giovane donna con occhiali da sole in spiaggia

Proteggere gli occhi in spiaggia: rischi estivi da prevenire al mare

PUNTI CHIAVE

  • La protezione degli occhi in spiaggia è importante per contrastare una combinazione di fattori irritanti: raggi UV, acqua del mare, vento, salsedine e sabbia, ciascuno con effetti specifici sulla superficie oculare.
  • I raggi UVA e UVB possono causare danni acuti – fotocongiuntivite e cheratite attinica (un’infiammazione della cornea i cui sintomi compaiono spesso ore dopo l’esposizione) – e contribuire, nel tempo, allo sviluppo di cataratta e degenerazione maculare.
  • Gli occhiali da sole con filtro UV 400 e marchio CE sono la protezione principale: lenti scure senza certificazione non garantiscono la stessa schermatura e possono essere controproducenti, poiché dilatano la pupilla aumentando l’esposizione ai raggi UV.
  • Chi porta lenti a contatto dovrebbe rimuoverle prima di entrare in acqua, sia al mare sia in piscina: la contaminazione batterica e il rischio di abrasioni corneali da sabbia aumentano significativamente in presenza di acqua non sterile.
  • Arrossamento persistente, bruciore intenso, sensazione di corpo estraneo che non si risolve con il risciacquo o visione offuscata dopo una giornata al mare sono segnali che richiedono una valutazione oculistica, non un’attesa spontanea.

La spiaggia è uno dei contesti a maggiore esposizione per gli occhi: raggi UV, acqua, sabbia, vento, salsedine agiscono contemporaneamente su un organo delicato. I danni possono essere acuti – irritazione, congiuntivite o infiammazione della cornea – o accumularsi nel tempo senza sintomi immediati. Qualche attenzione semplice, a partire dalla scelta degli occhiali, riduce significativamente i rischi.

Occhi irritati in estate?

L'acqua del mare, il vento e la sabbia possono causare infiammazioni temporanee, ma dei disturbi persistenti meritano un approfondimento.

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Come proteggere gli occhi al mare?

Il punto di partenza per un’efficace protezione degli occhi è la scelta degli occhiali da sole. Quelli efficaci devono riportare il marchio CE e la dicitura UV 400 (o “100% UV protection”), che indica la capacità di bloccare completamente i raggi UVA e UVB. Le lenti con semplice colorazione scura senza certificazione possono essere controproducenti: la riduzione della luminosità fa dilatare la pupilla, aumentando paradossalmente la quantità di UV che raggiunge il cristallino. Per uso in spiaggia è indicata una categoria 3; le montature con lenti ampie o con protezioni laterali riducono l’esposizione da riverbero laterale. I bambini hanno bisogno di protezione almeno quanto gli adulti – la pupilla più grande e il cristallino più trasparente li rendono se possibile più vulnerabili ai danni UV.

Altre precauzioni utili: un cappello a tesa larga riduce l’esposizione diretta dall’alto; chi soffre di occhi secchi può trovare beneficio in un collirio lubrificante da applicare durante la giornata per mantenere idratato il film lacrimale. Le creme solari non vanno applicate troppo vicino all’occhio per il rischio di irritazione; esistono prodotti specifici in stick per la zona perioculare.

Per chi porta lenti a contatto, la regola è semplice: rimuoverle prima di entrare in acqua, sia al mare sia in piscina. Un’alternativa comoda sono gli occhiali da nuoto con lenti graduate, che garantiscono protezione degli occhi senza esporre l’occhio a contaminazioni.

Se entra della sabbia nell’occhio, la cosa giusta è sciacquare abbondantemente con acqua pulita o soluzione fisiologica, senza strofinare. Se il fastidio persiste o si ha la sensazione di un corpo estraneo ancora presente, è opportuno non aspettare.

Quando consultare l’oculista?

Alcuni sintomi dopo una giornata in spiaggia non vanno attribuiti a semplice stanchezza e meritano una valutazione. L’arrossamento che non migliora dopo alcune ore di riposo al buio, il bruciore intenso o la fotofobia (fastidio marcato alla luce), la sensazione di corpo estraneo che non si risolve con il risciacquo, una secrezione purulenta o una visione offuscata che non si normalizza sono tutti segnali da non ignorare. Lo stesso vale per la cheratite attinica: se il dolore al bulbo oculare, la lacrimazione intensa e la fotofobia compaiono nel tardo pomeriggio o in serata dopo una lunga giornata al sole, è indicata una valutazione oculistica in giornata.

Al di là degli episodi acuti, chi non effettua un controllo oculistico da più di due anni può valutare di programmarne uno: la visita specialistica con gli esami del caso permette di monitorare nel tempo la salute della retina e del nervo ottico, e di individuare precocemente condizioni come il glaucoma o la degenerazione maculare, che nelle fasi iniziali non danno sintomi evidenti.

I tuoi occhi meritano un controllo regolare, non solo d'estate.

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LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI

Le domande più frequenti dei pazienti

Come si riconosce la fotocongiuntivite?

La fotocongiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva causata da un’esposizione intensa ai raggi UV, spesso senza protezione adeguata. I sintomi principali sono arrossamento marcato, bruciore, lacrimazione abbondante e sensazione di sabbia nell’occhio; compaiono in genere nelle ore successive all’esposizione e possono peggiorare nel corso della sera. Nei casi più intensi si aggiungono fotofobia e gonfiore delle palpebre. Riposare al buio, applicare impacchi freschi e usare collirio lubrificante aiuta a lenire i sintomi, ma se il dolore è intenso o la visione è compromessa è indicata una valutazione oculistica.

Cosa fare se entra sabbia nell’occhio?

La prima cosa da fare è evitare di strofinare l’occhio, perché i granelli di sabbia possono graffiare la superficie corneale e lo sfregamento amplifica il danno. È utile sciacquare abbondantemente con acqua pulita o soluzione fisiologica, tenendo l’occhio aperto sotto il flusso. Se il corpo estraneo non fuoriesce, si può provare a spostarlo delicatamente verso l’angolo interno dell’occhio tirando la palpebra. Se la sensazione di corpo estraneo persiste, se compare dolore o se la visione risulta alterata, è opportuno rivolgersi a un oculista.

È davvero pericoloso usare le lenti a contatto in acqua?

Sì. Sia l’acqua di mare sia quella di piscina contengono microrganismi che possono accumularsi tra la lente e la cornea, aumentando il rischio di infezioni batteriche e, più raramente ma in forma grave, di cheratite da Acanthamoeba, un’ameba presente nelle acque non sterili che può causare danni permanenti alla cornea. La sabbia sotto la lente può inoltre produrre abrasioni. Il consiglio è di rimuovere le lenti prima di entrare in acqua; chi vuole vedere bene in acqua può orientarsi su occhiali da nuoto con correzione graduata.

Ogni quanto fare una visita oculistica?

In assenza di sintomi o patologie note, una visita oculistica ogni uno o due anni è generalmente considerata un intervallo ragionevole per gli adulti. La frequenza aumenta per chi ha miopia elevata (rischio maggiore di distacco di retina), familiarità per glaucoma, diabete (rischio di retinopatia diabetica) o ha superato i 50 anni. La visita oculistica completa con esame del fondo dell’occhio, misurazione della pressione intraoculare e valutazione del campo visivo permette di individuare precocemente condizioni che nelle fasi iniziali non danno sintomi.

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