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menisco intervento

#IlMedicoRisponde: quando è necessario l’intervento al menisco e quanto dura la riabilitazione?

La rottura del menisco è una delle lesioni più comuni che riguardano questa delicata struttura del ginocchio. Può avvenire durante la pratica sportiva, a seguito di traumi, oppure per cause degenerative e può colpire ad ogni età.

Data l’importanza dell’articolazione e il ruolo che il menisco svolge all’interno di questo meccanismo, si tratta di un incidente da non sottovalutare. È consigliabile, infatti, intervenire subito mediante cure specifiche e a volte è necessario ricorrere alla chirurgia. Inoltre, non si può sottovalutare la fase post-operatoria, durante la quale bisogna svolgere una buona riabilitazione. Insieme al dottor Lorenzo Ticca, specialista in ortopedia e traumatologia presso la clinica Sanatrix di Roma, collaboratore della Federazione Italiana Gioco Calcio, vediamo allora in quali casi, dopo la rottura, è necessario sottoporsi a un intervento al menisco, in cosa consiste e cosa prevede la fase riabilitativa.

Diagnosi delle lesioni al menisco

Tra le problematiche più comuni che interessano il ginocchio ci sono quelle a carico del menisco, che può lesionarsi in seguito a un trauma o per cause degenerative. È utile, a questo proposito, ricordare che “i menischi sono strutture fibrocartilaginee interposte tra il femore e la tibia, e la loro funzione è ammortizzare i carichi biomeccanici tra queste due ossa. Questo è ciò che avviene durante la stazione eretta, e aumenta durante l’attività sportiva, quando avviene la maggior parte delle rotture”.

Jan-Otto/gettyimages.it

Prima di approfondire gli aspetti legati all’intervento al menisco, il dottor Ticca ci parla di come avviene la diagnosi di questa lesione. “È molto importante seguire l’anamnesi del paziente: dietro la rottura del menisco, c’è quasi sempre un evento distorsivo, in particolar modo quando si tratta di persone che praticano sport. Il test clinico ci aiuta tanto, la visita del ginocchio anche: poiché esistono sia un menisco interno che uno esterno, in genere il dolore è localizzato in un sito del ginocchio”.

Altri sintomi sono l’articolazione bloccata e gonfia. “Una lesione meniscale – precisa il dottor Ticca – può determinare un blocco articolare quasi sempre in estensione: accade, quindi, che gli ultimi gradi dell’estensione siano bloccati dalla presenza meccanica del frammento meniscale interposto tra tibia e femore, che quindi inibisce l’estensione completa del ginocchio, più che la flessione, e già questo è un indice molto specifico di lesione meniscale. Il gonfiore è causato da un elemento meccanico all’interno della camera meniscale, che non dà fluidità all’articolazione, producendo il liquido”.

Un ruolo importante nella diagnosi lo ha, inoltre, l’imaging a risonanza magnetica che, come ricorda l’intervistato, è utile in circa l’88% dei casi.

Intervento al menisco: quando farlo?

La terapia proposta per una lesione del menisco varia in base ai seguenti fattori:

  • tipologia di infortunio
  • gravità dello stesso
  • all’età del paziente coinvolto.

Nel caso in cui, per esempio, la lesione sia lieve, può essere sufficiente un trattamento di tipo conservativo che preveda riposo, ghiaccio e farmaci (sotto stretta prescrizione del medico), in maniera tale che la guarigione possa avvenire spontaneamente e il dolore si allevi.

Questa strategia non è, tuttavia, adatta ai casi più gravi, per cui è necessaria la correzione chirurgica. Il menisco, infatti, è al centro del sistema di ammortizzazione del ginocchio: è quindi fondamentale per un corretto uso dell’articolazione.

 

Tsikhan Kuprevich/gettyimages.it

La rottura del menisco nei pazienti giovani e non

Nei giovani, sottolinea il medico, “il trattamento è quasi sempre chirurgico: l’intervento è consigliato quando si tratta di lesioni acute, perché la cicatrizzazione, e quindi la riparazione del menisco, avviene soltanto in una parte molto piccola delle strutture, definite ‘murali’, più vicine alla capsula articolare”.

