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Intervento al menisco: quando è necessario e quanto dura la riabilitazione?

La rottura del menisco è una delle lesioni più comuni che riguardano questa delicata struttura del ginocchio. Può avvenire durante la pratica sportiva, a seguito di traumi, oppure per cause degenerative e può colpire ad ogni età.

Data l’importanza dell’articolazione e il ruolo che il menisco svolge all’interno di questo meccanismo, si tratta di un incidente da non sottovalutare. È consigliabile, infatti, intervenire subito mediante cure specifiche o, se necessario, ricorrere allachirurgia.Inoltre, non si può sottovalutare la fase post-operatoria, durante la quale bisogna svolgere una buona riabilitazione.Vediamo, dunque, in quali casi, dopo la rottura, è necessario sottoporsi a un intervento al menisco, in cosa consiste e cosa prevede la fase riabilitativa.

Intervento al menisco: quando farlo?

La terapia proposta per una lesione del menisco varia in base ai seguenti fattori:

  • tipologia di infortunio
  • gravità dello stesso
  • all’età del paziente coinvolto.

Nel caso in cui, per esempio, la lesione sia lieve, può essere sufficiente un trattamento di tipo conservativo che preveda riposo, ghiaccio e farmaci (sotto stretta prescrizione del medico), in maniera tale che la guarigione possa avvenire spontaneamente e il dolore si allevi.

Questa strategia non è, tuttavia, adatta ai casi più gravi, per cui è necessaria la correzione chirurgica. Il menisco, infatti, è al centro del sistema di ammortizzazione del ginocchio: è quindi fondamentale per un corretto uso dell’articolazione.

Tsikhan Kuprevich/gettyimages.it

Operazione al menisco: come avviene e quanto dura

In passato, in caso di lesione si tendeva a rimuovere una porzione ampia della struttura meniscale. Progressivamente, si è cercato invece di preservarla, asportando solo la parte rotta e salvando così, per quanto possibile, la capacità di ammortizzazione residua.

Tuttavia, le tipologie di operazione al menisco restano le seguenti:

  • riparazione della lesione mediante sutura
  • rimozione della parte danneggiata del menisco
  • rimozione e sostituzione attraverso trapianto o installazione di un menisco artificiale, se la rottura è più ampia.

Questi interventi vengono eseguiti spesso in artroscopia, quindi in modo poco invasivo. Nel prossimo paragrafo, vedremo più nel dettaglio come avviene l’operazione e quanto dura.

Attualmente nei pazienti giovani, in cui c’è maggiore possibilità che i tessuti si rigenerino e tornino alla normale funzionalità, si cerca di riparare le lesioni suturandole. Nelle persone di età superiore ai 50 anni, invece, se la lesione non è complessa, è consigliabile preservare il ginocchio utilizzando trattamenti non chirurgici, come le infiltrazioni di acido ialuronico.

Artroscopia al menisco: in cosa consiste?

Gli interventi al menisco avvengono di solito in artroscopia e hanno una durata di 15-20 minuti circa. Si tratta di una tecnica chirurgica altamente tecnologica e poco invasiva che, negli ultimi anni, è utilizzata con sempre maggiore frequenza nel caso di interventi chirurgici al ginocchio e, tra questi, anche per quelli legati alla rottura del menisco.

artroscopia menisco

edwardolive/gettyimages.it

Questa tecnica permette, grazie a una piccola videocamera, di visualizzare la cavità articolare ingrandita su un monitor, consentendo al chirurgo di analizzare e osservare le strutture interne al ginocchio senza dover intervenire con incisioni chirurgiche importanti. In questo modo, è possibile intervenire sulla lesione meniscale in manierameno invasiva, tant’è che in alcuni casi l’artroscopia non richiede il ricovero ospedaliero.

L’artroscopia può essere applicata in caso di rottura del menisco, a discrezione del chirurgo. In caso di lesione del menisco senza complicanze, sono stati registrati importanti risultati grazie al suo impiego, sebbene il paziente avrà una predisposizione a sviluppare l’artrosi. È bene, tuttavia, sottolineare che, nel caso di lesioni alla cartilagine, l’artroscopia può portare soltanto a un rallentamento del processo di deterioramento della cartilagine articolare, non a una risoluzione completa del problema. Infatti, comporta un alleviamento del dolore nell’immediato, ma l’area interessata alla lesione resta delicata e richiede anche in futuro un’attenzione specifica per evitare ulteriori disturbi o criticità.

Riabilitazione dopo la rottura del menisco: quanto dura?

