La curcuma è una spezia di origine orientale utilizzata sia in ambito culinario sia in ambito fitoterapico. Vanta numerose proprietà benefiche: un’azione antinfiammatoria, antiossidante e antimicrobica e un ruolo di supporto nella digestione dei grassi e nel controllo del profilo lipidico. Alcuni studi evidenziano inoltre un’efficacia anticancerogena e un’influenza positiva sulla salute del sistema nervoso. L’assunzione nelle consuete quantità alimentari è sicura; integratori a dosaggio più elevato vanno assunti invece seguendo le indicazioni del medico o del farmacista. La curcuma è controindicata in caso di calcoli biliari e patologie a carico della cistifellea e uso di farmaci anticoagulanti.
La curcuma è una spezia di origine orientale sempre più apprezzata anche nei paesi occidentali sia per la sua versatilità in cucina sia per le sue proprietà fitoterapiche. Merito della curcumina, il suo principale composto attivo, a cui vengono attribuiti benefici antiossidanti e antinfiammatori. Quali effetti può offrire nello specifico? In quali casi è meglio evitarla?
Che cos’è la curcuma?
Con il termine curcuma si fa riferimento sia alla pianta curcuma longa appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae, la stessa di cui fanno parte zenzero e cardamomo, sia alla spezia ricavata dal suo rizoma (radice). Quest’ultima si riconosce per il suo caratteristico colore giallo ocra intenso, dovuto ai curcuminoidi, dei pigmenti naturali tra cui spicca la curcumina, componente cui sono attribuite importanti effetti benefici.
Nell’uso comune la curcuma viene principalmente commercializzata:
- come spezia, per l’appunto, sotto forma di polvere essiccata
- sotto forma di olio essenziale.
Quali sono i benefici della curcuma?
La curcuma in polvere assicura un considerevole apporto di carboidrati e di fibre, oltre a fornire diversi minerali (in massima percentuale, il potassio) e vitamine (in maggior percentuale vitamina E e vitamina K).
Le sono riconosciute importanti proprietà biologiche:
- funzione antinfiammatoria: la curcuma contribuisce a modulare i processi infiammatori dell’organismo. Per questo è utilizzata come supporto in caso di infiammazioni a carico di muscoli e articolazioni
- azione antiossidante: aiuta a contrastare l’azione dei radicali liberi, molecole coinvolte nell’invecchiamento cellulare, favorendo la protezione dei tessuti dallo stress ossidativo
- supporto alla digestione: la curcuma stimola la produzione di bile e la digestione dei grassi. Contrasta inoltre la formazione di gas intestinali, aiutando a ridurre gonfiore addominale e sensazioni di pesantezza dopo i pasti
- controllo del profilo lipidico: la buona componente di fibre contribuisce all’abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue
- azione anticancerogena: diversi studi hanno evidenziato un possibile ruolo della curcumina nel contrasto dei tumori, in virtù delle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti
- funzione nervosa: alcune evidenze suggeriscono un effetto positivo della curcuma sulla salute del sistema nervoso e sul tono dell’umore
- potere antimicrobico: la curcuma mostra un effetto protettivo nei confronti delle infezioni batteriche
- effetto lenitivo, cicatrizzante e seboregolatore: per queste caratteristiche la curcuma è impiegata anche nella cosmesi, come ingrediente di prodotti per la cura della pelle.

La curcuma vanta proprietà antinfiammatorie che la rendono un rimedio utile contro infiammazioni muscolari e articolari.
Chi non deve assumere la curcuma?
La curcuma è sicura e ben tollerata se consumata come spezia nella quantità di 0-3 mg per chilogrammo di peso corporeo al giorno. L’assunzione prolungata di integratori o di dosaggi eccessivi può invece comportare l’insorgenza di effetti indesiderati come mal di stomaco, aumento dell’acidità gastrica e altri disturbi gastrointestinali.
È opportuno limitarne o evitarne l’uso nei seguenti casi:
- reazioni allergiche nelle persone sensibili
- calcoli o disturbi della cistifellea: poiché favorisce la secrezione di bile, la curcuma può essere controindicata in caso di calcoli alla colecisti o di ostruzioni delle vie biliari, dal momento che potrebbe accentuarne i sintomi
- farmaci anticoagulanti o antiaggreganti: la curcumina ha un lieve effetto fluidificante del sangue, può dunque interferire con farmaci come warfarin, eparina o aspirina, aumentando il rischio di sanguinamento.
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L’uso della curcuma è controindicata in caso di assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti.
Le domande più frequenti dei pazienti
La curcuma fa bene?
La curcuma ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, favorisce inoltre la digestione dei grassi e può aiutare a ridurre gonfiore e sensazione di pesantezza. Le sono riconosciute anche la capacità di ridurre i livelli di colesterolo, potenziali effetti anticancerogeni e una ricaduta positiva sulla funzione nervosa e sul tono dell’umore, oltre a proprietà antimicrobiche e a un’azione lenitiva, cicatrizzante e seboregolante sulla pelle.
Quanta curcuma si può assumere al giorno?
Se la si utilizza come spezia, non esistono particolari limiti, purché ci si mantenga nelle quantità tipiche dell’alimentazione (0-3 mg per chilogrammo di peso corporeo al giorno). Per gli integratori, invece, è fondamentale attenersi alle dosi indicate e alle raccomandazioni del medico o del farmacista.
La curcuma dà effetti collaterali?
L’assunzione di dosi elevate può causare disturbi gastrointestinali come acidità o irritazione gastrica.
Quali sono le controindicazioni della curcuma?
La curcuma è controindicata per chi è allergico, soffre di calcoli alla colecisti o ostruzioni biliari, assume anticoagulanti o antiaggreganti.


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