In pazienti giovani e negli atleti, anche fino a 40-45 anni, le lesioni meniscali determinano sempre un problema meccanico all’interno del ginocchio, oltre al dolore, e oltretutto inficiano in maniera importante la prestazione sportiva. “Vanno trattate in artroscopia”, specifica il dottore, “è un intervento veloce e risolutivo, di cui approfondiremo più avanti le dinamiche. Oltretutto, le lesioni meniscali non trattate possono determinare lesioni cartilaginee che invece non possiamo guarire e possono determinare un artrosi precoce del ginocchio”.

Per quello che riguarda invece i pazienti sopra i 50 anni, “si può tentare un trattamento conservativo. Ripeto: si può tentare, nel senso che la lesione meniscale non guarisce con una terapia conservativa, e può determinare un blocco dell’articolazione e idrarti (gonfiore dovuto al liquido) recidivanti”.

Terapia conservativa per le lesioni del menisco

Il dottor Ticca precisa che per il trattamento conservativo di una lesione del menisco si prende in considerazione la fisioterapia, il rinforzo muscolare quadricipitale e la viscosupplementazione con acido ialuronico. “Dal momento che il menisco è una struttura non vascolarizzata, per la maggior parte, non guarisce: si tratta di palliativi, con i quali il paziente può trovarsi a suo agio, sia nell’attività sportiva che nella vita normale, oppure no. Se i fastidi determinati dalla lesione continuano, l’unica soluzione è l’artroscopia e la meniscectomia”.

Operazione al menisco: come avviene e quanto dura

L’approccio chirurgico alle lesioni meniscali è artroscopico. Come spiega l’intervistato, “si tratta della cosiddetta meniscectomia selettiva artroscopica, che non è necessariamente una asportazione completa di tutto il menisco, anzi. Negli interventi viene tolta la minor porzione lesionata possibile. L’artroscopio ha un diametro di 5 mm, quindi è veramente un approccio microchirurgico alle lesioni intra articolari del ginocchio”.

artroscopia menisco

edwardolive/gettyimages.it

Artroscopia al menisco: in cosa consiste?

Gli interventi al menisco avvengono di solito in artroscopia e hanno una durata di 15-20 minuti circa. Si tratta di una tecnica chirurgica altamente tecnologica e poco invasiva che, negli ultimi anni, è utilizzata con sempre maggiore frequenza nel caso di interventi chirurgici al ginocchio e, tra questi, anche per quelli legati alla rottura del menisco.

Questa tecnica permette, grazie a una piccola videocamera, di visualizzare la cavità articolare ingrandita su un monitor, consentendo al chirurgo di analizzare e osservare le strutture interne al ginocchio senza dover intervenire con incisioni chirurgiche importanti. In questo modo, è possibile intervenire sulla lesione meniscale in maniera meno invasiva, tant’è che in alcuni casi l’artroscopia non richiede il ricovero ospedaliero.

L’artroscopia può essere applicata in caso di rottura del menisco, a discrezione del chirurgo. In caso di lesione del menisco senza complicanze, sono stati registrati importanti risultati grazie al suo impiego, sebbene il paziente avrà una predisposizione a sviluppare l’artrosi. È bene, tuttavia, sottolineare che, nel caso di lesioni alla cartilagine, l’artroscopia può portare soltanto a un rallentamento del processo di deterioramento della cartilagine articolare, non a una risoluzione completa del problema. Infatti, comporta un alleviamento del dolore nell’immediato, ma l’area interessata alla lesione resta delicata e richiede anche in futuro un’attenzione specifica per evitare ulteriori disturbi o criticità.

Riabilitazione dopo rottura del menisco: quanto dura?

La fisioterapia dopo un intervento al menisco è molto importante e le tempistiche del recupero cambiano a seconda dell’intervento. Se il menisco lesionato è stato rimosso e sostituito, si potrà tornare a camminare già dopo pochi giorni, mentre se c’è stata una sutura chirurgica sarà necessario utilizzare le stampelle per alcune settimane.