La fisioterapia dopo un intervento al menisco è molto importante e le tempistiche del recupero cambiano a seconda dell’intervento. Se il menisco lesionato è stato rimosso e sostituito, si potrà tornare a camminare già dopo pochi giorni, mentre se c’è stata una sutura chirurgica sarà necessario utilizzare le stampelle per alcune settimane.

Nel primo caso, chi ha sempre praticato sport recupererà le funzionalità dell’articolazione già dopo le prime quattro settimane di fisioterapia, ma dovrà continuare a eseguire gli esercizi per la riabilitazione, con allenamenti specifici a seconda dell’attività sportiva. Se la lesione del menisco è di piccola entità e in assenza di artrosi, il ginocchio tornerà in forma e, come spesso accade, al livello di attività sportiva che aveva prima del trauma. In caso di lesioni più importanti, invece, in particolar modo in presenza di grave rottura del menisco laterale o di artrosi, la ripresa completa delle funzionalità del ginocchio sarà più lenta, anche per chi pratica sport.

L’intervento espone comunque l’articolazione a un aumento dello stress a livello della cartilagine: sarà meglio, dunque, utilizzare calzature ammortizzate, solette in gel e assumere, ciclicamente e seguendo le indicazioni di un medico, degli integratori che contengono componenti strutturali e protettivi per la cartilagine.

riabilitazione menisco

Charday Penn/gettyimages.it

Esercizi consigliati per riabilitazione al menisco

I protocolli variano a seconda della metodica chirurgica utilizzata: dopo l’operazione è fondamentale un programma di ripresa personalizzato che tenga conto dell’infiammazione, cercando di dare quanto prima mobilità dell’articolazione e di eseguire esercizi già durante la prima settimana, dopo due-tre giorni di riposo.

Dalla seconda settimana si passa al rinforzo muscolare e alla ripresa progressiva del carico sul ginocchio. Piani di ripresa più cauti devono essere osservati dopo interventi di sutura o trapianto, in cui bisogna proteggere più a lungo il sito riparato o il menisco sostituito.

Per la riabilitazione nelle prime fasi dopo l’intervento è sempre bene farsi seguire da fisioterapisti esperti, che indicheranno gli esercizi da eseguire, in palestra e a casa. La mobilizzazione passiva, come detto, inizia il primo giorno dopo l’intervento. Allo stesso tempo potranno essere utilizzati i campi elettromagnetici pulsati, una terapia consigliata per diminuire l’infiammazione post-chirurgica.

Rottura del menisco: le categorie a rischio

La resistenza del menisco, e dunque il rischio di lesione, è correlata all’età del paziente, infatti oltre i 40 anni inizia una progressiva degenerazione della cartilagine meniscale che lo rende nel tempo sempre più debole.

categorie a rischio rottura menisco

evrim ertik/gettyimages.it

Negli sport ad elevata intensità e nelle attività lavorative che presuppongono un carico sul ginocchio, le lesioni del menisco sono più frequenti. I movimenti a cui prestare attenzione, durante l’attività sportiva, sono quelli con rotazione veloce e flesso-estensione del ginocchio, oppure il sollevamento pesi da terra. Di conseguenza, gli sport che mettono più a rischio questa struttura sono quelli che portano a effettuare frequenti cambi di direzione e scatti con arresti immediati, ovvero:

  • calcio
  • basket
  • rugby
  • football americano
  • tennis.

Anche negli adolescenti le lesioni del menisco sono diventate frequenti: i principali motivi sono la partecipazione sempre maggiore a sport agonistici da parte dei ragazzi, e il focalizzarsi in età infantile, da parte delle famiglie, su una sola pratica. Ma è negli ultraquarantenni, come detto, che la rottura del menisco ha maggiore incidenza, soprattutto quella degenerativa. Inoltre, se il ginocchio in questione è affetto da artrosi, il menisco risulta essere più esposto a sovraccarico, per una diminuita elasticità della cartilagine.

Preservare il nostro ginocchio, soprattutto con l’avanzare dell’età e se pratichiamo attività sportive che sottopongono le articolazioni a stress, è dunque una forma di prevenzione fondamentale per la nostra salute. Ma in caso di incidente o di rottura di altro tipo, il primo consiglio è quello di prestare massima attenzione alla fisioterapia riabilitativa, fondamentale per non incorrere in ulteriori problemi futuri. Per questo, esistono i piani assicurativi come Fisioterapia di UniSalute, che aiutano a seguire un percorso di ripresa qualitativamente valido ed economicamente conveniente.

