Lo stress è una risposta dell’organismo a stimoli percepiti come minacciosi. Non è sempre negativo: può assumere una forma positiva (eustress), utile per affrontare sfide e raggiungere obiettivi, oppure una forma negativa (distress), quando diventa eccessivo o prolungato. Comprendere questa distinzione è fondamentale per riconoscere quando lo stress smette di essere funzionale e può diventare dannoso per la salute. In particolare, lo stress cronico può incidere sul benessere psicofisico, aumentando il rischio di disturbi cardiovascolari, indebolimento delle difese immunitarie e problemi emotivi. Adottare uno stile di vita equilibrato, imparare a gestire le proprie risorse emotive e, se necessario, rivolgersi a uno specialista sono strategie importanti per prevenire e ridurre gli effetti negativi dello stress.
Lo stress viene associato di solito a qualcosa di negativo: a momenti in cui ci si sente tesi, nervosi, affaticati a livello psicofisico. Lo stress, tuttavia, può essere anche positivo, anzi, riveste una funzione essenziale in molti momenti della vita. Ma in che modo?
Cerchiamo di capire meglio il ruolo dello stress, cosa sono e come si distinguono eustress e distress, e come prevenire quello nocivo.
Che cos’è lo stress?
Lo stress si può definire come la risposta psicofisica dell’organismo a eventi e situazioni avvertiti come minacciosi. Identifica dunque il modo in cui il corpo reagisce a stimoli destabilizzanti o ai quali non si riesce a far fronte.
I fattori in grado di provocare stress – i cosiddetti “stressor” – possono essere molteplici:
- avvenimenti della vita, sia positivi che negativi: il matrimonio, la nascita di un figlio, lutti, separazioni
- fatti imprevisti
- circostanze vissute sul lavoro, come un eccesso di responsabilità, troppi compiti da svolgere, rapporti negativi con i colleghi
- fattori di tipo ambientale, ad esempio trovarsi in un luogo troppo rumoroso, caldo o freddo, o vivere disastri naturali come un terremoto
- malattie e disabilità fisiche
- dinamiche legate al rapporto con gli altri: conflitti con persone care, incontri con persone nuove
- paure che fanno vivere con ansia determinati momenti, come la paura di volare o di parlare in pubblico
- circostanze su cui non si può esercitare un controllo
- traumi, aspettative e brutti ricordi.
Qual è la differenza tra distress e eustress?
Lo stress è un meccanismo naturale di adattamento agli stimoli della vita quotidiana e, di per sé, non è né positivo né negativo: il suo effetto dipende dalle situazioni e da come viene gestito. In base a queste condizioni, si possono distinguere due forme principali:
- eustress, o stress positivo
- distress, o stress negativo.
Ogni persona percepisce un evento stressante in modo diverso: ciò significa che la stessa situazione può essere avvertita come più problematica da un individuo e meno da un altro. Queste differenze dipendono da vari fattori, compresi traumi ed esperienze passate che influiscono sul modo di rispondere a determinate circostanze. Non solo: il grado di tolleranza verso uno specifico stimolo può variare nel corso della vita.
Cosa si intende per eustress?
Tipici esempi sono lo stress vissuto prima di una gara sportiva o di un esame, all’inizio di un lavoro nuovo, in occasione di un matrimonio, della nascita di un figlio o dell’acquisto di una casa.
Questa forma di stress è positiva perché spinge verso nuove mete della vita personale e professionale: anche se può far sentire agitati e nervosi, fornisce l’energia giusta per migliorarsi, vivere nuove esperienze e crescere.
Quando si parla di distress?
Il distress identifica invece uno stress che diventa eccessivo o prolungato nel tempo, senza che si abbia la capacità di affrontare la situazione che l’ha scatenato. L’evento stressante viene percepito come una minaccia, e ci si sente sopraffatti perché non si hanno le risorse per farvi fronte. È il caso di situazioni come la morte di persone care, la perdita del lavoro, un divorzio, malattie, problemi di denaro.
Se diventa cronico, il distress può avere effetti dannosi sulla salute.
Qual è differenza tra stress acuto e stress cronico?
A seconda della durata con cui si manifesta, lo stress può essere acuto o cronico.
Lo stress acuto si presenta come reazione immediata a un evento stressante e tende ad avere una breve durata. Può capitare in seguito a uno spavento, a un’intensa emozione, oppure nel momento in cui si deve fare qualcosa di nuovo o pericoloso. Come si è visto, può essere positivo quando stimola e motiva la persona.
Un evento stressante provoca degli effetti immediati sull’organismo, attraverso il rilascio di ormoni che causano reazioni fisiche ed emotive utili ad affrontare la situazione:
- battito cardiaco e respiro accelerati
- aumento dell’attenzione
- irrigidimento dei muscoli
- riduzione di alcune funzioni considerate meno importanti per affrontare il momento di “pericolo”, come la digestione.
In caso di stress acuto, di solito, la situazione si ripristina quando l’episodio stressante si conclude e i livelli di ormoni tornano alla normalità.
Si parla di stress cronico quando questa condizione di alterazione perdura nel tempo: i livelli di ormoni dello stress sono costantemente elevati e ciò può portare a una serie di conseguenze negative, come l’abbassamento delle difese immunitarie, un più alto rischio cardiovascolare e lo sviluppo di disturbi depressivi.
Come gestire il distress?
Come si è visto, lo stress cronico può essere molto nocivo per la salute. Purtroppo, soprattutto nella società contemporanea, non è sempre possibile evitare gli stimoli che hanno un impatto sfavorevole sul benessere. Per questo è importante mettere in atto alcuni comportamenti utili a combattere lo stress:
- seguire un’alimentazione sana ed equilibrata
- dormire a sufficienza
- prendere consapevolezza dei propri limiti, imparando a dire di no quando serve
- migliorare l’ambiente in cui ci si trova, se è questa la causa dello stress
- evitare di essere troppo perfezionisti
- delegare compiti e responsabilità quando risultano eccessivi
- svolgere una regolare attività fisica che faccia stare bene e in armonia, secondo i principi della fitfulness
- evitare di eccedere con alcol o altre sostanze che possono indurre dipendenza
- imparare a mettere in pratica tecniche di rilassamento per diminuire lo stress fisico
- cercare di rilassare la mente, ad esempio praticando la meditazione.
Quando questi consigli non sono sufficienti a gestire lo stress, è consigliabile rivolgersi a uno psicologo per comprenderne le cause scatenanti e imparare nuove strategie per affrontarlo.
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Le domande più frequenti dei pazienti
Lo stress è sempre negativo?
No, lo stress non è sempre negativo. Esiste una forma positiva, chiamata eustress, che aiuta ad affrontare sfide e a migliorare le prestazioni. Diventa problematico quando è eccessivo o prolungato nel tempo.
Qual è la differenza tra eustress e distress?
L’eustress è uno stress positivo, che stimola energia e motivazione. Il distress, invece, è uno stress negativo che si verifica quando le richieste superano le capacità di adattamento e può avere effetti dannosi sulla salute.
Quando lo stress diventa pericoloso?
Lo stress diventa rischioso quando si trasforma in una condizione cronica, con livelli elevati e persistenti di tensione che possono influire su cuore, sistema immunitario e benessere psicologico.
Quando è utile rivolgersi a uno specialista?
Quando lo stress diventa persistente, interferisce con la vita quotidiana o provoca sintomi fisici e psicologici significativi, è consigliabile rivolgersi a uno psicologo per individuare le cause e sviluppare strategie di gestione efficaci.


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