Nel primo caso, chi ha sempre praticato sport recupererà le funzionalità dell’articolazione già dopo le prime quattro settimane di fisioterapia, ma dovrà continuare a eseguire gli esercizi per la riabilitazione, con allenamenti specifici a seconda dell’attività sportiva. Se la lesione del menisco è di piccola entità e in assenza di artrosi, il ginocchio tornerà in forma e, come spesso accade, al livello di attività sportiva che aveva prima del trauma. In caso di lesioni più importanti, invece, in particolar modo in presenza di grave rottura del menisco laterale o di artrosi, la ripresa completa delle funzionalità del ginocchio sarà più lenta, anche per chi pratica sport.

L’intervento espone comunque l’articolazione a un aumento dello stress a livello della cartilagine: sarà meglio, dunque, utilizzare calzature ammortizzate, solette in gel e assumere, ciclicamente e seguendo le indicazioni di un medico, degli integratori che contengono componenti strutturali e protettivi per la cartilagine.

riabilitazione menisco

Charday Penn/gettyimages.it

Come funziona la riabilitazione?

I protocolli riabilitativi variano a seconda della metodica chirurgica utilizzata: dopo l’operazione è fondamentale un programma di ripresa personalizzato che tenga conto dell’infiammazione, cercando di dare quanto prima mobilità dell’articolazione e di eseguire esercizi già durante la prima settimana, dopo due-tre giorni di riposo.

Dalla seconda settimana si passa al rinforzo muscolare e alla ripresa progressiva del carico sul ginocchio. Piani di ripresa più cauti devono essere osservati dopo interventi di sutura o trapianto, in cui bisogna proteggere più a lungo il sito riparato o il menisco sostituito.

Per la riabilitazione nelle prime fasi dopo l’intervento è sempre bene farsi seguire da fisioterapisti esperti, che indicheranno gli esercizi da eseguire, in palestra e a casa. La mobilizzazione passiva, come detto, inizia il primo giorno dopo l’intervento. Allo stesso tempo potranno essere utilizzati i campi elettromagnetici pulsati, una terapia consigliata per diminuire l’infiammazione post-chirurgica.

Dopo quanto tempo è possibile riprendere a fare sport?

Soprattutto per i pazienti più giovani e gli atleti, una delle preoccupazioni più grandi è la ripresa dell’attività fisica dopo l’intervento. Il dottor Ticca spiega che “per quanto riguarda, ad esempio, la corsa, si riprende anche nel giro di 20 giorni/un mese. Per quanto riguarda gli sport di contatto che sono un pochino più impegnativi dal punto di vista biomeccanico: calcoliamo un mese/un mese e mezzo. Questo però, sempre presupponendo il fatto che la lesione sia acuta e che quindi il paziente si operi velocemente rispetto a quello che è stato il trauma e la lesione meniscale, perché se noi teniamo per troppo tempo una lesione intrarticolare del ginocchio, chiaramente poi la ripresa prevede tempi leggermente più lunghi. E oltretutto le lesioni del menisco interno prevedono una riabilitazione minore rispetto a quelle del menisco esterno, che sono sempre un pochino più laboriose”.

categorie a rischio rottura menisco

evrim ertik/gettyimages.it

Rottura del menisco: le categorie a rischio

L’infortunio al menisco è un problema che si sente spesso nominare. Chi pratica uno sport, a qualsiasi livello, è più esposto a questo rischio: “ci possono essere lesioni meniscali conseguenti quasi sempre a traumi distorsivi del ginocchio, più o meno importanti, più o meno acute, più o meno invalidanti. Nei pazienti over 50 e over 60, invece, le lesioni meniscali possono essere causate anche da traumi meno importanti su menischi degenerati, quindi meni resistenti dal punto di vista strutturale: un evento distorsivo o anche un iperflessione del ginocchio, un movimento effettuato per inginocchiarsi a terra può determinare una lesione su un menisco degenerato, che probabilmente vent’anni prima non si sarebbe verificata”. La resistenza del menisco, e dunque il rischio di lesione, infatti, sono correlate all’età del paziente: oltre i 40 anni inizia una progressiva degenerazione della cartilagine meniscale che lo rende nel tempo sempre più debole.

Tra le categorie di sportivi quelli a maggior rischio sono quelli che praticano attività di contatto, in cui gli eventi distorsivi del ginocchio sono più frequenti rispetto agli sportivi che praticano attività da soli o chi fa corsa in linea, chi fa maratone e chi fa attività in cui non c’è contatto fisico con l’avversario.