 

Articolo scritto con il contributo del Dott. Roberto Bevoni e di Angela Caporale.

Fonti:

humanitas.it
ospfe.it

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

19 Commenti

  1. Avatar Lina ha detto:

    Buonasera ho 55 anni da due mesi che le ginocchie mi scricchiolavano poi una sera salendo le scale la gamba destra mi si fece un rumore così forte che rimasi bloccata che non riuscivo più ad appoggiare il piede a terra, sono andata da un ortopedico sulla mia zona dove mi ha consigliato di farmi tre infiltrazioni con analgesico e cortisone. Sono stata circa un mese alquanto bene,a ora ho di nuovo il dolore nel ginocchio destro dove ho fatto la Risonanza magnetica e risulta lesionati i menischi tutti e due ma il più rovinato adesso è il destro che comincio di nuovo a non camminare bene e mi fa male, sto prendendo da 2 giorni mattina e sera arcochesia da 60 comp e efferalgan paracetamolo solo a pranzo. Cosa mi consigliate? Queste comprese le prendo da ieri sera, e il caso da fare riabilitazione o da operare?vorrei un Vs consiglio o farmi infiltrazione con acido ianulorico? Aspetto un Vs riscontro al riguardo porgo cordiali saluti

    1. Avatar Il Blog di UniSalute ha detto:

      Buonasera Lina, scusa il ritardo della risposta, purtroppo il tuo commento ci era sfuggito. Può esserti ancora utile un nostro contributo o, come speriamo, si è risolto tutto per il meglio?
      Grazie e scusa ancora.

  2. Avatar Luigi Di Campli ha detto:

    Buon giorno alla fine di Agosto 2017 ho iniziato ad avere dei fastidi al ginocchio dx , il dottore che mi ha visitato dopo avergli portate le normali I radiografia ha evidenziato :epicondilità ginocchio dx, rizoartrosi bilaterale e meniscopatia mediale dx in iniziale poliartrosi , mi e stata prescritta artrosulfur visc per 30 gg.
    synflex forte 550 , 10 laser a ultrasuoni e 10 tecar dopo di aver fatto questa riabilitazione cmq il dolore non e passato allora mi sono recato ad un altro dottore il quale mi ha prescritto una R.M. la stessa ha evidenziato
    le seguenti diagnosi quadro artrosico tricompartimentale,meniscosi con lesione del corpo-corno posteriore del menisco interno,meniscosi del corpo-corno del menisco esterno , sostanzialmente nella norma il pivot centrale e le componenti capsule-legamentose,verosimile cisti ossea erosiva e carico della testa peroneale ,tendinopatia inserzionale del tendine quadricipitale ,entesopatia inserzionale calcifica del tendine rotuleo in sede tibiale , lieve distensione reattiva della borsa del gastrocnemio-semimembranoso , sinovite reattiva con lieve quota di versamento endoarticolare ,ispessimento reattivo delle settature deel corpo adiposo di Hoffa, rotula in lieve atteggiamento di iperpressione esterna
    Il dottore vista la RM ha prescritto 10 sedute di tens e ionoforesi con l’acquisto del farmaco EXNEF 60 ,ho 57 anni a questo punto non so perche alcuni mi hanno detto di operare ma a 57 anni mneglio di no c’e chi mi ha prescritto di fasre 1 puntura di acido ianuronico con ecografo detto che l’ultima terapia ancora non viene iniziata a questo punto vorrei avere un consiglio grazie

  3. Avatar Catia ha detto:

    Buona sera, soffro di grave instabilità rotulea bilaterale al ginocchio dx e modesta al ginocchio sx.a marzo 2018sono stata sottoposta al intervento ginocchio dx con tta e plastica rotulea ,dopo quattro mesi di FKT e rinforzo del quadricipite sto abbastanza bene con un po’ di dolore a salire e scale o a mettere carico totale con ginocchio un po’ piegato e smette apenna rilascio ( la mia domanda è:il dolore che sento è una cosa normale?passa continuando rinforzo muscolare in palestra?.
    Ad oggi dopo 4 mesi anche il ginocchio sx comincia a darmi problemi : 2/3volte lussazione di rotula, lieve dolore e blocco della arto dopo 10min che rimango ferma in piedi. se dovrei operarmi con la stessa tecnica ,quanto tempo dovrebbe passare tra un intervento e la altro? Grazie in attesa di una risposta
    Cordiali saluti

    1. Avatar Dott. Roberto Bevoni ha detto:

      Buongiorno Catia,
      il decorso postoperatorio è regolare, normale che ci sia ancora un po’ di dolore. Continui con il percorso di recupero funzionale.
      Tra un intervento e l’altro consiglio di lasciar passare 1 anno, in modo che il ginocchio operato sia in grado di sostenerla durante il periodo postoperatorio del prossimo intervento.
      Grazie per averci scritto, continui a seguirci. A presto.

