessata.
I sintomi possono comparire durante il viaggio, ma nella maggior parte dei casi si manifestano nelle ore o nei giorni successivi. Non sempre sono presenti insieme: in alcuni casi il gonfiore è l’unico segnale, in altri prevale il dolore.
Il pericolo maggiore è che il coagulo si stacchi e migri ai polmoni, causando un’embolia polmonare. I segnali di allarme in questo caso sono più gravi e di comparsa improvvisa:
- fiato corto
- dolore toracico
- tachicardia
- sensazione di svenimento.
In presenza di questi sintomi è necessario ricorrere immediatamente al pronto soccorso.
Trombosi in aereo: quando rivolgersi al medico?
È opportuno rivolgersi a un medico o al pronto soccorso se i sintomi sono acuti e in rapido peggioramento:
- gonfiore marcato, rapido e asimmetrico, che interessa una sola gamba
- polpaccio dolente alla pressione o al cammino
- cute calda e arrossata in modo insolito nella gamba interessata
- sintomi respiratori associati, come respiro corto o dolore toracico.
La diagnosi di trombosi venosa profonda si conferma con un ecodoppler venoso e, se necessario, con il dosaggio del D-dimero.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
La trombosi in aereo riguarda solo i voli lunghi?
Il rischio tromboembolico diventa rilevante soprattutto per voli di durata superiore alle quattro ore consecutive. Per voli brevi, in assenza di fattori di rischio specifici, il rischio è generalmente basso. Il fattore determinante è la durata dell’immobilità, non il mezzo di trasporto in sé: lo stesso rischio esiste nei lunghi viaggi in auto, treno o pullman, soprattutto in condizioni di caldo e scarsa idratazione. Chi ha più fattori di rischio dovrebbe prendere precauzioni indipendentemente dalla durata del viaggio.
Le calze a compressione graduata sono davvero efficaci?
Le calze a compressione graduata – dispositivi medici con gradiente di pressione crescente dall’estremità verso il ginocchio – riducono significativamente il rischio di trombosi venosa profonda nei viaggi lunghi, soprattutto nelle persone con fattori di rischio. L’effetto è meccanico: la pressione esercitata sulla caviglia e sul polpaccio facilita il ritorno venoso anche in posizione seduta. Non è invece consigliabile usare calze elastiche generiche prive di gradiente di compressione certificato, che non offrono lo stesso beneficio e possono in alcuni casi ostacolare la circolazione.
Si può viaggiare in aereo dopo una trombosi?
Dipende dalle circostanze e dal parere del medico curante o dello specialista che segue il paziente. Un episodio recente di trombosi venosa profonda non trattato o non stabilizzato controindica generalmente il viaggio aereo. Per chi è già in terapia anticoagulante e ha completato la fase acuta del trattamento, il viaggio può essere possibile, ma va valutato caso per caso considerando anche la durata del volo e il profilo di rischio complessivo. Il confronto con il medico prima della partenza è indispensabile.
Il caldo aggrava davvero il rischio di trombosi in viaggio?
Il caldo non causa direttamente la trombosi, ma può contribuire ad aumentare il rischio in modo indiretto. Le alte temperature favoriscono la vasodilatazione periferica, la sudorazione e la disidratazione, che rendono il sangue più concentrato e viscoso. Se a queste condizioni si aggiunge l’immobilità prolungata – come avviene in un viaggio in auto d’estate o durante un volo con scarsa ventilazione – il contesto diventa più favorevole alla stasi venosa. Mantenersi ben idratati è quindi una misura preventiva semplice ma concretamente efficace.

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