#IlMedicoRisponde: il dottor Ticca risponde alle domande dei nostri lettori

Dopo l’intervista, il dottor Ticca si è dedicato a rispondere ai dubbi espressi dai nostri lettori. Riportiamo qui sia le domande che le risposte del medico, a beneficio di tutti gli utenti del blog.

Pareri discordanti sull’intervento al menisco

Umberto, il primo lettore, ha 40 anni ed è uno sportivo. Ha un menisco rotto, ma ha ricevuto pareri discordanti sull’intervento. Vorrebbe chiedere consiglio al dottor Ticca.

“Prima di tutto bisogna valutare gli esiti della lesione meniscale sul suo ginocchio”, afferma il medico. “Quali sono i fastidi? Quali sono i problemi che gli dà il ginocchio? Quali sono le inabilità determinate dalla lesione meniscale? Se ha dolore, se è impossibilitato a fare attività sportiva, qualora la facesse, e anche durante la vita di tutti i giorni, se questa lesione meniscale determina dei fastidi e delle problematiche quotidiane”.

Entrando più nel dettaglio del caso, “per quanto riguarda un ipotetico paziente di 40 anni con una lesione meniscale, il consiglio è sottoporsi a meniscectomia artroscopica”, continua l’intervistato, “perché in questo modo si risolve velocemente, dal punto di vista chirurgico, e definitivamente il problema meniscale stesso”.

Tempi di recupero post intervento

Luca deve affrontare un intervento al menisco ed è preoccupato per i tempi di recupero. Ha sentito persone che raccontano esperienze molto diverse. Chiede quindi cosa aspettarsi e in che modo, eventualmente, velocizzare questo processo.

“L’intervento di meniscectomia artroscopica viene eseguito in day surgery, quindi il paziente entra in ospedale la mattina e la sera torna a casa”, risponde il dottor Ticca. “Vengono praticate soltanto due piccole incisioni nel ginocchio, una interna e una esterna, per entrare con la sonda artroscopica e con strumenti di microchirurgia. Parliamo di circa 4 mm di diametro, quindi è veramente una operazione microinvasiva, e la sera stessa si cammina, chiaramente con l’ausilio di stampelle. Se le lesioni meniscali sono ampie, l’intervento chirurgico può durare un po’ di più, ma in linea di massima si tratta di 15-20 minuti. La ripresa funzionale è praticamente immediata, e la fisioterapia si inizia in genere quando si chiudono i tramiti artroscopici, quindi dopo 3-4 giorni”.

Per rispondere all’interrogativo più specifico del lettore, il dottor Ticca ricorda che “la ripresa è abbastanza veloce, bisogna però valutare diverse situazioni: se un paziente subisce una lesione meniscale e si opera dopo mesi, è chiaro che serviranno tempi più lunghi rispetto a chi subisce un’operazione in acuto. Anche perché nella maggior parte delle ginocchia con lesioni meniscali il tono muscolare quadricipitale scende, dal momento che inconsciamente il paziente tende a tutelare l’arto con il menisco lesionato usandolo meno. Ad ogni modo, è un intervento dal quale si riprende almeno un’attività quotidiana molto velocemente”.

Esistono fattori di predisposizione?

La nostra lettrice Lidia chiede al dottor Ticca se esistono dei fattori di predisposizione o rischio per le lesioni meniscali, come una scorretta postura o allenamenti sbagliati.

“Esiste una predisposizione anatomica”, risponde il medico, “il ginocchio varo oppure quello valgo (per chiarire: il ginocchio a X e il ginocchio da cavallerizzo o calciatore, più arcuato) possono determinare degli impegni meccanici più importanti sul menisco esterno o sul menisco interno. Per il resto, il sovrappeso ponderale è chiaramente un fattore di rischio maggiore. Partendo dal presupposto che la maggior parte delle lesioni meniscali sono traumatiche, soprattutto nei pazienti sportivi sotto i 40-45 anni, ci sono condizioni predisponenti o favorenti una lesione meniscale, come ad esempio pratiche sportive attuate in maniera incongrua o con eccessivi carichi di peso o in maniera poco fisiologica”.

