Animale domestico: caneBenessereMamma e bambinoOsservatorio UnisaluteRagazza si allaccia le scarpe da corsaCoppia Terza EtàWelfare Aziendale Unisalute
impetigine bambini

Impetigine nei bambini: da cosa è causata questa infezione batterica?

L’impetigine è un’infezione della pelle di origine batterica particolarmente diffusa tra i bambini, soprattutto durante l’estate. In questo articolo vedremo da cosa è causata, quali sono i fattori che possono favorire il suo sviluppo e come va trattata. Essendo molto contagiosa, infatti, l’impetigine va curata tempestivamente: in questo modo si evita sia che possa trasmettersi ad altre persone, sia che possano insorgere delle complicanze.

Impetigine nei bambini: che cos’è esattamente?

impetigine segni

Pornpak Khunatorn/gettyimages.it

Quando si parla di impetigine, si fa riferimento a un’infezione superficiale della pelle frequente, in particolare, tra i bambini in età prescolare e scolare, che può colpire anche le persone adulte. Di origine batterica, si presenta soprattutto nei mesi estivi – come abbiamo spiegato nell’articolo sulle infezioni più comuni tra i più piccoli in estate – poiché il caldo umido favorisce la proliferazione dei germi. 

Una caratteristica importante è la sua elevata contagiosità, fattore che impone un trattamento rapido e adeguato, come vedremo fra poco. 

Per quanto riguarda la sua manifestazione, l’impetigine, tipicamente, si presenta sotto forma di vescicole contenenti del materiale sieroso di colore giallastro, circondate da un alone arrossato: queste bolle, rompendosi facilmente, lasciano fuoriuscire il liquido contenuto al loro interno, che quindi forma una crosta. Le lesioni possono apparire in tutto il corpo del bambino ma, generalmente, si manifestano soprattutto nelle zone più esposte quali viso, braccia e gambe

Da cosa è provocata l’impetigine?

prurito bambino

Ulrika/gettyimages.it

Come spiegato, l’impetigine è un’infezione di tipo batterico. La maggior parte delle volte, l’infezione è causata dallo Staphylococcus Aureus, meno spesso è provocata dallo Streptococcus Pyogenes come spiega la Società Italiana di Pediatria; in alcuni casi, poi, i batteri sono presenti contemporaneamente. Il contagio avviene soprattutto da persona a persona: l’impetigine, infatti, si può contrarre entrando in contatto con le lesioni cutanee della persona infetta, ma anche toccando asciugamani, vestiti e oggetti usati da un bambino contagiato.

Esistono poi dei fattori che favoriscono lo sviluppo dell’infezione. Ad esempio, l’impetigine si trasmette più facilmente negli ambienti di vita in comune, come gli asili e le scuole, e con un clima caldo-umido. Anche la presenza di piccole ferite, escoriazioni, infezioni cutanee, punture d’insetto, può facilitare il contagio, in quanto i batteri responsabili dell’impetigine spesso entrano attraverso queste vie.

Impetigine nei bambini: quali sono i suoi sintomi?

prurito polsi

Singjai20/gettyimagesi.it

Abbiamo già visto come si manifesta l’impetigine, ma è bene specificare che esistono due forme differenti di questa infezione: l’impetigine non bollosa, che riguarda la maggioranza dei casi, e l’impetigine bollosa, che presenta vesciche più grandi. Per quanto riguarda i sintomi, oltre alla presenza delle bolle, il bambino può avvertire la sensazione di prurito, che lo induce a grattarsi: questo comportamento, ovviamente, va scoraggiato dai genitori, perché contribuisce a espandere l’infezione sul corpo. Come vedremo, un modo per evitare che ciò accada è coprire le ferite.

L’impetigine può provocare complicanze? 

In genere, l’impetigine non è pericolosa e nelle forme lievi le lesioni tendono a non lasciare cicatrici sulla pelle. In certe situazioni, però, se la malattia non viene trattata adeguatamente, possono insorgere complicazioni: in rari casi, per esempio, l’impetigine può causare la glomerulonefrite, un’infiammazione renale.

Come si cura questa infezione batterica?

antibiotico orale

Kontrec/gettyimages.it

L’impetigine va curata in modo tempestivo sia per prevenire la trasmissione ad altre persone sia per evitare possibili complicanze. La cura, che va seguita per tutto il tempo indicato dal medico, solitamente prevede antibiotici per via topica oppure orale. Se l’infezione è estesa, quindi caratterizzata dalla presenza di molte lesioni, sarà necessario abbinare al trattamento topico un antibiotico per via orale. 

Vediamo altri consigli che è fondamentale seguire:

  • Il bambino va tenuto a casa da scuola o dall’asilo fino a quando non è più contagioso, secondo le prescrizioni del medico.
  • Le lesioni vanno pulite e coperte per far sì che il bambino non possa grattarsi ed espandere l’infezione ad altre parti del corpo. Inoltre, è bene spiegargli che non deve rimuovere le croste, e assicurarsi che le unghie delle mani non siano mai lunghe, per evitare possibili graffi.
  • Gli asciugamani e i vestiti del malato non vanno condivisi con altri membri della famiglia, per non diffondere l’infezione.
  • È importante mantenere le mani pulite, sia le proprie che quelle del bambino.

Per tutelare il benessere dei bambini, è possibile affidarsi anche a polizze assicurative ad hoc, come Protezione Famiglia Ragazzi di UniSalute, copertura sanitaria pensata proprio per i più piccoli, che include anche il servizio “Il pediatra risponde”, grazie al quale i genitori possono ottenere una rapida risposta a dubbi e quesiti.

Conoscevate già l’impetigine nei bambini? Avete mai avuto a che fare con questa infezione della pelle?

 

FONTI:

  • humanitas.it
  • ospedalebambinogesu.it
  • sip.it
  • mayoclinic.org

 

Mara D'Angeli
Riminese, lavora nel campo della comunicazione e della scrittura. Per il blog InSalute, si occupa di approfondimenti legati a benessere, prevenzione e salute dei bambini.

COMMENTA