Il colesterolo è un grasso presente nel sangue in parte prodotto dall’organismo in parte introdotto con l’alimentazione. Si distingue in HDL o colesterolo “buono”, che aiuta a rimuovere l’eccesso di lipidi dal sangue, e LDL o colesterolo “cattivo”, che può accumularsi nelle arterie favorendo la formazione di placche aterosclerotiche. Quando i valori di LDL superano i limiti di salute, aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari come infarto e ictus. Per questo è fondamentale monitorare regolarmente il colesterolo attraverso esami del sangue, così da individuare eventuali anomalie e intervenire con stili di vita adeguati o, se necessario, con un trattamento mirato.
Il colesterolo alto – o ipercolesterolemia – è una condizione molto più diffusa di quanto si pensi e spesso rimane silente. Le più recenti rilevazioni dell’Italian Health Examination Survey, indagine periodica condotta dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito del Progetto Cuore, hanno rivelato infatti, che circa il 24% degli uomini e il 30% delle donne tra i 35 e i 74 anni presenta un valore di colesterolemia totale elevato o è già in trattamento per ipercolesterolemia. Una parte significativa delle persone coinvolte, inoltre, non è consapevole della propria condizione.
I rischi che questa condizione comporta, soprattutto quando non è monitorata e adeguatamente trattata, sono numerosi. Un’adeguata conoscenza dell’argomento e una conseguente prevenzione sono dunque fondamenali.
In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza, approfondendo che cos’è il colesterolo, quali sono i parametri da conoscere e come monitorarlo.
Che cos’è il colesterolo?
Il colesterolo è un grasso presente nel sangue che viene prodotto per circa l’80% dall’organismo e per il restante 20% introdotto tramite il cibo. Svolge diverse funzioni, in quanto è responsabile della formazione delle cellule nervose, partecipa al processo digestivo e alla produzione di vitamina D, importante per la salute delle ossa.
Esistono due tipologie di colesterolo:
- LDL (lipoproteine a bassa densità): viene considerato colesterolo “cattivo” perché, quando presente in quantità elevate, favorisce la formazione di placche aterosclerotiche, che possono restringere il lume dei vasi sanguigni fino a occluderli, compromettendo il corretto flusso sanguigno e causando problemi cardiovascolari.
- HDL (lipoproteine ad elevata densità): viene definito colesterolo “buono” poiché contribuisce alla rimozione del colesterolo in eccesso dal sangue e svolge un ruolo protettivo nei confronti del rischio cardiovascolare (infarto, ictus).
Perché è importante monitorare il valore del colesterolo?
Il controllo regolare del colesterolo è dunque un tassello fondamentale per la tutela della salute cardiovascolare.
In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, le patologie cardiovascolari sono responsabili ogni anno del 44% dei decessi. Si stima, inoltre, che annualmente siano 240.000 le persone che vengono colpite da infarto e ictus, condizioni che, anche quando non comportano la morte del paziente, possono lasciarlo invalido.
I dati clinici mostrano chiaramente l’impatto del colesterolo sul rischio personale: un valore di LDL pari a 180 mg/100 ml è associato a un rischio di infarto del 20% entro due anni. Tale rischio si dimezza quando l’LDL scende a 120 mg/100 ml e si riduce fino al 2% nei casi in cui il valore raggiunge i 50 mg/100 ml.
Valori elevati di colesterolo rappresentano inoltre un campanello d’allarme per la sindrome metabolica, ovvero per quell’insieme di fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare malattie a carico del cuore.
Queste evidenze confermano quanto sia essenziale conoscere i propri valori ematici e interpretarli correttamente, così da poter intervenire in caso di alterazione.

Esami del colesterolo: come leggere i valori?
I dati relativi al colesterolo si ottengono attraverso un semplice esame del sangue. Nella maggior parte dei casi, nel referto si troverà il “profilo lipoproteico”, una sezione dedicata in cui sono indicati i valori complessivi del colesterolo, la quota di HDL, quella di LDL e i trigliceridi, anch’essi grassi che contribuiscono a comprendere qual è l’effettivo rischio cardiovascolare di un individuo.