Dolore a distanza di un anno dall’operazione

Anna ha eseguito una meniscectomia selettiva al ginocchio in artroscopia al menisco appena un anno fa. Purtroppo, però, quando lo carica avverte ancora un dolore forte in prossimità del tendine rotuleo. Vorrebbe un consiglio a questo proposito.

Il dottor Ticca risponde che, partendo dal presupposto che l’intervento sia andato bene, “la fisioterapia e il post-operatorio sono importanti tanto quanto l’operazione stessa. Nel caso specifico di Anna che ha un dolore anteriore al tendine rotuleo, probabilmente non ha guadagnato completamente l’estensione, quindi aumenta il sovraccarico sull’apice rotuleo e quindi sul tendine: una porzione che possiamo considerare extra-articolare. Probabilmente, Anna lo vivrà sulla sua pelle, è un dolore diverso da quello che subiva quando aveva la lesione meniscale: si tratta di un problema che si è sviluppato durante la riabilitazione, nella fisioterapia post-operatoria. Il chirurgo lavora per il tempo dell’artroscopia, dopo il paziente deve essere affidato a un fisioterapista altrettanto bravo, che deve riabilitare un ginocchio che ha subito un intervento, per quanto microinvasivo”.

Quanto sono utili infiltrazioni e fisioterapia?

Riprendiamo l’argomento della fisioterapia con la domanda di Giulia, che nello specifico chiede quanto questa pratica sia importante e utile, e quanto lo siano le infiltrazioni nel percorso di riabilitazione.

“Nel percorso di riabilitazione il paziente ritrova la sua funzionalità. Se il chirurgo vede il paziente nella sede di visita preoperatoria e durante l’intervento, e nei controlli post-operatori, il riabilitatore e il fisioterapista lo incontrano praticamente tutti i giorni. La fisioterapia, quindi, deve essere comunque sempre personalizzata e adeguata alla persona, perché non tutte le lesioni meniscali sono uguali e non tutte le ginocchia sono uguali. Il protocollo deve essere individuale”.

Riguardo alla viscosupplementazione, ovvero le infiltrazioni di acido ialuronico, il medico specifica che possono aiutare, “ma di base il paziente deve avere la remissione del dolore dall’intervento e dalla fisioterapia. Bisogna pensare che le porzioni meniscali lesionate vengono asportate (la minima porzione lesionata possibile), quindi c’è comunque un’alterazione della normale struttura anatomica del paziente, che deve però mantenere la sua funzione di proteggere le cartilagini articolari di tibia e femore e ad aumentare la stabilità articolare. Quindi, quella porzione mancante deve avere un sostegno di tutta quanta la struttura articolare del ginocchio che deve essere gestita dal fisioterapista e dal riabilitatore”.

In conclusione, il dottor Ticca ricorda ancora una volta che “una diagnosi precoce è determinante nel ridurre i tempi post-operatori, o comunque di guarigione delle lesioni meniscali”. Preservare il nostro ginocchio, soprattutto con l’avanzare dell’età e se pratichiamo attività sportive che sottopongono le articolazioni a stress, è dunque una forma di prevenzione fondamentale per la nostra salute. Ma in caso di incidente o di rottura di altro tipo, il primo consiglio è quello di prestare massima attenzione alla fisioterapia riabilitativa, fondamentale per non incorrere in ulteriori problemi futuri, come abbiamo visto. Per questo, esistono i piani assicurativi come Fisioterapia di UniSalute, che aiutano a seguire un percorso di ripresa qualitativamente valido ed economicamente conveniente.

 

Articolo scritto con il contributo del Dott. Roberto Bevoni.

