L'endometriosi è una malattia ginecologica in cui il tessuto simile all'endometrio cresce fuori dall'utero, causando dolore pelvico, mestruazioni dolorose e, talvolta, problemi di fertilità.

Endometriosi e gravidanza: un percorso possibile


Il legame tra endometriosi e gravidanza è complesso, ma non necessariamente negativo. Questa patologia cronica può influire infatti sulla fertilità, ma ciò non implica che non si possano avere figli. Con una diagnosi precoce e un trattamento mirato, molte donne riescono a concepire naturalmente o con l’aiuto della procreazione medicalmente assistita (PMA). Durante la gravidanza, i sintomi tendono spesso a regredire grazie all’aumento del progesterone, ma possono in alcuni casi peggiorare. La malattia, inoltre, può essere associata a un rischio più alto di complicanze. Per questo è importante un monitoraggio costante presso centri specializzati.

Ricevere una diagnosi di endometriosi genera spesso dubbi e timori, soprattutto se si desidera diventare madre. Questa patologia ginecologica cronica, che interessa milioni di donne in età fertile, può infatti influire sulla fertilità, ma non la compromette necessariamente. Oggi, infatti, grazie a un monitoraggio costante e a un approccio terapeutico personalizzato, sempre più donne con endometriosi riescono a portare avanti una gravidanza.

In questo articolo approfondiamo il legame tra endometriosi e gravidanza, i possibili percorsi per concepire e come affrontare la gravidanza in presenza della malattia.

Mai più rimandarsi

Scopri la polizza Base – Prevenzione e check-up

Chi soffre di endometriosi può avere figli?

L’endometriosi non implica necessariamente infertilità, ma può rendere il concepimento più difficile. Il tessuto endometriale ectopico, che cresce cioè al di fuori dell’utero, reagendo ai cambiamenti ormonali del ciclo ovarico, può causare infiammazione, aderenze (cicatrici) e cisti ovariche (endometriomi) che possono ostacolare il corretto funzionamento degli organi riproduttivi.

Le aderenze possono, ad esempio, ostruire le tube di Falloppio, impedendo l’incontro tra ovulo e spermatozoo. A livello ovarico, la presenza di endometriomi può compromettere la riserva ovarica e la qualità degli ovociti, mentre l’infiammazione può creare un ambiente pelvico meno favorevole all’impianto dell’embrione.

Se è vero che l’endometriosi può causare difficoltà nel concepire, in presenza di una diagnosi precoce almeno il 50% delle donne che ne soffrono riescono a concepire naturalmente. Nei restanti casi, può essere necessario ricorrere a un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA), che può comprendere tecniche come la stimolazione ovarica, la fecondazione in vitro (FIVET) o l’ICSI, a seconda del quadro clinico.

Allo stato attuale non esiste purtroppo una cura definitiva per l’endometriosi, ma diverse opzioni terapeutiche possono alleviare i sintomi e migliorare le possibilità di gravidanza. Un approccio multidisciplinare che combina terapie farmacologiche, chirurgiche e di supporto alla fertilità può migliorare di molto le probabilità di gravidanza.

Endometriosi e gravidanza: l’importanza di diagnosi e trattamento precoci

Riconoscere i sintomi dell’endometriosi è cruciale per arrivare a una diagnosi e avviare il trattamento più adeguato. Tuttavia, la malattia viene spesso riconosciuta con anni di ritardo – in media tra i 7 e i 10 anni – poiché i disturbi che provoca tendono a essere sottovalutati o confusi con i normali dolori mestruali. Questa somiglianza può far sì che molte donne convivano a lungo con la patologia senza saperlo.

I sintomi più frequenti includono:

  • dolore pelvico cronico
  • mestruazioni dolorose (dismenorrea)
  • dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia)
  • disturbi intestinali o vescicali
  • difficoltà a concepire.

Alcune donne, tuttavia, restano asintomatiche, e l’endometriosi viene scoperta solo in seguito a indagini per infertilità.

Il percorso diagnostico implica, oltre a una visita ginecologica accurata, esami come

  • ecografia pelvica o transvaginale per individuare la presenza di cisti ovariche o noduli profondi
  • risonanza magnetica pelvica, utile per mappare l’estensione delle lesioni
  • laparoscopia diagnostica, che permette di osservare le lesioni e, se necessario, prelevare campioni per la biopsia.

Le opzioni terapeutiche possono variare tra:

  • attesa e monitoraggio della situazione, soprattutto in casi di endometriosi lieve
  • terapia farmacologica per controllare i sintomi e contenere la progressione della patologia
  • intervento chirurgico: la chirurgia laparoscopica può rimuovere le lesioni endometriosiche, migliorando le possibilità di concepimento.

Se desiderate una gravidanza e soffrite di endometriosi, consultate il ginecologo per valutare il trattamento migliore, che può includere monitoraggio, farmaci o intervento chirurgico laparoscopico.

Come fare un figlio con endometriosi?

In gravidanza, nella maggioranza dei casi, i sintomi dell’endometriosi tendono a migliorare, grazie all’aumento del progesterone, che sopprime la crescita del tessuto ectopico. In una percentuale minore di casi, al contrario, si assiste a un peggioramento del quadro clinico.

L’endometriosi può associarsi inoltre a un aumentato rischio di complicanze quali:

Alla luce di questi rischi, un attento monitoraggio medico durante la gestazione è quindi essenziale. Il consiglio, per le donne affette da endometriosi che cercano una gravidanza, è quello di affidarsi a centri specializzati per ricevere un’assistenza costante e un percorso personalizzato.

 

Prenditi cura della tua salute con i moduli base UniSalute Per Te
Consultare uno specialista per una valutazione personalizzata, adottare uno stile di vita sano e valutare il supporto psicologico per gestire le difficoltà emotive.

Le domande più frequenti dei pazienti

Chi soffre di endometriosi può rimanere incinta naturalmente?
Sì, nella metà circa dei casi il concepimento avviene in modo naturale, soprattutto quando la malattia viene diagnosticata e trattata precocemente. Nelle forme più avanzate o in presenza di ostruzioni tubariche, può essere indicato un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA).

L’endometriosi può peggiorare durante la gravidanza?
Nella maggior parte delle donne, la gravidanza porta a un miglioramento dei sintomi, grazie all’aumento del progesterone che inibisce la crescita del tessuto endometriosico. Tuttavia, in una minore percentuale di casi, possono verificarsi riacutizzazioni o complicanze, per cui è importante essere seguite da centri specializzati.

L’endometriosi aumenta il rischio di aborto o parto prematuro?
La malattia può essere associata a un rischio più alto di aborto spontaneo, parto pretermine e placenta previa.

Dopo la gravidanza, i sintomi dell’endometriosi scompaiono?
Spesso i sintomi si attenuano durante la gestazione, ma tendono a ripresentarsi dopo il parto con il ritorno del ciclo mestruale. Per questo è importante proseguire con controlli regolari e, se necessario, con una terapia di mantenimento.

Glossario informativo

Dismenorrea: dolore mestruale intenso.
Dispareunia: dolore durante i rapporti sessuali.
Laparoscopia: procedura chirurgica minimamente invasiva per esaminare gli organi addominali.
Agonisti del GnRH: farmaci che riducono la produzione di estrogeni.
Placenta previa: condizione in cui la placenta si posiziona sul collo dell’utero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti sul post

    Nessun commento