Colesterolo: i valori ottimali di HDL e LDL
L’ipercolesterolemia indica tradizionalmente un livello ematico di colesterolo totale superiore ai 200 mg/dl. I valori nella norma sono invece:
- colesterolo LDL: 70-180 mg/100 ml
- colesterolo HDL: 40-80 mg/100 ml
- colesterolo totale: 120-220 mg/100 ml.
Questi parametri, tuttavia, sono stati recentemente rivisti dall’ESC, l’associazione no profit che riunisce oltre 90.000 esperti provenienti dall’Europa e dal Mediterraneo e studia come ridurre le malattie cardiovascolari in Europa. Si è stabilito che esistono delle linee guida che aiutano gli specialisti ad analizzare i referti, ma si è giunti alla conclusione che non esistono dei valori ottimali validi per tutti. Ci sono molti fattori che fanno la differenza a partire dal sesso e dall’età fino allo stile di vita e alla storia clinica del paziente.
Va specificato inoltre che quando i due meccanismi (HDL e LDL) si compensano non ci sono rischi per la salute. Il problema nasce, come si è visto, quando la quota di colesterolo LDL supera i livelli di sicurezza e causa placche aterosclerotiche.
Dunque, mantenere i valori del colesterolo entro i limiti di salute è particolarmente importante per evitare l’ipercolesterolemia e le malattie ad essa connesse.

HDL alto: cosa significa?
Il colesterolo HDL è considerato “buono” perché contribuisce alla rimozione del colesterolo in eccesso dal sangue e svolge un ruolo protettivo nei confronti del rischio cardiovascolare (infarto, ictus). Tuttavia, valori molto elevati di HDL, soprattutto quando superano ampiamente i limiti superiori di riferimento, possono essere il segnale di alterazioni genetiche o condizioni metaboliche particolari che causano un’iperproduzione di HDL o una sua lenta eliminazione. In queste circostanze, il colesterolo HDL potrebbe non proteggere da patologie cardiovascolari.
Può essere necessaria quindi una valutazione specialistica per approfondire il quadro clinico e stabilire un’eventuale terapia.

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Come si calcola l’indice di rischio cardiovascolare?
L’indice di rischio cardiovascolare (IRC) è un parametro che serve a valutare il rischio individuale di sviluppare una malattia cardiaca. È dato dal rapporto tra quello “cattivo” e quello “buono”. Più è alto, maggiore è la probabilità che si formino placche aterosclerotiche nei vasi sanguigni. Il suo valore deve essere inferiore a 5 per gli uomini e a 4,5 per le donne.
Un’altra modalità per valutare il rischio cardiovascolare è il calcolo del colesterolo non HDL che consiste semplicemente in una sottrazione tra il valore totale e la parte del colesterolo “buono”. In questa maniera è possibile fotografare anche la presenza nell’organismo del colesterolo in chilomicroni e vldl (che sta per very low density lipoprotein) associati ai trigliceridi. Ciò è rilevante poiché ci sono soggetti che vanno incontro a infarto anche se il livello di colesterolo LDL è basso: in questo caso è probabilmente rilevante l’ulteriore quota che si può ottenere attraverso analisi specifiche oppure attraverso la sottrazione.
Come abbassare il colesterolo?
Per mantenere il colesterolo entro valori di salute è fondamentale agire sullo stile di vita. L’American Heart Association ha stilato la lista di 7 regole salva-cuore, che si sono dimostrate utili non solo nella prevenzione cardiovascolare, ma anche in quella oncologica . Tra queste si trova anche l’indicazione di mantenere il colesterolo all’interno dei limiti di salute:
- restare fisicamente attivi
- mantenere un peso controllato
- seguire una dieta sana
- mantenere i livelli di colesterolo entro i limiti di salute
- tenere bassa la pressione arteriosa
- regolare i livelli di zuccheri nel sangue
- non fumare.
