I metodi contraccettivi si distinguono per meccanismo d’azione, durata, praticità d’uso ed efficacia. I principali comprendono i metodi di barriera, come il preservativo e il diaframma, i metodi ormonali, come pillola, cerotto, anello vaginale e impianto sottocutaneo, e la spirale, disponibile sia in versione ormonale sia al rame. Il preservativo è l’unico metodo che protegge anche dalle infezioni sessualmente trasmissibili. La scelta del contraccettivo più adatto dipende da età, condizioni di salute, stile di vita e progetti riproduttivi e va sempre condivisa con il ginecologo.
La contraccezione è una scelta che dipende da numerosi fattori ed esigenze personali. Conoscere il meccanismo, l’efficacia e le controindicazioni di ciascun metodo è il presupposto per un confronto informato con il ginecologo.
Quali sono i principali metodi contraccettivi?
I metodi contraccettivi si dividono in tre grandi categorie:
- metodi di barriera, come preservativo e diaframma: impediscono fisicamente il passaggio degli spermatozoi
- metodi ormonali, come pillola, cerotto, anello vaginale, impianto sottocutaneo e spirale ormonale: agiscono bloccando l’ovulazione e modificando il muco cervicale
- metodi non ormonali, come la spirale al rame: agiscono ricreando un ambiente tossico per gli spermatozoi senza interferire con il ciclo.
Preservativo
Il preservativo è l’unico metodo che abbina a un effetto anticoncezionale la protezione dalle infezioni sessualmente trasmissibili. Se utilizzato correttamente e in modo costante, ha un’efficacia contraccettiva fino al 98%. È facilmente reperibile, non richiede prescrizione medica e può essere utilizzato dalla maggior parte delle persone. In caso di allergia al lattice, sono disponibili preservativi realizzati con materiali alternativi, come il poliuretano o il poliisoprene.
Pillola anticoncezionale
La pillola contraccettiva agisce principalmente inibendo l’ovulazione, ispessendo il muco cervicale e modificando l’endometrio, così da ridurre la possibilità di una gravidanza. Se assunta correttamente ogni giorno, raggiunge un’efficacia superiore al 99%; nell’uso quotidiano, tuttavia, dimenticanze o assunzioni irregolari possono ridurne la protezione. Esistono formulazioni combinate, contenenti estrogeni e progesterone, e formulazioni solo progestiniche, indicate in alcune situazioni specifiche, come durante l’allattamento o quando gli estrogeni sono controindicati. La scelta della pillola più adatta deve essere effettuata insieme al ginecologo.
Cerotto contraccettivo
Il cerotto contraccettivo rilascia attraverso la pelle estrogeni e progesterone, con un meccanismo d’azione analogo a quello della pillola combinata. Si applica una volta alla settimana per tre settimane consecutive, seguite da una settimana di pausa, semplificando la gestione rispetto all’assunzione quotidiana della pillola. L’assorbimento avviene per via cutanea e può rappresentare un’alternativa per chi ha difficoltà con la terapia orale. Le controindicazioni sono le stesse degli altri contraccettivi estroprogestinici e, in alcune persone, possono comparire lievi irritazioni nella sede di applicazione.
Spirale (IUD)
La spirale è un metodo contraccettivo reversibile a lunga durata d’azione (fino a 5 anni) e con un’elevata efficacia. Ne esistono due tipi. La spirale ormonale rilascia ormone progestinico che agisce a livello locale, ispessendo il muco cervicale e assottigliando l’endometrio. La spirale al rame, invece, non contiene ormoni e crea un ambiente sfavorevole alla sopravvivenza degli spermatozoi. È indicata per chi preferisce un metodo non ormonale e può essere utilizzata anche come contraccezione d’emergenza se inserita entro cinque giorni da un rapporto non protetto. L’inserimento viene eseguito dal ginecologo in ambulatorio.