  4. Avatar MARIO ha detto:

    Buongiorno ,ho 66 anni e da 23 ho una fessurazione obbliqua incompleta del C8 menisco mediale del ginocchio dx.
    Già 23 anni fa ho evitato l’intervento chirurgico. Ho imparato a convivere con un dolorino ,ho anche fatto sport quale corse amatoriali di max 10 Km. Quando faccio le scale o percorsi a piedi accidentati il dolore aumenta.Adesso che dello sport ne faccio meno in dolore è aumentato,pur avendo momenti buoni e meno buoni.Ho provato ad abbandonare la corsa e fare della bicicletta ed il dolore non compare.
    Mi sono deciso a tornare dall’ortopedico che mi ha consigliato di intervenire chirurgicamente e di asportare la lesione meniscale e pulizia articolare.
    Io sono sempre molto prevenuto negli interventi chirurgici se non di necessità urgente.
    Quindi sono nel dubbio di efettuarlo . Cosa mi consigliate?

  5. Avatar Lorenza ha detto:

    Buongiorno,a seguito di un intervento di meniscectomia parziale del menisco laterale, causa lesione del corno posteriore mediale mi si è formata una borsite pararotulea che l ortopedico ha provveduto a siringare e che,purtroppo si è riformata .Cosa mi consiglia di fare prima di arrivare a siringarla di nuovo e in ultima analisi a inciderla,È utile la tecarterapia o altro?Grazie per L’attenzione

  6. Avatar Elena ha detto:

    Buongiorno 🙂
    Ho 32 anni, non sono sportiva. Da mesi avverto uno scricchiolio al ginocchio destro, senza particolari dolori. Tutto in seguito ad un trauma, una rotazione del femore a piede fisso al suolo.
    Mi son recata dal medico, il quale mi ha indirizzato verso una risonanza.
    Il referto è: “il menisco mediale presenta lesione verticale a decorso longitudinale del corno posteriore, tendente ad isolare frammento in corrispondenza dell’apice.
    Neil imiti menisco esterno Regolari i legamenti crociatii e collaterali.
    non versamento articolare.
    Appena più evidente la plica sinoviale medio patella, concomitanza assottigliamento delle cartilagini ialine alla cresta mediana della rotula. Regolare tendine sottorotuleo”.

    Vedrò l’ortopedico a breve.
    Ormai i dolori iniziano ad essere molto forti.

    Quale potrebbe esser l’iter che mi aspetterà?
    E c’è qualcosa che posso fare, oltre a prendere synflex, per far diminuire i dolori?
    Io sono ormai molto condizionata nella quotidianità a svolgere qualsiasi movimento e sento dolore anche stando seduta, non riesco più a camminare serenamente e … se lo faccio… i dolori son sempre più forti.
    Lo scricchiolio è però diminuito.

    Ringrazio per una eventuale risposta.

  7. Avatar Lucia nappi ha detto:

    salve o bisogno di consigli un anno fa sono stata operata al menisco cartilagine o fatto fisioterapia ed altro ma e più di n anno che non riesco più a camminare o consultato altri ortopedici o fatto tanti esami ma nessuno mi sa dire come mai unica cosa e che mi dicono infiammazione nessuno mi da una cura cosa posso fare o 52 anni

  8. Avatar Fabiola Segna ha detto:

    Buonasera ho 52 anni e 10 giorni fa ho fatto un intervento in artoscopia per una lesione meniscale.Dopo una settimana ho fatto il controllo e mi hanno consigliato un ciclo di fisioterapie.Sono un po’ in ansia perché ho paura che anche dopo fatto le fisioterapie io non possa più camminare correttamente,adesso faccio fatica a camminare non riesco assolutamente a piegare la gamba e dopo qualche passo sento la gamba irrigidirsi e appesantirsi al punto che devo sedermi e sollevarla.È normale che io abbia questi sintomi? Una volta iniziati gli esercizi di fisioterapia miglioreranno le cose? Ho paura di non camminare più correttamente….