Fra tutti i fattori modificabili, l’alimentazione rappresenta sicuramente il punto di partenza. Per abbassare il colesterolo è utile privilegiare una dieta povera di grassi e proteine animali, e ricca invece di fibre, da assumere tramite frutta, verdura e cereali integrali. Anche mantenere il proprio peso forma contribuisce al miglioramento del profilo lipidico.
Altrettanto importante è un’attività fisica regolare. Muoversi con costanza aiuta non solo a ridurre la quota di colesterolo LDL, ma anche ad aumentare i valori di colesterolo HDL.
Qualora le modifiche nello stile di vita non siano sufficienti per ridurre l’ipercolesterolemia, è possibile ricorrere, su indicazione medica, all’assunzione di integratori o farmaci (statine).
Colesterolo: esami e prevenzione
Per mantenere il proprio cuore in salute e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari è dunque cruciale coniugare uno stile di vita sano a controlli periodici. L’importanza di monitorare con regolarità i livelli di colesterolo è tanto maggiore se si considera che non ci sono sintomi osservabili della presenza di valori fuori norma. Livelli alti di colesterolo totale e LDL possono essere rilevati solo tramite esami ematici. Ecco perché la prevenzione permette di salvare la vita, ancora di più in caso di familiarità verso patologie cardiovascolari.
La cultura della prevenzione è però troppo spesso ancora scarsa e poco diffusa, complici una generica sfiducia nella sanità pubblica e i costi delle prestazioni private, spesso troppo alti.
Per questo motivo può essere utile valutare strumenti che rendono più accessibili i percorsi di prevenzione, come i piani offerti dalla sanità integrativa, che permettono di eseguire esami e visite a condizioni agevolate. In quest’ottica si inseriscono le soluzioni UniSalute Per Te, che offrono percorsi pensati per accompagnare le persone nel monitoraggio costante dei fattori di rischio e nella tutela della salute nel lungo periodo.
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Le domande più frequenti dei pazienti
Quali sono i valori di riferimento del colesterolo?
In generale, il colesterolo totale è considerato nella norma quando si colloca tra 120 e 220 mg/100 ml. I valori dell’LDL variano in un intervallo compreso tra 70 e 180 mg/100 ml, mentre l’HDL è ritenuto adeguato se compreso tra 40 e 80 mg/100 ml. Il medico definisce comunque i target più appropriati in base al profilo di rischio cardiovascolare individuale.
Ogni quanto è consigliabile controllare il colesterolo?
In assenza di fattori di rischio, è consigliabile eseguire un controllo ogni anno. In presenza di familiarità, sovrappeso, ipertensione, diabete o valori già alterati, gli esami possono essere programmati con maggiore frequenza su indicazione del medico.
Che cosa incide di più sui livelli di colesterolo?
La dieta, il peso corporeo, la sedentarietà, il fumo e alcune condizioni metaboliche influiscono sui livelli di colesterolo. Anche la componente genetica può influire, come nel caso dell’ipercolesterolemia familiare.
È possibile abbassare il colesterolo senza farmaci?
Molte persone riescono a migliorare i propri valori adottando uno stile di vita sano: alimentazione ricca di fibre e povera di grassi saturi, attività fisica regolare, controllo del peso e stop al fumo. Quando queste misure non bastano, il medico può valutare una terapia farmacologica.


6 commenti
Sono un malato cardiovascolare, con diverse altre patologie tra cui un K-prostatico e Diabete di tipo II. Sono stato operato di by-pass agli arti inferiori in passato e recentemente con degli stent all’arto inf. dx e all’iliaca e uno cardiaco. Vorrei porgere una domanda: Con questo quadro clinico ogni quanto tempo dovrei fare le analisi di toutine? Il mio medico curante sostiene che essendo le ultime analisi, fatte 6 mesi orsono, andavano abbastanza bene, in particolare il colesterolo, non può prescrivermelo in base alle normative vigenti, perchè, appunto, il precedente andava bene (una delle poche volte). Vi sarei grato se rispondeste a questo quesito e nell’attesa Vi porgo distinti saluti. Giacomo Celi
Buonasera Giacomo, e scusa il ritardo della risposta: a causa di un piccolo problema tecnico non vedevamo la notifica relativa al tuo commento.
