Vaccino contro la varicella: come funziona e quando farlo? 


Il vaccino contro la varicella è l’unico modo efficace per prevenire l’infezione causata dal virus Varicella-Zoster, responsabile di febbre e tipiche eruzioni cutanee. È obbligatorio per i bambini nel primo anno di vita e garantisce una protezione duratura con due dosi. È inoltre raccomandato negli adolescenti e adulti che non hanno contratto la malattia e non sono vaccinati per prevenire complicanze severe. Gli effetti collaterali sono rari e transitori, mentre le controindicazioni riguardano perlopiù gravidanza, gravi immunodeficienze o allergia a componenti del vaccino.

La varicella è una delle malattie infettive più comuni in età pediatrica, ma può manifestarsi – spesso in forma più severa – anche negli adulti non immuni. È causata dal virus Varicella-Zoster, lo stesso che in età adulta può riattivarsi dando origine all’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio).

Oggi la vaccinazione rappresenta il modo più efficace per prevenire l’infezione e ridurre il rischio di complicanze. Ma come funziona esattamente il vaccino contro la varicella? È obbligatorio? Quando è previsto dal calendario vaccinale? Può avere controindicazioni? Facciamo chiarezza.

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Vaccino contro la varicella: come funziona?

Il vaccino contro la varicella è un vaccino a virus vivo attenuato, contiene cioè una versione indebolita del virus Varicella-Zoster, responsabile dell’infezione. In questa forma, il virus non è in grado di provocare la malattia ma stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. Grazie a questo meccanismo, l’organismo “impara” a riconoscere il virus e a difendersi in caso di esposizione, garantendo una protezione di lunga durata.

L’efficacia è molto alta: con due dosi si ottiene una protezione superiore al 95% nei bambini e oltre l’80% negli adulti. Anche nei rari casi in cui la malattia si presenti dopo la vaccinazione, i sintomi risultano molto più lievi e di breve durata.

Il vaccino anti varicella è obbligatorio?

In Italia il vaccino contro la varicella è obbligatorio per tutti i bambini nel primo anno di vita, come stabilito dalla Legge n. 119 del 2017, e rientra tra le vaccinazioni gratuite e previste dal Piano nazionale prevenzione vaccinale (PNPV).

L’obbligo vige per i nati dal 2017 in poi e vale anche per l’accesso ad asili nido e scuole dell’infanzia. La vaccinazione è comunque fortemente raccomandata anche per tutte le persone che non hanno contratto la malattia o non sono state vaccinate durante l’infanzia:

  • adolescenti e adulti non immuni
  • operatori sanitari
  • donne in età fertile non ancora immunizzate.

L’estensione della vaccinazione a queste categorie è particolarmente utile per prevenire le forme più gravi della malattia. Negli adulti possono infatti verificarsi complicanze come polmonite, epatite o encefalite e, durante la gravidanza, un aumentato rischio di difetti congeniti nel feto.

Oltre a proteggere il singolo individuo, la vaccinazione contribuisce alla protezione di comunità, limitando la circolazione del virus e tutelando chi non può vaccinarsi per motivi di salute.

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La vaccinazione contro la varicella è obbligatoria per tutti i nati dal 2017 in poi.

Quando si fa il vaccino per la varicella?

Secondo le indicazioni del calendario vaccinale nazionale, il vaccino viene somministrato in due dosi:

  • la prima dose nel secondo anno di vita, tra i 13 e i 15 mesi di età
  • la seconda dose tra i 5 e i 6 anni.

In molte regioni il vaccino è disponibile in forma tetravalente (MPRV), che protegge anche da morbillo, parotite e rosolia.

Per adolescenti e adulti che non hanno mai contratto la varicella o non sono stati vaccinati, la somministrazione prevede due dosi a distanza di 4-8 settimane.

Quali sono gli effetti collaterali e le controindicazioni?

Il vaccino contro la varicella è sicuro e ben tollerato. Gli eventuali effetti collaterali sono lievi e momentanei, e possono verificarsi con più probabilità dopo la prima dose. Possono includere:

  • arrossamento, indolenzimento o gonfiore nel punto d’iniezione
  • febbre 
  • comparsa di qualche piccola vescicola nei giorni successivi alla somministrazione.

In alcuni soggetti predisposti possono verificarsi, sebbene di rado, convulsioni febbrili, specie qualora ci si sottoponga al vaccino tetravalente: in questi casi si tende dunque a separare le due vaccinazioni.

In generale, il rapporto rischio-beneficio è molto favorevole: gli eventuali effetti avversi post-vaccinazione sono estremamente più contenuti rispetto alle complicanze che la malattia può comportare.

La vaccinazione è controindicata in alcune situazioni specifiche:

  • gravidanza o sospetta gravidanza: è consigliato attendere almeno un mese prima di concepire
  • gravi immunodeficienze o terapie immunosoppressive in corso
  • allergia a componenti del vaccino
  • malattie febbrili acute: in questo caso la somministrazione viene rimandata.

 

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Per adolescenti e adulti non immunizzati la vaccinazione prevede due dosi a distanza di 4-8 settimane.

Le domande più frequenti dei pazienti

Quanto dura la copertura del vaccino contro la varicella?
Le due dosi di vaccino previste dal calendario vaccinale garantiscono una protezione duratura, senza bisogno di ulteriori richiami.

Chi ha già avuto la varicella deve vaccinarsi?
No. Una volta contratta la malattia, l’organismo sviluppa una immunità permanente contro la varicella, quindi la vaccinazione non è necessaria.

Il vaccino contro la varicella può essere somministrato insieme ad altri vaccini?

Sì, può essere somministrato in forma combinata come vaccino tetravalente MPRV, che protegge anche da morbillo, parotite e rosolia.

Dove si fa il vaccino contro la varicella?
È possibile effettuarlo presso i centri vaccinali delle ASL, dal pediatra di libera scelta o, per gli adulti, dal medico di famiglia, prenotando secondo le direttive regionali.

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