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intervento tunnel carpale

Intervento al tunnel carpale: come si esegue e quali sono i vantaggi

L’intervento al tunnel carpale è usato per trattare e potenzialmente guarire la condizione nota come “sindrome del tunnel carpale”, disturbo molto frequente che causa alterazione della sensibilità, formicolio e intorpidimento alle prime dita della mano. Il primo approccio, spesso, è di tipo non chirurgico, ad esempio attraverso farmaci antidolorifici da banco, terapia fisica, modifiche all’attrezzatura di lavoro, stecche per il polso, per alleviare il gonfiore e il dolore. Tuttavia, questi trattamento possono non essere risolutivi, per questo si ricorre all’operazione di cui parleremo nell’articolo, per spiegare in cosa consiste, quali sono i vantaggi e come riprendere le attività quotidiane e professionali nel post-operatorio.

Sindrome del tunnel carpale: cos’è e quali sono i sintomi

La “sindrome del tunnel carpale” è una condizione che si manifesta spesso anche in maniera dolorosa, ma soprattutto con l’intorpidimento di alcune dita della mano – tipicamente pollice, indice, medio e a volte anulare – in particolare nelle ore notturne.

Le donne sopra i 45 anni di età sono più colpite, poiché i loro polsi sono più piccoli di quelli maschili: questo disturbo, infatti, compare quando si riduce lo spazio all’interno del tunnel carpale, in cui passa il nervo mediano che, insieme ai tendini, consente alle dita di muoversi. Se all’interno del tunnel i tessuti si gonfiano, possono premere sul nervo provocando intorpidimento e formicolio delle prime dita della mano (a volte, può essere colpita tutta la mano), dolore e, a lungo andare, una perdita di funzionalità. I sintomi tendono inoltre a essere peggiori sul pollice e possono arrivare a interessare anche l’intero arto superiore.

sindrome tunnel carpale

Pikusisi-Studio/gettyimages.it

Cause della sindrome del tunnel carpale

La sindrome del tunnel carpale è soprattutto legata all’anatomia: alcune persone, che per costituzione hanno il canale più stretto, possono più facilmente andare incontro a questo disturbo. Può inoltre essere causata da una lesione, come una distorsione o una frattura, a carico del polso, dall’uso continuato di strumenti vibranti (per esempio i martelli pneumatici), o da altri movimenti ripetuti; in alcuni casi, è collegato a gravidanza, diabete, malattie della tiroide e artrite reumatoide.

Come si diagnostica la sindrome del tunnel carpale

Il “test di Phalen” è in genere il primo strumento di diagnosi per la sindrome del tunnel carpale. Si tratta di un esame che può essere facilmente effettuato dal medico, stringendo il polso del paziente con le dita. Se il nervo mediano è infiammato, entro 30 secondi la persona avvertirà un formicolio. In seguito, verrà prescritta un’elettromiografia, che fornirà delle informazioni più approfondite sullo stato di salute del nervo.

Tunnel carpale: quando occorre sottoporsi all’intervento chirurgico?

Il trattamento conservativo della sindrome del tunnel carpale non sempre è risolutivo. Questo vuol dire che, dopo aver provato trattamenti a base di farmaci o di terapie fisiche, molti pazienti devono sottoporsi all’intervento chirurgico, per risolvere definitivamente il problema ed evitare che ci siano conseguenze come la perdita parziale di funzionalità e movimento, dovuta all’indebolimento dei muscoli di mani e polsi. Se il nervo viene compresso a lungo e per molto tempo, infatti, non è più in grado di trasmettere gli impulsi nervosi. L’operazione chirurgica prevede che il chirurgo tagli il legamento che preme sul tunnel carpale per far spazio al nervo mediano e ai tendini che si trovano all’interno.

tunnel carpale mani

eclipse_images/gettyimages.it

Intervento al tunnel carpale: in cosa consiste?

L’intervento al tunnel carpale è di solito una procedura ambulatoriale, che non richiede alcun ricovero, avviene in anestesia locale e dura pochi minuti. Esistono due tipi di chirurgia, il metodo tradizionale a cielo aperto e quello endoscopico.

Nel primo caso, il chirurgo pratica un’incisione di circa cinque centimetri sul polso e procede a tagliare il legamento carpale e allargare il tunnel carpale.

Oggi, tuttavia, si preferisce l’endoscopia, che è meno invasiva e ha tempi di recupero più brevi. Le incisioni sono di dimensioni molto ridotte: ne vengono effettuate due, una sul polso e una sul palmo, per inserire una microtelecamera collegata a un tubo e gli strumenti che servono a tagliare il legamento.

Vantaggi dell’intervento al tunnel carpale in endoscopia

La chirurgia endoscopica del tunnel carpale, proprio come avviene in quella per la rimozione dei calcoli alla colecisti, è un metodo molto più veloce rispetto a quello tradizionale, che offre alcuni importanti vantaggi.

Per prima cosa, le cicatrici delle incisioni sono di dimensioni minori: guariscono più in fretta, con meno possibilità di infettarsi o dare luogo a complicazioni, e hanno un impatto estetico molto ridotto.

Dopo l’operazione, il paziente può lasciare subito l’ospedale e iniziare la ripresa delle attività quotidiane già dal giorno successivo, facendo attenzione alle medicazioni, che dovrà tenere per una decina di giorni. Il recupero completo avverrà su un periodo di tempo più lungo, che dipende anche dalla gravità della compressione alla quale era sottoposto il nervo mediano, ed è coadiuvato dalla terapia fisica che rafforza polso e mano, da effettuare con l’aiuto di uno specialista.

vantaggi intervento tunnel carpale

Obencem/gettyimages.it

Ci sono dei rischi nella chirurgia del tunnel carpale?

L’intervento tradizionale al tunnel carpale presentava i rischi tipici di ogni procedura chirurgica, ovvero quelli legati all’anestesia generale e alle complicazioni che possono insorgere relativamente alle ferite. Nel caso dell’endoscopia, i tagli di dimensione ridotta hanno minore possibilità di infettarsi e di dare luogo a cicatrici sensibili. Esiste tuttavia, anche in questo caso, l’eventualità di lesioni al nervo mediano o ai nervi che da esso si diramano, così come lesioni ai vasi sanguigni vicini, oltre naturalmente ai rischi legati alla specifica condizione medica.

Una condizione di benessere generale è ideale anche quando bisogna sottoporsi a piccoli interventi chirurgici: proprio per questo, è importante avere sempre cura di adottare uno stile di vita sano e incentrato sulla prevenzione. Discutere le tue condizioni fisiche insieme al medico di famiglia e sottoporsi a esami periodici è utile per tenere sempre monitorata la salute. A tale proposito può essere utile sapere che esistono polizze assicurative personalizzate, come i Piani Individuali di UniSalute, grazie ai quali è possibile accedere a strutture sanitarie ed effettuare controlli a seconda delle proprie necessità, confrontandosi sempre con specialisti.

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

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