L’osteopenia è uno stato di riduzione della densità minerale ossea che, se non trattato in modo opportuno, può evolvere in osteoporosi. È di solito asintomatica e viene individuata in controlli occasionali o a seguito di sopraggiunte fratture. La diagnosi avviene tramite densitometria ossea (MOC). I fattori di causa principali includono invecchiamento, menopausa, sedentarietà, carenze nutrizionali, patologie che inducono malassorbimento intestinale o terapie farmacologiche. La cura si basa su attività fisica regolare, alimentazione ricca di calcio, vitamina D e proteine, correzione dei fattori di rischio e, quando necessario, integrazione o trattamenti specifici.
L’osteopenia è una condizione che rappresenta il primo campanello d’allarme per la salute delle ossa. Indica infatti una riduzione della densità minerale ossea: uno stato che, senza una diagnosi e interventi mirati, può evolvere in osteoporosi.
Ma cosa significa esattamente avere osteopenia? Da cosa dipende questa condizione? E quali strategie permettono di rallentarne la progressione? Proviamo a rispondere in questo articolo.
Che cos’è l’osteopenia?
L’osteopenia è una condizione caratterizzata da una diminuzione della densità minerale ossea (BMD o DMO) rispetto ai valori considerati normali. Si tratta di una fase iniziale di indebolimento delle ossa, che diventano meno compatte e più fragili.
Qual è la differenza tra osteopenia e osteoporosi?
La differenza tra osteopenia e osteoporosi sta nel diverso grado di perdita ossea:
- nell’osteopenia la riduzione è moderata: il tessuto osseo è più fragile, ma non al punto da rendere altamente probabili fratture spontanee o causate da traumi lievi
- nell’osteoporosi, la riduzione è severa e il rischio di fratture è aumentato.
L’osteopenia è dunque una fase intermedia che va interpretata come segnale di allerta: indica che la massa ossea sta diminuendo e che, senza un adeguato monitoraggio e misure preventive, potrebbe evolvere verso forme più severe di fragilità scheletrica.
Cause dell’osteopenia
Sono diversi i fattori che possono accelerare la riduzione della densità minerale ossea:
- processo di invecchiamento: l’osteopenia è in parte legata a un processo fisiologico di deterioramento osseo
- menopausa: il calo degli estrogeni accelera in modo significativo la perdita di massa ossea nelle donne
- sedentarietà: la mancanza di attività fisica riduce lo stimolo meccanico necessario al mantenimento dell’osso
- carenze nutrizionali: un apporto insufficiente di calcio, vitamina D o proteine può alterare la salute dello scheletro
- stili di vita non salutari: fumo, consumo elevato di alcol e alimentazione povera di nutrienti sono tutti elementi che favoriscono la perdita di minerali
- patologie quali malattie endocrine (come ipertiroidismo o diabete non controllato) e disturbi che comportano malassorbimento intestinale (celiachia, malattie infiammatorie croniche intestinali)
- terapie farmacologiche prolungate: in particolare l’uso continuativo di corticosteroidi o alcuni trattamenti oncologici.

Se non trattata adeguatamente, l’osteopenia può evolvere in osteoporosi.
Sintomi dell’osteopenia
Generalmente l’osteopenia non provoca sintomi e viene scoperta casualmente, ad esempio durante controlli occasionali o a seguito di fratture che, con l’avanzamento dell’indebolimento osseo, possono insorgere anche a seguito di traumi modesti.
La diagnosi si basa sulla densitometria ossea o mineralometria ossea computerizzata (MOC), un esame che misura la densità minerale delle ossa. Il parametro di riferimento è il T-score. Si rileva:
- osteopenia in caso di T-score tra -1 e -2,5
- osteoporosi in caso T-score inferiore a -2,5.
In alcuni casi il medico può prescrivere anche esami del sangue, utili per verificare i livelli di calcio, vitamina D e altri parametri del metabolismo osseo.
Cosa fare in caso di osteopenia?
Il trattamento dell’osteopenia non può portare a una regressione della condizione, ma mira a rinforzare le ossa e rallentare la perdita di densità minerale, intervenendo soprattutto sullo stile di vita, sull’alimentazione e sul controllo dei fattori di rischio.
L’attività fisica regolare resta uno degli interventi cardine: sollevamento pesi, camminata, esercizi di equilibrio e di resistenza incrementano la densità ossea e riducono la probabilità di fratture.
Cruciale è anche la dieta. Per sostenere la salute ossea occorre assicurare all’organismo un adeguato apporto di calcio, vitamina D e proteine. Nei casi in cui l’alimentazione non basti, il medico può valutare inoltre l’uso di integratori di vitamina D e calcio. Quadri clinici più severi possono essere trattati invece con terapie farmacologiche specifiche utilizzate nella prevenzione dell’osteoporosi (bifosfonati, modulatori selettivi degli estrogeni, teriparatide, romosozumab, denosumab).
Accanto a questi interventi, è utile agire sui fattori che accelerano la perdita ossea, modificando alcune abitudini di vita:
- smettere di fumare
- ridurre il consumo di alcol
- mantenere un peso corporeo adeguato
- evitare diete sbilanciate.
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Qualora l’alimentazione non basti ad assicurare il corretto apporto di calcio, può essere utile ricorrere a integratori di vitamina D e calcio, dietro prescrizione medica.
Le domande più frequenti dei pazienti
Quali sono i sintomi dell’osteopenia?
L’osteopenia è una condizione asintomatica che viene perlopiù diagnosticata casualmente in occasione di controlli o in seguito a fratture causate anche da traumi lievi.
Come si fa la diagnosi di osteopenia?
L’esame di riferimento è la densitometria ossea (MOC), che misura il T-score: un esito tra -1 e -2,5 indica osteopenia. Possono essere eseguiti inoltre esami del sangue per valutare vitamina D, calcio e altri parametri del metabolismo osseo.
L’osteopenia può evolvere in osteoporosi?
Sì, in assenza di un trattamento adeguato l’osteopenia può progredire in un quadro di osteoporosi.
Come si cura l’osteopenia?
Il trattamento prevede esercizio fisico regolare, un’alimentazione ricca di calcio e vitamina D, riduzione dei fattori di rischio e, se necessario, integrazione o terapie specifiche prescritte dal medico.


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