    1. Avatar Il blog di UniSalute ha detto:

      Ciao Fabiola, la fisioterapia serve proprio ad evitare tutte le complicanze che ravvisi e segnali dopo un intervento di meniscectomia: con il passare del tempo, quindi, la situazione dovrebbe migliorare. Ti facciamo i migliori auguri di pronta guarigione 🙂

  9. Avatar Margareta ha detto:

    Buona sera, ho 56 anni, in seguito ad una caduta ho fatto un RMN mi hanno trovato note artosiche al comparto mediale con condropatia e edema spongioso midollare alla porzione posteriore del’epifisi tibiale, meniscopatia mediale con rottura del corno posteriore, mi e stato detto che non sono da operare ma devo fare ciclo di FKT per rinforzo muscolare e FKT antalgica (laserterapia ,magnetoterapia). E meglio seguire la fisioterapia, mi aiutera ad stare meglio e sparire il dolore, oppure e meglio se mi potessi operare ? Grazie per una eventuale risposta!

  10. Avatar Antonio masi ha detto:

    Buongiorno ho 47 anni, nel 93 mi hanno operato di crociati menisco ecc , a causa caduta su motorino, fino ad un ad un mese fa tt ok.
    Diciamo che per un anno la sera andavo a camminare circa 7km di passeggiate.
    Tt ad un tratto mi si e gonfiato il ginocchio, dopo soldi inutili spesi da terapista , a settembre 2019 sono stato operato di menisco interno sempre allo stesso ginocchio sx.Adesso mi vengono a dire a distanza di 26 anni fa operato il ginocchio,che io non ho tonificazione del quadricipite dal 93.
    Io che cosa ne sapevo all epoca? Nessuno mi aveva detto nulla , e per io adesso mi sono operato.
    Addirittura ho anche artrosi al ginocchio.
    E una settimana che vado in palestra e per rinforzare il quadricipite e dura , ma con esercizi fatti piano piano, vengo a casa e mi ritrovo ginocchio indolenzito e mi fa male.
    Ci metto ghiaccio ,e ritorno benino.
    Mi dite è normale tt questo?
    Come posso rinforzare il quadricipite dopo 26 anni che non lo sapevo, ma nonostante ciò io ballavo e sono molto atletico.
    Aiutatemi a capire bn adesso x rimettermi in forma ed evitare una protesi futura.
    Grazie

    1. Avatar Il blog di UniSalute ha detto:

      Buongiorno Antonio. Risalire a scarso trattamento di 26 anni fa ci sembra un po’ arduo, anche perché, facendo camminate e altre attività motorie, hai rafforzato certamente in maniera adeguata il quadricipite e tutti i muscoli dell’arto. Il nostro consiglio è di continuare a farlo; riteniamo inoltre che attualmente sia da valutare la formazione di un’artrosi, ecco perché probabilmente dovresti sottoporti ad una TAC, e consultare poi un ortopedico che abbia un’esperienza specifica sul trattamento delle patologie del ginocchio anche post meniscectomia. Ti auguriamo di tornare presto in forma.
      Il team di UniSalute

  11. Avatar Rusu Iuliana ha detto:

    Vorei sapere dopo un intervento al menisco mediale ,serve per forza una fisioterapia ??Si puo fare anche acasa da soli degli esercizi per recuperare la mobilita nela gamba??

    1. Avatar Il blog di UniSalute ha detto:

      Buoansera Iuliana, la fisioterapia serve ma deve essere programmata o sorvegliata da un fisioterapista, che ti indicherà gli esercizi più adeguati.
      Ti auguriamo di rimetterti presto 🙂

  12. Avatar Elle ha detto:

    Buongiorno, a seguito di un infortunio ho una lesione meniscale a manico di secchio piuttosto estesa, l’indicazione di un suo collega è l’intervento per l’asportazione del flap meniscale, ma ho letto che al Rizzoli in pazienti giovani, io ho 35 anni, cercate di effettuare una protesizzazione con materiali compatibili per cercare di evitare fenomeni artrosici.
    E’ esattamente così?

  13. Avatar alessia ha detto:

    buongiorno,

    potrei sapere per cortesia quanto è importante in paziente affetto da artrite reumatoide giovanile mobilizzare subito l’articolazione a seguito di intervento chirurgico del menisco. Quali conseguenze può avere rimanere fermi per tanti giorni? esiste un protocollo su cui posso documentarmi?
    grazie

    1. Avatar Il blog di UniSalute ha detto:

      Buonasera Alessia, la riabilitazione deve essere valutata non solo quale completamento del trattamento post operatorio, ma anche in base all’attività del processo infiammatorio, che può aver condizionato altre alterazioni di ginocchio, e può comunque necessitare di terapie antinfiammatorie in contemporanea. Ti auguriamo di risolvere presto 🙂

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