Fonti:

humanitas.it
ospfe.it

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

19 Commenti

  1. Lina ha detto:

    Buonasera ho 55 anni da due mesi che le ginocchie mi scricchiolavano poi una sera salendo le scale la gamba destra mi si fece un rumore così forte che rimasi bloccata che non riuscivo più ad appoggiare il piede a terra, sono andata da un ortopedico sulla mia zona dove mi ha consigliato di farmi tre infiltrazioni con analgesico e cortisone. Sono stata circa un mese alquanto bene,a ora ho di nuovo il dolore nel ginocchio destro dove ho fatto la Risonanza magnetica e risulta lesionati i menischi tutti e due ma il più rovinato adesso è il destro che comincio di nuovo a non camminare bene e mi fa male, sto prendendo da 2 giorni mattina e sera arcochesia da 60 comp e efferalgan paracetamolo solo a pranzo. Cosa mi consigliate? Queste comprese le prendo da ieri sera, e il caso da fare riabilitazione o da operare?vorrei un Vs consiglio o farmi infiltrazione con acido ianulorico? Aspetto un Vs riscontro al riguardo porgo cordiali saluti

    1. Il Blog di UniSalute ha detto:

      Buonasera Lina, scusa il ritardo della risposta, purtroppo il tuo commento ci era sfuggito. Può esserti ancora utile un nostro contributo o, come speriamo, si è risolto tutto per il meglio?
      Grazie e scusa ancora.

  2. Luigi Di Campli ha detto:

    Buon giorno alla fine di Agosto 2017 ho iniziato ad avere dei fastidi al ginocchio dx , il dottore che mi ha visitato dopo avergli portate le normali I radiografia ha evidenziato :epicondilità ginocchio dx, rizoartrosi bilaterale e meniscopatia mediale dx in iniziale poliartrosi , mi e stata prescritta artrosulfur visc per 30 gg.
    synflex forte 550 , 10 laser a ultrasuoni e 10 tecar dopo di aver fatto questa riabilitazione cmq il dolore non e passato allora mi sono recato ad un altro dottore il quale mi ha prescritto una R.M. la stessa ha evidenziato
    le seguenti diagnosi quadro artrosico tricompartimentale,meniscosi con lesione del corpo-corno posteriore del menisco interno,meniscosi del corpo-corno del menisco esterno , sostanzialmente nella norma il pivot centrale e le componenti capsule-legamentose,verosimile cisti ossea erosiva e carico della testa peroneale ,tendinopatia inserzionale del tendine quadricipitale ,entesopatia inserzionale calcifica del tendine rotuleo in sede tibiale , lieve distensione reattiva della borsa del gastrocnemio-semimembranoso , sinovite reattiva con lieve quota di versamento endoarticolare ,ispessimento reattivo delle settature deel corpo adiposo di Hoffa, rotula in lieve atteggiamento di iperpressione esterna
    Il dottore vista la RM ha prescritto 10 sedute di tens e ionoforesi con l’acquisto del farmaco EXNEF 60 ,ho 57 anni a questo punto non so perche alcuni mi hanno detto di operare ma a 57 anni mneglio di no c’e chi mi ha prescritto di fasre 1 puntura di acido ianuronico con ecografo detto che l’ultima terapia ancora non viene iniziata a questo punto vorrei avere un consiglio grazie

  3. Catia ha detto:

    Buona sera, soffro di grave instabilità rotulea bilaterale al ginocchio dx e modesta al ginocchio sx.a marzo 2018sono stata sottoposta al intervento ginocchio dx con tta e plastica rotulea ,dopo quattro mesi di FKT e rinforzo del quadricipite sto abbastanza bene con un po’ di dolore a salire e scale o a mettere carico totale con ginocchio un po’ piegato e smette apenna rilascio ( la mia domanda è:il dolore che sento è una cosa normale?passa continuando rinforzo muscolare in palestra?.
    Ad oggi dopo 4 mesi anche il ginocchio sx comincia a darmi problemi : 2/3volte lussazione di rotula, lieve dolore e blocco della arto dopo 10min che rimango ferma in piedi. se dovrei operarmi con la stessa tecnica ,quanto tempo dovrebbe passare tra un intervento e la altro? Grazie in attesa di una risposta
    Cordiali saluti

    1. Dott. Roberto Bevoni ha detto:

      Buongiorno Catia,
      il decorso postoperatorio è regolare, normale che ci sia ancora un po’ di dolore. Continui con il percorso di recupero funzionale.
      Tra un intervento e l’altro consiglio di lasciar passare 1 anno, in modo che il ginocchio operato sia in grado di sostenerla durante il periodo postoperatorio del prossimo intervento.
      Grazie per averci scritto, continui a seguirci. A presto.