Anello vaginale
L’anello vaginale è un dispositivo flessibile che viene inserito in vagina, dove rilascia estrogeni e progesterone in modo continuo. Rimane in sede per tre settimane, seguite da una settimana di pausa. Ha un’efficacia sovrapponibile a quella della pillola combinata, ma richiede una gestione meno frequente. Nella maggior parte dei casi non viene percepito durante le normali attività quotidiane o i rapporti sessuali. Le controindicazioni sono le stesse degli altri contraccettivi estroprogestinici e alcune condizioni ginecologiche possono renderne meno indicato l’utilizzo.
Contraccettivo sottocutaneo
L’impianto contraccettivo sottocutaneo è un piccolo bastoncino contenente ormone progestinico che viene inserito sotto la cute del braccio mediante una semplice procedura ambulatoriale in anestesia locale. Garantisce una protezione contraccettiva per circa tre anni senza richiedere interventi quotidiani. Non contiene estrogeni ed è quindi indicato anche per le donne che non possono utilizzare contraccettivi estroprogestinici. L’effetto indesiderato più frequente riguarda le modifiche del ciclo mestruale, che può diventare irregolare o scomparire temporaneamente. Dopo la rimozione dell’impianto, la fertilità torna generalmente in tempi brevi.
Diaframma
Il diaframma è un metodo contraccettivo di barriera che viene inserito in vagina prima del rapporto sessuale per coprire la cervice e ostacolare il passaggio degli spermatozoi. Per aumentarne l’efficacia è raccomandato l’utilizzo in associazione con uno spermicida. Deve essere lasciato in sede per almeno sei ore dopo il rapporto e richiede una visita ginecologica iniziale per individuare la misura più adatta.
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Per scegliere quale metodo anticoncezionale sia più adatto a sé, è fondamentale confrontarsi con il proprio ginecologo.
Le domande più frequenti dei pazienti
Come si sceglie il metodo contraccettivo più adatto?
La scelta dipende da tre elementi: la storia clinica — presenza di controindicazioni agli ormoni, patologie pregresse — lo stile di vita, cioè quanto è facile ricordare un gesto quotidiano, e i piani riproduttivi, vale a dire se si vuole avere figli a breve o nel lungo periodo. Non esiste un metodo universalmente migliore. Il punto di partenza è sempre una visita ginecologica, che permette di escludere controindicazioni specifiche e orientare la scelta in modo personalizzato.
Tutti i metodi contraccettivi ormonali funzionano allo stesso modo?
No, e le differenze contano. Pillola combinata, cerotto e anello vaginale contengono sia estrogeni che progestinico: sono controindicati in chi ha rischio tromboembolico, emicrania con aura o fuma oltre i trentacinque anni. Minipillola, impianto sottocutaneo e spirale ormonale contengono solo progestinico e hanno un profilo di controindicazioni più ristretto. La spirale al rame è l’unica opzione non ormonale tra i metodi a lungo termine: non interferisce con il ciclo e non introduce ormoni nell’organismo.
È possibile restare incinta usando un metodo contraccettivo?
Sì, nessun metodo garantisce una protezione assoluta. Il rischio dipende dal metodo e da come viene usato. Spirale e impianto hanno un tasso di fallimento inferiore allo zero virgola uno per cento all’anno, il più basso disponibile tra i metodi reversibili. La pillola, assunta correttamente ogni giorno, supera il novantanove per cento di efficacia; nell’uso reale scende all’novantuno per cento a causa delle dimenticanze. È proprio questo scarto — tra uso perfetto e uso tipico — il dato più importante da capire prima di scegliere.
Il metodo contraccettivo protegge anche dalle malattie sessualmente trasmissibili?
No, con una sola eccezione: il preservativo. Tutti gli altri metodi — pillola, spirale, cerotto, anello, impianto, diaframma — proteggono dalla gravidanza ma non dalle infezioni sessualmente trasmissibili. In assenza di una relazione stabile monogama con test recenti condivisi, usare il preservativo rimane raccomandato anche in combinazione con un contraccettivo ormonale.


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