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Fluoro ai bambini

Fluoro ai bambini contro la carie: fa bene o no?

Sin dalla più tenera età, è importante curare la salute dei denti e anticipare la formazione di carie già da bambini. Per risparmiarci tanti piccoli e grandi problemi durante tutta la vita, possiamo mettere in pratica da subito una strategia di prevenzione. Naturalmente a 2, 3 o 4 anni di età la responsabilità di una corretta igiene orale ricade sui genitori che sicuramente si saranno chiesti se il fluoro ai bambini fa bene oppure no.

La risposta è semplice: il fluoro è un elemento benefico e la fluoroprofilassi è una strategia vincente contro la carie, non bisogna però sottovalutare il metodo di somministrazione e il dosaggio. Vediamo, dunque, come tutelare la salute dei denti dei più piccoli riducendo i rischi, traendo consigli utili dalle Linee guida del Ministero della Salute e dagli studi degli esperti.

Fluoro sì, fluoro no: da dove nasce il dubbio?

Salute denti bambini

La carie si contrasta naturalmente grazie alla saliva e alla sua funzione remineralizzante, supportata dalla presenza di ioni calcio, fosfato e fluoro. Proprio di quest’ultimo elemento è scientificamente riconosciuta la grande efficacia in ottica preventiva. Molti studi, infatti, evidenziano come i composti fluorati remineralizzano efficacemente le superfici dentali e inibiscono il processo di demineralizzazione. L’assenza o la carenza di fluoro è, dunque, un importante fattore di rischio per la comparsa della carie.

Esistono, invece, forti dubbi su come somministrare il fluoro. La questione nasce dall’abitudine di molti dentisti e pediatri di prescrivere ai bambini fino ai 5 anni gocce di fluoro o pastiglie, con lo scopo di rinforzare i dentini e scongiurare il rischio di insorgenza di una carie.

Negli ultimi anni, tuttavia, è nato un dibattito all’interno della comunità odontoiatrica sull’effettiva efficacia di questa abitudine terapeutica sulla salute dei bambini. Alcuni studi, in particolare, hanno dimostrato che un’eccessiva dose di supplementi di fluoro comporti il rischio di contrarre la fluorosi dentale, una patologia che si manifesta attraverso macchie chiare o scure sui denti e che può degenerare coinvolgendo anche l’apparato scheletrico.

Tra chi critica l’impiego dei supplementi di fluoro, c’è chi sostiene che siano un prodotto di scarto dei processi industriali, che possano ritardare lo sviluppo intellettivo, che possano provocare danni alle ossa e addirittura tumori. Da un punto di vista scientifico, vengono riportate le perplessità espresse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sui rischi di un eccesso di fluoro nelle acque.

Non tutte ragioni sembrano, però, rappresentare un problema concreto in Italia. Infatti, per esempio, la fluorazione delle acque è molto ridotta e si consuma molta acqua minerale. Il risultato è che difficilmente si potrà assumere la quantità di fluoro necessaria per la prevenzione della carie attraverso questa via, contemporaneamente sussistono dubbi anche sull’effettivo apporto della sostanza attraverso la dieta.

L’opinione prevalente oggi, tra i pedontoiatri, è che sia tutta una questione di dosaggio: un giusto apporto di fluoro rinforza lo smalto e ostacola la crescita dei batteri che provocano la carie. Tuttavia, non è ancora stata definita una soglia di sicurezza che, una volta superata, aumenta il rischio il rischio di patologie come la fluorosi dentale oppure fluorosi scheletrica che è quella che intacca le ossa.

Come somministrare il fluoro ai bambini?

Igiene orale bambini

Per evitare danni, molti dentisti consigliano di preferire una somministrazione topica: si può, infatti, fornire fluoro sufficiente ai bambini grazie a spazzolino e dentifricio. In questo modo, i più piccoli imparano a curare la propria igiene orale e, contemporaneamente, tuteleranno i propri denti dalle carie.

I dentisti consigliano di spazzolare i denti solo con l’acqua fino al primo anno di età. Poi, è bene integrare la routine di igiene con una pasta dentifricia ricca di fluoro e, a partire dai sei anni, passare tranquillamente ad un prodotto per adulti.

La scelta del dentifricio in questo caso è cruciale, di conseguenza è importante consultarsi con il proprio pedodontoriatra per valutare il caso singolo e monitorare il rischio di fluorosi in maniera costante.

Le linee guida del Ministro della Salute

Dentifricio pea size

Sulla questione del fluoro ai bambini è intervenuto anche il Ministero della Salute che ha trattato approfonditamente l’argomento nelle linee guida sull’igiene dei bambini pubblicate nel 2013. Partendo dal presupposto della centralità della fluoroprofilassi per prevenire le carie, il Ministero raccomanda di non sottovalutare i fattori di rischio che portano a lesioni cariose.

Alla luce degli studi scientifici, si ribadisce che l’effetto preventivo dell’utilizzo di integratori di fluoro dopo l’eruzione dei denti è più efficace di altre strategie di somministrazione. Di fatto, vengono confermate due modalità di somministrazione:

  • L’uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro, 2 volte al giorno;

  • Fluoro in gocce o pastiglie, su esplicita indicazione del dentista.

I genitori, dal canto loro, devono prestare attenzione al fatto che i bambini non ingeriscano eccessive quantità di dentifricio mentre si lavano i denti. Per questo motivo, i dentisti e il Ministero consigliano di somministrare il dentifricio in una piccola quantità, pea-size, ovvero una punta di dentifricio grande come un pisello. In questo modo, possiamo monitorare la situazione e ridurre il rischio della fluorosi.

Le linee guida del Ministero, infine, confermano che si può prescrivere integratori e supplementi di fluoro per via orale, tuttavia ciascun caso dev’essere valutato individualmente e in casi di oggettiva difficoltà.

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

2 Commenti

  1. giuseppe ha detto:

    ottimo articolo.

    1. Il blog di Unisalute ha detto:

      Grazie Giuseppe 🙂

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