Psiconcologia: cos’è e come può aiutare i pazienti


La psiconcologia si occupa dell’assistenza a malati oncologici curando gli aspetti psicologici, emotivi e sociali legati alla malattia. Interviene in tutte le fasi del percorso oncologico – dalla diagnosi alle terapie, dal follow-up alle cure palliative – aiutando il paziente a elaborare le emozioni, ad adattarsi ai cambiamenti e a mantenere una buona qualità della vita. Si occupa inoltre del supporto a familiari e caregiver, soprattutto nei casi di tumori ereditari, in cui il counseling oncogenetico aiuta le famiglie a comprendere e gestire il rischio. La psiconcologia contribuisce inoltre alla prevenzione dei tumori, studiando modalità di comunicazione efficaci per promuovere comportamenti salutari e adesione agli screening.

Affrontare una diagnosi di tumore non significa confrontarsi solo con la malattia, ma anche con un carico emotivo e psicologico che coinvolge la persona e chi le sta accanto. Paura, incertezza e cambiamenti nella quotidianità fanno parte di un percorso che va oltre gli aspetti clinici.

È proprio da questa consapevolezza che nasce la psiconcologia, una disciplina sviluppatasi a partire dagli anni Ottanta, che si occupa degli aspetti psicosociali delle neoplasie.

L’importanza di un approccio integrato emerge anche dai numeri, che continuano a riportare una vasta diffusione delle patologie oncologiche in tutto il mondo. Secondo i dati dell’International Agency for Research on Cancer (IARC), nel 2022 i nuovi casi di tumore nel mondo sono stati circa 20 milioni, con una stima di crescita fino a 21,3 milioni nel 2025. D’altra parte, in Italia, i progressi nelle diagnosi e nelle terapie hanno ridotto il tasso di mortalità e migliorato quello di sopravvivenza, rendendo sempre più centrale l’attenzione alla qualità della vita lungo tutto il percorso di cura. Se l’incidenza dei tumori resta alta, infatti, sono sempre di più i pazienti che sopravvivono a queste patologie o convivono con esse per lungo tempo.

Approfondiamo allora che cos’è la psiconcologia, quali sono i suoi ambiti di intervento e perché rappresenta oggi una risorsa fondamentale nel trattamento delle malattie oncologiche.

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Che cos’è e cosa fa la psiconcologia?

La psiconcologia è una disciplina che integra diverse professionalità e ambiti, come la psicologia clinica, la psichiatria e la medicina palliativa, per offrire programmi di assistenza ai malati oncologici

Come esplicita la Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO) nelle sue Linee guida, la psiconcologia si occupa di due particolari dimensioni legate al cancro:

  • le ricadute emotive e relazionali che la malattia oncologica ha sulla persona, sui suoi familiari e sui professionisti coinvolti nel percorso di cura. Il focus dell’intervento non riguarda, quindi, soltanto il paziente e la sua famiglia, ma anche il personale sanitario
  • l’influenza dei fattori psicologici e comportamentali sulle strategie di prevenzione, di diagnosi precoce e trattamento dei tumori.

La psiconcologia ha come primo obiettivo quello di fornire supporto a chi affronta una neoplasia, durante tutte le sue fasi: diagnosi, trattamento, follow-up, eventuale recidiva o fallimento del trattamento, terapie domiciliari, fase terminale. Ognuno di questi momenti è delicato e l’intervento psicologico può aiutare il paziente a ridurre l’impatto negativo, senza mai dimenticare una considerazione molto importante. Il supporto psicologico offerto non è dovuto a una condizione di instabilità mentale, ma è legato alla volontà di affrontare la malattia nel modo più efficace.

Nel concreto, la psiconcologia si occupa di:

  • accogliere e sostenere il paziente al momento della diagnosi, aiutandolo a elaborare lo shock iniziale, la paura e l’incertezza legate alla malattia
  • supportare la gestione delle emozioni che possono emergere durante le cure, come ansia, rabbia, tristezza o senso di perdita di controllo
  • favorire l’aderenza ai trattamenti, lavorando sulla motivazione e consapevolezza del paziente, in collaborazione con l’équipe medica
  • affiancare il paziente nei cambiamenti legati agli effetti delle terapie o agli interventi chirurgici
  • intervenire nelle fasi di follow-up o di recidiva, aiutando a gestire la paura e l’incertezza sul futuro
  • offrire supporto psicologico nelle cure palliative e nella fase terminale
  • collaborare con familiari e caregiver, sostenendoli nel loro ruolo e facilitando la comunicazione all’interno della famiglia
  • lavorare in équipe con medici, infermieri e altri specialisti, contribuendo a una presa in carico globale della persona.

Come aiutare psicologicamente un malato di tumore?

Quando una persona riceve la prima diagnosi di un tumore, o quando le viene comunicato che c’è stata una recidiva, spesso può sentirsi condannata. I medici, in questi casi, hanno il compito di riferire dati oggettivi sulla salute, sui trattamenti e sulle prospettive, ma anche di capire in che maniera parlare dell’argomento e con quali parole, nel rispetto della sensibilità del paziente, delle sue paure, della sua rabbia

Sia i tumori stessi che le terapie farmacologiche, come la chemioterapia, e quelle chirurgiche, possono provocare dolore e trasformare il corpo di chi ne soffre. Si tratta di cambiamenti che hanno un fortissimo impatto psicologico, poiché vanno a modificare l’immagine della persona e si possono ripercuotere anche sulle relazioni che ha con partner, familiari e amici. Anche in questo caso, gli interventi sono mirati a fare in modo che il paziente esterni le emozioni e le sensazioni che prova, per poi elaborarle e agire in maniera costruttiva. 

