Si parla di lussazione rotulea quando la rotula scivola di lato e abbandona la propria sede, con il rischio di intaccare i legamenti vicini e la cartilagine che la avvolge. Questo osso ha un ruolo chiave nel raddrizzare la gamba e nel fare da scudo ai crociati, e l’infortunio riguarda in particolare l’articolazione femoro-rotulea: un quadro diverso, quindi, dalla lussazione del ginocchio vera e propria. A pagarne le conseguenze sono per lo più i ragazzi che praticano sport, dall’adolescenza fino a circa 25 anni, con le donne in testa alle statistiche. All’origine ci sono di solito un colpo diretto oppure una brusca contrazione del quadricipite mentre il ginocchio è piegato a metà, e il pericolo cresce in chi ha una rotula tendente all’instabilità. I segnali sono un dolore improvviso e forte, il gonfiore e la fatica a reggersi in piedi; per la diagnosi ci si affida alla radiografia, integrata all’occorrenza da TAC e risonanza. Nell’immediato si procede con la rimessa in sede dell’osso, poi ghiaccio, blocco dell’articolazione e antinfiammatori, riservando la chirurgia ai casi con fratture o lesioni. Per tornare in forma servono dalle otto settimane fino a cinque mesi, a seconda che si sia operato o meno.
La lussazione rotulea è un tipo di infortunio piuttosto serio che coinvolge il ginocchio, in particolare la zona della rotula, l’osso che si trova nella parte anteriore dell’articolazione. Se si verifica una lussazione, la rotula si sposta (lussa) lateralmente e, nel muoversi, può danneggiare i legamenti che la circondano e la cartilagine che la avvolge.
Cos’è la rotula e a cosa serve
La rotula, detta anche patella, è un osso che appartiene all’articolazione del ginocchio, ed è fondamentale per l’estensione della gamba: si trova nella parte anteriore, è protetta da cartilagine e legamenti, e la sua forma ricorda quella di un triangolo rovesciato leggermente tondeggiante.
Si tratta di un punto di connessione di primaria importanza tra ossa, tendini e muscoli: la parte superiore funge da aggancio per il muscolo della coscia (quadricipite), mentre il margine inferiore è la sede di inserzione del tendine rotuleo.
Le sue funzioni sono diverse. Essa infatti:
- permette l’estensione della gamba, svolgendo un ruolo fondamentale per la deambulazione
- protegge la struttura interna del ginocchio, in particolare i legamenti crociati anteriori e posteriori, molto delicati
- funge da leva e migliora la performance del quadricipite
Come avviene, quindi, la lussazione della rotula e cosa comporta un infortunio in un punto così importante del corpo umano?

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Lussazione rotulea: chi ne è colpito e come avviene?
Innanzitutto, è importante distinguere la lussazione della rotula da quella del ginocchio: nel primo caso, infatti, è interessata l’articolazione femoro-rotulea, nel secondo quella femoro-tibiale, che collega la parte superiore della gamba (femore) con la tibia.
La lussazione della rotula avviene quando essa si sposta di lato, uscendo dalla sua sede: statisticamente, episodi di questo tipo coinvolgono soprattutto i giovani sportivi, dall’adolescenza fino ai 25 anni circa, per la maggioranza donne.
Ciò accade, probabilmente, perché il corpo è in una fase di sviluppo e gli apparati muscolari, ossei e legamentosi sono in crescita ed evoluzione: durante sforzi e allenamenti alcuni punti – come la rotula, appunto – sono soggetti a impatti e movimenti stressanti che possono portare alla lussazione.
Cause della lussazione rotulea
Come accennato, la lussazione alla rotula avviene di frequente durante la pratica sportiva e le cause di questo infortunio sono principalmente due:
- trauma diretto, con urto o forte impatto nella zona del ginocchio
- improvvisa contrazione del quadricipite del femore quando il ginocchio è semiflesso e la gamba è leggermente ruotata verso l’esterno
Queste casistiche diventano poi particolarmente pericolose se il soggetto ha una predisposizione alla rotula iperlassa, condizione in cui, per cause anatomiche o precedenti problematiche fisiche, i legamenti non riescono a tenere in asse la rotula, che rischia quindi di spostarsi con più facilità.
Sintomi e diagnosi della lussazione alla rotula
Al momento della lussazione, il dolore è molto acuto: in pochi minuti il ginocchio appare gonfio e tumefatto, e spesso si verificano anche dei versamenti di sangue.
È quindi impossibile proseguire con l’attività che si stava compiendo, e anche la deambulazione diventa molto difficile, perché non si riescono a svolgere le consuete azioni di piegamento e distensione del ginocchio.
Talvolta può accadere che la rotula esca e ritorni in sede: in questi casi il dolore è comunque molto forte, ma si riesce a muovere l’articolazione e a caricare il peso sulla gamba.
La diagnosi di lussazione rotulea avviene con una radiografia, a cui si possono associare anche una TAC e una risonanza magnetica per indagare eventuali coinvolgimenti di altri elementi del ginocchio, per esempio rotture del menisco, dei legamenti o fratture ossee che potrebbero depositare schegge nell’articolazione.

