Denti del giudizio: quando è necessaria l’estrazione?

PUNTI CHIAVE

  • L’estrazione del dente del giudizio è indicata quando il dente cresce in modo anomalo o non dispone di spazio sufficiente per erompere e causa dolore associato a infezioni, ascessi, cisti, carie o spostamento di altri denti.
  • L’intervento viene eseguito in anestesia locale, è sicuro e il recupero richiede generalmente da pochi giorni a due settimane.
  • Dopo l’estrazione è importante seguire le istruzioni del dentista e preferire cibi morbidi, tiepidi e facilmente masticabili.

Dolore, gengive infiammate, difficoltà a masticare: quando il dente del giudizio inizia a dare problemi, è inevitabile chiedersi se sia opportuno procedere con l’estrazione. In questi casi, richiedere un consulto odontoiatrico è il primo passo per chiarire il quadro clinico e valutare le opzioni di trattamento. Vediamo in quali casi è indicato estrarre il dente del giudizio e come avviene la procedura.

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    Che problemi possono dare i denti del giudizio?

    I denti del giudizio, o terzi molari, sono gli ultimi denti a svilupparsi all’interno della bocca. Sono quattro – due superiori e due inferiori – e si collocano alla fine delle arcate dentali. Compaiono solitamente tra i 18 e i 25 anni, un periodo della vita associato simbolicamente alla maturità, da cui deriva il nome “denti del giudizio”.

    La loro natura problematica dipende soprattutto dalla mancanza di spazio nell’arcata dentale, che ne impedisce la corretta comparsa. Ciò accade perché questi denti, che svolgevano un ruolo chiave nel masticare e mordere alimenti di migliaia di anni fa, ad oggi non sono più utili. Con il cambiamento delle abitudini alimentari è mutata infatti anche la conformazione di mandibola e mascella, che si sono rimpicciolite. Quando non riescono a erompere, questi denti possono svilupparsi in modo anomalo: possono crescere inclinati o in posizione orizzontale, esercitando pressione sui molari vicini; in altri casi emergono solo parzialmente dalla gengiva, favorendo l’accumulo di batteri e l’insorgenza di infiammazioni. Possono quindi causare dolore, associato a:

    In presenza di questi disturbi, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un odontoiatra per valutare l’opportunità di estrarre il dente interessato.

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    Quando è necessario estrarre il dente del giudizio?

    Generalmente, è necessario procedere con l’estrazione quando:

    • non c’è abbastanza spazio per l’eruzione in arcata
    • è necessario, da un punto di vista ortodontico, liberare spazio nell’arcata per permettere l’allineamento degli altri denti
    • da un controllo preventivo, l’inclinazione del dente non risulta corretta e potrebbe, in seguito, interferire con gli altri denti
    • l’eruzione è incompleta: in questo caso, il rischio è che si formino più facilmente ascessi o infiammazioni causati dalle difficoltà nel pulire in modo adeguato il dente. Una ulteriore possibile conseguenza è l’aumento di fenomeni cariogeni che coinvolgano anche il secondo molare
    • i denti del giudizio possono essere responsabili di infezioni o altre patologie odontoiatriche
    • nascono più di quattro denti del giudizio (iperdentia)
    • il dente del giudizio è cariato, scheggiato o rotto, quindi più esposto all’attacco dei batteri
    • i denti sono inclusi nella gengiva e/o incastrati nell’osso mandibolare.

    Alcuni dentisti consigliano l’estrazione dei denti del giudizio anche se non ci sono queste problematiche, perché lo sviluppo delle radici e l’aumento della densità ossea dovuti all’età rendono più difficoltoso il processo di estrazione del terzo molare e aumentano il rischio di complicazioni.

    Dente del giudizio cariato: è necessaria l’estrazione?

    L’estrazione di un dente del giudizio cariato è spesso l’unica soluzione per evitare complicazioni severe. Quando un dente del giudizio è cariato, il processo di decomposizione ne ha già eroso una parte, rendendo impraticabile la riparazione. In questo caso, un’estrazione previene la diffusione dell’infezione e il deterioramento ulteriore del dente e del tessuto circostante.

    Dente del giudizio rotto: è necessaria l’estrazione?

    Se il dente del giudizio è rotto, sebbene non ci sia dolore, l’estrazione è una delle possibilità più facilmente praticabili: previene conseguenze potenzialmente più scomode, che vanno dalla maggiore esposizione a carie e batteri fino a gonfiori e infezioni sia del dente stesso che della gengiva circostante.

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    Come funziona l’estrazione del dente del giudizio?

