La rabbia è un’infezione virale trasmessa attraverso la saliva di animali infetti, in particolare cane e fauna selvatica. Provoca sintomi neurologici gravi e può manifestarsi in forma furiosa, con agitazione, iperattività e aggressività, o in forma paralitica, con debolezza e paralisi progressiva. Una volta comparsi i sintomi, non esistono cure efficaci: per questo la profilassi post-esposizione deve essere avviata il prima possibile in caso di morsi di animali sospetti. La vaccinazione degli animali domestici e la prudenza nei confronti degli animali selvatici restano le misure preventive più importanti.
La rabbia è una delle malattie infettive più temute: un’infezione virale rara, ma ancora oggi potenzialmente mortale, che può colpire sia gli animali sia l’essere umano. Spesso se ne parla in relazione al cane, ma il virus può essere trasmesso anche da altre specie selvatiche, come le volpi.
Nonostante in Italia la rabbia animale sia sotto controllo grazie ai programmi di sorveglianza e vaccinazione, i casi nel resto del mondo dimostrano quanto sia importante conoscere cause, sintomi e modalità di trasmissione. Riconoscere il comportamento sospetto di un animale e sapere come intervenire subito dopo un morso può fare la differenza.
Ma da cosa è causata questa patologia? Come si capisce se un animale ha la rabbia? Quali sono le modalità di cura? Scopriamone di più.
Che cos’è la rabbia?
La rabbia è una zoonosi (infezione virale trasmessa da animali) che colpisce il sistema nervoso centrale provocata da un virus del genere Lyssavirus, trasmesso attraverso la saliva di un animale infetto (dunque tramite il morso, una ferita, un graffio, ecc.).
Dopo l’ingresso, il patogeno risale lungo i nervi fino al cervello, dove provoca un’encefalite, con compromissione delle funzioni neurologiche. Senza trattamento tempestivo, ha esito fatale.
La rabbia è presente in molte aree del mondo. In Italia è considerata rara negli animali domestici grazie ai controlli sanitari, ma resta essenziale adottare misure preventive come la vaccinazione degli animali e l’attenzione ai contatti con la fauna selvatica.
Quali sono i sintomi della rabbia?
Le prime manifestazioni dell’infezione degli animali sono cambiamenti comportamentali, febbre e prurito in corrispondenza del morso.
Successivamente si distinguono due forme acute differenti:
- forma furiosa (la più frequente): si osserva nella maggior parte dei casi e si caratterizza per un marcato stato di agitazione. L’animale che ne è colpito può mostrare episodi di iperattività improvvisa, perdita dell’orientamento e comportamenti disorganizzati, violenti, con la tendenza a mordere. Questo quadro si accompagna spesso ad alterazioni della vocalizzazione, salivazione abbondante e difficoltà nella deglutizione. Nelle fasi finali compaiono progressivamente debolezza muscolare, paralisi, fino al coma.
- forma paralitica: rappresenta una quota più ridotta dei casi e si sviluppa senza l’aggressività tipica della forma furiosa. Il sintomo predominante è una paralisi progressiva.
Qualsiasi animale sospetto deve essere lasciato a distanza e segnalato ai servizi veterinari. In caso di morso o contatto con la saliva, è fondamentale rivolgersi subito al pronto soccorso.

Nella forma furiosa della rabbia gli animali si mostrano agitati e aggressivi.
Quanto tempo dura la rabbia?
La durata della rabbia dipende principalmente dal periodo di incubazione, che può variare molto: da poche settimane fino a diversi mesi. Questo intervallo è influenzato da fattori come:
- distanza della ferita dal sistema nervoso centrale
- quantità di virus trasmesso
- stato di salute generale della persona o dell’animale.
Una volta comparsi i primi sintomi – febbre, malessere generale, cambiamenti del comportamento – la progressione della malattia è rapida: nel giro di pochi giorni compaiono disturbi neurologici gravi.
È proprio per questo che la profilassi post-esposizione deve essere iniziata il prima possibile: quando la rabbia diventa sintomatica, purtroppo, non esistono cure efficaci.
Come si cura?
Come si è detto, la rabbia non è curabile una volta comparsi i sintomi. L’unica strategia efficace è la profilassi post-esposizione, da iniziare immediatamente dopo un morso sospetto o un contatto a rischio. Il protocollo comprende:
- detersione approfondita della ferita, per ridurre la carica virale
- somministrazione di immunoglobuline antirabbiche, quando indicato
- vaccinazione antirabbica secondo le direttive dell’autorità sanitaria.
Se effettuato in tempi rapidi, questo percorso è altamente efficace nel prevenire lo sviluppo della malattia.
Negli animali domestici, la prevenzione avviene tramite vaccinazione e controlli veterinari. In caso di morso da parte di un animale non vaccinato, questo viene sottoposto a un periodo di osservazione di dieci giorni.
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La migliore arma di prevenzione contro la rabbia è la vaccinazione.
Le domande più frequenti dei pazienti
Quanto è pericolosa la rabbia?
La rabbia è molto pericolosa: una volta che compaiono i sintomi, l’esito è mortale. L’unica protezione efficace è intervenire subito dopo un’esposizione sospetta.
Come avviene il contagio della rabbia?
La trasmissione avviene tramite il contatto con la saliva di un animale infetto, dunque attraverso morsi, graffi o contatto con ferite.
Quali sono i primi sintomi della rabbia nell’uomo?
Febbre, malessere generale, prurito nella zona del morso e cambiamenti del comportamento.
Come faccio a capire se un cane ha la rabbia?
Sono sintomi di rabbia alterazioni improvvise del comportamento, agitazione o, al contrario, apatia marcata, difficoltà a deglutire, salivazione eccessiva, vocalizzazioni anomale e, nei casi avanzati, paralisi.


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