  4. MARIO ha detto:

    Buongiorno ,ho 66 anni e da 23 ho una fessurazione obbliqua incompleta del C8 menisco mediale del ginocchio dx.
    Già 23 anni fa ho evitato l’intervento chirurgico. Ho imparato a convivere con un dolorino ,ho anche fatto sport quale corse amatoriali di max 10 Km. Quando faccio le scale o percorsi a piedi accidentati il dolore aumenta.Adesso che dello sport ne faccio meno in dolore è aumentato,pur avendo momenti buoni e meno buoni.Ho provato ad abbandonare la corsa e fare della bicicletta ed il dolore non compare.
    Mi sono deciso a tornare dall’ortopedico che mi ha consigliato di intervenire chirurgicamente e di asportare la lesione meniscale e pulizia articolare.
    Io sono sempre molto prevenuto negli interventi chirurgici se non di necessità urgente.
    Quindi sono nel dubbio di efettuarlo . Cosa mi consigliate?

  5. Lorenza ha detto:

    Buongiorno,a seguito di un intervento di meniscectomia parziale del menisco laterale, causa lesione del corno posteriore mediale mi si è formata una borsite pararotulea che l ortopedico ha provveduto a siringare e che,purtroppo si è riformata .Cosa mi consiglia di fare prima di arrivare a siringarla di nuovo e in ultima analisi a inciderla,È utile la tecarterapia o altro?Grazie per L’attenzione

  6. Elena ha detto:

    Buongiorno 🙂
    Ho 32 anni, non sono sportiva. Da mesi avverto uno scricchiolio al ginocchio destro, senza particolari dolori. Tutto in seguito ad un trauma, una rotazione del femore a piede fisso al suolo.
    Mi son recata dal medico, il quale mi ha indirizzato verso una risonanza.
    Il referto è: “il menisco mediale presenta lesione verticale a decorso longitudinale del corno posteriore, tendente ad isolare frammento in corrispondenza dell’apice.
    Neil imiti menisco esterno Regolari i legamenti crociatii e collaterali.
    non versamento articolare.
    Appena più evidente la plica sinoviale medio patella, concomitanza assottigliamento delle cartilagini ialine alla cresta mediana della rotula. Regolare tendine sottorotuleo”.

    Vedrò l’ortopedico a breve.
    Ormai i dolori iniziano ad essere molto forti.

    Quale potrebbe esser l’iter che mi aspetterà?
    E c’è qualcosa che posso fare, oltre a prendere synflex, per far diminuire i dolori?
    Io sono ormai molto condizionata nella quotidianità a svolgere qualsiasi movimento e sento dolore anche stando seduta, non riesco più a camminare serenamente e … se lo faccio… i dolori son sempre più forti.
    Lo scricchiolio è però diminuito.

    Ringrazio per una eventuale risposta.

  7. Lucia nappi ha detto:

    salve o bisogno di consigli un anno fa sono stata operata al menisco cartilagine o fatto fisioterapia ed altro ma e più di n anno che non riesco più a camminare o consultato altri ortopedici o fatto tanti esami ma nessuno mi sa dire come mai unica cosa e che mi dicono infiammazione nessuno mi da una cura cosa posso fare o 52 anni

  8. Fabiola Segna ha detto:

    Buonasera ho 52 anni e 10 giorni fa ho fatto un intervento in artoscopia per una lesione meniscale.Dopo una settimana ho fatto il controllo e mi hanno consigliato un ciclo di fisioterapie.Sono un po’ in ansia perché ho paura che anche dopo fatto le fisioterapie io non possa più camminare correttamente,adesso faccio fatica a camminare non riesco assolutamente a piegare la gamba e dopo qualche passo sento la gamba irrigidirsi e appesantirsi al punto che devo sedermi e sollevarla.È normale che io abbia questi sintomi? Una volta iniziati gli esercizi di fisioterapia miglioreranno le cose? Ho paura di non camminare più correttamente….