Ciò è fondamentale anche quando si tratta di cure palliative, che vengono praticate qualora i trattamenti non abbiano fatto effetto o la malattia sia arrivata a uno stadio troppo avanzato. 

diagnosi medico paziente

La psiconcologia si occupa di fornire supporto a chi affronta una neoplasia durante tutte le sue fasi.

Come comportarsi con i familiari di malati oncologici?

Anche il vissuto dei familiari dei pazienti oncologici è un aspetto centrale preso in carico dalla psiconcologia.

Come sottolinea la SIPO, “il cancro rappresenta, a livello sociale, l’archetipo della malattia mortale e pertanto determina un particolare disordine emotivo ed esistenziale non solo in chi ne viene colpito, ma anche nelle persone che svolgono una funzione di supporto e di assistenza”. La famiglia, naturalmente, è la cerchia più vicina al paziente e può essere scossa in profondità dalla malattia di uno dei membri. Potrebbero rompersi degli equilibri delicati o riemergere tensioni mai sopite, dannose per tutti e ancora di più per chi sta male e deve concentrare le proprie forze sul processo di guarigione. 

Qualunque intervento deve dunque tenere in considerazione sia i bisogni emotivi del paziente sia quelli dei caregiver. L’obiettivo è favorire un clima di ascolto, sostegno e collaborazione all’interno della famiglia, aiutando anche a condividere e accettare le scelte terapeutiche concordate dal paziente con l’équipe medica.

Questo lavoro di accompagnamento diventa ancora più delicato quando il tumore assume una dimensione familiare e genetica. Circa il 5-10% dei tumori, infatti, ha carattere ereditario. Questo vuol dire che, all’interno della stessa famiglia, più persone possono sviluppare delle neoplasie, a causa di una mutazione genetica che aumenta la predisposizione a queste patologie. Inoltre, sempre per lo stesso motivo, i membri di questi gruppi possono ammalarsi più precocemente rispetto all’età di cui accade di solito. È in questo contesto che si inserisce il counseling genetico per il setting oncologico (counseling oncogenetico o COG), un percorso pensato per seguire le famiglie in cui c’è l’occorrenza o il rischio di ricorrenza di una malattia a base genetica, che coinvolge professionisti esperti nel settore. Il COG è una tecnica d’intervento che individua il rischio, lo definisce e offre degli strumenti per gestirlo.

La psiconcologia nella prevenzione dei tumori

Oltre all’impatto psicologico, comportamentale, sociale ed emotivo della malattia sul paziente, sulla sua famiglia e sull’équipe medica, la psiconcologia, come accennato, analizza anche il ruolo dei fattori psicologici e comportamentali nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella cura dei tumori. Comprendere come le persone percepiscono il rischio, elaborano le informazioni e prendono decisioni riguardo alla propria salute è infatti essenziale per promuovere comportamenti preventivi efficaci.

In questo senso, la psiconcologia interviene nella creazione di campagne informative per il pubblico – come quelle sui corretti stili alimentari o sulla lotta al fumo – allo scopo di individuare una modalità comunicativa capace di informare e sensibilizzare senza ricorrere al terrorismo psicologico, che troppo spesso si rivela controproducente. Un messaggio chiaro e costruito con il supporto di professionisti può favorire una maggiore consapevolezza nelle persone e una reale adesione alle strategie di prevenzione. 

Affinché la prevenzione non resti solo un principio teorico, è però fondamentale lavorare sull’accessibilità a controlli, screening e percorsi di supporto. Muovono in questa direzione le soluzioni di medicina integrativa pensate per accompagnare la tutela della salute nel tempo, come il piano Cure Oncologiche di UniSalute, che affianca alla copertura delle spese per le cure anche servizi dedicati al benessere psicologico e al recupero funzionale, come il rimborso per la psicoterapia nel periodo successivo al ricovero e l’assistenza domiciliare. Un approccio che integra prevenzione, supporto psicologico e accesso facilitato alle cure per sostenere concretamente chi si trova ad affrontare un percorso oncologico.

 

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ragazza abbraccia madre malata di cancro

Un aspetto centrale della psiconcologia è la presa in carico del vissuto dei familiari dei pazienti oncologici.

Le domande più frequenti dei pazienti

Che cos’è la psiconcologia?

La psiconcologia è una disciplina che si occupa degli aspetti psicologici, emotivi e sociali legati alle malattie oncologiche. Affianca le cure mediche tradizionali con l’obiettivo di migliorare il benessere e la qualità della vita di pazienti, familiari e operatori sanitari.

In quali momenti del percorso oncologico è utile il supporto psicologico?

Lo psiconcologia può intervenire fin dalla diagnosi, durante i trattamenti, nel follow-up, in caso di recidiva e nelle cure palliative.

In che modo la psiconcologia aiuta i familiari dei pazienti oncologici?

La psiconcologia sostiene i familiari aiutandoli a gestire il carico emotivo della malattia, a comunicare in modo più efficace con il paziente e con l’équipe medica e a mantenere un equilibrio all’interno della famiglia, anche nei momenti più complessi.

Che cos’è il counseling oncogenetico?

Il counseling oncogenetico (COG) è un percorso dedicato alle famiglie in cui esiste una predisposizione genetica ai tumori. Aiuta a valutare il rischio, comprenderne le implicazioni e adottare strategie di prevenzione e monitoraggio appropriate, con il supporto di professionisti specializzati.

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