    Nei casi più semplici può occuparsi dell’estrazione l’odontoiatra, mentre in quelli più complessi è bene ricorrere all’aiuto di specialisti della chirurgia orale o maxillo-facciale. In ogni caso, è necessario prepararsi all’operazione, attraverso visite specialistiche e una corretta informazione su quanto accadrà. Sebbene possa incutere timore, la procedura è comune e sicura. L’intervento può coinvolgere un dente alla volta oppure entrambi i denti del giudizio di un lato. Solitamente viene effettuato in anestesia locale, fatto salvo per alcuni casi specifici valutati dal chirurgo. Quando l’effetto anestetico è in corso, il dentista procede con l’estrazione, le cui modalità variano se il dente è estruso, ovvero completamente o parzialmente fuoriuscito, oppure incluso, ancora dentro alla gengiva.

    Cosa fare prima di togliersi il dente del giudizio?

    Nei giorni antecedenti all’estrazione, è consigliabile igienizzare la cavità orale attraverso risciacqui con il collutorio. Molti dentisti, inoltre, prescrivono degli antibiotici da assumere prima e dopo l’operazione per ridurre il rischio di infezioni.

    Fa male togliere il dente del giudizio?

    L’intervento di estrazione del dente del giudizio è progettato per essere il meno doloroso possibile. Grazie all’utilizzo di anestesia locale o, in alcuni casi, anestesia generale, il paziente non avverte dolore durante l’operazione. L’anestesia locale rende insensibile l’area intorno al dente, mentre la sedazione permette di svolgere l’intervento senza avvertire fastidi o disagio.

    Quanti giorni di convalescenza dopo l’estrazione del dente del giudizio?

    Il recupero può richiedere da pochi giorni fino a due settimane, a seconda della complessità dell’estrazione e delle condizioni generali di salute del paziente.

    Quanto dura il dolore dopo l’estrazione del dente del giudizio?

    Lo sviluppo tecnologico in campo odontoiatrico ha fatto sì che il rischio di complicazioni sia ridotto al minimo e che il decorso post-operatorio sia tranquillo e sicuro. L’estrazione del dente del giudizio può causare un certo disagio: possono verificarsi gonfiore, sanguinamento o dolore per alcuni giorni. Tuttavia, questi sintomi diminuiscono gradualmente con il passare del tempo e con l’assunzione di farmaci antidolorifici e antinfiammatori. Seguire attentamente le istruzioni post-operatorie del dentista è fondamentale per una guarigione senza complicazioni, così come non forzare i movimenti che risultano difficoltosi.

    Cosa mangiare dopo l’estrazione?

    La connessione tra salute dei denti e alimentazione è strettissima e richiede una cura costante. Questo è ancora più vero dopo l’estrazione di un dente del giudizio. Dopo l’intervento, è consigliato mangiare cibi morbidi, che non richiedono masticazione, ed evitare quelli caldi, piccanti, croccanti o che possano insinuarsi nella ferita. Alcuni alimenti ideali per la fase di convalescenza:

    • purè di patate o verdure, polenta
    • zuppe fredde o tiepide
    • yogurt o pudding
    • frullati o smoothie
    • gelato
    • uova strapazzate o bollite.

    LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI

    Le domande più frequenti dei pazienti

    Quando è necessario togliere il dente del giudizio?

    L’estrazione è indicata quando il dente provoca dolore, infezioni, carie, infiammazioni gengivali oppure quando cresce storto o non ha spazio sufficiente. Può essere consigliata anche per motivi ortodontici.

    Fa male togliere il dente del giudizio?

    No, l’intervento viene eseguito in anestesia locale (o sedazione nei casi più complessi). Dopo l’operazione è normale avvertire un leggero dolore o gonfiore, generalmente gestibile con farmaci.

    Quanto dura il recupero dopo l’estrazione?

    I sintomi più comuni, come gonfiore e fastidio, tendono a ridursi in pochi giorni. La guarigione completa può richiedere da una a due settimane, a seconda della complessità dell’intervento.

    Cosa mangiare dopo l’estrazione del dente del giudizio?

    È consigliato consumare cibi morbidi e tiepidi, come purè, yogurt, zuppe fredde e frullati, evitando alimenti duri, caldi o piccanti che potrebbero irritare la zona.

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    Commenti sul post

      1 commento

    1. Io ho rimosso i denti del giudizio da un pò di tempo ormai ma anzichè rimanere un vuoto dietro i 2’molari ho riempimento gengivale che molto spesso si infiamma provocandomi fastidio e anche mal di testa. Di cosa si tratta?