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Ciao Fabiola, la fisioterapia serve proprio ad evitare tutte le complicanze che ravvisi e segnali dopo un intervento di meniscectomia: con il passare del tempo, quindi, la situazione dovrebbe migliorare. Ti facciamo i migliori auguri di pronta guarigione 🙂

  9. Margareta ha detto:

    Buona sera, ho 56 anni, in seguito ad una caduta ho fatto un RMN mi hanno trovato note artosiche al comparto mediale con condropatia e edema spongioso midollare alla porzione posteriore del’epifisi tibiale, meniscopatia mediale con rottura del corno posteriore, mi e stato detto che non sono da operare ma devo fare ciclo di FKT per rinforzo muscolare e FKT antalgica (laserterapia ,magnetoterapia). E meglio seguire la fisioterapia, mi aiutera ad stare meglio e sparire il dolore, oppure e meglio se mi potessi operare ? Grazie per una eventuale risposta!

  10. Antonio masi ha detto:

    Buongiorno ho 47 anni, nel 93 mi hanno operato di crociati menisco ecc , a causa caduta su motorino, fino ad un ad un mese fa tt ok.
    Diciamo che per un anno la sera andavo a camminare circa 7km di passeggiate.
    Tt ad un tratto mi si e gonfiato il ginocchio, dopo soldi inutili spesi da terapista , a settembre 2019 sono stato operato di menisco interno sempre allo stesso ginocchio sx.Adesso mi vengono a dire a distanza di 26 anni fa operato il ginocchio,che io non ho tonificazione del quadricipite dal 93.
    Io che cosa ne sapevo all epoca? Nessuno mi aveva detto nulla , e per io adesso mi sono operato.
    Addirittura ho anche artrosi al ginocchio.
    E una settimana che vado in palestra e per rinforzare il quadricipite e dura , ma con esercizi fatti piano piano, vengo a casa e mi ritrovo ginocchio indolenzito e mi fa male.
    Ci metto ghiaccio ,e ritorno benino.
    Mi dite è normale tt questo?
    Come posso rinforzare il quadricipite dopo 26 anni che non lo sapevo, ma nonostante ciò io ballavo e sono molto atletico.
    Aiutatemi a capire bn adesso x rimettermi in forma ed evitare una protesi futura.
    Grazie

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Buongiorno Antonio. Risalire a scarso trattamento di 26 anni fa ci sembra un po’ arduo, anche perché, facendo camminate e altre attività motorie, hai rafforzato certamente in maniera adeguata il quadricipite e tutti i muscoli dell’arto. Il nostro consiglio è di continuare a farlo; riteniamo inoltre che attualmente sia da valutare la formazione di un’artrosi, ecco perché probabilmente dovresti sottoporti ad una TAC, e consultare poi un ortopedico che abbia un’esperienza specifica sul trattamento delle patologie del ginocchio anche post meniscectomia. Ti auguriamo di tornare presto in forma.
      Il team di UniSalute

  11. Rusu Iuliana ha detto:

    Vorei sapere dopo un intervento al menisco mediale ,serve per forza una fisioterapia ??Si puo fare anche acasa da soli degli esercizi per recuperare la mobilita nela gamba??

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Buoansera Iuliana, la fisioterapia serve ma deve essere programmata o sorvegliata da un fisioterapista, che ti indicherà gli esercizi più adeguati.
      Ti auguriamo di rimetterti presto 🙂

  12. Elle ha detto:

    Buongiorno, a seguito di un infortunio ho una lesione meniscale a manico di secchio piuttosto estesa, l’indicazione di un suo collega è l’intervento per l’asportazione del flap meniscale, ma ho letto che al Rizzoli in pazienti giovani, io ho 35 anni, cercate di effettuare una protesizzazione con materiali compatibili per cercare di evitare fenomeni artrosici.
    E’ esattamente così?

  13. alessia ha detto:

    buongiorno,

    potrei sapere per cortesia quanto è importante in paziente affetto da artrite reumatoide giovanile mobilizzare subito l’articolazione a seguito di intervento chirurgico del menisco. Quali conseguenze può avere rimanere fermi per tanti giorni? esiste un protocollo su cui posso documentarmi?
    grazie

    1. Il blog di UniSalute ha detto:

      Buonasera Alessia, la riabilitazione deve essere valutata non solo quale completamento del trattamento post operatorio, ma anche in base all’attività del processo infiammatorio, che può aver condizionato altre alterazioni di ginocchio, e può comunque necessitare di terapie antinfiammatorie in contemporanea. Ti auguriamo di risolvere presto 🙂

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