PUNTI CHIAVE
- Le palpitazioni sono la percezione anomala del proprio battito cardiaco, avvertito come accelerato, irregolare o forte.
- Le cause includono: sforzo fisico, sostanze stimolanti come caffè e nicotina, caldo e disidratazione, alterazioni tiroidee o carenze di ferro, patologie cardiache.
- Richiedono valutazione medica le palpitazioni associate a dolore al petto, affanno o capogiri; episodi a riposo senza causa apparente; battito percepito come rapido e irregolare per periodi prolungati; o comparsa in chi ha una storia familiare o personale di cardiopatia.
- L’elettrocardiogramma (ECG) è il primo esame da considerare. Registra l’attività elettrica del cuore e permette di identificare aritmie. Se l’ECG a riposo non è sufficiente, può essere prescritto un Holter cardiaco per monitorare il ritmo nelle 24-48 ore successive.
- La visita cardiologica permette di contestualizzare i sintomi e gli esami, identificare la causa e stabilire se è necessario un trattamento o un monitoraggio.
Sentire il cuore battere in modo insolito – più veloce, più forte, con un battito che sembra saltare – è un’esperienza comune, spesso transitoria e priva di conseguenze. Le palpitazioni, però, possono diventare ricorrenti o presentarsi insieme ad altri segnali: in questo caso è bene capire cosa le provoca e quando sia opportuno un approfondimento. Il punto di partenza è una visita cardiologica, corredata da alcuni esami utili. Scopriamone di più.
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Cosa sono le palpitazioni?
Le palpitazioni sono la percezione soggettiva anomala del battito cardiaco: possono manifestarsi come sensazione di battito accelerato o insolitamente forte, cuore che “salta” un colpo, o come una sequenza di battiti irregolari.
A cosa sono dovute le palpitazioni?
All’origine delle palpitazioni non vi è necessariamente un’aritmia. In molti casi, chi le avverte ha un ritmo cardiaco nella norma e lo avverte in modo amplificato amplificato a causa di uno stato emotivo o da condizioni fisiche particolari.
Tra le cause extra-cardiache possono esserci:
- stress, ansia o emozioni intense che aumentano il tono adrenergico e rendono più consapevoli della propria attività cardiaca
- sostanze stimolanti come caffeina, nicotina, alcol e alcuni integratori o farmaci: possono aumentare la frequenza o la forza del battito
- caldo intenso e la disidratazione: riducono il volume circolante e attivano meccanismi compensatori che accelerano il ritmo
- carenza di ferro, anemia
- ipertiroidismo.
Quando le palpitazioni sono invece espressione di un’alterazione elettrica del cuore, le palpitazioni possono essere causate da:
- extrasistoli (battiti prematuri originati al di fuori del normale nodo del seno) sopraventricolari e ventricolari, nella maggioranza dei casi benigne
- più raramente, tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV), fibrillazione atriale o altre aritmie che richiedono una valutazione approfondita.
Quando le palpitazioni devono preoccupare?
La presenza di sintomi associati è il principale criterio di orientamento. Le palpitazioni che compaiono insieme a dolore o pressione al petto, affanno improvviso, capogiri, presincope o perdita di coscienza richiedono una valutazione medica urgente, indipendentemente dalla durata dell’episodio. Allo stesso modo, episodi di battito rapido e irregolare prolungati possono essere espressione di fibrillazione atriale e meritano un ECG in tempi brevi.
Meno preoccupanti, ma da non ignorare se ricorrenti, sono gli episodi che compaiono a riposo senza un fattore scatenante identificabile, o che si presentano con frequenza crescente nel tempo. Una storia familiare di morte cardiaca improvvisa o di cardiomiopatia ipertrofica è un ulteriore elemento che giustifica una valutazione cardiologica anche in assenza di sintomi allarmanti.
Palpitazioni isolate, brevi, correlate a stress o all’assunzione di caffeina e che regrediscono spontaneamente in pochi secondi hanno invece, nella maggioranza dei casi, una prognosi benigna.