Va bene fare le analisi ogni 6 mesi/1 anno, poiché il livello del colesterolo va controllato con la terapia, e la terapia di norma non può essere superata che entro certi limiti e tempi. La dieta, visti i suoi disturbi, deve essere sempre molto rigorosa: un accorgimento che va seguito con una certa costanza nel tempo, non per periodi di tempo limitati (non solo per mesi e neppure per anni). Detto questo però, ci tengo a sottolineare che solo il tuo medico curante, che conosce nel dettaglio il tuo quadro clinico, può avere una visione complessiva e dunque sapere cosa è giusto fare: i nostri consigli possono in alcun modo sostituire le indicazioni di chi ha in cura un paziente. Spero di esserti stato utile. Grazie per averci scritto.
Buona serata.
Professor Pier Roberto Dal Monte
Comitato Medico Scientifico UniSalute
Buona sera. Articolo ben fatto. Noi come farmacisti e come tutti i medici teniamo alla salute dei nostri pazienti. Negli ultimi anni, la tecnologia per la misurazione dei valori distinti uno a uno, ha fatto grandi passi e noi sian ben contenti, in quanto riusciamo a dare una stima abbastanza precisa sui valori e indirizzare dal medico qualora fosse necessario.
Farmacia Cavalieri
Bng, ho appena compiuto 49 anni, vado a correre 3 volte alla settimana, ho una familiarità con problemi cardiocircolatori (mio nonno ha subito 3 baypass, mio fratello a 40 anni 4 bypass e mio papà un mese fa 3 bypass). Dopo un recente screening a cui mi sono sottoposto, ho scoperto di avere un colesterolo totale = 271, HDL = 65, LDL = 163, glicemia = 103 con trigliceridi = 130. In piu’ sto riscontrando una pressione diastolica sempre vicina ai 90 (alcune volte sui 98) con una sistolica tra i 121 e 111. Mi sono sottoposto a holter pressorio 24 ore, ecodoppler parti superiori, eco cardio, ecg, prova sotto sforzo. A parte sbalzi di pressione durante la giornata con stabilizzazione alla sera, tutto il resto è nella norma. Da un mese sto seguendo una dieta priva di formaggi, sale, alcol (ma ne assumevo già poco), con maggiore consumo di pesce, verdure, frutta, lecitina di soia, con integratori a base di aglio (prima di ogni pasto) e la sera dopo cena un integratore al “riso rosso fermentato”, limitato il consumo di caffè a 2/3 al giorno (rispetto ai miei 6/7). Al mattino appena sveglio acqua tiepida con limone premuto e zenzero e grande consumo di centrifughe a base di arancia, zenzero, carote, sedano etc.
Buonasera ho 27 anni e sono già Mamma soffro di colesterolo alto perché è famigliare le mando i risultati
colesterolo totale: 189
Hdl:41
Ldl:104
Trigliceridi:200
Non hdl:146
Come sono ?
premetto che ho mangiato dolci e molto affettato
Rischio qualcosa di grave?
Salve sono una ragazza di 25 anni ho ritirato le analisi di controllo che effettuo una volta al l’anno vedo che il valore del colesterolo totale e basso pari 106 ,prima domanda che comporta un valore basso e quale potrebbe essere la causa..mi accorgo che un altro valore alto e la bilirubina tot.1.70-bilirubina diretta 0.70 e quella indiretta 1.00 ,nel attesa di consultare il medico mi chiedevo se potevo avere un impronta della situazione..grazie .