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Trattamenti consigliati dopo una lussazione alla rotula
In caso di lussazione è molto importante un intervento tempestivo e un corretto trattamento nel periodo di recupero. Vediamo insieme come affrontare queste fasi.
Fase acuta
La fase acuta, che può variare da alcune ore a giorni, indica il momento immediatamente successivo all’incidente e il periodo in cui il dolore è ancora forte e l’infortunato non riesce a muoversi:
- la prima azione che un fisioterapista, un medico o un operatore specializzato compiono è la cosiddetta riduzione, ovvero il reinserimento della rotula in sede; in seguito a questa manipolazione, il dolore diminuisce e il soggetto infortunato riuscirà nuovamente a muovere la gamba, seppure con difficoltà
- A questo punto è consigliata l’applicazione di ghiaccio, effettuando compressioni sul ginocchio
- Per immobilizzare l’articolazione, si potrà applicare un bendaggio elastico, una stecca o un tutore
- Può essere utile assumere, sotto controllo medico, dei farmaci antinfiammatori, nei primi giorni dopo il trauma per alleviare il dolore
Quando è necessario l’intervento chirurgico?

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Durante la fase acuta possono emergere due condizioni nelle quale è necessario un intervento chirurgico:
- presenza di una frattura ossea
- lesione della cartilagine articolare o dei legamenti.
A seconda della gravità della frattura e della porzione di cartilagine e legamenti colpiti si deciderà se procedere tramite chirurgia artroscopica (che prevede l’inserimento di una piccola sonda a fibre ottiche tramite la quale si ripara l’articolazione), oppure tramite chirurgia con incisione.
Recupero dopo la lussazione alla rotula
Il periodo della riabilitazione sarà diverso se l’infortunato ha subito un intervento chirurgico o se è stata sufficiente l’immobilizzazione del ginocchio.
Se la rotula è stata immobilizzata, sarà necessario non piegare il ginocchio per circa due settimane: l’infortunato dovrà camminare sempre con le stampelle, indossando il tutore. Nel successivo periodo di riabilitazione, è concesso il movimento articolare con piegamento fino a 60 gradi (nella terza settimana) e fino a 90 gradi (nella quarta settimana). Dopo di che, si passerà al rinforzo del quadricipite, per recuperare poi una mobilità completa della gamba. Prima di riprendere l’attività sportiva si consiglia di aspettare 8 settimane.
A seguito dell’intervento chirurgico, la degenza è di 24 ore. Fin da subito, l’infortunato dovrà attenersi al protocollo di riabilitazione, analogo a quello sopracitato. Bisognerà però aspettare 5 mesi dall’intervento prima di poter praticare nuovamente attività sportiva.
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Le domande più frequenti dei pazienti
Cos’è la lussazione rotulea?
La lussazione rotulea è un infortunio del ginocchio in cui la rotula, l’osso situato nella parte anteriore dell’articolazione, si sposta lateralmente uscendo dalla propria sede. Nel muoversi, può danneggiare i legamenti che la circondano e la cartilagine che la riveste. È importante distinguerla dalla lussazione del ginocchio: nel primo caso è coinvolta l’articolazione femoro-rotulea, nel secondo quella femoro-tibiale, che collega femore e tibia. La rotula svolge un ruolo centrale nell’estensione della gamba e nella protezione delle strutture interne del ginocchio, motivo per cui un infortunio in questa zona può risultare particolarmente limitante.
Chi è più a rischio di lussazione della rotula?
La lussazione della rotula colpisce soprattutto i giovani sportivi, in una fascia che va dall’adolescenza fino ai 25 anni circa, con una prevalenza nel sesso femminile. Una delle ragioni è legata alla fase di sviluppo dell’organismo: muscoli, ossa e legamenti sono ancora in crescita e, durante sforzi e allenamenti, alcuni punti come la rotula risultano più esposti a impatti e movimenti stressanti. Il rischio aumenta inoltre in presenza di una rotula iperlassa, condizione in cui, per cause anatomiche o problemi pregressi, i legamenti non riescono a mantenere la rotula correttamente in asse, rendendola più incline a spostarsi.
Quali sono i sintomi di una lussazione alla rotula?
Al momento della lussazione il dolore è molto intenso e in pochi minuti il ginocchio appare gonfio e tumefatto, spesso con versamenti di sangue. Diventa impossibile proseguire l’attività in corso e anche camminare risulta molto difficile, perché non si riescono a compiere i normali movimenti di piegamento e distensione. In alcuni casi la rotula esce e rientra spontaneamente nella sua sede: il dolore resta comunque forte, ma è possibile muovere l’articolazione e caricare il peso sulla gamba. La diagnosi si effettua tramite radiografia, a cui possono aggiungersi TAC e risonanza magnetica per valutare eventuali danni a menisco, legamenti o ossa.
Quanto dura il recupero dopo una lussazione rotulea?
I tempi di recupero dipendono dal tipo di trattamento. Se è stata sufficiente l’immobilizzazione, il ginocchio non va piegato per circa due settimane, durante le quali ci si muove con le stampelle e il tutore; segue una riabilitazione graduale, con flessione progressiva e rinforzo del quadricipite, e la ripresa dello sport è consigliata dopo circa otto settimane. In caso di intervento chirurgico, la degenza è di 24 ore e il protocollo riabilitativo è analogo, ma occorre attendere circa cinque mesi prima di tornare all’attività sportiva. In entrambi i casi sono fondamentali controlli specialistici regolari per monitorare il recupero della mobilità.


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