Cosa fare se si hanno palpitazioni?
Un primo passo utile è tenere un diario dei sintomi: annotare quando compaiono gli episodi, la loro durata, la frequenza, i fattori che li precedono e gli eventuali sintomi associati aiuta il medico a orientare la valutazione. Ridurre i fattori scatenanti noti – caffeina, alcol, fumo, privazione del sonno – può ridurre la frequenza degli episodi nelle forme legate a cause funzionali.
L’elettrocardiogramma (ECG) a riposo è il primo esame da considerare: se l’episodio è in corso, può documentare direttamente l’aritmia; se eseguito tra gli episodi, può comunque rilevare alterazioni del ritmo di base o anomalie strutturali. Quando l’ECG è normale ma i sintomi sono ricorrenti, viene prescritto un Holter cardiaco, un esame che prevede l’utilizzo di un dispositivo portatile che registra il ritmo cardiaco per 24-48 ore.
Tra gli esami del sangue da valutare:
- TSH, per escludere disfunzioni tiroidee
- emocromo, per rilevare un’eventuale anemia
- elettroliti: la carenza di potassio e magnesio possono favorire alcune aritmie.
La visita cardiologica consente di interpretare sintomi ed esami: valuta la storia personale e familiare, identifica i fattori di rischio, e stabilisce se le palpitazioni richiedono un monitoraggio, modifiche dello stile di vita o un trattamento specifico.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
Le extrasistoli sono pericolose?
Nella grande maggioranza dei casi no. Le extrasistoli sono tra le aritmie più comuni nella popolazione generale e, in assenza di cardiopatia strutturale sottostante, hanno una prognosi benigna. Possono essere avvertite come un “tuffo al cuore”, un battito mancato o una pausa seguita da un battito più forte. Aumentano spesso in concomitanza con stress, caffeina, alcol o privazione del sonno. La valutazione cardiologica è utile per confermare la benignità del quadro ed escludere cause sottostanti.
Esiste un collegamento tra caldo e palpitazioni?
Sì, il caldo intenso provoca vasodilatazione periferica e sudorazione, riducendo il volume circolante. Per compensare, il cuore aumenta la frequenza cardiaca: un meccanismo fisiologico che in alcune persone viene percepito come tachicardia o palpitazioni. La disidratazione associata al caldo riduce la gittata cardiaca e può abbassare i livelli di elettroliti come potassio e magnesio, favorendo la comparsa di battiti ectopici. Le palpitazioni da caldo tendono a risolversi con il rientro in ambienti freschi e con una corretta reidratazione. Se compaiono in modo intenso o si associano a capogiri e debolezza marcata, è opportuno consultare un medico.
Cos’è l’Holter cardiaco e quando viene prescritto?
L’Holter cardiaco è un esame basato sull’utilizzo di un dispositivo portatile che registra in modo continuo l’elettrocardiogramma per 24 o 48 ore durante le normali attività quotidiane. Viene prescritto quando l’ECG a riposo è normale ma i sintomi sono ricorrenti, per catturare l’aritmia nel momento in cui si manifesta spontaneamente. L’analisi del tracciato permette di identificare extrasistoli, episodi di tachicardia sopraventricolare o fibrillazione atriale parossistica che altrimenti non sarebbero documentabili.
Come distinguere le palpitazioni da ansia da un’aritmia cardiaca?
Dal punto di vista soggettivo la distinzione non è sempre immediata, perché sia l’ansia sia alcune aritmie producono una sensazione simile di cuore accelerato o irregolare. Alcuni elementi orientativi: le palpitazioni da ansia compaiono tipicamente in contesti emotivi specifici, si accompagnano ad altri sintomi ansiosi (respiro corto, sudorazione fredda, formicolii) e tendono a regredire con il rilassamento. Le aritmie possono invece comparire senza un contesto emotivo preciso, a riposo, durante il sonno o sotto sforzo fisico, e hanno spesso un inizio e una fine più bruschi. La valutazione cardiologica con ECG o Holter permette di confermare o escludere una causa strutturale.


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